Home Blog Pagina 185

E’ arrivato il libro per tutti gli appassionati di serie tv

Questo è senza ombra di dubbio, per noi spettatori insaziabili italiani, il decennio delle serie tv.

Ci sono sempre state, negli Stati Uniti riempiono il palinsesto di ogni network ad ogni stagione, e lì ormai la qualità ha raggiunto vette insperate fin dalla fine degli anni ’90, ma solo negli ultimi tempi gli spettatori italiani sembrano essersene veramente accorti. Grazie soprattutto a internet, nel quale le parole “streaming” e “sottotitoli” vanno per la maggiore pur se a bassa voce per ovvi motivi, le nuove generazioni stanno crescendo a pane e serie tv, e ormai la lista di quelle che si vedono è costante materia di conversazione.
Claudio Gotti e Matteo Marino hanno capito benissimo la situazione e, sfruttando una evidente passione ma soprattutto una fondamentale conoscenza della sterminata materia, ci hanno regalato con “Il Mio Primo Dizionario Delle Serie Tv Cult – da Twin Peaks a Big Bang Theory” quello che al pubblico odierno affamatissimo di serialità (americana e non solo) mancava: una bussola per districarsi tra i tanti prodotti di incredibile qualità degli ultimi anni, a cominciare dalle serie terminate per fare i classici mega-recuperi.
Claudio e Matteo in questo interessantissimo dizionario propongono davvero un numero notevole di serie tv, ma giustamente non si fermano al banale elenco e descrizione, vanno più a fondo dedicando ad ogni serie il giusto spazio, e le giuste riflessioni, strutturando ogni capitolo in varie sezioni: si comincia con una frase iconica della serie e si descrive poi l’inizio della serie che colpisce sempre l’occhio dello spettatore; si passa ad analizzare i vari protagonisti e poi si prosegue con “il marchio“, ovvero cercare di captare lo stile distintivo della serie trattata; quindi si analizza “la firma“, ovvero raccontare chi sono i creatori della serie (i cosiddetti showrunners) e si va avanti con le sezioni “vite parallele” e “serendipità” che descrivono rispettivamente le ispirazioni della serie oltre il piccolo schermo (cinema, musica, libri ad esempio) e il momento d’impatto che, oltre ogni aspettative, ci ha fatto innamorare della serie. In queste autentiche affidabilissime schede ogni tanto, fortunatamente non per tutte, c’è anche spazio per il tanto temuto “salto della squalo“, ovvero il determinato momento in cui una serie ha iniziato una netta discesa qualitativa (i veri fans conoscono la nascita di tale espressione, ma per chi non lo sapesse non vi preoccupate, il libro spiega anche questo).
Come detto, per realizzare un dizionario così ben fatto non ci vuole solo la passione, ma soprattutto la competenza, e i due autori dimostrano costantemente di averla tra citazioni e descrizioni sempre sul pezzo (non a caso, molti passaggi possono apparire oscuri a chi guarda le serie solo sporadicamente e lontano dal web, ma il dizionario fa il massimo per spiegare tutto a tutti nella maniera più diretta e semplice possibile). La competenza è dimostrata anche dalla scelta simbolica ma giustissima di iniziare cronologicamente da Twin Peaks, la serie culto di David Lynch – che tornerà in onda il prossimo anno dopo oltre 25 anni – che davvero ha cambiato il modo di fare tv e soprattutto di usufruire la tv da parte del pubblico, portando temi mai visti prima e affermando il successo della trama orizzontale su quella episodica. Ma in questo lungo percorso, inevitabilmente, l’unica vera critica che si può fare è la mancanza di capitoli fondamentali: gli autori, consapevoli che non si poteva inserire tutto, lo hanno premesso all’inizio, ma dispiace comunque constatare l’assenza di commedie importanti come How I Met Your Mother o dramedy come Gilmore Girls, di una delle serie più premiate agli Emmy Awards, vale a dire The West Wing, e di momenti fondanti della Golden Age televisiva, ovvero Oz e Deadwood, lasciando però spazio a titoli come Flash Forward che, cancellata dopo una sola stagione, è stato un flop di assoluto trash qualitativo. Ma uscendo dal soggettivo, pesano tantissimo le assenze delle due serie ritenute dalla critica le migliori nelle rispettive categorie: Seinfeld tra le commedie e The Wire tra i drammi, imprescindibili per qualunque libro sulla serialità televisiva.
La fortuna, come ammesso sempre nel preambolo del dizionario, è che si è sempre aperti ad un nuova puntata che possa colmare tali mancanze, c’è sempre “la possibilità di una seconda puntata”. Lo speriamo tutti, perché “Il Mio Primo Dizionario Delle Serie Tv Cult – da Twin Peaks a Big Bang Theory” è un pilot riuscitissimo, per rimanere nel gergo seriale, ed un’opera assolutamente ben fatta e meritevole di successo, traboccante di passione e immancabile nelle librerie di ogni appassionato di serie tv che si rispetti.
Emanuele D’Aniello

Festival delle Letterature con Edoardo Albinati, Premio Strega 2016

Il Festival quest’anno ha come tema “MEMORIE/MEMORIES”, e ogni autore legge un testo inedito appositamente scritto e ispirato al tema scelto.

Nella serata del 21 giugno, in anteprima, è stato ospite il vincitore del Premio Strega, insieme a due grandi scrittori: ESHKOL NEVO, israeliano di fama mondiale, e GIANCARLO DE CATALDO, conosciuto soprattutto grazie a Romanzo criminale.
Altri giorni, altre memorie: tre storie diverse, tre autori accomunati dal senso della libertà.
EDOARDO ALBINATI è nato a Roma nel 1956 dove vive ancora e svolge l’attività di insegnamento all’interno del penitenziario di Rebibbia.
Il vincitore del premio Strega con “ La scuola cattolica” ha portato, in occasione del Festival, un testo inedito, uscito in anteprima nel domenicale de La Repubblica e riproposto nella serata dedicata alle memorie.
Una briciola di coraggio” è un racconto autobiografico dell’autore e di quattro compagni di liceo: Arbus, Marco Lodoli, Rummo e il protagonista passeggiano in uno dei quartieri più ricchi di Roma, il quartiere Trieste, sono gli anni ’70. I liceali decidono di fermarsi in gelateria dove sono provocati e aggrediti da tre personaggi che “non camminavano, marciavano, proprio come soldati, battendo il passo, e come soldati indossavano divise. Due erano uomini grandi e grossi, dalle spalle quadre e le maniche della camicia arrotolate sugli avambracci. L’altra era una ragazza, anch’essa tarchiata […] capelli corti la donna, cortissimi gli altri due.”
L’aggressione, la violenza e l’impotenza del protagonista e dei suoi compagni di scuola, mostra uno scorcio su quelli che erano gli anni settanta, con gli incubi legati ai giovani che abbracciavano i pensieri fascisti.
Dopo questa lettura in cui domina il coraggio dei protagonisti, un filo sottile ci porta in Israele, dove Nevo insegna scrittura e pensiero creativo in diversi atenei. Legge un inedito, anche in lui il coraggio trasporta il lettore in storie di ribellione. Riscuote un grandissimo successo, durante e dopo la rappresentazione. Eshkol è estremamente disponibile e attento al suo pubblico, firma autografi e ascolta con attenzione le domante che gli vengono poste, è la calamita di questa serata.
ESHKOL NEVO è nato a Gerusalemme nel 1971, nipote di Levi Eshkol, primo ministro in Israele dal 1963 al 1969. Il suo primo romanzo, Nostalgia, è stato pubblicato in Italia da Mondadori nel 2006 e vinse nel 2005 il premio della Book Publishers’ Association e nel 2008 il FFI-Raymond Wallier Prize. Il romanzo rimase nella classifica dei libri più venduti in Israele per sessanta settimane ed è stato adottato come testo di studio nelle scuole. Nostalgia racconta il delicato periodo che seguì in Israele alla morte del Primo Ministro Yitzhak Rabin, nel 1995, osservato dal punto di vista di sei abitanti di un piccolo villaggio alle porte di Gerusalemme, Maoz Zion.
Primo in ordine di apparizione GIANCARLO DE CATALDO, è il terzo autore che conclude questa serata, coinvolge lo spettatore con un testo letto dall’attrice Lucia Mascino, che gli dà una ricca interpretazione emotiva. De Cataldo è nato a Taranto nel 1956 è un magistrato, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore, conosciuto soprattutto grazie a Romanzo criminale, pubblicato nel 2002. Dal libro è stato tratto nel 2005 l’omonimo film diretto da Michele Placido e la serie televisiva in due stagioni diretta da Stefano Sollima. 
La libertà, l’altro cardine del festival, che viene annunciata nella pagina dedicata al programma, traina tutte le serate fino al 14 luglio alla Basilica di Massenzio:
è libertà perché ci consente di abolire il tempo 

è libertà perché ci aiuta nella comprensione dell’io 

è libertà perché ci fa superare l’orizzonte della nostra esperienza individuale 

è libertà perché ci fa scoprire il nostro talento 

è libertà perché distrugge ogni forma di pregiudizio 


 Sara Cacciarini

Smemoranda 2017, i nuovi spot dei ragazzi per i ragazzi

0
La Campagna Comunicazione di Smemoranda 16 mesi 2017 si apre con una grande novità, anzi quattro: sono gli spot a Tema Libero dedicati al nuovo diario. Sì perché il tema della nuova edizione è proprio la libertà: di espressione, di scelta, di amare chi ti pare! Testimonial della campagna 2017 saranno i giovani, selezionati tra i consumatori del diario, accompagnati da Teresa Mannino e dalla musica dei Finley



Lattrice e conduttrice palermitana, da sempre amica di Smemoranda, presterà la sua voce per dispensare con l’ironia che la contraddistingue “consigli d’amore” ai giovani protagonisti dello spot. Il cast è infatti composto interamente da ragazzi italiani dai 15 ai 20 anni originari di Bergamo, Milano, Rimini, Ucraina, Romania, Argentina, India, Mauritius (video del backstage: https://www.youtube.com/watch?v=swbZj7NexNE). Un cast che rispecchia il carattere multietnico della società moderna: con noi c’è semplicemente tutto il mondo! Firmati dal regista Antonio Bocola, i quattro spot pubblicitari hanno una durata di 15 secondi ciascuno, e saranno trasmessi in TV sulle reti Mediaset in circa 500 passaggi, concentrati nel periodo del back to school, da fine agosto a fine settembre 2016.
Nel periodo di lancio di Smemoranda 16mesi 2017 si intensificano anche le attività sul web, il mezzo preferito dai ragazzi, dove il diario ha un contatto diretto e quotidiano con la sua community che dura tutto lanno. I social media Smemoranda – Facebook (720mila fan), Twitter (16mila follower) e Instagram (25 mila follower) – sosterranno gli spot TV e ospiteranno una campagna web con contenuti ad hoc per la rete, giocando con i colori delle copertine e lhashtag #temalibero. La campagna web è gestita in collaborazione con lagenzia di comunicazione LiveXtension. Una sorpresa per il back to school: iPantellas, gli youtuber più seguiti della rete e nuovi collaboratori di Smemoranda, omaggeranno il diario con un video molto speciale che sarà diffuso online attraverso i loro canali. Su Whatsapp al numero 348-3989626 è attivo il canale di Smemorandache offre contenuti esclusivi (vignette, citazioni, foto, storie a puntate…) senza diffondere né attività commerciali (no “spam”) né giochi, nel rispetto della tutela dei minori. Smemoranda è presente anche su Periscope e Snapchat, lapplicazione che permette di creare delle “stories” composte da immagini e video di pochi secondi non replicabili. Per vedere le “stories” legate alla nuova edizione di Smemo e pubblicate a cadenza bisettimanale, è sufficiente che gli utenti seguano il profilo SmemoChat. Questanno è nata una stretta collaborazione tra Smemoranda con Radioimmaginaria, la prima e unica radio di adolescenti in Italia, fatta e diretta e condotta da ragazzi che hanno da 11 a 17 anni. Unantenna puntata in alto pronta a trasmettere e ricevere i segnali del mondo che verrà insieme al diario che ha plasmato oltre 7 generazioni di studenti…. rimanete sintonizzati, ne sentirete delle belle!|
Come ogni anno Smemoranda partecipa in qualità di sponsor e media partner ad eventi musicali, sportivi e culturali rivolti ai giovani: il Torneo Internazionale di Tennis under 16 Avvenire, le Olimpiadi scolastiche di matematica e inglese Kangourou, il Future Job Festival dedicato ai lavori del futuro, kermesse musicali come Arezzo Wave Love Festival e Flowers Festival. E Collisioni, il Festival di letteratura e musica in collina di Barolo dal respiro internazionale. Proprio a Barolo Smemoranda avrà un palco tutto per sé, dove il 17 Luglio saliranno i comici Marta e Gianlucae i Boiler Comedy Project, insieme ai direttori di Smemoranda Nico Colonna e Gino&Michele per un pomeriggio di allegria, e il disegnatore Sergio Ponchione regalerà schizzi dartista ai ragazzi di Collisioni Giovani  che si porteranno a casa unedizione di StripDays, una Smemo dedicata al mondo comics. Tra le iniziative di cui Smemo è promotrice c’è ComicsWave, la mostra al WOW Spazio Fumetto fino al 31 luglio 2016, organizzata in collaborazione con Fondazione Arezzo Wave Italia, che mette allasta i ritratti rock dei migliori fumettisti dItalia per sostenere Emergency. 
Gli spot Smemo 2017 sono firmati dal regista Antonio Bocola e prodotti da GUT Distribution srl con la direzione artistica di Nico Colonna, i testi di Giovanna Donini e la produzione esecutiva di Laura Giuntoli. Sono stati realizzati grazie a:
(Il cast) Pietro Anzani, Eleonora Pelizzari, Ashley Gremmi, Marco Russo, Eliza Filotie, Marina Arseni, Martina Siardi, Vincenzo Sansiviero, Margherita Marchetti, Alessandro Miano, Sharen Laura Seegobin, Edoardo cianca, Beatrice Eusebi, Ruzlana Tkach.
(La troupe) Antonio Bocola, Sabina Bologna, Sabina Uberti Bona, Elvira Pastore, Nadia Gozzini, Lorenzo Gasperoni, Enea Le Fons, i tecnici di Moovie srl, Lampo TV.
Hollywood bar, Stefano Gorla DS del Liceo Artistico Boccioni di Milano, Massimo Barrella DS dell’ICS Luigi Cadorna di Milano, Ivan Tresoldi e tutti i ragazzi di Artkademy.
Twitter:@SmemoOfficial
WhatsApp: 348-3989626
Snapchat: SmemoChat
Milano, 08 Luglio 2016
Ufficio Stampa: Parole & Dintorni Luana Solla, luana.solla@mycomfactory.com;
M. 334 336 9695
Smemoranda: Laura Giuntoli, laura@smemoranda.it

T. 02 573744411; M. 333 3169745. 

Chiara Chialli: la malia di un mezzosoprano

0

Quando si parla di arte declinata al femminile, penso subito alla grandezza della musica lirica. 

Uno spazio senza confine per il talento delle donne, costellato da personalità decise e carismatiche. Tra le più grandi interpreti italiane di musica lirica sono particolarmente affascinata dalla mezzosoprano Chiara Chialli. Un curriculum, il suo, che intimorisce e affascina. Un’artista dalla grandissima carica vitale che incatena all’ascolto e non secondariamente alla visione di un’arte che usa il corpo nella sua interezza, dagli organi fonatori alla postura del corpo che si muove seguendo un percorso dominato da una poliedrica forza vitale. Forza che si esprime nel variegato mondo delle espressioni umane: da quelle raffinatamente ascetiche come nella sua interpretazione di Fenena nel Nabucco o di Adalgisa nella Norma, all’aspetto inferico e sanguigno della Maddalena nel Rigoletto, nella Medium di Menotti e nella Carmen di Bizet fino alle espressioni più comiche e sarcastiche come nella recente Matilde di Shabran di Rossini, incisa per la casa discografica Decca e affiancata dalla regia di Mario Martone.
Chiara Chialli nasce a Sansepolcro (AR). Si avvicina alla musica all’età di 7 anni con lo studio del pianoforte e poi composizione con il prof. F. Sulpizi, presso il Conservatorio F. Morlacchi di Perugia. Ivi si diploma in canto nel 1996 con 10 e lode, nella classe della prof.ssa Anne E. Santucci. Si perfeziona nel canto e nella recitazione con Claudio Desideri, Mirella Freni, Carlo Bergonzi, Leyla Gencer, Renata Scotto, Ferruccio Soleri (l’Arlecchino di Strehler). Trionfa nel 1997, quale unica donna vincitrice, nel Concorso Europeo As.Li.Co. presso il Teatro Alla Scala di Milano, teatro che la rivedrà protagonista applauditissima del Moise et Pharaon di G. Rossini, scelta appositamente e diretta dal grande Riccardo Muti. Diversi i concerti quali rappresentante dell’Arena di Verona negli Stati Uniti, in Francia, Repubblica Ceca, Austria, Canada, Inghilterra e Israele. Si esibisce nei più importanti teatri: San Carlo di Napoli, Regio di Torino, Regio di Parma, Arena di Verona, La Scala di Milano, B.A.M di New York, Teatro Monumental di Madrid, Stadttheater di Berna, Teatro Guimerà di Santa Cruz di Tenerife e tanti altri, diretta dai più grandi Maestri come Riccardo Muti, Daniel Oren, Alberto Zedda, Donato Renzetti,Renèe Clemencic, Paul Dombrecht, Kery Lynn Wilson, e affiancata da registi quali Hugo de Ana, Luca Ronconi, Lamberto Puggelli, Mario Martone, Ariel Garcia-Valdès, David McVicar. Ha inciso per Radio Vaticana, RTVE spagnola, Radio France, TV sat 2000, Copenaghen Production e per le case discografiche Kho, Chandos, Kicco Classic, Dynamic, Decca. Tanti i premi alla carriera e i riconoscimenti, tra gli ultimi la benemerenza della sua città natale.
La Chialli, che ha anche una spiccata vocazione pedagogica, insegna al Conservatorio Nicola Sala di Benevento. Tiene Seminari sulla tecnica vocale presso il Corso di Laurea in Logopedia di Faenza (Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna) diretto dal prof. Franco Fussi, e scrive articoli sull’insegnamento del canto e i suoi stili per la collana La Voce del Cantante, a cura del prof. F. Fussi, edizioni Omega. E’ docente di canto presso il Conservatorio Nicola Sala di Benevento e presso l’Accademia Musicale di Tarquinia. 
La sua voce di mezzosoprano belcantista, dotata di una pastosità unica e di una lunghissima estensione, è omogenea e uniforme e capace di virare da toni profondi e drammatici del contralto come nei ruoli maschili en travesti del repertorio barocco a quelli del repertorio classicista e belcantista, che vanno a sconfinare nella tessitura sopranile della Donna Elvira nel Don Giovanni di Mozart, la Sinaide nel Moise et Pharaon di Rossini e concepiti per soprano drammatico di agilità o mezzosoprano dal timbro scuro ma pastoso, acuto e agile, peculiarità per la quale la Chialli fu scelta nel prestigioso debutto presso il Teatro alla Scala di Milano.
Tutto questo è coltivato dal grande studio e dalla determinazione che Chiara mette ogni giorno al servizio del talento che ha ricevuto, e verso il quale si dedica con molta umiltà. La cosa che più le importa, come lei stessa dice, è poter essere strumento capace di trasfigurare l’agogica del pezzo e le sfumature del personaggio dal punto di vista musicale e scenico.
Si rivolge al suo pubblico con la malizia intelligente di un talento vocale sostenuto anche da una grande presenza scenica. Chiara catalizza la nostra ammirazione perché grandissima artista e donna fiera e risoluta. Da un anno è madre del piccolo Roberto, che calca con lei palchi e aule di Conservatorio, beneficiando di quell’energia speciale che regala la femminilità consapevole. E alla stessa energia che attingono i suoi allievi che hanno già conseguito successi internazionali, consolidando la fama dell’artista. 
Nel nostro gineceo di donne d’arte, la Chialli siede tra i posti d’onore.
Antonella Rizzo

Prima serata al Gasometro tra cultura, musica e street food

0

Sono i Corners of the Earth ad esibirsi nella splendida cornice dell’exGasometro.

Il frontman Massimiliano Mechelli.
L’Estate Romana continua alla grande con l’inizio della rassegna di eventi del “Gasometro 2016” che quest’anno propone un ricchissimo calendario di eventi, dal 9 luglio al 17 settembre. Ad aprire le danze è la lettura de “Li romani in Russia” a cura del grande Vinicio Marchioni (link all’articolo)
 
La band vanta una ricca formazione con sax e tromba.
La serata si sposta dall’area del teatro alla zona “movida”, dove i Corners of the Earth sono pronti ad entusiasmare il pubblico con il loro groove. La band nasce a Londra e in poco tempo si impone la scena musicale indipendente con partecipazione a festival come il LeeFest e pubblicando un primo Ep omonimo. Siamo adesso in attesa del nuovo singolo “Hit”, che verrà pubblicato a breve.
Mechelli durante “C’est la Vie”.
Al Gasometro non è la formazione originale ad esibirsi, come ci confessa il frontman Massimiliano “Max” Mechelli, ma una tutta italiana, per portare anche nella capitale la loro musica fresca, estiva e piena di energia. È difficile definire il genere della band che trae ispirazione da sonorità pop, ska e rock fondendole in un mix esplosivo, grazie anche a uno strumentale ricchissimo che, accanto a chitarra, basso e batteria, comprende sax, tromba e due coristi.
I coristi dei Corners of the Earth.
Il live inizia con una grande energia e il pubblico si diverte e balla nella calda serata sulla riva Ostiense del Tevere. Tra le tracce più apprezzate riportiamo “One Four Fire”, “Narcissist” e “C’est la Vie”. La vera ciliegina sulla torta è proprio Mechelli che con il suo entusiasmo e i suoi assoli di fuoco entusiasma i presenti. Il piccolo palco stenta a contenerlo!
Il frontman della band durante uno degli assoli.
Il Gasometro 2016 è partito con un grande entusiasmo e ha richiamato tantissima gente, giovani e adulti, in questa calda estate romana che è solamente all’inizio. Non ci resta che decidere il prossimo evento dal succulento calendario e gustarci una birra ghiacciata immersi nella cultura e nella musica.
Foto: Gianclaudio Celia
 
Gianclaudio Celia
@Gian_Celia

L’impero d’acciaio: l’inizio di una saga storico-avventurosa

0

Coraggio e ingegno sono le armi a disposizione dell’uomo, in ogni luogo e in ogni tempo. E la vita può riservare sorprese inaspettate: sedere accanto ad uno degli imperatori più potenti di Roma, essere osannati dalla Roma Imperiale.

L’impero d’acciaio – Il fiume si divide è il romanzo d’esordio del vicentino Claudio Bolle, il primo di una saga in bilico tra storico e avventura, destinata a far parlare di sé. Degna dei migliori Urania, da Clifford D. Simak a Roger Zelazny, fino a Ray Bradbury, la vicenda narrata fonde nozioni storiche e immaginazione, realismo e scienza che catapultano i personaggi, e il lettore, 2000 anni prima.
Tre ingegneri e un’insegnante, accompagnati da tre soldati americani della Seconda Guerra Mondiale, uniti da un’inspiegabile fenomeno astrale, vivranno esperienze indimenticabili all’interno dei confini dell’antico Impero Romano.
 
Cosa accadrebbe se un evento straordinario portasse delle persone normalissime ma piene di risorse dalla nostra epoca a quella della Roma di Tiberio? Certamente la storia cambierebbe, quanto e come starà ai personaggi di questo romanzo, il primo di una trilogia, provarlo. La storia è fedelmente ambientata nella Roma Imperiale, dove i protagonisti dovranno fare i conti con una realtà totalmente diversa, eventi inaspettati, amori che nascono e nuove amicizie. Decideranno di limitarsi a sopravvivere o diverranno motore di un futuro migliore? Saranno accolti con diffidenza o accettati e benvoluti? Al lettore scoprirlo e conoscere dei personaggi a volte divertenti, spesso trasgressivi, ma sempre assolutamente determinati. Persone comuni, con le loro piccole manie, nelle quali ci si potrà riconoscere.
«Sono sempre stato appassionato di storia e di fantascienza e ho sempre avuto una fervida fantasia – spiega Bolle –  Erano anni che immaginavo come sarebbe potuto essere l’impatto dell’arrivo di una persona colta dei giorni nostri nella Roma Imperiale. Ci pensavo talmente che ho deciso di provare a scrivere una storia. Trovato il giusto periodo e i giusti personaggi, dal mio punto di vista, ovviamente, ho cominciato a scrivere quelle che pensavo sarebbero state cinquanta pagine. Tre settimane dopo ne avevo scritte duecento e l’avventura non era quasi cominciata, intanto andavo avanti. A poco meno di quattrocento pagine ho deciso di fare un secondo libro
 
Redazione Culturamente

Narni. Le vie del cinema: rassegna di cinema restaurato

0

Rassegna di cinema restaurato: 22a edizione dall’11 al 16 luglio 2016 a Narni – ingresso gratuito 

rassegna cinema restaurato
La città incantata di Hayao Miyazaki lunedì 11 luglio h21.

Dall’11 al 16 luglio 2016 Narni (TR) ospiterà la 22a edizione di Le vie del cinema, la Rassegna di cinema restaurato, diretta da Giuliano Montaldo e Alberto Crespi e organizzata per iniziativa del Comune di Narni con la collaborazione dellaCineteca di Milano, Fondazione Cineteca di Bologna, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Rai Cinema, Lucky Red. Tante le iniziative previste all’interno della prossima edizione.
Come ogni anno, anche questa edizione sarà ricca di film di recente recupero proiettati ogni sera sotto le stelle, a partire dalle 21.00 sul grande schermo allestito nel Parco del Pini di Narni Scalo, e presentati da ospiti illustri. Questa 22a edizione di Le vie del cinema, celebra la grande stagione della commedia all’italiana.
È tempo di compleanni, di ricorrenze e di memorie. L’8 giugno 2016 è stato il centenario della nascita di Luigi Comencini. Il 23 dicembre, sempre del 2016, sarà il centenario della nascita di Dino Risi. Parte da questi due grandi registi il programma di Le vie del cinema, che vuole celebrare con alcuni dei loro film meno noti. Uno di essi, E questo di lunedì mattina, è un titolo pressoché dimenticato e inedito in Italia: un film che Comencini girò in Germania nel 1959. Le vie del cinema lo presenterà in copia originale con sottotitoli, nel restauro realizzato dalla Cineteca di Milano della quale Comencini fu uno dei fondatori. Per l’occasione l’attore Franco Longobardi presenterà in anteprima assoluta un estratto del suo film di montaggio realizzato in collaborazione con la Cineteca Italiana di Milano, Comencini amore e fantasia, dedicato al doppiaggio nei film di Comencini (che, al pari di suoi illustri colleghi come Fellini e Pasolini, concepiva il doppiaggio come una fase fortemente “creativa” dei film e doppiava spesso attori, anche famosi, con voci di altri attori altrettanto importanti, con effetti spesso sorprendenti). Un accostamento proposto in voluta coincidenza con un film mai doppiato in italiano.
Proviene da Milano anche La valigia dei sogni, sempre di Comencini, film realizzato nel 1953, lo stesso anno di “Pane amore e fantasia”: nell’occasione il conduttore televisivo Simone Annicchiarico e l’autore Alessandro Boschi, assieme ad Alberto Crespi, ricorderanno come il film abbia dato il titolo a una gloriosa trasmissione tv, dedicata alle storie e ai luoghi del cinema, andata in onda per anni su La7. E come nella trasmissione tv, i tre racconteranno aneddoti e curiosità sul film.

Di Dino Risi sarà proposto Il segno di Venere, con un cast strepitoso nel quale spiccano Franca Valeri (anche sceneggiatrice), Sophia Loren, Alberto Sordi, Vittorio De Sica e Peppino De Filippo, alla presenza del figlio Marco Risi, importante regista già ospite de Le vie del cinema quando la città di Narni intitolò una piazza al grande Dino. Sempre nel segno della commedia, quest’anno compie mezzo secolo L’armata Brancaleone di Mario Monicelli, vecchio amico del festival di Narni, che lo proporrà in chiusura: lo introdurranno il critico Steve Della Casa, autore del Castoro Cinema su Monicelli, e il grande italianista Giulio Ferroni che collegherà il film alla grande tradizione della letteratura cavalleresca. Ettore Scola, altro amico del festival, è invece scomparso lo scorso 19 gennaio. Le vie del cinema lo ricorderà con uno dei suoi film più importanti e profetici, La terrazza, una lucidissima analisi della crisi della sinistra storica, alla presenza diGiuliano Montaldo, collega e amico di Scola, e di Alberto Incrocci, figlio dello sceneggiatore Age. Non mancherà, anche quest’anno, la proposta del film internazionale restaurato che per questa 22.ma edizione sarà: La città incantata, capolavoro del maestro giapponese del cinema d’animazione, Hayao Miyazaki (restauro digitale a cura della Lucky Red, che distribuisce in Italia i film del grande regista) scelto per aprire la manifestazione. Lo presenterà Andrea Occhipinti, produttore e distributore, nonché fondatore della Lucky Red.

PROGRAMMA


Lunedì 11 luglio ore 21:00
La città incantata di Hayao Miyazaki

Giappone, 2001, 122’, animazione.

Soggetto di Kashiwaba Sachico (romanzo); sceneggiatura di Hayao Miyazaki; art director Yoji Takeshige; animatori Masashi Ando; fotografia Atsushi Okui; montaggio Takeshi Seyama; musiche di Joe Hisaishi, Youmi Kimura Chihiro, una ragazzina di 10 anni intelligente e ombrosa, viaggia con i genitori in auto e con loro si perde, fino a trovarsi alla porta di una città misteriosa apparentemente abbandonata. Orso d’Oro a Berlino 2002 e Oscar 2003 per il miglior film d’animazione.
Per gentile concessione di Lucky Red.

Martedì 12 luglio ore 21:00

Proiezione in anteprima di un estratto del film di montaggio Comencini amore e fantasia – Gli Invisibili Grandi Attori che hanno dato Voce al Cinema di Comencini di Franco Longobardi – Durata 15 minuti circa.

La Fondazione Cineteca Italiana, nella ricorrenza del centenario della nascita del Maestro del Cinema Italiano Luigi Comencini, ha realizzato un docu-film antologico diretto da Franco Longobardi e dedicato a due speciali categorie d’interpreti dei suoi film: i bambini e i doppiatori. In esso viene rivelata una delle particolarità meno note della sua produzione cinematografica: la partecipazione “invisibile” di celebri volti del grande e del piccolo schermo, selezionati da Comencini stesso per vestire occasionalmente gli inusuali panni del doppiatore.

Si scopre quindi che dietro alcuni celebri attori del calibro di Gian Maria Volontè, Adolfo Celi, Sophia Loren, Gastone Moschin, Antonio Cifariello, Bette Davis, George Chakiris, Silvana Pampanini, Vittorio Gassman, si nascondono le recitazioni vocali di altrettanto importanti interpreti italiani. Infine si rende omaggio ad alcune personalità predilette da Comencini, valorizzate nel doppio ruolo di attori e doppiatori, come Nino Manfredi, Marisa Merlini, Gigi Reder….

A seguire:

E questo di lunedì mattina
di Luigi Comencini

Germania, 1959, b/n, 87’, versione originale con sottotitoli in italiano.

Soggetto The scandalous affair of Mr. Kettle and Mrs Moon di John B. Priestley; sceneggiatura di Luigi Comencini, Peter Goldbaun, Franz Hollering. Con O.W. Fischer, Ulla Jacobsson, Vera Tschechowa, Robert Graf, Werner Finck, Reinhard Kolldehoff.
Alois Kessel è uno zelante direttore di banca che passa le giornate a dividersi tra i clienti e la segretaria.
Sempre attaccato al telefono,
è continuamente sotto pressione. Una mattina però, non trovando parcheggio, perde il suo solito sangue freddo e decide di non andare a lavorare. Restauro digitale realizzato dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano. Edizione originale con sottotitoli in italiano.

Mercoledì 13 luglio ore 21:00
Il segno di Venere di Dino Risi

Italia, 1955, b/n, 100’.

Soggetto di Edoardo Anton, Luigi Comencini, Franca Valeri; sceneggiatura di Edoardo Anton, Ennio Flaiano, Franca Valeri, Dino Risi (con la collaborazione
di Cesare Zavattini); direttore di fotografia Carlo Montuori; musiche di Renzo Rossellini; scenografia Gastone Medin Con Alberto Sordi, Franca Valeri
Sophia Loren, Vittorio De Sica,
Peppino De Filippo, Raf Vallone,
Maurizio Arena, Tina Pica,
Leopoldo Trieste.
Due cugine,
una meridionale giovane e bella, l’altra settentrionale non più giovane e non bella. La seconda cerca in ogni modo
di trovare marito, ma inevitabilmente
gli scapoli che trova le vengono “soffiati”. Restauro digitale realizzato
dalla Cineteca di Bologna.

Giovedì 14 luglio ore 21:00

La valigia dei sogni
di Luigi Comencini

Italia, 1953, b/n, 84’


Soggetto di Giuseppe Bennati, Ettore Maria Margadonna, Luigi Comencini; sceneggiatura di Giuseppe Bennati, Ettore Maria Margadonna, Luigi Comencini; direttore di fotografia Vaclac Vich; musiche di Mario Nascimbeni; scenografia di Flavio Mogherini
Con Umberto Melnati, Maria Pia Casilio, Elena Makowska, Roberto Risso,
Pietro De Vico
Un ex attore di cinema muto ha raccolto per anni spezzoni di vecchi film che utilizza per vari spettacoli privati. Quando la moglie di un ricco produttore
si riconosce in un brano e si offende cominciano i guai
Restauro digitale realizzato dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano

Venerdì 15 luglio ore 21:00

La terrazza di Ettore Scola

Italia/Francia, 1980, 155’

Soggetto e sceneggiatura di Age-Scarpelli
ed Ettore Scola; direttore di fotografia Pasqualino De Santis; musiche di Armando Trovajoli; scenografia Luciano Ricceri.
Con Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Jean-Louis Trintignant, Serge Reggiani, Carla Gravina, Milena Vukotic,
Stefano Satta Flores. Durante una serata
in terrazza, nella Roma radical-chic, vita pubblica e privata di alcuni personaggi
dallo sceneggiatore in crisi al giornalista,
al deputato PCI, all’amico in cerca di lavoro. Premio migliore sceneggiatura e premio migliore attrice non protagonista a Carla Gravina al 33° Festival di Cannes. Nastro d’Argento migliore sceneggiatura e migliore attrice non protagonista a Stefania Sandrelli. Restauro digitale realizzato dalla Cineteca Nazionale in collaborazione con Dean film.


Sabato 16 luglio ore 21:00

L’armata Brancaleone di Mario Monicelli

Italia, 1966, 120’.

Soggetto di Age-Scarpelli e Mario Monicelli; sceneggiatura di Age-Scarpelli
e Mario Monicelli; direttore di fotografia Carlo Di Palma; musiche di Carlo Rustichelli; scenografia Piero Gherardi; costumi Piero Gherardi.
Con Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Gian Maria Volontè, Enrico Maria Salerno, Maria Grazia Buccella, Barbara Steele,
Carlo Pisacane. Nel Medioevo lo spiantato cavaliere Brancaleone da Norcia si mette alla testa di un gruppo di scalcinati
senza famiglia e parte alla conquista
del feudo di Aurocastro
Vincitore di tre Nastri d’argento:
Piero Gherardi per i costumi,
Carlo Di Palma per la fotografia,
Carlo Rustichelli per la musica.

PER I PIÙ PICCOLI: LA 4a EDIZIONE DEL “CINEMA ANIMATO RESTAURATO

Dopo il grande successo delle passate edizioni torna la rassegna di film per i più piccoli che quest’anno propone un nuovo ciclo di film della Walt Disney in versione restaurata. Ogni sera, alle 21.30, all’interno di un’ala del Parco dei Pini a Narni Scalo i più piccoli potranno vedere sul grande schermo i classici Disney in versione restaurata. Si parte lunedì 11 luglio con La Carica dei 101 (1961) diretto da Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi. Martedì 12 luglio sarà proposto Cenerentola (1950) diretto da Wilfred Jackson, Hamilton Luske e Clyde Geronimi. Mercoledì 13 luglio è la volta di Il libro della giungla(1967) diretto da Wolfgang Reitherman. Giovedì 14 luglio sarà proposto La bella e la bestia (1991) diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise. Venerdì 15 luglio si terrà la proiezione di Gli Aritogatti (1970) diretto da Wolfgang Reitherman. Sabato 16 luglio il programma si chiude con la proiezione di Il re leone (1994) diretto da Roger Allers e Rob Minkoff. Ogni sera, dalle ore 20:00 nel parco dei Pini di Narni Scalo, prima della proiezione del cartoon si svolgeranno attività ludiche per piccolini e legate a ciascun film delle serate. 

PROGRAMMA

Lunedì 11 luglio ore 21:00
La carica dei 101 di Reitherman, Hamilton Luske e Clyde Geronimi

Il compositore Rudy Radcliffe vive in un appartamento da scapolo a Londra insieme con il suo dalmata, Pongo. Annoiato dalla vita da scapolo, Pongo decide di trovare una moglie per Rudy e una compagna per lui. L’operazione gli riesce: lui incontra Peggy e Rudy si sposa con Anita. In seguito, Peggy dà alla luce 15 cuccioli. Ma non tutto va per il meglio. Una notte i cuccioli scompaiono e Pongo e Peggy scappano di casa per poterli ritrovare. Torneranno in 101. 

Martedì 12 luglio ore 21:00

Cenerentola di Wilfred Jackson, Hamilton Luske e Clyde Geronimi

“Cenerentola” è la storia di una bellissima, giovane orfana di entrambi i genitori. Che vive con una matrigna vedova e con le due figlie. La ragazza schiavizzata da quella che era la moglie del padre e dalle due sorellastre passa le giornate a fare le faccende di casa. La sua vita cambia quando giunge in tutta la città la notizia che a corte si terrà un ballo, organizzato dal re, durante il quale il principe potrebbe scegliere la sua promessa sposa. Con l’aiuto magico della “fata madrina” riuscirà a prendere parte al ballo sposare il principe. 

Mercoledì 13 luglio ore 21:00

Il libro della giungla di Wolfgang Reitherman

Mowgli, un piccolo bambino orfano, viene trovato in una cesta nelle giungle profonde del Madhya Pradesh, in India. Bagheera, la pantera nera che scopre il bambino, lo porta subito presso una madre di lupo indiano che ha appena avuto i cuccioli. Lei lo cresce assieme ai propri cuccioli e Mowgli viene ben presto a conoscenza della vita della giungla. Il bambino sarà combattuto se restare nella giungla con i suoi amici animali o se intraprendere una nuova vita con gli esseri umani. La sua idea sarà presto chiara quando verrà colpito da una bella ragazza del villaggio. 

Giovedì 14 luglio ore 21:00
La bella e la bestia di Gary Trousdale e Kirk Wise

In un paesino sperduto vive Belle una ragazza bellissima, intelligente, sognatrice. La giovane abita con Maurice, suo padre. Una sera l’uomo, in cerca di riparo nella foresta, si rifugia in un castello sconosciuto, abitato da strane creature. Qui la Bestia, resa tale da un maleficio e padrona del castello, lo rende suo prigioniero. Belle riesce a trovare suo padre e a convincere la Bestia ad imprigionare lei al suo posto. Lentamente le cose cambiano, la ragazza da prigioniera inizia ad essere trattata come un’ospite: al castello tutti iniziano a sperare che l’incantesimo possa essere rotto!
La Bestia inizia a mostrare il suo lato umano: l’incantesimo è spezzato! Torna ad essere umano e migliore di prima perché ha imparato ad amare!

Venerdì 15 luglio ore 21:00

Gli Aristogatti di Wolfgang Reitherman

Il film è basato su una storia di Tom McGowan e Tom Rowe e ruota attorno a una famiglia di gatti aristocratici che rapiti dal maggiordomo della lussuosa casa in cui abitano, grazie all’aiuto di Romeo, un aitante gatto randagio, ritornano a casa dopo mille avventure e spediscono il loro rapitore a Timbuktu.

Sabato 16 luglio ore 21:00

Il re leone di Roger Allers e Rob Minkoff

Le avventure di Simba, il vivace cucciolo di leone che “vuole presto diventare un re”. I suoi piani vengono modificati quando l’invidioso zio, Scar, vuole prendere il suo posto alla guida del branco, costringendo il piccolo Simba a ritirarsi in esilio. Insieme con i suoi amici, il suricato Timon e il facocero Pumbaa, farà ritorno alle terre del branco e rivendicherà il suo posto.

CIAK! AL RISTORANTE – IL CINEMA SI MANGIA ANCHE A CENA”

 Ogni sera si potrà degustare un menù cinematografico legato al film in proiezione nel ristorante che sarà allestito nel PARCO DEI PINI di Narni Scalo e gestito dall’Associazione dei Commercianti di Narni Scalo. La cucina locale incontra il cinema e lo reinterpreta. I ristoranti Il Gattamelata, Osteria del Fondaco, La Rocca e il pub Tabard Inn proporranno cene complete, bevande incluse a un costo di 15,00 Euro. Tutti prodotti a Chilometro zero.

Per info sulla Manifestazione:

Segreteria organizzativa
Comune di Narni
Piazza dei Priori, 1
05035 Narni (TR)
Tel. 0744 747282/Fax 0744 715270 / leviedelcinema@comune.narni.tr.it

Vinicio Marchioni porta una parabola di umanità al Gasometro

Apre la stagione estiva del Gasometro Vinicio Marchioni con “Li romani in Russia

Foto di Gianclaudio Celia
[…] tanto la nostra è carne da macello…
Come primo evento della stagione teatrale del Gasometro di Roma, Vinicio Marchioni porta il sabato sera del 9 luglio la lettura, pura e semplice, dell’ultimo capitolo de “Li romani in Russia” di Elia Marcelli. Il poema in ottave romanesche racconta la disfatta della campagna di Russia nella Seconda Guerra Mondiale. Lo stesso Elia fu uno dei pochi sopravvissuti. Il volume, edito da Bulzoni nell’88 e ristampato nel 2008 da il Cubo Editore, è ormai una rarità difficile da reperire, cosa che Marchioni definisce un “peccato mortale“. Ad introdurre la lettura salgono sul palco gli actual, presentatori ufficiali del Gasometro e protagonisti della campagna promozionale.
Foto di Gianclaudio Celia
[…] la patria bella che de me se ne fotte, […] che c’ha mandato ad aggredì dodici stati con le scarpe rotte.
Quella sera la gente riempie la passeggiata del Lungotevere, mentre continuano frenetici i lavori per ultimare gli stand restanti. Non c’è da stupirsi che non sia ancora tutto pronto: le lungaggini burocratiche hanno portato ad una conferma a meno di una settimana dall’apertura e nell’affanno generale si è dovuta rimandare di un giorno, all’ultimo momento, l’inaugurazione. Il teatro è stato montato a tempo record, ma il poco preavviso ha impedito una buona pubblicità dell’evento e le presenze in sala sono poche. Al termine della serata chiediamo a Vinicio Marchioni un parere sulla rassegna del Gasometro. Ci dice che è una buona occasione per “portare il teatro in un luogo di non teatro e offrire ai romani la cultura nelle notti di luglio, quando il numero degli eventi teatrali diminuisce con la chiusura delle stagioni ufficiali. Gli chiediamo dei recenti sviluppi sul decreto Franceschini, aspramente criticato per l’esclusione dai fondi ministeriali di gran parte dello Spettacolo dal Vivo italiano. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Teatro Elfo-Puccini di Milano, bloccando il 30 giugno 2016 il decreto. Il ministero dei Beni Culturali si appresta a fare ricorso, ma intanto, e Marchioni sorride amaro, i fondi restano fermi. Insomma, l’intero settore si ritrova ancora senza soldi fino a data da definirsi.
Foto di Gianclaudio Celia
La Storia è boia e se non la sapete, Iddio ve boccia e si ripete!
Ha inizio la lettura. Il romanesco del testo è una forma già estremamente mediata dall’italiano, che ancora mantiene tutta una serie di espressioni colloquiali, principalmente perdute negli ultimi trent’anni. Narrata in prima persona, la ritirata di migliaia di uomini e il loro massacro tra la neve e la nebbia si fa strada negli occhi di ognuno, mentre il raccontare di Marchioni e l’appassionante duttilità della sua voce riportano la storia fra i ruderi industriali del Gasometro. Nella notte rischiarata dalle luci della capitale, umida del fresco appiccicoso del fiume, l’immaginazione si impegna a ricostruire in se stessa una rappresentazione storica, portata dalla voce testuale di un concittadino che alla sua Roma ripensa per non congelare. Bruciano tra le bestemmie l’odio e la rabbia per le truppe tedesche, che in un momento di morte ed emergenza segregano gli italiani e li selezionano come carne da macello per schermarsi dagli attacchi russi. Grandi verità sono l’amarezza ed il sarcasmo per quella patria inutile a cui la propria morte viene immolata. La lettura delle parole di Marcelli torna ad animare la memoria collettiva dei presenti in sala. Ci vuole un attore come Marchioni per ottenere questo effetto, nel suo essere vivo e popolare come il teatro; nel suo animare il discorso con una mimica splendida. Riesce a rigenerare nella notte il legame empatico che unisce la storia al vissuto di uomini, di un uomo, di una parabola di disperante umanità.
Foto di Gianclaudio Celia
Gabriele Di Donfrancesco

Robert Guédiguian e Kim Rossi Stuart in giuria alla Mostra di Venezia

0

La 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta, si svolgerà al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2016.

Il regista francese Robert Guédiguian (Marius et Jeannette, La ville est tranquille, Les neiges du Kilimandjaro) e l’attore e regista italiano Kim Rossi Stuart (Le chiavi di casa, Romanzo criminale, Anche libero va bene), sono state scelti come Presidenti di due Giurie della 73. Mostra del Cinema di Venezia, rispettivamente per la sezione Orizzonti e per il Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” – Leone del Futuro. Presidente della Giuria del Concorso Venezia 73 – come già annunciato – è il regista Sam Mendes.
Il regista Robert Guédiguian può essere considerato il moderno cantore di Marsiglia, la città dove è nato e vissuto e dove si svolge anche La ville est tranquille, presentato a Venezia nel 2000. La filmografia di Guédiguian è una sorta di epopea della sua città, con storie ambientate nel microcosmo del quartiere natio, privilegiando vicende di gente comune.
Attore tra i più importanti del cinema italiano, Kim Rossi Stuart è stato più volte protagonista alla Mostra di Venezia con alcune delle sue più note interpretazioni, tra cui Le chiavi di casa (2004) di Gianni Amelio e Vallanzasca (2010) di Michele Placido. Per Anche libero va bene (2006), suo esordio dietro la macchina da presa, Rossi Stuart è stato premiato con il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior nuovo regista.
La Giuria internazionale della sezione Orizzonti presieduta da Robert Guédiguian, composta da un massimo di 7 personalità, assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i seguenti riconoscimenti: Premio Orizzonti per il miglior film; Premio Orizzonti per la migliore regia; Premio Speciale della Giuria Orizzonti; Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile o femminile; Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura; Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio.
La Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” – Leone del Futuro presieduta da Kim Rossi Stuart, composta da un massimo di 5 personalità tra i quali un produttore, assegnerà senza possibilità di ex-aequo un premio di 100.000 dollari messi a disposizione da Filmauro, che saranno suddivisi in parti uguali tra il regista e il produttore, fra tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione Ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele).

Segui la Biennale di Venezia su: Facebook | Twitter | Youtube | Instagram | Flickr

Ed il cherubino sta davanti a Beethoven!

0

La Sinfonia n.9 di Ludwig van Beethoven è un’opera che ancora oggi affascina tutto il mondo. La recente e meravigliosa esecuzione dei Complessi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia allo Stadio del Tennis al Foro Italico mi ha indotto a scrivere una serie di riflessioni.

La Sinfonia n.9 di Ludwig van Beethoven è una colossale opera davanti alla quale tutti rimaniano attoniti, senza parole, immersi nella musica ipnotica e grandiosa del grande compositore tedesco. La perfetta esecuzione di martedì 5 luglio allo Stadio del Tennis del Foro Italico di Roma dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il soprano Rachel Willis-Sørensen, il contralto Adriana Di Paola, il tenore Brenden Gunnell ed il basso Thomas Tatzl, con sul podio il geniale Antonio Pappano, mi ha indotto a scrivere una serie di riflessioni.
Nona Sinfonia
© Musacchio, Ianniello & Pasqualini
Mi sono sempre chiesto se taluni geni, come Beethoven, quando stavano scrivendo i loro capolavori, dipingendo i quadri più famosi, scolpendo le statue più emozionanti o componendo le loro opere immortali, si stavano rendendo conto di ciò che avrebbero lasciato ai posteri.
Stavo pensando a Beethoven, seduto su di una sedia, alla fioca luce di una candela, che compone un’opera del genere su di un testo da lui tanto amato, la poesia di Friedrich Schiller Ode An die Freunde (l’Ode alla Gioia) che il coro ed i solisti intonano nell’ultimo immortale monumento, un inno alla pace, alla gioia in un mondo dilaniato dalla guerra.
Beethoven ci porta in un mondo ultraterreno, fatto di sogni e di speranze, ma non sappiamo dove stiamo andando. Come ha detto lo stesso maestro Pappano prima dell’inizio “non sappiamo dove Beethoven e Schiller ci vogliono portare“, eppure la musica del genio di Bonn, dolce ed eterea, vigorosa e delicata, composta in uno stato di totale sordità, e ancora lì, che ci prende e ci cattura.
La melodia ci porta verso un iperuranio; con questo gesto Beethoven è riuscito a compiere il più grande miracolo della storia: quello di dare al mondo la speranza certa che una vita migliore si possa avere.
Ed allora, che Schiller e Beethoven non si arrabbino con me, ma non bisogna dire “Und der Cherub steht vor Gott” (“ed il cherubino sta davanti a Dio“) ma “Und der Cherub steht vor Beethoven” (“ed il cherubino sta davanti a Beethoven“), perché l’umanità deve dire grazie a Beethoven.
Vorrei finire questo mio breve ed umile intervento con anche parole di lode verso la Juniorchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e verso il loro direttore Simone Genuini che hanno eseguito con grande brio ed assoluta perfezione l’ultimo movimento della Sinfonia n.1 dello stesso musicista.
Marco Rossi

Gasometro 2016: cultura e movida nell’Estate Romana

0

GASOMETRO 2016, “CORE D’ACCIAIO”: RIPARTE LA RASSEGNA CULTURALE ROMANA.

Il “Colosseo industriale” compie 80 anni: cento appuntamenti che si alterneranno per tutta la stagione calda, fino a sabato 17 settembre, tutti i giorni, dalle 18:30 fino alle 4 del mattino.
Torna il “Gasometro”, al suo quarto anno, il grande evento dell’Estate Romana: due mesi di eventi e di dibattiti, di musica e di arte, di cultura e di divertimento. Due mesi di programmazione culturale – con la collaborazione di Società per Attori e Culturamente.it – per un calendario già fitto di vernissage e di rappresentazioni teatrali, di proiezioni cinematografiche e di grandi concerti. Tra gli ospiti più attesi, calcheranno il palco del grande spazio culturale anche Francesco Montanari, Giorgio Tirabassi, Vinicio Marchioni e Claudio Santamaria.
La Riva Ostiense torna così ad essere il punto di riferimento dell’estate capitolina, ma in una veste totalmente nuova, all’aperto, con spazi ampliati e asfaltati. Circa cento gli appuntamenti totali, che si alterneranno tutti i giorni, per tutta la stagione calda, fino a sabato 17 settembre, dalle 18:30 fino alle 4 del mattino. Il Gasometro offrirà così divertimento e cultura fra teatro, cinema, spettacoli, musica live, dancefloor, sport, arte. Il tutto al grido di “Core d’Acciaio”.


“CORE D’ACCIAIO”Core d’acciaio: è questo lo slogan di questa quarta edizione. Un claim che, in prima istanza, vuole citare il film “Lo chiamavano Jeeg Robot“, che ha raccontato l’altra faccia di Roma, quella meridionale e a volte sconosciuta dai vari flussi turistici nazionali ed internazionali. Il secondo riferimento, ovviamente, è a “core”, in quanto vita, emozioni, anima, per un quartiere, quello di Ostiense, dove mura, case, piazze raccontano ancora oggi storie e Storia. Terzo e ultimo rimando al “core de sta città”, parole immortali cantate e interpretate da Antonello Venditti in “Roma (non si discute, si ama)”, del 1975. Per l’acciaio il rimando è immediato, a quelle 3mila tonnellate di metallo utilizzate per la costruzione del Gasometro, che quest’anno festeggia un compleanno speciale.

COS’E’ GASOMETRO – Un simbolo di una città storica che guarda al futuro, una delle principali costruzioni del Novecento, in quello che era il quartiere industriale della Capitale. Quello che è stato spesso ribattezzato, anche dal regista turco Ferzan Ozpetek, il “meraviglioso Colosseo industriale”, quest’anno compie 80 anni: il cilindro di acciaio di 92 metri è stato costruito nel 1936, la capacità è di 200mila metri cubi. I due precedenti e piccoli gazometri, costruiti nel 1910, furono così mandati in pensione con la nascita di questo “colosso”. E’ servito, fino agli anni Sessanta, per accumulare il cosiddetto “gas di città”, che veniva sfruttato sia per scopi domestici che per l’illuminazione pubblica delle città.


IL PRIMO WEEKEND DI GASOMETRO 2016 – Un’apertura esplosiva che unisce moda e spettacolo, teatro e grande musica. I colori e gli azzardi di Pianura Studio saranno i grandi protagonisti dell’evento che, eccezionalmente, coinvolgerà il Ponte della Scienza di Roma. Per la prima volta un ponte romano diventa la passerella di una sfilata di moda: l’appuntamento è previsto per sabato 9 luglio, alle ore 19:30. A conclusione della serata, anche il saluto dell’attrice Elena Russo. A calcare per la prima volta il palco dello spazio dedicato al teatro sarà invece Vinicio Marchioni durante la serata di sabato, alle ore 21:15, che leggerà “Li romani in Russia” di Elia Marcelli, nell’edizione curata da Marcello Teodonio.

Per gli amanti della musica, infine, nello spazio del Faro sabato arriva la musica degli anni Duemila con l’animazione di Festiva 2000, mentre al Borgo appuntamento con il soul, il punk e il reggae di Fare Festa.


I FILM DI GASOMETRO 2016Ricchissimo il cartellone del cinema all’aperto, che comprende circa 200 sedute. Giovedì 21 luglio omaggio all’artista pugliese Andrea Pazienza con la proiezione di “Paz!”: saranno presenti l’attore Claudio Santamaria e alcuni fumettisti. Venerdì 22 è il turno di “Birdman”, mentre giovedì 28 la proiezione speciale del film “Suburra” Venerdì 29 luglio si potrà assistere a un grande classico, “The Rocky Horror Picture Show” di Jim Sharman, mentre giovedì 4 agosto sarà il turno di “Pranzo di ferragosto” di Gianni De Gregorio. Nei giorni successivi, quelli del 5 e del 9 agosto, l’amore pop di “(500) giorni insieme” di Marc Webb e quello drammatico di “Romeo + Giulietta di William Shakespeare” di Baz Luhrmann. La rassegna cinematografica si conclude il 10 e l’11 agosto con i film, rispettivamente, “Frida” di Julie Taymor e “Juno” di di Jason Reitman.

IL TEATRO DI GASOMETRO 2016 – Interessante e variegato anche il cartellone teatrale, che prevede 6 spettacoli da non perdere, con partenza alle ore 21.15 e con ingresso a dieci euro, con prevendita su ITicket. Mercoledì 13 luglio arriva Valerio Aprea in “Allegro Teatrale”, reading su testi di Francesco Piccolo. Giovedì 14 luglio, invece, arriva Maria Letizia Gorga nel recital concerto “Senza Confini”, con l’accompagnamento al pianoforte di Stefano De Meo.
Sabato 15, invece, arriva “Come il mare io ti parlo”, da un’idea di Giovanni Auletta e a cura di Giuseppe Marini, con i testi di Gabriele D’Annunzio e le musiche di Francesco Paolo Tosti. La kermesse prosegue domenica 17 luglio con Giorgio Tirabassi e i suoi Hot Club Roma, con “Omaggio a Django Reinhardt”, e si conclude mercoledì 27 con Augusto e Toni Fornari in “Fratelli d’Italia”. La programmazione teatrale riprenderà a settembre: in programma gli spettacoli di Francesco Montanari, Simona Patitucci, Verba Volant e tanti altri.
Per quanto riguarda il Teatro Off, invece, non è prevista vendita on line ma è possibile prenotarsi a ticket.teatrogasometro@gmail.com. Si parte l’11 luglio con il reading “Piccole italiane” con la regia di Letizia Lamartire; il 12 La Compagnia Teatro Forsennato presenta “Le figurine mancanti del 1978” con Dario Aggioli e Daniele Giuliani ; il 17 c’è “Mozza”, diretto e interpretato da Claudia Gusmano; il 20 “Affetti stretti (Studio sulle dipendenze affettive)” di e con Barbara Cerrato Alessandra Merico Silvia Quondam ; il 24 “Le ragazze di via Savoia 31″ di e con Elisabetta Tulli; il 26 “Underwood” di e con Cecilia D’Amico; il 30 “Niente panico” di e con Luca Avagliano, il 31 si conclude con “Buonanotte signor Smith” di Alessio Moneta.


LA MUSICA DI GASOMETRO 2016Due i locali di riferimento per il divertimento della notte, la cui programmazione abbraccia animazioni già note al pubblico romano (e non solo), quello amante dei club e della buona musica. La programmazione del Faro abbraccia tutti i tipi di musica, dall’underground a quella emergente, sino ad una serata ad hoc dedicata agli anni Duemila: martedì “Can you feel it”, mercoledì “Rum”, giovedì “Forever young”, venerdì “Smash”, sabato “Festiva 2000”. Per quanto riguarda il Borgo, che fonderà musicalità dance e pop a quelle più dure del punk e del reggae, giovedì è il turno di “Yav”, venerdì di “La Congrega”, sabato di “Fare festa”.

I CONCERTI LIVE – Tra le date da non perdere, i concerti live che si terranno durante il mese di luglio: il 12 luglio arrivano i Cheersplay, il 13 i Liquid Move Project Feat. Marco Villan, il 19 i Blue J. Duo, il 20 Valentina Rettarioli Trio, il 26 Soul & Groove Duo, il 27 i Bilariet.
L’ARTE DI GASOMETRO 2016 – Il calendario eventi di Gasometro 2016 coinvolgerà anche l’arte, proponendo mostre di artisti, soprattutto giovani e romani, che si alterneranno nel corso di tutta l’estate. Le esposizioni saranno visitabili, anch’esse gratuitamente, in uno spazio ad hoc. Dalla fotografia all’arte surreale, dalla pittura al materialismo astratto, tante specialità che affascineranno esperti e neofiti.


PROGRAMMAZIONE FILM


Giovedì 21 luglio: PAZ!

di Renato De Maria, con Flavio Pistilli, Claudio Santamaria, Max Mazzotta, Matteo Taranto, Rosalinda Celentano, Iaia Forte, Vittoria Puccini. 102 min. – Italia 2002
SINOSSI: Siamo a Bologna alla fine degli anni ’70. In un appartamento, in Via Emilia Ponente 43, convivono senza mai incontrarsi, ma solo sfiorandosi, tre personaggi: Pentothal, Enrico Fiabeschi e Massimo Zanardi, detto Zanna. Questo è il racconto di 24 ore nella vita di questi ragazzi: dalle quattro del mattino all’alba del giorno successivo, storie di mondi paralleli che convivono nello stesso spazio, cominciando e finendo alla stessa ora. Ingresso gratuito. 
Venerdì 22 luglio: BIRDMAN O (L’IMPREVEDIBILE VIRTU’ DELL’IGNORANZA)
di Alejandro G. Inarritu, con Michael Keaton, Emma Stone, Edward Norton, Naomi Watts, Zach Galifianakis, Andrea Risenborough, Amy Ryan. 119 min. – USA 2014
SINOSSI: Riggan Thompson è una star che ha raggiunto il successo planetario nel ruolo di Birdman, supereroe alato e mascherato. Ma la celebrità non gli basta, Riggan vuole dimostrare di essere anche un bravo attore. Decide allora di lanciarsi in una folle impresa: adattare un racconto, dirigerlo e interpretarlo in uno storico teatro di Broadway. Riuscirà Riggan a portare a termine la sua donchisciottesca avventura? Ingresso gratuito. 
Giovedì 28 luglio: SUBURRA
di Stefano Sollima, con Alessandro Borghi, Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Greta Scarano, Claudio Amendola, Giulia Elettra Gorietti. 135 min. – Italia 2015
SINOSI: Nell’antica Roma, la Suburra era il quartiere dove il potere e la criminalità segretamente si incontravano. Dopo oltre duemila anni, quel luogo esiste ancora. Perché oggi, forse più di allora, Roma è la città del potere: quello dei grandi palazzi della politica, delle stanze affrescate e cariche di spiritualità del Vaticano e quello, infine, della strada, dove la criminalità continua da sempre a cercare la via più diretta per imporre a tutti la propria legge. Ingresso gratuito. 


Venerdì 29 luglio: THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW

di Jim Sharman, con Tim Curry, Susan Sarandon, Barry Bostwick, Richard O’Brien, Patricia Quinn, Meatloaf. 100 min. – USA 1975
SINOSSI: Brad e Janet, una giovane coppia, sono in viaggio diretti dal loro professore universitario, il dottor Scotto, quando la loro auto si arresta per un guasto. I due cercano aiuto e casualmente bussano alla porta del castello dottor Frank-N-Furter. Questi è un extraterrestre, arrivato sulla terra per dare vita al mostruoso Rocky Horror. L’essere cerca di circuirli e svela loro alcuni segreti sconosciuti al genere umano. Arriva anche il professor Scott, che è alla ricerca di suo nipote Eddie. Chi riporterà l’alieno alla ragione? Ingresso gratuito. 
Giovedì 4 agosto: PRANZO DI FERRAGOSTO
di Gianni De Gregorio, con Gianni De Gregorio, Valeria de Franciscis, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza, Alfonso Santagata. 75 min – Italia 2008
SINOSSI: Gianni, un uomo di mezz’età, figlio unico di madre vedova, vive con sua madre in una vecchia casa nel centro di Roma. Tiranneggiato da lei, nobildonna decaduta, trascina le sue giornate fra le faccende domestiche e l’osteria. Il giorno prima di Ferragosto l’amministratore del condominio gli propone di tenere in casa la propria mamma per i due giorni di vacanza. In cambio gli scalerà i debiti accumulati in anni sulle spese condominiali. Gianni è costretto ad accettare. Ingresso gratuito. 


Venerdì 5 agosto: (500) GIORNI INSIEME

di Marc Webb, con Joseph Gordon-Levitt, Zooey Deschanel, Chloe Grace Moretz, Geoffrey Arend, Clark Gregg. 95 min. – USA 2009
SINOSSI: Summer (Zooey Deschanel) è una ragazza che non crede nell’amore. Tom (Joseph Gordon-Levitt) un inguaribile romantico che s’innamora perdutamente di lei. Il film racconta la storia dei due ragazzi nell’arco di 500 giorni, intermezzata da numeri musicali che derivano dalla fantasia e dalla passione di Tom per la musica pop. Ingresso gratuito. 


Martedì 9 agosto: ROMEO + GIULIETTA DI WILLIAM SHAKESPEARE

di Baz Luhrmann, con Leonardo Di Caprio, Claire Danes, John Leguizamo, Harold Perinneau, Pete Postlewhaite, Paul Sorvino, Miriam Margolyes. 115 min. – USA 1996
SINOSSI: A Verona beach, in California, le due famiglie dei Montecchi e dei Capuleti sono divise da antica rivalità. Succede però che il giovane Romeo Montecchi e la giovane Giulietta Capuleti si innamorano e sono costretti a vivere clandestinamente la loro storia. Quando in una lite Mercuzio, amico di Romeo, viene ucciso e Romeo, per vendetta, uccide un Capuleti, lo sceriffo decreta l’allontanamento di Romeo da Verona a Mantova. Il parroco cerca di venire in aiuto dei due giovani ma, per un equivoco, quando raggiunge la ragazza, Romeo la crede morta e si uccide a sua volta. Giulietta si sveglia, vede Romeo morente e si da a sua volta la morte. La maledizione prosegue tra le due famiglie rivali. Ingresso gratuito. 


Mercoledì 10 agosto: FRIDA

di Julie Taymor, con Salma Hayek, Alfred Molina, Geoffrey Rush, Ashley Judd, Valeria Golina, Edward Norton, Antonio Banderas, Diego Luna. 123 min. – USA 2002
SINOSSI: Il film narra le vicende della vita della famosa pittrice messicana Frida Kahlo con particolare riferimento alla burrascosa relazione con il marito Diego Rivera, anche lui pittore e al circolo di amici e amanti frequentato dalla coppia tra cui figurano alcuni dei maggiori esponenti della politica e della cultura dell’epoca. Bisessuale, comunista e affetta da una grave menomazione alle gambe dovuta alla poliomelite di cui aveva sofferto da bambina e a un grave incidente, Frida muore a soli 47 anni per abuso di droga e alcool. Ingresso gratuito. 


Giovedì 11 agosto: JUNO

di Jason Reitman, con Ellen Page, Michael Cera, JK Simmons, Allison Janney, Jason Bateman, Olivia Thirlby, Jennifer Garner. 92 min. – USA 2007
SINOSSI: Ecco a voi Juno MacGuff (Ellen Page), un’adolescente schietta e sicura di sé che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco mentre vive tutti i turbamenti emotivi di una gravidanza che la traghetterà dall’adolescenza all’età adulta. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker (Michael Cera) un ragazzo timido e riservato. Ma quando scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica Leah (Olivia Thirlby) Juno escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il bambino che porta in grembo. Ingresso gratuito. 



PROGRAMMAZIONE MUSICALE

Programmazione del Faro:


Martedì: Can you feel it, il nuovo format che ospiterà i migliori dj producer underground della scena italiana. Ingresso libero.

Mercoledì – Rum, un progetto nato nel 2011 con l’idea di incentivare la diffusione della cultura musicale ed artistica emergente. Il progetto prende piede dando spazio a oltre 100 artisti. Dalle 22 fino alle 4.
Giovedì – Forever young, che animerà la rassegna per il 4° anno di fila, con i djset di Luca Prest e Junky, e il photoset di Matteo Cavalieri. Ingresso libero.


Venerdì – Smash, il cui punto di forza è da sempre la versatilità e la poliedricità, con sonorità che fondono attualmente Disco, G-House e Deep in una sala e Hip-Hop, Trap e Rock nella seconda.


Sabato – Festiva 2000, la nuova formula musicale dell’estate, all’insegna degli anni più giovani, quando tutto era sfarzoso e scintillante, gli Anni 2000.

Programmazione del Borgo:
Giovedì – Yav, l’appuntamento con musica vintage di stampo indie, wave, dance, mash-up, ma anche electro e pop.
Venerdì – La Congrega, che intende il divertimento come un’esperienza ultra-sensoriale, fashion, Clubbing & style.


Sabato – Fare festa, l’appuntamento dove Soul, Punk e Reggae vengono rivisitati da giovani artisti, attraverso melodie, ritmi travolgenti e il calore di sax, trombe, chitarre, bassi e percussioni.

PROGRAMMAZIONE TEATRALE
Sabato 9 Luglio ore 21.15 Vinicio Marchioni legge “Li romani in Russia” di Elia Marcelli, nell’edizione curata da Marcello Teodonio.
Lettura a capitoli del poema in versi che racconta l’orrore della Guerra attraverso la voce di chi l’ha vissuta in prima persona. Considerato un capolavoro della letteratura del ‘900, il testo di Marcelli è uno straordinario affresco epico, narrato in dialetto romanesco, che ha per protagonisti Giggi, Mimmo, Peppe, Nino, Nicola e Remo, un gruppo di giovanissimi soldati della Divisione Torino, “spediti a morire” da Mussolini nella famigerata campagna di Russia. La storia di un esercito di straccioni e sbandati a cui rimangono solo fame, freddo, paura e sapore di una disfatta, in un racconto che lascia spazio anche a momenti ironici e divertenti. Biglietto unico: 10 euro
Mercoledì 13 luglio ore 21.15 Valerio Aprea in “Allegro teatrale”, reading su testi di Francesco Piccolo.
Spettacolo-reading musicato dal vivo su testi di uno dei più affermati scrittori e sceneggiatori italiani. Istantanee di esistenza quotidiana, lampi di condivisione, segreta osservazione dell’infinitesimale, per una, non solo, comica, perlustrazione nell’intimo di ognuno di noi. Biglietto unico: 10 euro
Giovedì 14 luglio ore 21.15 Maria Letizia Gorga in “Senza confini”, Recital concerto con Stefano De Meo al pianoforte
È un viaggio,un colloquio intimo tra poesia e musica capace di farsi ponte tra le varie lingue e culture. La canzone si fa memoria,evocazione,dialogo. I versi poetici ideale raccordo tra parola e suono. Maria Letizia Gorga, accompagnata al pianoforte dal Maestro Stefano De Meo, racconta in musica la donna, la vita, l’amore in un filo che unisce luoghi e tempi diversi, cantando il meraviglioso singolare femminile nel pianeta dell’anima. Biglietto unico: 10 euro
Venerdì 15 luglio ore 21.15 “Come il mare io ti parlo”, da un’idea di Giovanni Auletta e a cura di Giuseppe Marini
Come il mare io ti parlo non è solo un concerto, ma un viaggio nel ‘sogno’ dannunziano attraverso le sue liriche e un breve accenno ad uno dei rapporti più controversi della prima metà del Novecento: la relazione d’amore tra Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio: un amore tormentato, sviluppato in un rapporto di dipendenza reciproca, vissuto con profondo senso dell’assoluto e dell’abbandono al sentimento amoroso, di cui ci resta un copioso carteggio. Paradigma dell’energia che per il poeta deflagra nell’Arte: “Poiché tu sei la sola rivelatrice degna di un grande poeta, è necessario – dinanzi alle sacre leggi dello Spirito – che tu dia la tua forza alla mia forza – tu Eleonora Duse a me Gabriele.” Biglietto unico: 10 euro
Martedì 19 luglio ore 21.15 Giorgio Tirabassi e Hot Club Roma in “Omaggio a Django Reinhardt”
L’Hot Club Roma è un gruppo musicale di Gypsy Jazz, fondato nel 2005 dal chitarrista Gianfranco Malorgio, e questo progetto nasce dall’incontro di alcuni musicisti professionisti appassionati della musica del grande chitarrista e compositore Belga, Django Reinhardt. Del quintetto fa parte una guest star speciale, l’attore Giorgio Tirabassi ottimo chitarrista e musicista, anche lui amante del genere, che ha accettato volentieri di far parte dell’ensemble. Il gruppo è composto oltre che da Giorgio Tirabassi alla chitarra, da Moreno Viglione alla chitarra solista, Gian Piero Lo Piccolo al clarinetto, Gianfranco Malorgio alla chitarra ritmica e Renato Gattone al contrabbasso. Biglietto unico: 10 euro

Mercoledì 27 luglio ore 21.15 Augusto e Toni Fornari in “Fratelli d’Italia”
In questo spettacolo i fratelli Augusto e Toni Fornari rappresentano i due aspetti dell’Italia: quello patinato delle canzonette, della peggiore televisione e quello della crisi socio-politico-economica del Paese. Mentre Toni è intento a presentare il suo show di canzoni e parodie, Augusto si inserisce come “disturbatore” cercando di boicottare lo spettacolo facendo della satira politica, apparentemente spicciola, ma che alla fine risulta essere molto graffiante. In questo spettacolo sono di scena la parodia, la satira, lo stravolgimento completo di canzoni e situazioni, che ricalcano a volte schemi tradizionali, ma che sono sempre eseguiti in maniera fresca e originale. I due attori interagiscono in un gioco continuo mescolando divertimento scenico e virtuosismo musicale. Non mancano naturalmente sketch comico-spalla del cabaret classico e del Varietà rappresentati in maniera moderna. Biglietto unico: 10 euro


PROGRAMMAZIONE TEATRALE OFF


Lunedì 11 luglio ore 21.15 Reading teatrale “Piccole italiane”. Regia di Letizia Lamartire, sceneggiatura di Giuseppe Brigante e Anna Zagaglia.

Il 25 luglio del ’43 il Gran Consiglio del Fascismo mette Mussolini in minoranza costringendolo alle dimissioni. È la fine dell’era fascista ma Italia, una bambina di 10 anni, e sua madre Dina non possono saperlo. Quello che Italia sa bene è che una legge del regno le ha impedito, dopo mesi di alacre risparmio, di comprare un semplicissimo orsetto. La legge in questione ha vietato la produzione e la distribuzione dei giocattoli per poter riconvertire le fabbriche di giocattoli in fabbriche di armi. Durante la recita scolastica, Italia, prorompe in un’accorata invettiva contro la legge sui giocattoli. La madre, temendo ripercussioni, decide di portare la figlia direttamente dal ministro che ha firmato la legge. Chiedere scusa è l’unica soluzione. Dina e Italia troveranno il caos assoluto nel ministero…. Biglietto unico: 7 euro
Martedì 12 luglio ore 21.15 Dario Aggioli e Daniele Giuliani in “Le figurine mancanti del 1978”, ideato e diretto da Dario Aggioli
Due figure raccontano due eventi all’apparenza molto distanti. Un bambino racconta i mondiali che si svolgono in Argentina. A lui interessa solo il gioco del calcio e non vede quello che c’è intorno, vuole rimanere bambino e da tale si comporta: come tutto il resto del mondo pensa solo alle partite e al momento in cui la coppa sarà levata al cielo. Un altro bambino racconta il dramma della dittatura e dei desaparecidos. Lui vede quello che c’è intorno e per questo non vuole più giocare. Come si può giocare per una nazione sconvolta dalla dittature e desiderare di alzare la Coppa del Mondo nel proprio paese. Argentina’78. Molte figurine ce l’ho, alcune son doppioni, altre desaparecidos. Biglietto unico: 10 euro


Domenica 17 luglio ore 21.15 “Mozza”, diretto e interpretato da Claudia Gusmano

A che cosa pensate quando osservate il mare? Il mare sa essere allo stesso tempo infinto, poetico, misterioso, accogliente, magico, attirando a sé l’uomo portandolo a vivere una simbiosi emotiva e spirituale con esso. “Mozza “è una storia d’amore della protagonista con il mare, con la sua famiglia e con Madre Natura. “Mozza” ha la forza narrativa de “Il vecchio e il mare” in chiave femminile, coinvolge per la determinazione come il capitano Achab e affascina per la sensibilità come il naufrago di Castway. Mozza è una donna libera, pulita, sensibile che ha scelto con coraggio come vivere la sua vita e non accetta compromessi. Ama la vita, rispetta il mare, crede in Dio e diffida invece degli uomini. E’da sola sulla sua barca, ma può contare sulla presenza di un rumoroso gabbiano come confessore delle sue paure e segreti e privilegiato spettatore dei ricordi d’infanzia della ragazza con l’amato nonno. Biglietto unico: 10 euro.


Mercoledì 20 luglio ore 21.15 “Affetti stretti (Studio sulle dipendenze affettive)”. Attrici, Autrici, Performers Barbara Cerrato Alessandra Merico Silvia Quondam.

Tre donne, tre caratteri diversi, tre storie di mancanze affettive in una commedia agrodolce. Tre monologhi appassionati di donne sole, donne fragili ma pronte a tutte pur di seguire il proprio amore per un uomo assente, sbagliato, ingombrante, lontano. Un uomo verme che si nutre del corpo di lei, della vita di lei ma soprattutto del cuore di lei. Perché l’affetto tiene in vita il legame e quando questo è a senso unico si tira sempre più il filo e il nodo si stringe, finché non ci soffoca.. I testi, scritti dalle attrice performers, alternano momenti brillanti a tratti farciti di un pò di amarezza in un susseguirsi di situazioni toccanti e alle volte persino esilaranti che portano lo spettatore alla riflessione. Biglietto unico: 10 euro



Domenica 24 luglio ore 21.15 “Le ragazze di via Savoia 31”, di e con Elisabetta Tulli. Regia di Eugenio Dura, musiche originali Andrea Calandrini.

15 gennaio 1951. Un fatto vero che commosse tutta Roma. Duecento candidate per un solo posto da dattilografa. La scala del palazzo dove erano in attesa del colloquio crolla. Anche Caterina, Ester, Lucia e Rosa aspettano su quelle scale; sono quattro donne frutto della fantasia dell’autrice, così diverse per origini, obiettivi e vita vissuta, ma complementari perché rappresentano “La donna” che dagli anni 50 ad oggi non ha fatto molta strada nel mondo del lavoro e anche loro vanno incontro al proprio destino. Monologo commovente, musicale e molto ironico della durata di un’ora. Biglietto unico: 10 euro


Martedì 26 luglio ore 21.15 “Underwood”, di e con Cecilia D’Amico

Alice è una trentenne che si ritrova da un giorno all’altro senza la sua guida, il suo unico punto di riferimento in un mondo dall’avvenire totalmente incerto: la sua psicologa, colpita da malattia improvvisa. A questo punto, Alice è costretta a costruirsi da sola la propria stabilità e per farlo deve passare attraverso il cosiddetto “sottobosco della vita” incontrando i personaggi più strambi: da dietologhe in folli centri dimagranti, a un cuoco esasperato dalle diete vegane, a un furbo pranoterapeuta che fa da contraltare a un dentista solitario, fino a ciclisti ossessivi, italiani felicemente trapiantati all’estero, skipper senza patente nautica, dipendenti degli aeroporti, “burini ripuliti” e un’umanità sempre sull’orlo di una crisi di nervi, che vede nelle ferie l’unica via di fuga possibile. Riuscirà Alice a lasciarsi alle spalle il “sottobosco della vita” trovando così la propria felicità? O scoprirà che proprio nel “sottobosco” bisogna saper trovare quella felicità? Biglietto unico: 10 euro


Domenica 31 luglio ore 21.15 “Buonanotte signor Smith”, di Alessio Moneta, regia di Maria Letizia Gorga. Con Enrico Patella, Giorgia Catania, Alessio Moneta, Federico Isaia.

Da qualche tempo, la piccola cittadina di Horney Town, è teatro di terrificanti delitti. Uno spietato serial killer, dopo aver ucciso le vittime, le veste con dei bizzarri costumi di carnevale. Ultima vittima, Allan Corvey, noto scrittore di libri gialli negli anni ’50, dal quale l’assassino sembra prendere spunto per i suoi delitti. Per Frank Orton, Detective di New York, risolvere il caso diventa una questione di vitale importanza per la sua carriera e non solo. Nelle indagini è affiancato da Andy, la sua assistente, che non perde occasione per deriderlo e metterlo davanti ai suoi fallimenti professionali e personali. Tutto si svolge nella classica atmosfera da giallo noir, con la sola eccezione che si ride dall’inizio alla fine. La cornice del giallo è un pretesto per portare in scena una commedia brillante e dissacrante, dai ritmi serrati, divertenti, dove l’ironia dell’autore pervade la trama in ogni momento. Biglietto unico: 10 euro

Gasometro
Via del Porto Fluviale • gazometro, 00154 Roma
Dal 9 luglio al 17 settembre, dalle 18.30 alle ore 4, dal lunedì alla domenica.
I biglietti per gli eventi su https://www.i-ticket.it/prevendita/
Tutti gli eventi di “Teatro Gasometro” con la collaborazione di Società per Attori e Culturamente.it

Pillole al Teatro Studio Uno: sistemi non convenzionali di selezione teatrale

Pillole al Teatro Studio Uno: sistemi non convenzionali di selezione teatrale

Dal 12 al 17 luglio in scena al TeatroStudio Uno PILLOLE #tuttoin12minuti, una settimana di selezione aperta in cui le migliori proposte per la nuova stagione 2016-17 andranno in scena in forma di corto della durata massima di 12 minuti, visionate, valutate e giudicate da tre giurie, pubblico, critica e direzione artistica, che decideranno cosa vedere da ottobre a giugno nelle sale del Teatro Studio Uno.
Pillole, non è un concorso, non è una gara, non è una lotteria, è un modo diverso per conoscere e selezionare i progetti mettendo a confronto compagnie, artisti, critica e pubblico instaurando un dialogo concreto e propositivo, per valorizzare il più possibile, e conoscere da vicino, il lavoro, le inclinazioni e la filosofia che anima le nuove realtà teatrali, insieme a chi vive il Teatro Studio Uno tutto l’anno e a chi ha voglia di conoscerlo, al fine di rendere questo spazio sempre più dinamico, costruttivo e condiviso. 
 
Ogni giorno si esibiranno 8 compagnie, e al termine della serata, la performance più apprezzata dal pubblico verrà inserita direttamente nel cartellone 2016-2017 del Teatro Studio Uno.
La direzione artistica e la commissione di qualità, sceglieranno tra le altre proposte, avendo la possibilità di selezionare tutte le performance se ritenute adatte alla stagione, o nessuna. Il risultato della selezione del pubblico verrà annunciato al termine della serata. Gli spettacoli scelti da direzione artistica e giuria di qualità verranno annunciati al termine della rassegna Pillole.
PILLOLE #Tuttoin12minuti
CALENDARIO
12 LUGLIO
LA LITE| Piano 13
LA VALIGIA| Faisha
QUEL CHE RESTA DELLA FESTA | C.Balsamo
MADE IN TERRANEO | A. Di Palma
ORLANDO ATOMICO | Grosso Gatto
CLOCKWORK METAPHISICS | Coppelia Theatre
NASCI, SIMONA | C.Manini
13 LUGLIO
LA DURATA DELL’INVERNO | Focus 2
NARCISO| C.Studer
KVETCH | Cantine Teatrali
IL PELO DELLA LUNA | Patas Ariba Teatro
VIT! VIT!| F.Danese
LADY HOLIDAY| Patas Ariba Teatro
LA COSMETIQUE |Teatro Ebasko
14 LUGLIO
SENZA TITOLO| A.Matrisciano
QUALSIASI COSA MAI | Fiora Blasi
GIORGIO | Garofoli/Nexus
TOMMASO UN MAFIOSO IN PROVA | F.Mazzeo
KORA | M. Incen
A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE | A.Blasioli
A TEMPO DI SCIMMIA | Dodeskaden
L’ORA DELL’ALT | I.Flaminio
15 LUGLIO
SELFIE | Luogocomune Danza
A UNA SIGNORINA DI PARIGI | Barone Chieli Ferrari
QUANDO ARRIVA? | L.Bei
INUMANIMAL | T.Mastrototaro
RES VOUS LUTION | Icanisciolti
BIGATTINI | Il Gruppo Della Creta
16 LUGLIO
SURGELAMI | Habitas
SFINGE | M.Lohman
LA LEGGENDA DEL PESCATORE | Il Carro Dell’orsa
30 SPETTACOLI IN 60 MINUTI | Vox Animi
GIRO DI VITE| V.Citerni Di Siena
GIOVANNA SOTTO IL SEGO | A.Marenco
RUN | C.Salvatore
BERNARDA| Produzioni Nostrane
17 LUGLIO
CLUB 27| Icanisciolti
DUE FRATELLI| Together Theatre
FIORI DI ME| Pescatori Di Poesia
GENERAZIONI | Circomare Teatro
BRIDE | M.Giusti
DUE | Habitas
LA CARTA DA PARATI GIALLA | E.Balestri
I RESTI DELLA FENICE | L.Magliocchetti

 

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6 (Torpignattara).
Ingr. 5 euro. Tessera associativa gratuita
 
Aperitivo dalle 19 | Pillole dalle 21 | Ingresso 5€

 

Per info: 3494356219- 3298027943
 Ufficio Stampa: Eleonora Turco press.teatrostudiouno@gmail.com  329.80.279.43
 
 
Redazione Culturamente

Maria Maddalena: fascino e paura del potere femminile

0

Eccomi. Mi guardi, lo so. E io ti guardo. Sono qui, irraggiungibile e carnale; sorridente e maliziosa; fiera e nervosa. Sono una Donna. Sono libera. Sono Bella. Sono Santa. Temimi, uomo: perché non mi comanderai.

Maria Maddalena di Carlo Crivelli, facente parte del polittico di Montefiore, eseguito fra il 1471 e il 1472, è di indiscutibile fascino per l’enigma che cela. È suadente e respingente in quanto osmosi sublime di sacro e profano, di acqua santa e diavolo. Siamo in pieno Rinascimento e lo si comprende immediatamente dall’atteggiamento più spudorato e “pagano”, rispetto al Medioevo, che gli artisti, e dunque i ricchi e colti committenti, dimostrano nei confronti del corpo e della rappresentazione artistica di esso.

Il centro culturale è slittato, infatti, da Dio all’uomo e alla figura umana, soprattutto nelle corti intrise di neoplatonismo, corrente filosofica che considera la bellezza esteriore l’epifania tangibile della levatura morale. Dunque, la mortificazione della femminile seduzione, che aveva segnato l’epoca precedente, si relega al ricordo, non troppo lontano, di un’austerità sessuofobica che covava i virulenti germi del peccato, sotto cilici e carni macilente.È il periodo storico e artistico che segna il trionfo delle fattezze giunoniche, dei seni prosperosi, dei fianchi larghi, dei volti sensuali: il bianco incarnato era ravvivato dal rosso colorito delle guance (ottenuto anche con i prodotti cosmetici preparati dagli speziali), i biondi capelli viravano, grazie a prodigiose tinture, nella sfumatura del famoso rosso-tiziano. Un colore, quest’ultimo, che serba un conflitto nel suo stesso impasto. Il rosso è il colore della caritas, ossia dell’amore universale che si compie nel sacrificio di Cristo in croce, e della dignità sacerdotale, ma anche della lussuria e delle chiome insidiose delle streghe. Il rosso è sangue: la donna il sangue e, dunque, la vita che simboleggia, lo domina, perdendolo ciclicamente senza morire.
La Santa, secondo i dettami tridentini, raffigurata nelle vesti della mirofora, ossia della portatrice del vaso di nardo, con il quale unse il corpo del Figlio dell’Uomo, incede da sola, ammantata del medesimo fascino misterioso che circondava i Re Magi, i quali, recando al divin Fanciullo oro, incenso e mirra, furono i primi a credere nel miracolo. Anche Maddalena è maga, in quanto presaga del futuro quando, per prima testimoniò la Resurrezione. Il cerchio si chiude con vaso. O forse, con il vaso si riapre, ancora e ancora, attingendo dalla sorgente del Tempo e diventando metonimia della donna che accoglie dentro di sé ciò che va nutrito di linfa vitale e trasformato, allo scopo di spiritualizzarlo e divinizzarlo. In seguito allo sviluppo patriarcale, nell’Occidente giudaico-cristiano, tuttavia, la Dea Madre fu detronizzata e repressa, sopravvivendo a stento, solo a livello segreto, come la compagna sottomessa e compiacente al Dio maschile. Infatti il vaso ha anche connotati negativi: è l’abisso che inghiotte e annienta, come una vagina dentata, è il contenitore di Pandora, da cui fuoriuscirono tutti i mali dell’umanità.
Fra le mani della creatura di Crivelli, il vaso guizza fra le dita, come se non fosse soggetto alla gravità: il pittore è angosciato o irretito o incerto. Lei lo provoca, lo guarda di traverso, con fare ardito; abbozza un sorriso che contrasta con il naso da predatrice; dalle vesti rosse e nere, sontuosamente ricamate, fa spuntare i seni e un piede, impudico; i capelli si ribellano al velo, impetuosi come serpenti.

Attento, se mi guardi diventerai di pietra. Ma guardami, non mi resistere.

Nonostante l’aureola, quindi, non siamo dinnanzi all’immagine di una santa pentita, ma di una donna di carne, sangue e intelligenza. È innegabile, infatti, che la maggior parte degli artisti del tempo sfruttarono i soggetti sacri anche come un pretesto per eccitare la sensualità; la nudità cristiana divenne sempre più ambivalente: sia emblema della santità, della purezza e della mortificazione della propria carne sull’esempio di Cristo sulla croce, sia simbolo di lussuria e lascivia. Chi c’è in questo quadro, in realtà? Un uomo. Un uomo lo dipinse, un uomo lo commissionò. Uomini che temevano le donne, le degne eredi di Eva capaci di portare alla morte con l’inganno insito nella propria indole imperfetta, la quale le rendeva soggette al dovere di custodia maschile, per protezione anche di esse stesse.
Donne costrette a stringersi nel soggolo di un ruolo, ossia virgo, mater et vidua, per non essere emarginate come streghe o puttane.Ma come può, allora, essere Santa colei che fu libera, colei che con la sua parola annunciò il messaggio che è il significato più rivoluzionario del cristianesimo, colei che conobbe il peccato della lussuria, colei che corpo e mente? Si può vedere un uomo perfino in questo quadro, lo si può fare lottando con i propri sensi e il proprio istinto. E non mi riferisco a pittore e committente, ma a Lei: Maddalena. Alla prossima puntata.

Emma Fenu

Bererosa 2016, la festa dei vini rosati che fa impazzire la folla

0

Come ogni anno la rivista Cucina & Vini accende i riflettori sul mondo del vino in rosa e l’affluenza rivela un numero di appassionati in costante crescita

Fino a qualche anno fa il mondo dei rosati era parecchio bistrattato. Parenti poveri di rossi e bianchi, questi vini venivano fatti in molti casi dai produttori solo per completare la gamma della tipologia. Anche disciplinari e regolamentazione non davano certo una grossa spinta nel verso della qualità. Fortunatamente con le nuove generazioni si è assistito ad un cambio di tendenza che ha saputo dare ai rosati, una dignità e una ragion d’essere che certamente meritavano. In Francia, dove come da noi, il vino assume una significativa rilevanza economico culturale, un terzo dei vini consumati è rosè e nell’ultimo quinquennio la tipologia ha registrato un aumento del 10% delle preferenze. La tendenza al consumo dei rosati è in aumento in generale un po’ dappertutto. Anche da noi è ormai ben lontana dall’essere un fenomeno di nicchia e il gradimento del pubblico è in costante aumento. Ne è testimonianza l’incredibile affluenza di Bererosa 2016, che ha toccato le 3500 presenze di un pubblico appassionato e noncurante della calura estiva.

Tra i banchi d’assaggio allestiti nelle splendide sale fine ‘800, erano presenti un po’ tutte le realtà regionali, 73 aziende per un totale di 170 etichette. Particolarmente benevolo con noi, il dio Bacco ha dotato l’Italia di una così ampia varietà di vitigni rispetto ad altri paesi, che anche la declinazione rosa del bere presenta al suo interno peculiarità e diversità in grado di caratterizzare territori e stili produttivi diversi. Nel giro iniziale di degustazione dedicato alla spumantistica, come sempre si è distinto l’elevato standard qualitativo del Trento Doc, consorzio che anche in abito rosa da il meglio di se nei suoi metodo classico. E’ impresa ardua tra questi dare la palma del migliore tanti sono i prodotti di livello, infatti senza fare graduatorie meritano sicuramente una menzione gli spumanti di Endrizzi, Abate Nero, Revì e Maso Martis con il suo Brut Rosè da uve Pinot Nero 100%, bollicina finissima dove i richiami della piccola frutta rossa, sono incorniciati in sentori di lievito e frutta secca.


L’Azienda Ferghettina era presente con l’ottimo Franciacorta Rosè Brut anch’esso da uve Pinot Nero, elegante nel gusto oltre che nella sua particolare bottiglia. Procedendo verso sud una piacevole sorpresa sono stati gli spumanti metodo Charmat prodotti dalla Cantina Zucchi nel Modenese, sia il Rito che il Fermentato in Bottiglia entrambi ottenuti da Lambrusco di Sorbara, gusto pieno ma di facile impatto e non impegnativi. Non si può non ricordare d’Araprì specialista in bollicine, che in terra pugliese completa la sua gamma con l’ottimo Brut Rosè da Montepulciano e Pinot Nero, complesso ed elegante. Si torna al Nord per nominare in ultimo quelli che rispetto agli altri hanno forse una marcia in più, se non altro per il particolare metodo produttivo. Il primo è il Millesimato D’Antan Rose’ di cantina La Scolca, prodotto a Gavi in Piemonte da uve Cortese e Pinot Nero, che invecchia sui lieviti in bottiglia per circa 10 anni. L’altro si chiama Era ed è prodotto da Mario Gatti, sempre da Pinot Nero e con procedimento analogo ma nella zona del Franciacorta. Due vini straordinari che alla freschezza tipica degli spumanti caratterizzata nei toni dei lieviti, riescono ad unire sentori quasi da vendemmia tardiva che richiamano il miele, la frutta secca e le spezie.

Anche tra i vini fermi le etichette sono talmente tante da dover operare una selezione forzata, senza però escludere alcuni nomi sinonimo da sempre di garanzia. Come i Pugliesi che da sempre nei rosati vantano una solida tradizione e presenti con diverse Aziende. Tra queste Torrevento che ha proposto Primaronda Doc e Veritas Docg entrambi da Bombino Nero, vitigno autoctono di Castel del Monte che regala vini sempre profumati, con una freschezza che li rende particolarmente gradevoli d’estate.
Della stessa zona anche l’Azienda Rivera, che dallo stesso vitigno propone Rosè Doc e Pungirosa Docg.
Dal Veneto il Bertarose, un chiaretto dell’Azienda Bertani da uve Molinara e Merlot, fine e delicato, piacevole come aperitivo ma forse a pasto da impiegare solo con pietanze estremamente leggere nella struttura. In coda ma solo per motivi assolutamente casuali, il Mea Rosa di Lunae Bosoni da Vermentino Nero, uva che siamo soliti considerare solo in bianco ma che regala a questo vino profumi di frutta e spezie, intervallati dalla sapidità che il mare ligure porta sin dentro al bicchiere. Molte altre le etichette che andrebbero menzionate ma quelle citate bastano già a stabilire con certezza che l’opzione Rosa è tra le migliori disponibili in estate.

AZIENDE

PIEMONTE: Ada Nada, La Scolca

LOMBARDIA: Antica Fratta, Castello di Stefanago, Cola Battista, Costaripa, Ferghettina, Fratelli Berlucchi, Guido Berlucchi, Mario Gatta, Olmo, Antico Villa

TRENTINO: Abate Nero, Balter, Cantina Roverè della Luna, Cantine Moser, Cavit, Cembra Cantina di Montagna, Cesarini Sforza, Endrizzi, Ferrari, F.lli Lunelli, Letrari, Maso Martis, Pedrotti, Spumanti Revì, Rotari, Zeni Roberto

ALTO ADIGE: Kettmeir

FRIULI: Puiatti

VENETO: Andreola, Astoria, Bertani, Biancavigna, Bortolomiol, Cantina Negrar, Le Manzane, Masottina, Monte Saline, Valdo

LIGURIA: Lunae Bosoni

EMILIA ROMAGNA: Cantina Zucchi, Colombarda

TOSCANA: Artimino, Colline San Biagio, Fattoria Ambra, Cantina Gentili, Ruffino, Tenuta Casteani, Tenuta di Capezzana

UMBRIA: Castello di Magione, Le Cimate

ABRUZZO: Cantina Zaccagnini, Farnese, Marramiero, Sincarpa, Tenuta I Fauri

LAZIO: Selva Spina, Vigne del Patrimonio

CAMPANIA: Cantine Marisa Cuomo, San Salvatore Tommasone

PUGLIA: Biocantina, Giannattasio, Cantina La Marchesa, Cantine Spelonga, D’Araprì, Masseria Altemura, Rivera, Rosa del Golfo, Torrevento, Vitivinicola Giuliani

Bruno Fulco

Foto@BrunoFulco

The Truman Show, la sottile linea tra realtà e finzione

“Buongiorno…e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!”

 
E se quello che ci circonda fosse tutta un’amara bugia? Su questo concetto si fonda una pellicola imperdibile del 1998, una di quelle che rimane nella memoria di chiunque, un azzardo cinematografico che ha ottenuto un enorme successo. Stiamo parlando del film The Truman Show, portato sul grande schermo dal regista Peter Weir (per chi non lo conoscesse è lui il regista de L’attimo fuggente) con una sceneggiatura del neozelandese Andrew Niccol, che aveva esordito l’anno precedente con il film Gattaca, di cui era stato anche regista.
 

La trama

 
L’idea avuta da questa mente brillante è stata quella di raccontare le vicende di Truman Burbank (Jim Carrey), un impiegato di una società di assicurazioni che vive nella pacifica ed idilliaca Seahaven, tipica cittadina della provincia americana.
Ma, in realtà, Truman è l’ignaro protagonista del più seguito reality show del pianeta terra, in onda da ben trent’anni. Il protagonista, infatti, fu adottato da un network quando era ancora in utero e il suo parto fu mostrato in diretta mondiale. Intorno a lui fu costruita una cittadina immaginaria popolata da attori alle dipendenze del network. L’enorme set in cui Truman, il cui nome è l’unione delle due parole True (vero) e Man (uomo), è stato costretto a vivere è costruito esattamente dietro le colline di Hollywood, ed è in grado di simulare perfettamente ogni momento della giornata ed ogni situazione climatica, esattamente il sogno di ogni produttore cinematografico.
 
Ideatore e deus ex machina dello spettacolo è il regista Christof che dirige tutto dalla falsa luna di Seahaven, sede dello studio di registrazione del programma, che veglia su Truman come se fosse una sua propria creatura, un figlio da proteggere. Nonostante gli anni trascorsi,Truman non ha mai sospettato niente, ma ad un certo punto comincia a notare una serie di stranezze intorno a lui che lo portano a sospettare sempre di più, fino a raggiungere la consapevolezza che qualcuno sta manipolando la sua vita. Dopo l’iniziale sconcerto egli assume atteggiamenti di ribellione nei confronti delle persone che gli stanno intorno, inclusa sua moglie, ma non trovando le risposte che vorrebbe, tenta infine la fuga.

La recensione

The Truman Show è uno di quei film che potremmo definire intelligente, commovente e acutissimo allo stesso tempo, che a differenza di quello che pensa la maggior parte del pubblico, non è soltanto un’esplicita denuncia su quanto sia invadente il mondo televisivo, riflessione che oggi è molto più attuale di diciotto anni fa, ma molto di più. Queste vicende, infatti, oltre a costituire una storia del tutto coinvolgente ed originale, trasportandoci anche grazie alle inquadrature geniali in un vero e proprio reality show, offrono lo spunto per una miriade di riflessioni filosofiche e sociologiche, e sono sia una critica sia un monito prima al mondo allora nascente dei reality show e poi alla manipolazione della società intera. Tra questi è il tema della libertà individuale a spiccare, quella libertà che probabilmente tutti cerchiamo ma che difficilmente riusciamo ad ottenere.

Ma in Truman vediamo quel “noi” che ce la fa, nonostante il suo “creatore” Christof cerca di ostacolarlo, di tenerlo al sicuro nella sua Seahaven che in realtà per il nostro protagonista è solo una grande e immensa gabbia. La possibilità di un lieto fine per Truman è però messa in discussione ancora una volta da Christof, nel momento in cui afferma che Seaheven è sì un posto in cui Truman è prigioniero, ma è anche un luogo felice nel quale egli non ha niente da temere, è il mondo come dovrebbe essere, anche se si tratta di una semplice farsa. Invece la realtà autentica, quella in cui vivono gli altri è malata e pericolosa. Ma è davvero l’infelicità il prezzo che si deve pagare per uscire dall’illusione? Sarà proprio Truman, l’ “uomo vero” a scoprirlo, varcando la porta trovata nel cielo fittizio di SeaHaven che lo porterà via per sempre da quel mondo perfetto.

3 buoni motivi per vedere il film:

– Jim Carrey, che in questo film regala al pubblico una delle sue migliori interpretazioni, nel ruolo di un personaggio a tutto tondo, mai visto prima di allora nella sua carriera.
– Gli impeccabili dialoghi scritti da Andrew Niccol.
– Ed Harris, che nei panni di Christof rende perfettamente la figura del creatore – dittatore di SeaHaven.

Quando vedere il film?

 
Non esiste, secondo me, un momento perfetto per vedere The Truman Show. Quando ne avete voglia e non andate di fretta, perchèé questa è una pellicola che dovete guardare per forza con grande attenzione, non perché sia complicata ma perché è davvero, ma davvero, bella.
 
 
Ilaria Scognamiglio

Le immagini contenute in questa recensione sono riprodotte in osservanza dell’articolo 70, comma 1, Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Si tratta, infatti, di «riassunto, […] citazione o […] riproduzione di brani o di parti di opera […]» utilizzati «per uso di critica o di discussione», nonché per mere finalità illustrative e per fini non commerciali. La presenza in CulturaMente non costituisce «concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera».

Intervista a Dacia Maraini: la paura del diverso

Dacia Maraini ci parla dello stato del teatro italiano, di Amelia Rosselli e del femminicidio.

Il 20 giugno 2016 abbiamo visitato la Casa delle Letterature di Roma per partecipare alla presentazione del numero 74 della rivista letteraria Nuovi Argomenti, dedicato alla poetessa Amelia Rosselli. Ci si è interrogati sulla sua funzione storica a distanza di vent’anni dalla scomparsa.  All’evento ha partecipato anche la scrittrice Dacia Maraini, che abbiamo avuto modo di incontrare in un momento di pace poco prima dell’inizio dell’appuntamento. Il clima era cordiale e la piccola sala andava riempiendosi lentamente.

Maraini, nella sua intensa attività letteraria, si occupa di teatro da anni e nel ’73 è stata fra le fondatrici del Teatro della Maddalena di Roma, esperienza unica di un teatro gestito da sole donne. Erano gli anni d’oro della sperimentazione, della creatività che poteva ancora esprimersi con pochi mezzi, per iniziativa di pochi, attirando poi l’attenzione di molti. Il teatro oggi è invece una creatura che soffre l’economia e la politica degli ultimi decenni e si trascina ormai senza fondi. La situazione è peggiorata con l’esclusione della stragrande maggioranza dello Spettacolo dal Vivo dai finanziamenti per la cultura; una scelta prettamente ministeriale. Così, sebbene la creatività continui ad abbondare nel tessuto dei piccoli teatri, questi sono fisicamente morenti, strozzati per carenza di risorse. Anche Maraini ha vissuto la crisi del settore in prima persona, dovendo chiudere un festival del teatro da lei diretto a Gioia dei Marsi per mancanza di finanziamenti.
Credo che i più danneggiati siano il teatro sperimentale, il teatro dei giovani, il teatro diciamo povero. Le tasse sono aumentate. Adesso se uno vuole fare teatro, anche sfruttando se stesso come autore, come attore, come regista, deve pagare delle tasse che una volta non c’erano. Per questo io sarei, più che per chiedere finanziamenti che poi vanno sempre a quelli sbagliati, per una detassazione sistematica, che lasci lavorare chi non ha patrimoni, ma talento e voglia di creare.”
Come dice la scrittrice, le grandi produzioni trovano un modo per tirare avanti, un esempio ne è il Teatro Quirino, ma il teatro sperimentale, quello da cui nasce il teatro nuovo, non può ovviamente contare sulle stesse risorse.
Casa delle letterature
Dacia Maraini, seconda partendo da destra; la poetessa Biancamaria Frabotta, alla sua destra, e il poeta Roberto Deidier alla sua sinistra.
Il giorno prima i romani avevano votato al ballottaggio il proprio candidato sindaco e quella mattina era ormai confermata l’elezione di Virginia Raggi. Per tutta la campagna elettorale sono stati molti i temi toccati e abbiamo voluto chiedere a Dacia Maraini se la cultura fosse stata fra i punti discussi. La scrittrice si è lasciata andare ad una breve risata.
“Non mi sembra. Si è parlato di buche, si è parlato di traffico, si è parlato di immondizie e cose, per carità, sacrosante. Ma una città come Roma vive soprattutto di turismo, e quindi la preoccupazione del mantenimento dei suoi beni culturali dovrebbe essere la prima cosa per gli amministratori. Non mi sembra ci sia questa tendenza.”
Non è un mistero, insomma, che di tutto si sia parlato, tranne che di cultura e per nulla di teatro. Semmai, come ha sottolineato Gigi Proietti alla conferenza stampa del Campidoglio per la nuova stagione del Globe di Villa Borghese, se ne parla, senza specificare cosa venga inteso per cultura. Un termine dunque fumoso e abusato senza nulla di concreto a sostegno.
Abbiamo anche chiesto a Maraini di donarci qualche parola su Amelia Rosselli. Il 74esimo volume della rivista presentata alla Casa delle Letterature è un omaggio alla figura di questa grande poetessa. Nata nel 1930 e morta suicida nel 1996, è stella luminosa che da sola si pone come rappresentante più alta del secondo novecento poetico. Fra le sue opere più famose ricordiamo Documento, Impromptu e la Libellula. Il numero in questione è affettuosamente scritto dalle conoscenze ed amicizie che l’hanno accompagnata negli anni e dagli studiosi che di lei si sono innamorati tramite gli scritti.
“Amelia io l’ho conosciuta bene. Era cugina di Alberto, quindi spessissimo la vedevo. L’ho conosciuta, ammirata, le ero affezionata. Era una persona non facile, perché aveva dei problemi psichici irrisolti, dovuti al trauma dell’assassinio del padre e dello zio da parte dei fascisti. Aveva perso la madre precocemente, poi il padre e lo zio ammazzati in quel modo… Credo che tutte queste ferite abbiano influito sul suo equilibrio. C’erano dei momenti in cui era perfetta e dei momenti in cui viveva nel terrore, aveva delle allucinazioni, sentiva delle voci, aveva paura di essere uccisa.”
Le chiediamo un consiglio per chi volesse approcciarsi alla visionaria realtà di Amelia Rosselli e la scrittrice ci risponde con grande sincerità, con una certa luce negli occhi, di chi ricorda la melodia affettuosa di una vita, come di una poesia:
“Bisogna prendere dei libri e leggerli. Io non credo che i poeti abbiano bisogno di tante spiegazioni. Amelia non è una poetessa facile, la sua poesia è molto sofisticata, enigmatica, di ardua interpretazione. Faceva esperimenti col linguaggio, lavorava sui suoni quasi più che sui significati delle parole. Per assaporarla bisogna semplicemente immergersi, entrare in questo ritmo che è di una grande sapienza musicale.”
La poesia non è un genere a cui l’editoria italiana concede ormai grande spazio. Maraini nel corso dell’evento si lascia poi andare ad una considerazione interessante. Siamo un paese che legge poco, la poesia ancor meno, ma quando questa viene poi letta in pubblico, ne rimane in qualche modo catturato. “La voglia di ascoltare la voce e l’incapacità di leggere.” Così descrive il fenomeno.
Rivolgiamo alla scrittrice un’ultima domanda. Ci ricordiamo di Voci, uno dei suoi romanzi, pubblicato nel ’94. Era un grido che richiamava l’attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne. Era la storia di una giornalista, Michela Canova, che si immergeva nelle voci contrastanti di un’indagine per l’omicidio di un’aspirante attrice. La sua ricerca era immersa fra mille parole, poste a nascondere e distorcere la verità. Ricordando il proprio romanzo Maraini sorride, forse richiamando alla mente il procedimento della scrittura, ma rapidamente ricompone il viso di una serietà profonda e al contempo serena. Parla con chiarezza e forza:
“C’è purtroppo un aumento della violenza contro le donne. Il femminicidio continua a crescere. È una reazione, a volte inconscia, di fronte all’emancipazione femminile. Quegli uomini, che poi sono i più deboli, i più fragili, i più spaventati, i più immobili nel tempo, che non accettano i cambiamenti, che identificano la virilità con il possesso, sono quelli che entrano in crisi di fronte alla perdita del possesso. Possono diventare talmente ossessionati da trasformarsi in assassini. Purtroppo lo dice la cronaca, non lo dico io. Si tratta di una vera e propria tragedia, perché non solo ammazzano la moglie, ammazzano i figli, ma ammazzano anche se stessi. Non vedo altre spiegazioni oltre il trauma culturale. Non c’entra niente col genere. Un bambino non nasce assassino. Lo diventa. Anche i popoli a volte reagiscono in maniera infantile: si fanno prendere da una paura irrazionale e panica e si mettono a costruire muri. Mentre l’unico modo di affrontare i pericoli è capire, ragionare, unirsi e fare tutti insieme progetti per il futuro.”
Siamo ben coscienti di quanto la paura del diverso, della modifica, possa essere contagiosa: essa penetra nelle anime angosciate, oscurate da insicurezze personali o del secolo. Si perdono, forse per assenza di un contatto, di un aiuto che non c’è stato, o non ha raggiunto tutti. Se i messaggi di comprensione sono stati ignorati, o le loro voci sono state tradite dall’indifferenza delle loro azioni, non è forse questa paura, di chi si ritrae al cambiamento, una colpa collettiva e partecipata?
“Certo pensare solo a chiudere le frontiere e difendere i propri piccoli interessi non serve a niente. Tanto il movimento dei popoli va avanti lo stesso. Bisogna affrontarlo, con generosità, coraggio facendo piani per il futuro. Ma devono essere piani costruttivi e solidali, non isterismi nazionalistici. Ricostruire i paesi distrutti, trovare il modo di riportare chi è scappato per paura e fame, nei propri paesi di origine, liberandoli dalla fame e dalle guerre.”

Gabriele Di Donfrancesco

@GabriDDC

Una voce italiana da Oxford: Brexit non è la fine del Mondo

Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare

[Mark Twain]
Sono passati pochi giorni dal Referendum che, il 23 giugno 2016, ha segnato per sempre la storia del “Vecchio Continente”. Ready or not, come direbbero gli inglesi, il 51,9% della Gran Bretagna (volente o nolente) ha votato a favore del Leave rendendo Brexit, ovvero l’uscita del Paese dall’Unione Europea, una realtà.
Nell’arco di un paio d’anni gli abitanti della Gran Bretagna dovranno essere considerati extra-comunitari dal resto d’Europa: molto probabilmente per gli immigrati non sarà più così facile entrare nel Regno Unito alla ricerca di un lavoro, ma quale sarà la scelta di chi è stato accolto fino ad ora?

Ora sento di avere qualche incentivo in più ad andarmene (o qualche incentivo in meno a rimanere, a seconda dei punti di vista).

Con questo giochino di parole, che potremmo aspettarci da uno studioso di grammatica latina, Tommaso Mari, dottorando presso l’Università di Oxford, mi racconta il clima pre e post Brexit “nella bolla di Oxford“, ovvero in quel gioiellino gotico dove ho avuto il piacere di conoscerlo un aprile di tre anni fa, mentre studiavo presso la deliziosa Sackler Library.

Come tutti gli studiosi, me lo immagino concentrato a ripassare la tesi di dottorato sul grammatico Consenzio, in preda magari all’abbrutimento da studio che tutti una volta nella vita abbiamo conosciuto e che spesso ci taglia fuori (non tanto consapevolmente) da ciò che ci circonda.

Il Leave, mi dice, sembrava avere un fronte più attivo, ma la città ha votato per lo più Remain: Nessuno aveva davvero paura che il ‘Leave’ potesse vincere”. Eppure, così è stato: la gente continua a vivere la propria vita e “per strada non si avverte nessun senso di apocalisse”. Mi fa sorridere Tommaso con queste parole, che scritte sembrano ironicamente giuste, perché i media non fanno che terrorizzarci sugli esiti futuri di questo Referendum.

No, non è la fine del Mondo.
Amarezza per gli sconfitti e trionfo per i vincitori: Tommaso mi riporta la notizia di “attacchi xenofobi (perlopiù verbali, per fortuna) a cittadini europei in nome della vittoria del ‘Leave’. […] Nella propaganda pro-Brexit, erano per lo più gli immigrati dall’Europa dell’Est ad essere oggetto di attacchi. Certo, non ho l’impressione che i britannici ci equiparino a loro, e forse qualcosa cambierà nel loro atteggiamento verso di noi – soprattutto in coloro che già nutrivano sentimenti xenofobi e che ora si sentiranno legittimati dal voto popolare.”

Tommaso Mari, dottorando in Lettere presso l’Università di Oxford

Tommaso stesso è confuso, rattristato al pensiero che “più di metà del Paese abbia scelto una via che a me sembra xenofoba, isolazionista e contraria all’idea che ho di cooperazione internazionale e solidarietà; in parte ho la sensazione, forse non corretta, che sia anche un voto contro quelli come me.  Dall’altra, spero che l’Europa sappia far tesoro di questa esperienza per migliorare quello che non va, e magari che possa perfino giovare della defezione di un Paese il cui atteggiamento nei confronti dell’Unione mi è sempre sembrato quantomeno ambiguo, se non proprio ostile. “

Mi rincuora, però, quando gli chiedo del suo futuro: sappiamo bene entrambi quanto la carriera accademica sia legata allo spostamento e all’incertezza, ma io ho subito pensato a quei fondi europei per la ricerca in mano alla Gran Bretagna. E il mio coetaneo umbro non mi nega di avere qualche incentivo in più ad andarsene, anche se non ora sa come cambierà la sua vita entro i prossimi due anni. Non cambierà poi tanto forse per i nostri ricercatori in UK, tranne forse la percezione di un Paese ospitante che si prova ad apprezzare, a rendere proprio, a vedere come una seconda casa: “Il sentimento nei confronti di un Paese che è meno aperto e dinamico di quel che credevo conclude Tommaso  – è cambiato, e non in meglio.
Ci terremo l’inglese come lingua universale e qualche partita da giocare in campo come europei, ci terremo le cartine geografiche per studiare i confini delle Colonne d’Ercole. Quel sogno dell’Europa Unita, che mi racconta da sempre mia madre come un’impresa che ai suoi tempi sembrava irraggiungibile, si è sgretolato.
Ma dopo qualche giorno, forse, questo non ci spaventa più.
 
Alessia Pizzi

Resistenza Culturale nella stagione del Teatro dei Conciatori

0

Teatro dei Conciatori: C.U.T. – Contemporary Urban Theatre – 100% taglio contemporaneo

Ancora il ricordo della bella stagione trascorsa non si è assopito che eccoci a pregustarne una nuova: la quinta per il Teatro dei Conciatori. Una ricca rosa di artisti che confermano la loro presenza nel nostro spazio teatrale tutto volto alla drammaturgia contemporanea d’autore. Registi e attori affermati e nuovi interessanti talenti, hanno scelto questo luogo/casa per presentare i loro progetti innovativi.
E’ una stagione all’insegna della “Resistenza”, la “Resistenza Culturale” – affermano i direttori artistici Antonio Serrano e Gianna Paola Scaffidi – In questi tempi di crisi e di tensioni: sociali, economiche, politiche, culturali, è quanto mai necessario tenere vivo quel fuoco alimentato dalla passione, che sempre ci ha permesso di guardare avanti. Ecco quindi il nostro “Fuoco” a cui attingere per riaccendere le emozioni che solo il teatro può dare in maniera forte, violenta, assoluta. Un Paese che non aiuta la cultura nel suo percorso di creazione e di crescita è un Paese che rischia di perdere le proprie radici… e un Paese senza radici non è più un Paese…
Il lavoro di composizione del programma è stato articolato e pensato in continuità con quello svolto negli ultimi anni; un lavoro che ha portato risultati positivi e tangibili sul pubblico e sulla critica. Il nostro teatro vive un momento di grade dinamismo e di rinnovata centralità nel panorama della drammaturgia contemporanea. Quella che proponiamo al Teatro dei Conciatori è una stagione teatrale davvero di altissimo livello con la presenza di autori, registi e attori di consolidata fama accanto ad altri autori, registi e attori giovani ma con una forza, una qualità dei lavori presentati, di notevole spessore artistico.
stagione teatrale 2016/2017
Lettere di Oppio di Antonio Pisu, con Tiziana Foschi e Antonio Pisu; regia di Federico Tolardo.
Si apre il sipario il 14 settembre 2016 con LO STUPRO DI LUCREZIA (spettacolo ispirato al sonetto di William Shakespeare) drammaturgia e regia di Luca De Bei. Protagonista Federica Bern.
Il 23 settembre uno spettacolo che ha fatto storia: FRAU SACHER-MASOCH scritto e diretto da Riccardo Reim, con Silvana De Santis; direzione: Antonio Serrano.
Il 6 ottobre debuttano I MAMMI di e con Max Boccasile e Carlo Maretti, regia di Enrico Romita.
PRIGIONIERI AL SETTIMO PIANO di Maria Letizia Compatangelo, con Gianna Paola Scaffidi e Rosario Galli sarà in scena dal 18 al 30 ottobre; regia di Donatella Brocco.
Dal 1 al 13 novembre, in prima nazionale DI AND VIV AND ROSE di Amelia Bullmore con Selene Gandini, Caterina Gramaglia e Sara Pallini, con la regia di Antonio Serrano.
Torna la drammaturga di Alberto Bassetti dal 22 novembre con LE DUE SORELLE, protagoniste Lina Bernardi e Ludovica Modugno. La regia sarà di Alessandro Averone.
Dal 29 novembre al 4 dicembre, POVERO DA MORIRE scritto e diretto da Francesco Di Chio, con Flavio Francucci.
Dal 14 dicembre LA REPUBBLICA DELLE MARIONETTE di Gennaro Francione, adattamento di Francesca e Natale Barreca, regia di Stefano Maria Palmitessa.
Dal 20 al 23 dicembre arriva SALOME’ di Oscar Wilde con Alberto Di Stasio (anche regista) e Gloria Pomardi.
Speciale fine anno al Teatro dei Conciatori dal 29-31 dicembre con un grande ritorno: CIBAMI, tre atti unici di Stefano Benni e Cinzia Villari (anche regista), con Tiziana Foschi, voce e chitarra Piji.
Il 2017 si apre il 6 gennaio con LETTERE DI OPPIO di Antonio Pisu, con Tiziana Foschi e Antonio Pisu; regia di Federico Tolardo.
Dal 17 al 22 gennaio CABARET A NETANYA di e con Mario Sorbello e con G.Carbone e M.L.Lombardo.
Dal 24 al 29 gennaio torna a grande richiesta un successo di pubblico e critica della passata stagione: ASPETTANDO GODOT di Samuel Beckett con la regia di Alessandro Averone, protagonisti Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis.
Dal 31 gennaio – 12 febbraio una grande novità in prima nazionale: KAFKA IL DIGIUNATORE di e con Luca De Bei, da Franz Kafka.
Dal 21 al 26 febbraio IL COMPLESSO DI ANTIGONE, testo e regia di Johannes Bramante, con Francesca Accardi e Sarah Nicolucci.
Dal 28 febbraio LONELIDAYS #2 The place of exile, testo e regia di Lorenzo Liberato, con Barbara Folchitto, Marco Quaglia, Fabrizio Milano, Benedetta Corà.
Dal 7 al 12 marzo SINCOPI DELIQUI INFARTI E ALTRI MANCAMENTI (Cechov…fa male!) scritto e diretto da Sergio Basile con Barbara Scoppa e Sergio Basile.
Dal 14 marzo AMORI PROIBITI, spettacolo ideato e diretto da Michele Suozzo, testi di Ovidio, Poe, D’Annunzio, Pasolini, Morante, con Livia Antonelli, Tiziana Bagatella, Michele Cesari, Graziano Sirci, musiche originali di Fabio Lorenzi eseguite da Paolo Fontana.
Dal 28 marzo AETERNITAS Storia di amianto, un serial killer silenzioso, testo e regia di Pino Borselli con Sebastiano Tringali e Roberta Mattei.
Dal 4 aprile HO SCELTO LA FELICITA’ di Betta Cianchini da un’idea di Alessandro Fontana e Marco Mattolini, con Alessandro Fontana, musiche e canzoni originali di Rossana Casale, regia di Marco Mattolini.
Dal 19 al 30 aprile sarà di scena LA FAMIGLIA REMBRANDT SCONFITTA DAI TULIPANI di Giuseppe Manfridi con Gianna Paola Scaffidi e Antonio Serrano, con la regia di Giuseppe Manfridi.
Dal 2-14 maggio VECCHI TEMPI (Old Times, 1971) di Harold Pinter, traduzione di Alessandra Serra, con Christine Reinhold, Lisa Vampa, Salvatore Palombi; regia di Michael Rodgers.
Dal 16 maggio torna Alberto Bassetti con DUE FRATELLI, protagonisti Marco Quaglia e Antonio Tintis, regia di Antonio Serrano.
Gran finale di stagione dal 23 maggio con EMMA B. VEDOVA GIOCASTA di Alberto Savinio, con Elena Croce e Elisabetta Furini, regia di Alessio Pizzech.

Il costo dei biglietti è di € 18,00 con l’aggiunta di tessera obbligatoria di 2 €.
Orario spettacoli dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00.

Info: Via dei Conciatori, 5, Roma Telefono:06 4544 8982 info@teatrodeiconciatori.ithttp://www.teatrodeiconciatori.it/

“Dialoghi con un ottimista” tra Maria Giovanna Farina e Francesco Alberoni

“Dialoghi con un ottimista” tra Maria Giovanna Farina e Francesco Alberon

“I grandi maestri prima vanno amati, frequentati e studiati, poi vanno criticati”

Maria Giovanna Farina è una pioniera della consulenza filosofica, un’analista della comunicazione, nonché autrice di libri per aiutare le persone a vivere meglio. Esperta nel campo delle pratiche filosofiche e delle relazioni umane, è autrice di numerosi articoli su varie riviste, ha intervistato anche in video alcuni tra i più noti personaggi della cultura e dello spettacolo. Dagli incontri con un importante sociologo dei nostri tempi, Francesco Alberoni, è nato il libro-intervista, edito dall’Edizione Leima, “Dialoghi con un ottimista. In salotto con Francesco Alberoni”.

E’ il 1979 quando una giovanissima Maria Giovanna Farina scopre la propria passione per uno dei grandi sociologi italiani viventi. È l’anno di Innamoramento e Amore, il volume di Francesco Alberoni che avrebbe cambiato il modo di parlare e di intendere l’amore di un’intera generazione. A qualche decennio di distanza, la ragazza, ormai donna, si troverà nel salotto personale del grande scrittore, con l’opportunità di redigere una lunga intervista a cuore aperto. Alternando al classico “botta e risposta” di stampo giornalistico le proprie riflessioni personali, Maria Giovanna Farina ci offre un ritratto particolarissimo e fuori dalle righe di Francesco Alberoni. Partendo da argomenti cari al sociologo – l’amore, i rapporti sociali, i valori della vita – questa speciale “chiacchierata” oscilla tra il formale e l’informale, tra il pubblico e il privato, tra la cultura e la semplicità, con la leggerezza e l’ironia che da sempre hanno caratterizzato lo stile di Alberoni. Per suggerirci, attraverso la parole, le esperienze personali e il pensiero del grande sociologo, una visione positiva dell’uomo e della vita, proponendo l’ottimismo come obiettivo da perseguire ogni giorno per migliorare la nostra esistenza.
“Dialogare con Alberoni – ha dichiarato Farina – è stato soprattutto incontrare la sua vita quotidiana fatta di cultura profonda e semplice allo stesso tempo, di ironia e di mille curiosità a volte inimmaginabili. Chi leggerà questo libro, vedrà infatti che Alberoni, oltre ad essere un ottimista, è un gran risolutore”.
 
Redazione Culturamente

L’arte incontra il teatro con la mostra “A midsummer night’s dream”

0

Lucianella Cafagna, Alessandro Sicioldr e Lorenzo Bruschini sono i protagonisti della mostra “A midsummer night’s dream” organizzata da RvB Arts,  dedicata a Shakespeare. Noi abbiamo incontrato uno dei tre artisti, Lorenzo, che gentilmente ci ha spiegato che rapporto ha con il drammaturgo più famoso al mondo e come ha lavorato per creare le opere esposte nella galleria. 

Foto di RvB, opera di Lorenzo Bruschini.

Come hai reagito quando la curatrice della galleria ti ha proposto il tema “Sogno di una notte di mezza estate”?
Quando Michele Von Buren, la curatrice della mostra, mi ha contattato diversi mesi fa, mi ha spiegato che avrebbero fatto una mostra d’estate, ispirata al “Sogno di una notte di mezza estate” shakespeariano, sono rimasto molto contento. In quel momento stavo giusto lavorando a qualcosa di molto simile. Quindi è stato un vero piacere conciliare il mio momento creativo con le esigenze della gallerista.
Da cosa prendi spunto per le tue opere? C’è un posto nel mondo che ti aiuta a essere più creativo? Per questa mostra a cosa ti sei ispirato?
Grazie a molti viaggi che ho fatto, soprattutto in Grecia, ho ricercato gli aspetti più oscuri dell’essere umano. E credo che questa mia “filosofia”, questa mia ricerca coincida perfettamente con il genio di Shakespeare, che è stato oltre a un grande drammaturgo un vero esploratore dei sentimenti umani e di tutte quelle parti più nascoste della nostra psiche. Era un immenso conoscitore della natura dell’uomo. Anche tutte le creature “mostruose” di “Sogno di una notte di mezza estate” si sono sposate perfettamente con il viaggio in Grecia, come ad esempio la figura del minotauro.

Per te la pittura è una forma aperta a tutti? Io ad esempio nei tuoi lavori vedo una forte dimensione onirica e magica. Come “rispondi” agli spettatori che magari non vedono le emozioni che tu, lavorandoci, volevi suscitare?
Mi piace che le opere siano aperte e ho “prestato” queste opere per questa mostra ma in realtà lascio moltissima libertà allo spettatore che ci può vedere quello che vuole e che sente più vicino in quel momento. La mia è una vera e propria ricerca interiore ma non completamente onirica, è una ricerca da lucidi perché solo così riesco a capire cosa ho dentro e cosa posso dare agli altri. C’è l’aspetto onirico e una ricerca simbolica, ma le immagini che emergono dal sonno sono state vissute nella vita di tutti i giorni, da svegli. Non amo lo spettatore passivo e sono contento che ognuno veda nelle mie opere qualcosa di diverso, di inimmaginabile. L’aspetto magico e di immaginazione per me è sicuramente importante, è una delle facoltà incredibili dell’essere umano. Ed è grazie all’immaginazione che si percorrono delle strade inesplorate e  si può trovare qualcosa di nuovo, creando delle corrispondenze con la natura.


Shakespeare è l’uomo di teatro per eccellenza e a chi, come me, viene in mente subito lui quando si parla di teatro, si emoziona vedendolo riprodotto così fedelmente in un’opera pittorica. Il teatro può mischiarsi con la pittura e l’arte figurativa?

Mi sono avvicinato al teatro e mi sono accorto che l’arte ha moltissimo a che fare con il teatro. Anche se la cosa che più differenzia queste due discipline artistiche è che nella pittura regna il silenzio e la solitudine mentre nel teatro c’è la voce. Però la cosa che le avvicina moltissimo è che tutte e due accendono la mente dello spettatore, portandolo a riflettere, e gli suscitano delle emozioni. Forse più che il lavoro dell’attore il lavoro del pittore lo vorrei associare a quello dello scrittore, del drammaturgo.
Tutti e tre gli artisti sono completamente diversi: c’è chi ha usato più colore e chi invece, come Lorenzo, solo l’inchiostro nero sul foglio bianco. Una cosa però accomuna questi tre giovani pittori, un forte impatto visivo che non lascia di certo indifferente lo spettatore che, come me, va via con la convinzione che le forme dei dipinti sono uniche nel loro genere. Forme così armoniose e precise che sembrano descrivere esattamente le sensazioni di magia e di amore che la commedia di “Sogno di una notte di mezza estate” vuole suscitare.
Con il tempo si è capito che Shakespeare si è guadagnato l’eternità e ogni volta, citarlo o prendere spunto da lui, come hanno fatto questi tre artisti, è un vero e immenso onore.


Elena Lazzari

Quel birbantello di Mozart a Santa Cecilia

0

Il “Così fan tutte” di Wolfgang Amadeus Mozart è un’opera delicata, deliziosa, maliziosa e divertente. La pregiatissima edizione eseguita presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ne ha messo in luce tutto lo splendore

Quando componeva il suo “Così fan tutte” il nostro simpatico Mozart forse non pensava al successo che ogni sua esecuzione avrebbe riscosso nel tempo. Composta tra il 1789 ed il 1790 come ultimo titolo della cosiddetta trilogia dapontiana, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia il 23 ed il 27 giugno ne ha proposto una versione assolutamente pregiata.

Santa Cecilia
Il sottotitolo “La Scuola degli amanti” mette in luce il carattere stesso dell’opera. Don Alfonso invita i due giovani Ferrando e Guglielmo a mettere alla prova le loro fidanzate, rispettivamente Dorabella e Fiordiligi. Ne consegue una serie di spassosissimi intrighi che rendono l’opera assolutamente sublime.
Wolfgang Amadeus Mozart si comporta come un birbantello, portando alla luce il carattere assolutamente malizioso dei personaggi. La sua è una musica vibrante, che diverte, che appassiona ma che anche tocca l’anima, che scalda il cuore e che intriga.
Il direttore scelto, Semyon Bychkov, sembra volere privilegiare gli aspetti più romantici dell’opera: gli assoli sono meravigliosi, mentre vi è una certa pesantezza negli ensemble.
Il cast è assolutamente formidabile. Se dovessi esprimere una preferenza, darei la palma agli uomini. Infatti Pietro Spagnoli come Don Alfonso, Paolo Fanale come Ferrando e Markus Werba come Guglielmo vivono la parte anche con grande partecipazione fisica (è una versione da concerto, quindi senza lo spettacolo). Tra le donne primeggia Sabina Puertolas come Despina, complice inconsapevole di Don Alfonso. Meravigliose vocalmente ma meno partecipi Angela Brower come Dorabella e Corinne Winters come Fiordiligi.
Ottimi come al solito i complessi dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Marco Rossi
(Foto di Riccardo Musacchio e Flavio Ianniello)

Ambra Jovinelli 2016/2017 all’insegna della commedia all’italiana

Ambra Jovinelli 2016/2017 all’insegna della commedia all’italiana

“CommediE all’italiana”. …E NON SOLO
 
E’ questo lo slogan scelto dal Teatro Ambra Jovinelli di Roma per presentare la nuova stagione 2016/2017.
La commedia all’italiana è il punto da cui nasce l’ispirazione della programmazione di quest’anno. La grandezza di quel genere cinematografico, infatti, era quello di riuscire ad essere contemporaneamente popolare e d’autore, tra il serio ed il faceto, trattando temi sociali importanti usando la tecnica del sorriso, la comicità e la satira.
Lo storico teatro del rione Esquilino punta quest’anno a raccogliere proprio questo spirito, proponendo un cartellone di prosa che non trascuri la qualità, senza dimenticare la popolarità degli attori e lo spessore delle produzioni.
Il dinamismo dimostrato in questi anni, inoltre, ha portato una rinnovata centralità al Teatro Ambra Jovinelli, riconosciuto ormai come luogo di incontro e condivisione per gli artisti e i cittadini, nonché attento al degrado cittadino. Per rafforzare questo ruolo, l’organizzazione del teatro intende costruire nuove sinergie e rafforzare quelle esistenti. In tal senso prosegue e si consolida il rapporto di collaborazione con il Teatro La Pergola di Firenze, instaurato già da qualche anno.
Nell’ottica di combattere il degrado del quartiere, invece, il teatro ha annunciato l’avvio per dei lavori di ristrutturazione, seguendo degli step cadenzati nel tempo: il primo intervento riguarderà l’impianto di condizionamento, auspicando di poter ristrutturare anche l’area di benvenuto e ristorazione. Il Teatro Ambra Jovinelli aspira, perciò, a diventare sempre più non solo un luogo di spettacolo e di proposta culturale, ma uno spazio abitabile ogni giorno.


La stagione partirà il 20 ottobre con Largo al factotum di Elio e Roberto Prosseda, un viaggio originale, divertente e raffinato nella storia della musica classica; a cui seguirà dal 3 al 13 novembre Bello di papà, commedia scritta nel 2006 da Vincenzo Salemme, che vedrà in scena Biagio Izzo diretto dall’autore stesso. Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Gigio Alberti saranno i protagonisti, dal 17 al 27 dello steso mese, della travolgente commedia Hollywood; mentre a gennaio Valerio Mastandrea, dal 5 al 22, sarà il protagonista in Migliore di Mattia Torre: la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo.



 
Dal 26 gennaio al 5 febbraio, Sabrina Impacciatore e Valter Malosti saranno i protagonisti di Venere in pelliccia, la pluripremiata e acclamata pièce di David Ives (ispirata dall’omonimo romanzo), da cui Roman Polanski ha tratto il suo film. Laura Morante, invece, sarà una Mirandolina innovativa e contemporanea in Locandiera B&B di Edoardo Erba, in scena dal 23 febbraio al 5 marzo.
Raul Bova e Chiara Francini in Due di Miniero – Smeriglia (regia di Luca Miniero) saranno in scena dal 9 al 26 marzo, alle prese con il delicatissimo momento dell’inizio di una convivenza; mentre dal 30 marzo al 9 aprile Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi saranno un quartetto d’eccellenza con ospiti a sorpresa per A ruota libera, spettacolo diretto in diretta dallo stesso Veronesi: un incontro-scontro tra amici, dove si ride, ci si emoziona e si scopre una veste inattesa degli artisti
Paola Minaccioni, infine, proporrà i suoi personaggi comici, nati in teatro e resi noti dalla televisione, e insieme al drammaturgo Michele Santeramo li inserisce in una struttura drammaturgica fortemente teatrale con Voi siete qui, con la regia di Paola Rota, in scena dal 20 al 30 aprile. 

Francesco Fario

Un mondo intero che si chiama “Respiro” al Teatro Argentina

0

“Respiro” di Riccardo Vannuccini, andato in scena dal 28 al 30 giugno al Teatro Argentina, racconta tante storie ed una storia insieme: quella dell’immigrazione e della speranza

Ognuno di noi ha una speranza, ognuno di noi vive di speranza. Ci sono diverse tipologie di speranze: speranza di trovare lavoro, speranza di avere una famiglia ma anche di non averla, speranza di essere circondato da persone che ci amino e ci sappiano comprendere. E la speranza è anche il motore che spinge i ragazzi provenienti dalle parti più povere del mondo a cercare una vita migliore. Questo è alla base di “Respiro” di Riccardo Vannuccini, seconda parte della trilogia del Teatro del Deserto andato in scena dal 28 al 30 giugno al Teatro Argentina.

Teatro Argentina
Per vivere abbiamo bisogno di respirare. Il respiro è la vita, ma spesso l’aria si trasforma in una cappa opprimente quando non vi è aspettativa per il futuro. Lo spettacolo è una metafora del viaggio che tutti questi bravissimi attori, ragazzi rifugiati del C.A.R.A. di Castelnuovo di Porto, hanno dovuto subire nella loro giovane vita. Il viaggio è la metafora stessa della vita, un continuo andare verso un porto a noi sconosciuto, che può essere sicuro o pericoloso. Il loro viaggio è carico di pensieri, c’è la volontà di uscire dalla notte della disperazione per raggiungere il sole della felicità.
È bello vedere l’incontro tra varie culture, sentire varie lingue parlare insieme (e tutto questo lo si percepisce anche stando seduti in sala quando ci sono tanti volti differenti ma uguali allo stesso tempo), in un mondo che sembra sempre più spaccato dalle lacerazioni interne, come sembrano dimostrare gli ultimi fatti. Questi ragazzi rappresentano un mondo pulito, fatto di sacrifici e sofferenze, ma con tanta voglia di dire ce la posso fare, ce la possiamo fare tutti, basta solo conoscersi, e non nascondersi dietro il famoso dito, che in questo caso assume una parola per me inconcepibile: pregiudizio!
Successo meritatissimo per tutti questi gioiosi e sanamente folli ragazzi (alla fine uno di loro, correndo per prendere gli applausi, è caduto dal palco, e speriamo che non si sia fatto niente) ma la loro gioia era anche la nostra.
Marco Rossi
(Foto di Francesco Galli)

La cometa dell’arte – I mille volti di Roma

0

“I mille volti di Roma – arte e storia, tradizioni e contraddizioni”: 11 incontri culturali del Mercoledì

tradizioni e contraddizioni

Il Teatro della Cometa, autentico gioiello nel cuore di Roma, ospita “LA COMETA DELL’ARTE”, un nuovo spazio di incontri pomeridiani destinati a un pubblico dinamico e appassionato di tematiche culturali che andranno a integrare la programmazione delle prossime stagioni teatrali.
“La Cometa dell’Arte” è un progetto che mira a trasmettere ai partecipanti l’emozione e l’armonia che formano l’identità profonda del nostro patrimonio culturale; un viaggio attraverso il linguaggio universale dell’arte, che collega passato, presente e futuro.
L’inaugurazione è affidata a un ciclo di 11 conferenze (da ottobre 2016 ad aprile 2017) su un tema tanto affascinante quanto inesauribile: “I mille volti di Roma – arte e storia, tradizioni e contraddizioni”.
Dall’architettura antica alla civiltà comunale, dai capolavori nati da intrighi di palazzo alle feste pubbliche e private, dai giardini della nobiltà ai cenacoli letterari, dal Liberty alla città dell’immaginario, dal cinema alla moda, il percorso sarà caratterizzato dalla trattazione insolita e originale di fenomeni artistici e movimenti culturali, di vicende e personaggi, di tradizioni e costumi, cogliendone aspetti poco noti e identificando il loro retaggio nella società contemporanea.
Gli incontri, a cura di esponenti del mondo accademico e personalità della cultura, si terranno di mercoledì alle ore 18.15, presso il Teatro della Cometa in Via del Teatro Marcello 4.
Roma
PROGRAMMA

LA COMETA DELL’ARTE 11 incontri culturali del Mercoledì

Ottobre 2016 | Aprile 2017 Ore 18.15

Costo di adesione: 150,00 euro

12 ottobre 2016 I
Infesta, mihi credite, signa…

La formazione della cultura romana tra apporti esterni e resistenze interne.

Relatore: Alessandro Viscogliosi, Docente di Storia dell’Architettura antica e medievale, Sapienza, Università di Roma

26 ottobre 2016 II
Di tanti popoli hai fatto uno

La cultura romana unifica il Mediterraneo

Relatore: Alessandro Viscogliosi, Docente di Storia dell’Architettura antica e medievale, Sapienza, Università di Roma

9 novembre 2016 III

Mito e realtà della Roma comunale: da Brancaleone degli Andalò a Cola di Rienzo

con interventi recitati

Relatore: Guglielmo Villa, Docente di Storia dell’Architettura antica e medievale, Sapienza, Università di Roma

30 novembre 2016 IV
Capolavori nati dagli intrighi di palazzo

Relatore: Costantino D’Orazio, Storico dell’Arte e Scrittore

7 dicembre 2016 V

Feste e banchetti fra gastronomia, oreficeria e pirotecnica.

Il Seicento: gli svaghi barocchi della corte papale

Relatore: Roberto Valeriani, Storico dell’Arte

18 gennaio 2017 VI

Il Settecento: pietre e argento per il Grand Tour

Relatore: Roberto Valeriani

8 febbraio 2017 VII

Anglomania.

Il giardino romantico a Roma nell’800

Relatore: Barbara Briganti, Storica dell’Arte

15 febbraio 2017 VIII

La Roma dei poeti tra ’800 e ’900

con interventi recitativi

Relatore:Arnaldo Colasanti, Critico letterario

8 marzo 2017 IX

Liberty o non Liberty a Roma? Architettura e arti decorative

Relatore: Giorgio Muratore, Docente di Storia dell’arte e dell’architettura contemporanea, Sapienza, Università di Roma

29 marzo 2017 X

Le parlanti ruine.

Roma come figura dell’immaginario

Relatore: Alberto Panza, Docente di Psicoantropologia, Istituto Aretusa di Padova

12 aprile 2017 XI

La fabbrica dei sogni: Cinema e Moda

Relatore: Anselma Dell’Olio, Critico cinematografico Stefano Dominella, Presidente Maison Gattinoni

Con la partecipazione di Pino Strabioli

A seguire “Foyer in Festa” con esposizione di creazioni d’epoca di noti Atelier romani



Per abbonamenti ed informazioni varie come d’acquisto visita il seguente link – www.teatrodellacometa.it – oppure:
Cellulare: 340.9948889

Email: info@lacometadellarte.net