E così, anche la quarta stagione di House of Cards è passata.
Esseri Frangibili sconcerta per la potenza simbolica che esercita nel mostrare la precarietà, dimostrando che questo non significa il vano bagliore di un fuoco fatuo, ma al contrario il divampare dell’esistenza nel qui ed ora.
[Mario Davide Roffi, studente di medicina e organizzatore del Cineforum Linee di Confine]
Siamo esseri frangibili, è vero. Ma non deboli. E anche se lo fossimo, perché dimenticare, occultare, se non sopprimere, la nostra natura? Perché essere altro da noi nel frustrante ed irrealizzabile tentativo di simulare modelli falsi e omologati? Il processo di disumanizzazione può davvero alleggerire l’animo umano? E perché dimenticare la propria mortalità, immaginando di aver intrapreso la via per l’onnipotenza?
[Serena Di Giovanni, Critica d’Arte e Redattore di Periodico Italiano Magazine e Laici.it]
Violetta Carpino ha creato un’atmosfera molto particolare, c’era stupore, paura ed entusiasmo. Il pubblico era trasportato da una sensazione all’altra, l’artista lo stava sfidando: era contro di lei, poi con lei.
[Annacarla Merone, una delle organizzatrici della mostra]
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| Ombre e meccanismi in proiezione. |
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| Foto di Walter Mirabile – La maschera |
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| @Massimiliano Fusco |
Audace a tal proposito è la scelta di Edward Clug, direttore e coreografo del Balletto Sloveno di Maribor, di rileggere la vicenda dal punto di vista coreutico in chiave piuttosto insolita, scegliendo le sonorità di una tra le più popolari band inglesi: i Radiohead. Dopo la tournée in Belgio, Grecia, Croazia, Olanda, Portogallo, Serbia, Francia, Israele, Singapore, USA e Corea, martedì 22 e mercoledì 23 marzo, lo spettacolo intitolato “Radio and Juliet” è approdato sul palcoscenico del Teatro Brancaccio di Roma, decisamente gremito nonostante la messa in scena infrasettimanale.
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| Moto perpetuo – prima deviazione di Anna Basti |
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| Horizon di Manfredi Perego |
La gente fa shopping in modo diverso, ma penso che per noi donne sia qualcosa di mistico. Lo shopping e arrivare al piacere pian piano per noi, per me è un piacere sperimentare nello shopping, penso che ci siano una marea di caratteristiche che non tutti riescono a cogliere.
Beh sicuramente ho un sacco di cose di cui parlare. Prendo ispirazione da qualsiasi cosa mi succede nella vita, quando sei una scrittrice riesci a captare tutto ciò che è interessante. Inoltre, ho una calamita per le persone che hanno voglia di parlare, mi confidano cose, storie belle e brutte che capitano nella loro vita e io da lì prendo spunto per i miei personaggi.
Dopo aver assistito a tutte le esibizioni dei premiati di questa XXV edizione, godendo ogni volta di una danza giovane, fresca e pulita che la Settimana Internazionale della Danza di Spoleto ci permette di ammirare, è tempo di spendersi in alcune opportune considerazioni. In primo luogo l’attribuzione sacrosanta di due Grand Prix, uno maschile e uno femminile, vinti rispettivamente da Tagirov Ildar (sezione moderna, categoria seniores) e Boris Nikita (sezione classica gr. B, categoria juniores). Entrambi i danzatori hanno infatti dato prova del loro straordinario talento, entusiasmando il pubblico con le loro capacità tecniche ed espressive. Doveroso è poi riconoscere a tutti i premiati, indipendentemente da sezioni e/o categorie, una maturità anagrafica e artistica maggiore rispetto alla scorsa edizione, espressione in scena di una danza equilibrata che nulla, o poco, lascia al caso. Con piacevole sorpresa c’è poi da registrare all’interno delle esibizioni un’eccellente qualità di movimento, espressa dai danzatori della sezione moderna/contemporanea. Esibizioni e nomi che fanno ben sperare per il futuro di alcuni giovani “Made in Italy” (Fiorani Matteo, Zucchegni Rebeca e Leonardo Zannella solo per citarne alcuni). Salvo invece qualche lodevole eccezione, la sezione classica ha dato spettacolo sul palco del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti grazie ai giovani talenti stranieri che, nonostante la “tenera” età, hanno lasciato tutti a bocca aperta eseguendo con grande disinvoltura complessi virtuosismi (Imura Tetsuia, Valentin Justin, Dangyt Subedei, Batyrova Diana, Baskaev Taimuraz).
Non resta quindi che darsi appuntamento alla prossima edizione della Settimana Internazionale della Danza di Spoleto, prevista dal 2 al 9 aprile 2017, nella speranza che, come ha opportunamente sottolineato Barbara Capponi del Tg1, “questi giovani talenti trovino tutto lo spazio che meritano sulle pagine dei nostri quotidiani e all’interno dei nostri Tg”.
Francesca Pantaleo
[Foto di Federica Boncompagni]
Sezione Classica gruppo A
Categoria Allievi
Secondo Premio (ex aequo): Dottore Lisa (Italia), Squicciarini Elena (Italia)
Primo premio: Ragni Calzuola Gaia (Italia)
Sezione Classica Gruppo A
Sezione Classica Gruppo B
Categoria Allievi
Terzo premio (ex aequo): Astashonok Alesia (Bielorussia), Damèle Aurora (Italia).
Secondo premio: Grijmberga Laura Grieta ( Lettonia)
Primo premio: Fornaciari Gabriela (Italia)
Sezione Classica Gruppo B
Categoria Juniores
Terzo premio: Boris Nikita (Usa)
Secondo premio: Baskaev Taimuraz (Russia)
Primo premio: Steniushkin Ruslan (Russia)
Sezione Classica Gruppo B
Categoria Seniores
Terzo premio: Dukiyeva Anar (Kazakistan)
Primo premio (ex aequo): Dungyt Subedei (Russia), Batyrova Diana (Kazakistan).
Sezione Pas de deux
Categoria Juniores
Primo premio: Valentine Justin – Boris Nikita (Usa)
Sezione Contemporanea
Categoria allievi
Terzo premio: Miglietta Anna (Italia)
Secondo premio: Leoni Alice (Italia)
Primo premio: Astashnook Alesia (Bielorussia)
Categoria juniores
Terzo premio + premio memorial “Annalisa Angelini” : Zucchegni Rebeca (Italia)
Secondo premio: Arrichiello Paolo (Italia)
Primo premio: Zannella Leonardo (Italia)
Categoria seniores
Terzo premio: Gentili Virginia (Italia)
Composizione Coreografica
Sezione Classica Neoclassica
Menzione speciale a Iavarone Antonio (Italia)
Sezione Urban Dance
Menzione Speciale a Marisa Ragazzo (Italia)
Sezione Contemporanea
Menzione Speciale a Napoli Giovanni (Italia)
Primo premio: Scalambrino Alessandra (Italia)
Premio della critica: Dunghit Subedèi, Fornaciari Gabriele, Napoli Giovanni.
Stage estivo presso Russian Ballet College di Genova: Squicciarini Elena, Dottore Elisa, Lupi Lorenzo.
Corso di perfezionamento presso il Russian Ballet College di Genova: Dungyt Subedei.
Ammissione fase semifinale Premio MAB (Maria Antonietta Berlusconi): Iavarone Antonio.
Contratto di lavoro con la compagnia ACSI Ballet per una tournè in Canada offerto da Dino Carano: Zucchegni Rebeca.
Grand Prix maschile: Ildar Tagirov (Russia)
Grand Prix femminile: Boris Nikita (Usa)

Francesco Fario
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| Si sa, è sempre bene mantenere il mistero sul volto degli autori. Riportiamo allora uno scatto del palco prima che prendessero posto. |
| @Federica Girardi |
Per maggiori informazioni, rimandiamo alla pagina: facebook.com/incubodiunanottedimezzaestate/
Gabriele Di Donfrancesco
@GabriDDC
Alessia Pizzi
E qui sta il sensazionale, il meraviglioso: si ritorna bambini, lo ripeto, perché in scena ogni oggetto può diventare qualcosa: un baule un’auto, un aeroplano, un treno. Sarà tutto, insomma, fuorché un baule. Così, allo stesso modo, ecco che una cornice diventa una finestra da cui fuggire o da cui affacciarsi; un appendiabito telescopico in alluminio, la porta scorrevole di un treno. E così via. Grazie a questi espedienti, la scenografia muta in continuazione, evolve come evolvono le situazioni, come evolvono i personaggi.
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| Generazioni |
Per chi conosce la Burnett, la ritroverà in queste pagine grazie alla sua riconoscibile scrittura capace di condurci in queste ambientazioni affascinanti e nel mondo di Ysobel come se fossimo insieme a lei nel verde della brughiera scozzese. Chi ha amato Mary de “Il Giardino Segreto” e Sara de “La piccola principessa” non potrà non affezionarsi anche la dolce e minuta Ysobel, grazie a questo racconto breve ma di enorme intensità. Un misto di filosofia, religione e superstizione che rendono queste pagine appassionanti e misteriose al punto giusto. Lo stile della Burnett è subito riconoscibile, la sua cura per i dettagli, soprattutto per i suoi personaggi ma anche per le meravigliose ambientazioni nelle quali li colloca, anche se in questo caso si differenzia dalle opere precedenti, focalizzandosi di più sul confine tra razionalità e irrealtà, gli opposti che inevitabilmente si attraggono.