Vinicio Marchioni porta una parabola di umanità al Gasometro

Apre la stagione estiva del Gasometro Vinicio Marchioni con “Li romani in Russia

Foto di Gianclaudio Celia
[…] tanto la nostra è carne da macello…
Come primo evento della stagione teatrale del Gasometro di Roma, Vinicio Marchioni porta il sabato sera del 9 luglio la lettura, pura e semplice, dell’ultimo capitolo de “Li romani in Russia” di Elia Marcelli. Il poema in ottave romanesche racconta la disfatta della campagna di Russia nella Seconda Guerra Mondiale. Lo stesso Elia fu uno dei pochi sopravvissuti. Il volume, edito da Bulzoni nell’88 e ristampato nel 2008 da il Cubo Editore, è ormai una rarità difficile da reperire, cosa che Marchioni definisce un “peccato mortale“. Ad introdurre la lettura salgono sul palco gli actual, presentatori ufficiali del Gasometro e protagonisti della campagna promozionale.
Foto di Gianclaudio Celia
[…] la patria bella che de me se ne fotte, […] che c’ha mandato ad aggredì dodici stati con le scarpe rotte.
Quella sera la gente riempie la passeggiata del Lungotevere, mentre continuano frenetici i lavori per ultimare gli stand restanti. Non c’è da stupirsi che non sia ancora tutto pronto: le lungaggini burocratiche hanno portato ad una conferma a meno di una settimana dall’apertura e nell’affanno generale si è dovuta rimandare di un giorno, all’ultimo momento, l’inaugurazione. Il teatro è stato montato a tempo record, ma il poco preavviso ha impedito una buona pubblicità dell’evento e le presenze in sala sono poche. Al termine della serata chiediamo a Vinicio Marchioni un parere sulla rassegna del Gasometro. Ci dice che è una buona occasione per “portare il teatro in un luogo di non teatro e offrire ai romani la cultura nelle notti di luglio, quando il numero degli eventi teatrali diminuisce con la chiusura delle stagioni ufficiali. Gli chiediamo dei recenti sviluppi sul decreto Franceschini, aspramente criticato per l’esclusione dai fondi ministeriali di gran parte dello Spettacolo dal Vivo italiano. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Teatro Elfo-Puccini di Milano, bloccando il 30 giugno 2016 il decreto. Il ministero dei Beni Culturali si appresta a fare ricorso, ma intanto, e Marchioni sorride amaro, i fondi restano fermi. Insomma, l’intero settore si ritrova ancora senza soldi fino a data da definirsi.
Foto di Gianclaudio Celia
La Storia è boia e se non la sapete, Iddio ve boccia e si ripete!
Ha inizio la lettura. Il romanesco del testo è una forma già estremamente mediata dall’italiano, che ancora mantiene tutta una serie di espressioni colloquiali, principalmente perdute negli ultimi trent’anni. Narrata in prima persona, la ritirata di migliaia di uomini e il loro massacro tra la neve e la nebbia si fa strada negli occhi di ognuno, mentre il raccontare di Marchioni e l’appassionante duttilità della sua voce riportano la storia fra i ruderi industriali del Gasometro. Nella notte rischiarata dalle luci della capitale, umida del fresco appiccicoso del fiume, l’immaginazione si impegna a ricostruire in se stessa una rappresentazione storica, portata dalla voce testuale di un concittadino che alla sua Roma ripensa per non congelare. Bruciano tra le bestemmie l’odio e la rabbia per le truppe tedesche, che in un momento di morte ed emergenza segregano gli italiani e li selezionano come carne da macello per schermarsi dagli attacchi russi. Grandi verità sono l’amarezza ed il sarcasmo per quella patria inutile a cui la propria morte viene immolata. La lettura delle parole di Marcelli torna ad animare la memoria collettiva dei presenti in sala. Ci vuole un attore come Marchioni per ottenere questo effetto, nel suo essere vivo e popolare come il teatro; nel suo animare il discorso con una mimica splendida. Riesce a rigenerare nella notte il legame empatico che unisce la storia al vissuto di uomini, di un uomo, di una parabola di disperante umanità.
Foto di Gianclaudio Celia
Gabriele Di Donfrancesco

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