Il grande successo dal titolo originale Glengarry Glen Ross con il quale David Mamet nel 1984 ha vinto il Premio Pulizer è in scena al Teatro Eliseo fino al 30 ottobre.
Foto di Bepi Caroli
L’Asino d’Oro Associazione Culturale
La giornalista e scrittrice Luana Silighini ha pubblicato a ottobre 2015 Raghad, Regina di Nertita. Si tratta di una favola contemporanea basata sulla vera storia di Raghad Hasoun, ragazza siriana morta di diabete su uno dei barconi profughi che attraversano il Canale di Sicilia. I trafficanti le avevano buttato in mare lo zainetto con le medicine. Nel racconto il suo nome è però Sira.
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| Illustrazioni e copertina di Elisa Moriconi. |
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| La dimensione 35C |
Prendete una buona dose dei più disparati riferimenti pop e sci-fi, aggiungete (black) humor, superfici 2D, follia e schiacciante logica scientifica in parti uguali e affidate il tutto a due eccezionali menti, condendo il tutto con umorismo intelligente, nichilismo e momenti di riflessione. Rick&Morty è una delle serie televisive del momento: nata dal genio creativo di Justin Roiland e Dan Harmon e andata in onda per la prima volta a Dicembre 2013 su Adult Swim è diventata famosa in pochissimo tempo come una delle più riuscite degli ultimi tempi, con punteggio 100% su Rotten Tomatoes e 9.3/10 su IMDb. In Italia ha debuttato in esclusiva su Netflix il 1° Maggio 2016.
Due accortezze per godere al meglio di questa serie: innanzitutto, fare attenzione. Attenzione ai dialoghi, ai personaggi secondari e di sfondo. Niente viene lasciato al caso e ogni piccolo dettaglio si rivela portatore sano di giochi di parole, battute o considerazioni umoristiche, a volte anche piacevolmente macabre.
Kate è in perenne lotta con il suo peso, una battaglia che la perseguita fin da bambina. Il suo stato emotivo è in perenne bilico, odia gli sguardi di commiserazione della gente e non si sente mai a suo agio in ambienti pubblici come le feste mondane, dove suo fratello Kevin la trascina per trovare supporto. Nonostante la sua fragilità, è infatti proprio Kate l’ancora di salvezza del suo gemello, che cerca costantemente in lei sostegno e coraggio per affrontare i problemi lavorativi che lo hanno travolto, cercando di ricominciare da capo. Randall, invece, deve affrontare un problema presente ma che lo riporta al passato, ovvero il ritrovamento del suo padre biologico, che lo porta ad avere difficili confronti con la moglie, preoccupata per il rapporto di questo nuovo “nonno” con le figlie. Tre storie, tre fratelli che sono costantemente legati tra loro e soprattutto al loro passato, che capiamo essere stato non tanto facile. Ma soprattutto, le loro storie sono molto legate al loro padre Jack che non riesce ad accettare di essere dipendente dall’alcool, problema che lo allontana dalla sua famiglia e che mostra la sua frustrazione e depressione. Rebecca cerca di affrontare il marito, cercando di farlo tornare in sè per il bene dei loro figli.
Una storia di una famiglia, come tante, ma non semplicemente questo. This Is Us è speciale per la grande sensibilità con cui viene narrata la vicenda dei protagonisti, c’è amore, passione, tristezza e dolore, sentimenti che si ripercuotono sul passato e il presente e che portano sempre a delle conseguenze da affrontare. Anche in questo secondo episodio, il cast si conferma ben affiatato, Milo Ventimiglia e Mandy Moore tengono la scena brillantemente, anche solo per pochi minuti della puntata. Stessa cosa Justin Hartley, Chrissy Metz e Sterling K. Brown, molto credibili e che donano ai loro personaggi una capacità formidabile di empatia con il pubblico.
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| © Google Cultural Institute – Wikipedia |
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| © Web Gallery of Art |
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| © 2006 Musei in Comune |
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| © 2016 Musei Capitolini |
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© Marie-Lan Nguyen (Yastrow)- Wikipedia
Per informazioni circa il costo della visita, il luogo e l’orario dell’appuntamento e le modalità della prenotazione obbligatoria cliccare sulla parola Pinacoteca.Marco Rossi
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| © 2016 ROH Bill Cooper |
“Avevamo fatto la Repubblica dei poeti: potevamo vince?”
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| Massimo Wertmuller è il marchesino Eufemio |
Simboliche figure di questo spirito che cambia sono Eufemio e suo padre. Il primo con i suoi tormenti, i suoi pianti e le sue scelte. Rappresenta quella generazione che si trovò per istinto a scegliere l’ideale all’onore. Il suo spirito è contrario all’immobilismo idealistico del padre. Come dirà la serva Rosetta, infatti, parlando con il marchese-padre: “Ecco che succede a fare i figli con le lavandaie: è il sangue della madre che gli si ribella. Eufemio v’è nemico perché per metà è figlio del popolo“. Sarà Eufemio a sparare al quadro del nonno e a schiaffeggiare lo stesso padre che lo ritiene un “mammalucco“: gesto assurdo per gli ideali conservatori dell’epoca.
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| Il marchese-padre (Alberto Sordi) durante il monologo sul balcone |
Il marchese-padre è rappresentante di coloro costretti ad adeguarsi. Inizialmente vede tutto come un capriccio, un gioco che è durato troppo. A seguito della notizia di ciò che ha fatto Eufemio e della sua fuga, capisce il dramma del figlio, che per metà è anche suo e quindi “è anche nemico di se stesso“. E‘ lui che esegue un commovente monologo sul terrazzo, rivolto alla Città Eterna, afferma che i tempi sono diversi e che non è più possibile “fregarsene di tutto e di tutti“. La città risponde con un suono di campane, simbolo di un certo immobilismo. Risposta a cui il marchese controbatte, non indifferentemente.
Torna, come sempre in questi film di Magni, il tema della fede e della cristianità. Anche qui, come nel precedente film, si vede un netto contrasto tra chi crede e chi governa con fede. Bassi è il miglior rappresentante della prima categoria. Lui, che combatte con la tonaca, che benedice le bare dei martiri della rivoluzione. La Chiesa non lo riconosce più come ‘uomo di fede’. Giovanni, però, che sempre lo deride di non essere “un prete vero e proprio“, è a lui che si inginocchierà e chiederà la confessione. Significativa la scena tra Bassi e Lorenzo, il figlio di Ciceruacchio. Qui il prete parla per la prima volta al bambino dell’angelo custode. Il ragazzino capisce e Bassi, abbracciandolo, sorride e afferma: “Bravo! Sei quasi un teologo. Continua di questo passo e ti faranno Papa“. Frase satirica ma di un uomo che, malgrado tutto, continua ad avere una fede pura, non corrotta dal potere.
Forte nel film è il senso e l’uso della Storia, utilizzata in stile quasi manzoniano. Nella pellicola, troviamo molti personaggi realmente esistiti, come Belli (Roberto Herlitzka) e Carlo Bonaparte (Carlo Croccolo). In questo film, inoltre, Magni inserisce un ingrediente spesso presente in altre sue pellicole (come State buoni se potete): la figura dei bambini, che rappresentano quell’incoscienza coraggiosa, quella volgare purezza e quella speranza carica di confini che solo una guerra può sconvolgere.
3 buoni motivi per vedere il film
– E’ una cronaca di quegli anni: dai nomi dei martiri della Repubblica Romana, si capisce la profonda ricerca delle fonti;
– I costumi di Lucia Mirisola, vincitori del David 1991;
– Le musiche di Nicola Piovani, tristi e forti allo stesso tempo.
Quando vedere la pellicola?
La domenica pomeriggio, per la disponibilità di tempo e lo spirito ‘da divano’. Il motivo non è certo per l’argomento, che viene reso in maniera molto scorrevole e leggera; quanto per la durata di 110 minuti. L’originale, per chi avesse la fortuna di trovarlo, è di 140 minuti.
Francesco Fario
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Finalmente arriva domenica, per me giornata di riposo, ho quindi l’imbarazzo della scelta. La cosa migliore è prendere una bicicletta, preparare lo zaino, occhiali da sole, sì ci sono, e via. Non avendo una meta precisa mi sono goduta felicemente il panorama, distese di palme a vista d’occhio, innumerevoli, in fila ordinate come tanti soldatini, il sole rovente che non perdona (la questione ustioni di terzo grado per adesso si può rimandare), spiagge brillanti come biglie.
Da Las Americas mi dirigo lungo Costa Adeje, una delle zone più lussuose dell’isola, ville ed hotel a cinque stelle si arrampicano lungo il mare, aprendosi a panorami mozzafiato, l’oceano immenso con le sue sfumature che si spengono all’orizzonte, l’aria di sale. All’improvviso mi accorgo di una caletta persa tra la costa, che sa tanto di paradiso, e lasciata la bicicletta decido di proseguire a piedi arrampicandomi lungo le colate laviche che migliaia di anni fa sono venute qui a morire tra le onde.
Stay Tuned!
Martina Patrizi
“Alla continua ricerca di assegnare un valore al mio stare al mondo, mi riesce di ex-istere solo attraverso l’arte nelle sue diverse forme.”
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| Bridget Jones’s Italia |
Ebbene, dopo Il diario di Bridget Jones e Che pasticcio, Bridget Jones! torna sugli schermi per il terzo round della sua vita, e nella fattispecie, al suo quarantatreesimo compleanno, con una forma smagliante e una Renée Zellweger esilarante.
Si definisce una zilf (da zitella) a tutti gli effetti, quindi un’amica decide di regalarle il weekend della sua vita per farla sentire un po’ meglio e la trascina ad un festival pop, dove ritroviamo Ed Sheeran sul palco (e non solo).
In questa spumeggiante location la nostra blondie incontra Jack (alias Patrick, il Derek di Grey’s Anatomy, in una nuova veste attoriale molto gradevole), un americano che le regala la “ripassata” dei suoi sogni.
Mentre la trama scorre escono fuori anche altre tematiche molto interessanti e attuali, come lo scontro tra la protagonista e la madre che, in piena campagna parrocchiale a favore dei valori tradizionali, si ritrova una figlia incinta (e non “ingrassata di nuovo“, come sostiene qualche acida comare) e senza compagno.
I lunedì non saranno più privi di emozioni ora che la sesta stagione di Once Upon a Time è arrivata grazie al network ABC. Infatti, la serie tv fantasy creata da Edward Kitsis e Adam Horowitz torna con la Salvatrice ancora in prima linea in una nuova avventura. Questi ultimi mesi sono stati pieni di trepidazione per tutti noi fan, dopo che la vera Regina Cattiva è tornata e un nuovo cattivo, Mr. Hyde è arrivato nella nostra amata StoryBrooke.
Ma non è di lui che dobbiamo preoccuparci, perché un nuovo misterioso pericolo è all’orizzonte. Ma come avevamo lasciato i nostri protagonisti? Alla fine della quinta stagione, Regina alle prese con la sua parte cattiva e in lutto per la morte dell’amato Robin Hood, Emma la Salvatrice e il suo Uncino sembravano aver trovato il loro lieto fine, mentre Tremotino, dopo aver tradito ancora una volta la fiducia di Belle, è alla ricerca di un modo per svegliarla da un sonno in cui lei stessa si è lasciata cadere.
La prima puntata di questa nuova stagione, intitolata The Savior, si apre in un afoso deserto che ci annuncia la novità di quest’anno, ovvero l’arrivo dei personaggi di Aladdin. Vediamo, infatti, il cattivo Jafar confrontarsi con Aladdin, facendo capire che anche lui è un Salvatore proprio come Emma, incolpandolo di aver fallito nella sua missione e dicendogli che nessun Salvatore può avere il suo lieto fine. Interessante scoprire che esistono altri Salvatori come la nostra Emma, elemento che potrebbe essere centrale nello sviluppo di tutta la sesta stagione. Torniamo poi a StoryBrooke, dove Mr.Hyde rompe le uova nel paniere al nostro gruppo di eroi, ma grazie ai fantastici piani di Emma e Regina verrà messo da parte in un batter d’occhio. Intanto, Emma ha uno strano tremolio alla mano, che la porterà a scoprire uno scioccante segreto, mentendo ancora una volta ad Uncino e ai suoi. Regina e Zelena devono fare i conti con una ritrovata sorellanza, che però non durerà a lungo. Infine, Tremotino fa i conti con il tentativo di risveglio di Belle, entrando nei suoi sogni per cercare di indurla a tornare da lui.
Senza troppi spoiler, questo primo episodio della sesta stagione di Once Upon a Time ha elementi convincenti e non, cosa prevedibile dopo tante stagioni di una serie che cerca sempre di stupire con colpi di scena e intrecci fiabeschi che riportano i più nostalgici indietro nel tempo alle grandi favole Disney. Affascinante sarà, sicuramente, seguire Emma in questo nuovo percorso da Salvatrice e capire come sia collegata con Aladdin e i personaggi di Agrabah che presto faranno il loro ingresso. In più, sembra che il personaggio di Robin Hood tornerà, ma non si sa ancora se in qualche flashback o in altre vesti. Cosa avranno in serbo per noi Kitsis e Horowitz? Staremo a vedere!
Marco Rossi
@marco_rossi88
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| (c) Federica Di Benedetto |
Gabriele Di Donfrancesco
@GabriDDC
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| Grey’s Anatomy Italia |
Alessia Pizzi
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| www.ziogiorgio.it |
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| © Stefano Ricci |
| © Marco Rossi |
| © Marco Rossi |
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| © Stefano Ricci |
Una mostra assolutamente da non perdere; in una sola parola, eccezionale.
Marco Rossi
@marco_rossi88
Il tema della III edizione del Festival poetico “verso Libero” che si terrà a Fondi dal 1° al 2 ottobre 2016 è ispirato a questo verso deliberiano: “viviamo stretti come albero a radice”. È un passo di “Creatura celeste”, una delle odi più belle che Libero de Libero inserì nei “Cantari di Ciociaria” per cantare – appunto – la sua terra natìa. Per consegnare il Premio di Poesia “Solstizio” alla Carriera c’era bisogno, dunque, di un uomo che non fosse “soltanto” un poeta, ma un poeta radicale, un poeta radicato. E forse nessuno meglio di Lino Angiuli in questo momento in Italia incarna quella sperimentazione poetica che non ha ceduto il passo al conformismo, allo stereotipo, conservando invece un linguaggio e un verso del tutto personali e riconoscibilissimi. Programma
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