Stonetales: Architettura, Arte e Design in pietra
L’Olio protagonista a Roma con una degustazione d’eccellenza
L’Olio Extravergine d’Oliva, uno dei prodotti italiani per eccellenza, celebrato grazie ad un’imperdibile degustazione nel cuore di Roma, nella prima ed unica oleoteca della Capitale.
Tutti gli amanti dell’enogastronomia non possono assolutamente mancare di far capolino nell’oleoteca Sapord’olio di Roma, il primo luogo della Capitale interamente dedicato alla vendita delle eccellenze della produzione regionale italiana dell’Olio Extravergine d’Oliva. Sapord’olio nasce nel 2014 – da soli due anni – a via Po, ed è già un punto fermo a Roma per la valorizzazione dell’olio d’oliva, tanto da aver aperto un altro punto vendita in via Lucrezio Caro.
Sugli scaffali di questo fantastico negozio troviamo gli oli di produttori provenienti da 14 regioni, di tutti i tipi possibili, fruttati, DOP, bio, ma non solo. Se si guarda ben bene si trovano anche prodotti cosmetici a base di olio della linea Oro di Spello, oltre ad articoli di alta gastronomia, come il tartufo di Pagnani lavorato con olio d’oliva della Ciociaria, o il tonno di Antonio Tammaro, dell’Antica Tonnara di Favignana, e tanti altri.In viaggio nell’Antica Roma con Piero Angela
La Roma di Cesare e di Augusto torna a vivere in tutta la sua suggestione grazie ai “Viaggi nell’antica Roma”, 2 storie e 2 percorsi promossi da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotti da Zètema Progetto Cultura. L’ideazione e la cura sono di Piero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso e con la Direzione Scientifica della Sovrintendenza Capitolina.
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| Foro di Augusto |
| Foro di Cesare |
Crema di sedano: una ricetta leggera e sfiziosa
Aprile dolce dormire.
Aprile con il caldo estivo che sembra già alle porte.
Aprile che finalmente il cambio di stagione prende concretezza.
Aprile che improvvisamente ti ricordi che da lì a due mesi il bikini è alle porte.
E cominciano i dolori. Perché, se durante i mesi invernali non siamo state più che brave e attente, ehm e ancora ehm, dobbiamo correre ai ripari.
Ingredienti:
– una cipolla grande o due cipolle piccole;
– una manciata di pinoli per guarnire (io non ne avevo per cui nella foto li ho omessi);
– sale e pepe Q.B.
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| I principali ingredienti per la deliziosa crema di sedano: sedano, carote, cipolla, patata |
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| La buonissima crema di sedano (scusate ma non avevo pinoli né foglie di sedano per guarnire) |
Il “Pinocchio” che diventa uomo al DOIT Festival
Pinocchio è un bimbo, Pinocchio diventa uomo. L’essenza stessa del testo collodiano viene rielaborato attraverso le forme del teatro-danza per lo spettacolo “From Pinocchio” al Doit Festival il 7 ed il 8 aprile al Teatro Planet.
Ma vivere significa anche gettare le maschere, essere onesti, prima di tutto con se stessi, ed ecco che ad un certo punto i bravissimi performer incominciano a porre al pubblico domande imbarazzanti, alle quali spesso non sappiamo rispondere o, per timore o imbarazzo, mentiamo per far sentire alla società ciò che vuole sentire.Pinocchio Recensione Film 2019
Dancing Partners a Roma: quattro realtà in scena per la danza
Da Spellbound Contemporary Ballet alla Company Chameleon, Dancing Partners ha portato a Roma quattro importanti realtà della danza contemporanea europea, per una serata ricchissima e capace di soddisfare ogni spettatore.
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| The Hesitation Day – Spellbound Contemporary Ballet |
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| Pas de danse di Mats Ek – Norrdans |
Michela Andreozzi chiede: ma l’amore esiste veramente?
Al Teatro Due di Roma, per la rassegna “Una stanza tutta per lei” Michela Andreozzi parla di un amore finito, ma anche della rinascita inevitabile di una donna ormai ferita.
Il Piccolo Principe nero: storia di un viaggio di speranza
Le Officine Fotografiche presentano a Roma (zona Ostiense) il Piccolo Principe nero, romanzo di Maurizio Mequio (Poeta del nulla) che racconta la storia di Amadou, un bambino proveniente dal Mali che arriva in Europa non accompagnato.
Durante l’esposizione erano presenti le 12 illustrazioni realizzate da Lus57, due versioni a mano della copertina del libro di Omino71, due opere di Gomez, tele e fotografie che, unite ad una selezione delle opere disegnate direttamente a mano dai bambini su carta, raccontano le avventure di tanti minori stranieri che cercano di raggiungere il nostro paese per una vita migliore. Tutti gli artisti hanno aderito con l’intenzione di dimostrare solidarietà e vicinanza nei confronti dei bambini e ragazzi non accompagnati, vittime delle difficoltà legate all’integrazione e sopravvivenza in una comunità purtroppo chiusa in se stessa. Per questo il percorso espositivo vuole rivolgersi soprattutto agli studenti e alle loro famiglie per stimolare una riflessione educativa che porti all’eliminazione delle barriere culturali che impediscono il dialogo con chi ha solo bisogno di essere ascoltato.
Un libro per Monica Vitti, la grande attrice che non ricorda la sua storia
Tra i Muracci Nostri e la street art all’Ex Manicomio Santa Maria della Pietà, si trova la libreria Iaiamanu, ennesima perla culturale nei pressi di Primavalle.
“Le faremo sapere” e l’omaggio al poliziesco italiano
Le faremo sapere: tra rifiuti, ricostruzioni, esperienze e polizieschi violenti degli anni ’70.
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| Mirani durante lo spettacolo – Copyright Walter Mirabile |
Un “cittino” di Civitella diventato uomo al Teatro dell’Orologio
La Strage di Civitella in Val di Chiana è stata una delle più tremende azioni compiute dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia. La sua storia, raccontata attraverso gli occhi del comandante delle forze partigiane Edoardo Succhielli, è al centro dello spettacolo “El mi cittino” di Andrea Ferri e Matteo Malfetti, andato in scena il 5 ed il 6 aprile al Teatro dell’Orologio
“Il prezzo del domani”: la vita al tempo della guerra
“Il prezzo del domani” (Casa Editrice Kimerik) è il romanzo d’esordio di Mirko Valerio, giovane insegnante di italiano e storia di Montecchio Maggiore (Vi), e vi stupirà.
Tinto Brass al Vittoriano: la liberazione nel desiderio
“La vita è semplice, ma complicata dalla paura che le persone hanno della libertà“: così ‘Tinto Brass: uno sguardo libero’ al Vittoriano.
“La liberazione si compie nel desiderio, nell’immaginazione, probabilmente non nella realtà.“
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| Foto di scena presente alla mostra; da Sogno (2000), cortometraggio – Copyright di Gianfranco Salis. |
“Il montaggio imprime alla pellicola il mio stile personalissimo. […] Non firmo la regia se non posso montare il film, come accaduto in passato per Caligola.“
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| Così si presentava l’ingresso della mostra. |
“Se la Storia si mette a correre, il cinema non può continuare a camminare.”
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| Una panoramica delle locandine di un’intera carriera. |
“I miei film erotici non sono una diminutio rispetto ai film più politici: sono la continuazione, per me più onesta, dello stesso discorso.”
Un “Intruso” ambiguo e familiare al DOIT Festival
Ognuno di noi ha un aspetto di perversione; questa sembra volerci dire “L’Intruso” spettacolo scritto ed interpretato da Davide Tassi con la regia di Francesca Rizzi per il Doit Festival al Teatro Planet di Roma
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| © Emanuela Bauco |
Cosa c’entra la birra con l’ecosostenibilità?
Si parla molto di recente dell’ecosostenibilità dell’alimentazione e dell’enologia, ma anche il settore birrario sta iniziando a penetrare questa tematica con un importante successo tra gli appassionati.
Dal punto di vista del packaging la birra viene generalmente venduta in bottiglie di vetro e lattine, materiali riciclabili e l’innovazione in questo senso arriva con la scelta di alcune ditte di sostituire i fusti in acciaio con fusti in plastica riciclabile. Alcune fabbriche di birra, come l’americana Migration Beer, scelgono anche di distribuire la propria creazione solamente all’interno di un ristretto raggio di chilometri così da non impattare sull’ambiente un eccessivo carico di CO2 per il trasporto. Gli scarti di produzione della birra possono essere reimpiegati grazie ad una scoperta tecnologica portoghese che li trasforma in mattoni ecosostenibili che offrono risparmio energetico e ridotta dispersione di calore rispetto al mattone in argilla tradizionale. Anche la spillatura della birra può prevedere un sistema di riduzione dell’impatto ambientale. Carlsberg per esempio ha messo a punto il Sistema Draughtmaster che permette la spillatura senza impiego di anidride carbonica.Al Teatro Vascello debuttano Gli Innamorati di Goldoni
Dal 7 al 17 aprile 2016 (dal martedì al sabato h 21 domenica h 18) arrivano al Teatro Vascello GLI INNAMORATI di Carlo Goldoni, per la regia Andrée Ruth Shammah con Marina Rocco, Matteo De Blasio,Roberto Laureri, Elena Lietti, Alberto Mancioppi, Silvia Giulia Mendola, Umberto Petranca, Andrea Soffiantini, scene e costumi Gian Maurizio Fercioni, luci Gigi Saccomandi, musiche Michele Tadini, produzione Teatro Franco Parenti.
La danza di Benedetta Capanna: Roma, il presente, l’origine
Benedetta Capanna dà il via ad “Aprile in danza”, rassegna organizzata al Teatro Palladium dall’Università di Roma Tre.
Crema di nocciole homemade, una sana alternativa alla Nutella
La Nutella è l’ottavo peccato capitale, si sa: buona sul pane, ancora più goduriosa se mangiata cucchiaio dopo cucchiaio. Ci si ingrassa solo ad annusarla. E una volta aperto il barattolo… è difficile fermarsi fino a quando si comincia a intravedere il fondo.
- 200 grammi di nocciole tostate (potete tostarle voi, oppure comprarle già tostate; nel caso le tostiate voi, in forno, ricordatevi di metterle subito in un panno e sfregarle fra di loro per mondarle dalle pellicine).
- 75 grammi di cacao amaro.
- 1/2 bicchiere di miele (io vi consiglio quello di Acacia).
- 1/2 bicchiere di latte di soia (o di acqua).
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| Crema di nocciole fatta in casa: la versione vegan prevede al posto del miele lo sciroppo d’agave o d’acero |
Provare per credere 🙂
Intanto buona colazione, merenda, peccato serale o dolce consolazione dopo una giornata particolarmente difficile!
Quella amara “Scuola” con Silvio Orlando al Teatro Quirino
Il Teatro Quirino porta in scena un testo che fu la trama di un grande successo cinematografico, “La Scuola” di Domenico Starnone, con un gruppo di attori capitanati da un Silvio Orlando in grande forma. Il testo mette in luce con simpatia ed ironia i caratteri soprattutto meschini ed arroganti che fanno parte dell’istituzione scolastica.
Torna il Premio H.C. Andersen, il concorso per fiabe inedite
Finalmente svelato il nome del testimonial dell’edizione 2016 della 49ª edizione del Premio H.C. Andersen-Baia delle Favole, lo storico concorso letterario per la fiaba inedita.
Millennials contro Boomers. E tu chi sei?
Di chi è la colpa del presente?
Questi sono i mesi, e in futuro gli anni, in cui la generazione corrente prende coscienza teorica e pratica delle sue differenze con la passata, mettendone a processo le intenzioni e le azioni. Il primo ad occuparsene seriamente è stato il The Guardian (“Trials of generation y“ per chi fosse interessato al portale di indagini statistiche), esaminando le prospettive generazionali dei Millennials. Il discorso è ormai imperante.
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| #Selfie: sono davvero due mondi a confronto? |
Millennials. A questo nome fa capo una vasta fetta di nati tra gli anni Ottanta e gli inizi del Duemila; il titolo di Boomers va invece ai figli del boom economico e demografico, venuti al mondo tra gli anni quaranta e sessanta; i destinatari, per intenderci, delle accuse dei “nuovi arrivati”. La principale motivazione alla base del dibattito risiede nelle peggiorate condizioni economiche della società, bersaglianti quelle fasce di popolazione più giovani: dai costi per l’istruzione, come i debiti universitari per gli studenti americani, a quelli abitativi; dalla disoccupazione all’irrigidimento della mobilità sociale. Potrebbero essere chiamati i conti della serva di chi cerca oggi di inserirsi nel mondo del lavoro e sente le proprie possibilità paradossalmente ridotte rispetto a quelle dei genitori. Il divario generazionale non è tanto nell’uso delle tecnologie, come spesso si è erroneamente pensato; sta piuttosto in una questione di presunta non-azione dei Boomers, che avrebbe influito negativamente sul presente.
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| Città del Guatemala, vista sul palazzo del turismo. (Copyright dell’autore) |
Si guarda al novecento come al secolo delle grandi trasformazioni e delle lotte per i diritti. Lo si inizia a studiare, però, anche come epoca delle promesse disattese, delle rivoluzioni mancate e dei cambiamenti intrapresi e abbandonati prima di giungere al termine. Come se lo spirito dominante fosse stato un accendersi rapido che poi si spegne, si aggrega di nuovo alle forme della massa e lì si confonde. Finito l’interesse particolare, insomma, ciascuno ha cercato di vivere da ricco, dimenticando i buoni propositi. Per fare un esempio a noi vicino, i grandi comunisti di allora seppero solo trasformarsi nei radical chic milionari di oggi, con i loro costosi appartamenti a Trastevere. Ecco la prima grande recriminatoria contro i padri: il loro rapido rientrare nelle file del sistema, che di conseguenza non è mai cambiato e torna oggi a tormentare i figli. Sono accuse di trasformismo, di mancato cambiamento, di indifferenza, egoismo particolare e cecità, se non ottusità, che insorgono velenose di fronte alla critica che la generazione passata rivolge alla presente, impegnata a sua volta nello sforzo di ampliare le libertà, dalla sessualità al pensiero, dall’opportunità all’ambiente.
Allo stesso modo, si accusa la generazione del boom economico di aver ceduto al consumismo come al Santo Graal della nuova epoca di ricchezza, vivendo come se non ci fosse un domani. Le cupe distopie che incombevano sul futuro furono bonariamente bollate come troppo lontane, troppo esagerate, troppo inevitabili per farsene cruccio. Superficiali col futuro, non si è mai chiuso nemmeno col passato, usandolo spesso come giustificazione dei comportamenti presenti – un topos storico -, supportando costantemente la reazione ogniqualvolta fosse necessario far fronte al nuovo incombente. Una scorciatoia da talpe, che da un lato ha favorito un quieto assenso al liberismo economico più sfrenato; dall’altra, una volta bruciate le dita col fuoco della crisi, ha scomodato dalla tomba i cadaveri del nazionalismo e del particolarismo locale. Così gli incubi e le sfide del tempo, dall’emergenza umanitaria dei migranti al cambiamento climatico, infuriano ora sulle spalle dei Millennials. Erano state previste con largo anticipo e alla generazione precedente spettava il compito di scongiurarle. Cosa è stato fatto? Questa è la domanda comune.
| New York, incrocio tra la cinquantaduesima e la sesta; uffici delle reti televisive e altre multinazionali. (Copyright dell’autore) |
Non bisogna però dimenticare che le figure di spicco a cui le generazioni contemporanee fanno riferimento appartengono alle passate; non si boccia il passato in toto e spesso se ne gusta la cultura; gli ideali dei Boomers giovani sono migrati nei figli. Si commenta tuttavia il mancato raggiungimento delle trasformazioni promesse.
Anche i figli di papà sono Millennials? Quelli che possono permettersi università costose senza battere ciglio e aspirano a diventare eredi dell’establishment? Ognuno può rispondere come crede. Così, non tutti i nati delle generazioni precedenti possono essere definiti Boomers e non tutti possono essere portati alla sbarra per il processo.
Batman v Superman: Dawn of Justice
La contrapposizione tra Batman e Superman è quella tra umano e divino. L’immedesimazione del pubblico con Batman è favorita anche dal peso maggiore dedicato alle vicende di un personaggio vulnerabile e invecchiato (Ben Affleck è il Batman più vecchio mai visto al cinema e si difende bene, pur non avendo il fascino del Cavaliere Oscuro di Bale). Al giustiziere di Gotham viene contrapposto Superman, che diventa il protagonista di un dibattito filosofico e politico sull’accettabilità morale dei suoi poteri e delle sue azioni, in cui si inserisce un giovane Lex Luthor (interpretato da Jesse Eisenberg): lo storico nemico dell’alieno di Krypton cospira per proteggere l’umanità dai metaumani (tematica già ampiamente sviluppata nella saga degli X-Men).“Come il cielo di Belfast”: amore e morte in un romanzo per tutti
La storia inizia catapultando subito il lettore praticamente alla fine della storia stessa.
Il romanzo tratta tematiche storiche, politiche e sociali intrecciando il tutto con il racconto di una storia d’amore tra una giovane Giulietta, forse più ingenua della protagonista della tragedia di Shakespeare, e il suo impavido Romeo, che nasconde, come nel più classico dei romanzi rosa, un lato misterioso. Nel libro ritroviamo situazioni difficili che si risolvono davvero molto facilmente: gelosia, paura, libertà, amore sono raccontati e tirati in ballo per poi dissolversi in un attimo. I protagonisti si scontrano e si dichiarano odio per poi chiarire tutto con un sorriso: scorrendo le pagine del libro la sensazione che si ha è quella di avere a che fare con due tipologie di lettura diverse, una molto vicina ad una cronaca di fatti, eventi e situazioni storiche, e l’altra molto più leggera, adatta ad un pubblico sognante, in cui si racconta un amore quasi adolescenziale, anche se i protagonisti hanno un’età che va ben oltre gli anni del liceo.
La scrittrice ha saputo raccontare una pagina della storia europea molto più recente e attuale di quanto si possa immaginare e allo stesso tempo ha la possibilità di coinvolgere nella lettura anche i giovanissimi con una storia d’amore e una protagonista in cui potrebbe essere facile immedesimarsi per chi ama il genere: una ragazza dalla vita non facile che parla di sé come una donna forte e indipendente, da sempre immune all’amore e ai legami, e che nel giro di pochi giorni è disposta a mandare all’aria tutta la sua vita per seguire un ragazzo di cui conosce veramente poco. Difficile non pensare ad una associazione con il fenomeno Twilight, dove una giovane bellissima si innamora e stravolge la propria vita per un ragazzo misterioso.
L’indiavolato “Benvenuto Cellini” di Berlioz all’Opera di Roma
Il Benvenuto Cellini di Hector Berlioz, un’opera estremamente complessa ma allo stesso tempo trascinante, torna in pompa magna all’Opera di Roma con una strabiliante regia di Terry Gilliam e l’effervescente direzione di Roberto Abbado.
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| © Richard Hubert Smith (foto della messinscena alla English National Opera) |


































