Paolo Triestino in un doppio appuntamento “calcistico” al Teatro Belli
“Le Terre di Selnawar – Il Viaggio” di Simone Caporale
Nato dall’immaginazione di un giovane autore emergente che ha già appassionato i suoi lettori, Le Terre di Selnawar – Il Viaggio ci introduce in una nuova appassionante avventura tra divinità, elfi, nani e uomini che combattono per un mondo migliore.
Virgilio Sieni ricerca Le Sacre tra carne e gesto risonante
Virgilio Sieni porta al Teatro Argentina di Roma il suo ultimo lavoro in due atti: Le Sacre_Preludio/La sagra della primavera.
![]() |
| Le Sacre – La sagra della primavera Compagnia Virgilio Sieni |
The Art of the Brick: l’arte a forma di LEGO
The Art Of the Brick, la mostra costruita letteralmente pezzo per pezzo, debutta a Roma con un’esposizione allestita al Set – Spazio Eventi Tirso, nel quartiere Salario, dal 28 ottobre 2015 al 14 febbraio 2016.

Macbeth, l’incubo di Shakespeare al cinema
Giudicare un film tratto da un’opera letteraria di William Shakespeare è più difficile di quanto possa apparire in partenza.
Il simpatico “Marchese del Grillo” di Enrico Montesano al Sistina
In scena al Teatro Sistina il simpatico “Marchese del Grillo” con Enrico Montesano, musical ispirato al celebre con Alberto Sordi.
![]() |
| Enrico Montesano interpreta il Marchese del Grillo |
Gabriele Ciampi dirige la sua musica all’Auditorium di Roma
Dopo aver suonato alla Casa Bianca per il tradizionale White House Holiday Tour, Gabriele Ciampi dirige la sua CentOrchestra all’Auditorium di Roma.
![]() |
| Gabriele Ciampi, compositore e direttore d’orchestra |
La galleria RvB Arts presenta la mostra “Different Views”
DIFFERENT VIEWS è una mostra che presenta i punti di vista di cinque artisti ognuno dei quali ci porta nel proprio mondo per farci scoprire nuovi e particolari percorsi del vedere.
con le opere di
Bato Annalisa Fulvi Fabio Imperiale Charlie Masson Arianna Matta
Vernissage e cocktail: giovedì 14 gennaio 2016
dalle 18:00 alle 22:00
la mostra resterà aperta fino a martedì 2 febbraio
orario negozio; domenica e lunedì chiuso
Curatrice e organizzazione: Michele von Büren
RvB Arts – Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma
info 06.6869505 / 335 1633518
www.rvbarts.com
Diversità e disabilità nel libro “Zia, lo sai che sei un po’ strana?!”
Zia, lo sai che sei un po’ strana?! è il racconto biografico ironico e graffiante di una donna con la tetraparesi spastica, Patrizia Ciccani.
- Ciccani Patrizia, Pregiudizi e disabilità. Individuazione di strategie educative per l’elaborazione e il superamento del pregiudizio, Armando, Roma, 2008
- Ciccani Patrizia, Il girotondo di Anpamaro. Familiarizzare con la diversità, Armando, Roma, 2001
- Ciccani Patrizia, Bruna Grasselli, Vita affettiva in famiglia. Leggere, narrare, riscrivere il proprio vissuto, Cittadella ed., Assisi, 2011
- Saggi in libri di altri autori e diversi articoli su riviste specializzate.
Luca Pagani racconta le scritte sui muri di Star Walls
Luca Pagani racconta le scritte sui muri di Star Walls
Esistono forme d’espressione che spesso vengono sottovalutate. Altre che vengono, addirittura, ghettizzate, come le scritte sui muri. E non parliamo di murales, ma proprio scritte.
C’è chi invece le studia, dedicandogli uno spazio nel vasto panorama di Internet. Star Walls, ad esempio, è un sito dedito proprio a questo genere d’espressione: come scritto sulla prima pagina, non s’intende promuovere il writing illegale ma descrivere un fenomeno sociale. Luca Pagani, co-fondatore del sito, in un’intervista ci ha raccontato delle curiosità del sito.
![]() |
| Fonte: Star Walls |
Da cosa deriva il nome “Star Walls”: è solo un gioco di parole con il celebre film o c’è altro?
![]() |
| Luca Pagani, co-fondatore di Star Walls |
Star Walls è l’inno al bisogno della società di comunicare, che trova una concreta realizzazione attraverso una scritta sul muro. Il muro è mezzo di comunicazione più antico della storia dell’uomo. Le vere star sono i muri e le persone che, ispirate da motivi diversi, sentono il bisogno vitale e irrefrenabile di comunicare. Cosa spinge il passante a scrivere quella scritta? Non possiamo saperlo con precisione ma questo spinge la nostra fantasia nel trovare una risposta… Un amore non corrisposto, una protesta politica , un disagio sociale… O semplicemente pura pazzia. Forse quest’ultima è la risposta per noi più affascinante.
Perché è nato questo portale?
Questo sito nasce dalla nostra passione nel leggere le scritte. Nei bagni, in strada, sulle pareti delle ascensori, sui bachi di scuola…Un giorno ci siamo detti: “perché non raccogliere tutte queste scritte in un sito?” E così è nato tutto.
La nostra missione vuole essere tra le più nobili: rendere immortali e senza confini i messaggi “ingabbiati” su un muro. Una scritta rimane leggibile solo ai passanti in un determinato luogo. Con Star Walls i messaggi viaggiano nella rete senza limiti geografici. Per sempre. A prova di inchiostro indelebile.
L’ignoranza è forse da sempre la base del fenomeno delle scritte sui muri. In fondo è l’unico strumento di comunicazione di massa davvero gratuito a disposizione del popolo. Quindi ben venga l’ignoranza! Anzi ben venga l’INIORANZA! 🙂
Francesco Fario
Vascello in Musica con l’Orchestra delle Donne del 41° parallelo
Un viaggio al femminile lungo il 41esimo parallelo geografico.
Direttore Stefano Scatozza – Voce Ospite Gabriella Aiello.
Un orchestra di donne con lo strumento in spalla, in viaggio attraverso la musica, alla scoperta di paesi vicini e lontani in un mondo che noi stessi abitiamo. Il profumo di spezie, le correnti del Mediterraneo. Somiglianze, differenze, assonanze e dissonanze, asimmetrie, tempi dispari, questa è la nostra ricchezza, questa è l’Orchestra delle donne del 41°Parallelo. Un organico di fiati, archi e ritmica che esegue un repertorio inedito di brani ispirati a culture e Paesi del 41° parallelo (centro-sud Italia, Spagna, Portogallo, Turchia, Stati Uniti, Armenia, Bulgaria, Albania, Gracia, per citarne alcuni). Un incontro di culture e di saperi, che premia lo scambio e il racconto E’ un organico tutto al femminile, nato da un progetto della Provincia di Roma nel 2009, che propone un viaggio musicale ideale attraverso diverse tradizioni popolari del mondo. Le musiche sono arrangiate dal direttore Stefano Scatozza, e da alcune musiciste dell’orchestra. Da circa un anno con l’orchestra collabora la coreografa specialista di danze etniche Paola Stella. “L’Orchestra del 41 parallelo” è anche il titolo di un film documentario di Camilla Tomsich dedicato all’esperienza formativa e ai percorsi individuali delle singole musiciste di questo particolare organico.
L’Orchestra ha all’attivo numerose collaborazioni e concerti con ospiti di eccezione: Rita Marcotulli, Lucilla Galeazzi, Giovanna Marini, Nada, Andrea Satta e i Tetes de Bois, Raffaella Misiti, Javier Girotto.
VASCELLO IN MUSICA
11 gennaio 2016
ore 21.00
Biglietteria:
Intero € 12,00
Ridotto over 65 e studenti € 10,00
Servizio di prenotazione € 1,00 a biglietto
Abbonamento libero a 10 spettacoli a scelta € 100,00
E’ iniziata la campagna abbonamenti a scelta su tutta la stagione di Prosa Danza e Musica
I 20 migliori film tratti dalle opere di Shakespeare
Sono tantissimi i film nati dalle opere dell’autore inglese, talmente tanti da poter essere quasi un genere cinematografico a parte: tragedia, commedie, rivisitazioni linguistiche, cambi di ambientazione storica, davvero in tutti i modi Shakespeare è stato tradotto al cinema. Pur con enorme difficoltà, perché come detto i film sono incredibilmente tanti e ho dovute fare dolorose esclusioni, ecco quelli che personalmente ritengo i migliori adattamenti per il grande schermo, una classifica che può essere un ottimo suggerimento per recuperare grandi film e anche un buon punto di partenza per avvicinarsi a Shakespeare, tramite i film, e recuperare le sue indimenticabili pagine.
Indice
20. THE TEMPEST (2010, di Julie Taymor)
Il film ha indubbiamente un colpo di genio magistrale: cambiare il sesso del personaggio di Prospero, che dal maschile del testo originale passa qui al femminile, e se hai a disposizione Helen Mirren sai già che la scelta è vincente in partenza. Per il resto è molto godibile per quanto molto esagerato, ma lo stile prettamente visivo e barocco di Julie Taymor ha qui un senso grazie all’elemento magico della commedia originale.
19. LA BISBETICA DOMATA (1967, di Franco Zeffirelli)
Franco Zeffirelli ha sempre dimostrato di avere l’occhio giusto per gli adattamenti shakespeariani, e qui al suo esordio nella materia capisce che non contano solo scenografie e costumi, come sempre perfetti, ma anche la presenza scenica vera e proprio. Il vero motivo per vedere il film è infatti la chimica eccezionale tra Richard Burton e Elizabeth Taylor – e ci mancherebbe che non l’avessero – così bravi da reggere la telecamera con il loro traboccante carisma.18. IL MERCANTE DI VENEZIA (2004, di Michael Radford)
Ancora una volta abbiamo la prova che il testo di Shakespeare diventa più potente quando un grande attore lo fa proprio. Le urla di Al Pacino qui sono una forza della natura, ed i suoi occhi sgranati sono magnetici quanto i bellissimi scenari di Venezia.
17. DIECI COSE CHE ODIO DI TE (1999, di Gil Junger)
Non è il l’unico tentativo di inserire Shakespeare nel genere della teen comedy, ma sicuramente è uno dei più riusciti. Questa commedia giovanile prende la trama de La Bisbetica Domata e la porta nel mondo del liceo con grande intelligenza, sfruttando una sceneggiatura arguta e il talento di Julia Styles, Heath Ledger e Joseph Gordon-Levitt, tutti ancora poco affermati ma già bravissimi.
16. OTHELLO (di Oliver Parker, 1995)
Il film meriterebbe un applauso già solo perché ci propone finalmente un Otello autentico, e non un attore bianco con la faccia dipinta di nero. Fa sorridere, ma è davvero tanto. E poi c’è Kenneth Branagh, ipnotico e mefistofelico come mai prima. Certo, il film non ammette mezze misure, né nel trattamento della cattiveria di Iago né nella spinta verso i lati sessuali, ma è un film altamente affascinante e viscerale.
15. HAIDER (di Vishal Bhardwaj, 2014)
In un certo senso, Bollywood e Shakespeare sembrano fatti per stare insieme. I colori, le musiche, le danze, i sentimenti sopra le righe del cinema indiano più popolare si avvicinano molto alle opere originali, e questa audacissima trasposizione dell’Amleto ne è la prova. Dalla Danimarca medievale ci spostiamo al conflitto nel Kashmir odierno, con tutti i personaggi originali che si muovono nella guerra tra India e Pakistan. La storia di Amleto è abbastanza abbandonata verso il finale, ma la spettacolarità del film lo rende uno degli adattamenti più originali mai tentati.14. AMLETO (1948, di Laurence Olivier)Ecco, se invece preferito un Amleto che più classico non si può, naturalmente dovete affidarvi a Laurence Olivier, l’attore shakespeariano per antonomasia al cinema. Pur con un testo non integrale, la forza della famosissima tragedia è sempre presente, non a caso è l’unico film tratto da Shakespeare ad aver vinto l’Oscar per il Miglior Film.
13. CORIOLANUS (2011, di Ralph Fiennes)
Ralph Fiennes debutta come regista con una triplice scelta coraggiosa: adattare Shakespeare, prendere una delle sue opere meno note, e portare la storia nel mondo moderno mantenendo però intatto il testo originale. Non a caso stride un po’ sentire il linguaggio antico in bocca militari e politici moderni, ma la potenza dei sentimenti in campo ha come sempre la meglio.
12. GIULIO CESARE (1953, Joseph L. Mankiewicz)
Marlon Brando. Serve altro davvero? Sentire il più grande attore di sempre pronunciare uno dei monologhi shakespeariani più potenti e famosi è un’esperienza da brividi. Un film classico ma di quelli sempre efficaci oltre ogni tempo, che si eleva grazie alla forza della storia e del testo, e come detto soprattutto grazie a quell’attore lì.
11. ROMEO + GIULIETTA (1996, di Baz Luhrmann)
Romeo e Giulietta è, probabilmente, l’opera shakespeariana più conosciuta, letta e trasportata al cinema. Per sforzarsi di essere originale Baz Luhrmann ha deciso di toccare l’estremo: non solo l’ambientazione moderna, quasi un’ovvietà, ma la spiaggia, i gangster, le contrapposizioni ideologiche e sceniche forzatissime, un gusto pop che qui sfora verso il kitsch il più delle volte. E pur con le sue scelte radicali, il film regge, rimane godibile e anzi efficace proprio per gli estremi messi in campo, e ha avuto il grande merito di aver avvicinato al Bardo – sfruttando la popolarità all’epoca di Leonardo DiCaprio – tante nuove generazioni.
10. OTELLO (1952, di Orson Welles)
La trama è quella, poco da dire, le variazioni sono minime. Lo stile è quello classico d’impianto teatrale, e va benissimo. Ma c’è una cosa che ha reso Orson Welles uno dei più grandi conoscitori di Shakespeare, ovvero la capacità di coglierne l’atmosfera. Otello è un film di enorme fascino, quasi ipnotico, a tratti disturbante, a partire dalla funerea apertura fino alla bellissima sequenza nel bagno turco, un continuo contrasto di bianco e nero che avvolge lo spettatore e non lo lascia più.
9. MOLTO RUMORE PER NULLA (1993, di Kenneth Branagh)
Come prendere una classica commedia degli equivoci, già di per sé molto divertente, e trasformarla in un’opera intrisa di gioia contagiosa per lo spettatore. Solitamente, quando ci si diverte tanto su un set, quella felicità non è restituita sullo schermo, invece qui Branagh crea un film assolutamente delizioso, in cui gli scenari della Toscana danno quello tocco lieto in più.
8. WEST SIDE STORY (1961, di Jerome Robbins e Robert Wise)
Caposaldo del genere musical, questa versione di Romeo e Giulietta ha fatto scuola e tuttora è riproposta nei teatri di mezzo mondo. Ci sono le gang di strada, ci sono i portoricani, ci sono i giubbotti di pelle, ci sono canzoni diventate simboli della cultura pop, ma le fondamenta sono sempre quelle del Bardo.
7. ENRICO V (1989, di Kenneth Branagh)
Questo è il debutto alla regia di Kenneth Branagh. Ripeto, questo è il debutto alla regia di Kenneth Branagh. Un esordio assolutamente fulminante, con l’intelligenza e l’esperienza di un veterano, e soprattutto la capacità di cogliere le sfumature più dure dell’opera originale, creando un film realistico, sporco, sanguinoso e trascinante. L’inserimento dei flashback provenienti da altre opere, ovvero le scene con Falstaff, sono la ciliegina sulla torta.
6. RICCARDO III (1995, di Richard Loncraine)
Ancora una volta il testo originale è traslato nella modernità, e stavolta con un posizionamento storico perfetto: Riccardo III è uno dei personaggi più spregevoli e crudeli delle opere shakespeariane, e infatti il film porta la storia negli anni ’30, facendo dell’usurpatore del trono un prototipo letterario di Hitler. La titanica prova di Ian McKellen fa il resto.
5. IL TRONO DI SANGUE (1957, di Akira Kurosawa)
Se molti vanno avanti nel tempo per adattare il Bardo, Akira Kurosawa sceglie di andare indietro: Macbeth al tempo dei samurai e del feudalesimo giapponese è una perla indimenticabile. L’immagine del grandioso Toshiro Mifune trafitto dalle frecce rimane una delle foto iconiche nella storia del cinema, così come la bravura di Kurosawa nel mischiare tradizione locale, come quella del teatro nō, agli elementi magici.
4. HAMLET (1996, di Kenneth Branagh)
Ok, qui Branagh porta l’Amleto nella Danimarca ottocentesca, ma è l’unico tradimento che il regista si concede, perché per il resto il film è il primo e finora unico ad aver adattamento integralmente l’opera più potente del Bardo. Non a caso il film dura 4 ore, ma sono minuti mai pesanti, sempre affascinanti, così belli e sontuosi da creare un’esperienza semplicemente unica. Un autentico must per ogni appassionato di Shakespeare.
3. ROMEO E GIULIETTA (1968, di Franco Zeffirelli)
Questa versione di Franco Zeffirelli di Romeo e Giulietta è forse l’adattamento cinematografico shakespeariano più puro mai concepito, fedele all’essenza stessa dell’opera. Sfarzoso senza essere pomposo, elegante e divertente, è una trasposizione semplicemente perfetta.
2. MACBETH (1971, di Roman Polanski)
Per molti, più che il Macbeth, Roman Polanski adattò la sua vera esperienza personale: un film non a caso è enormemente cupo, violento, sanguinoso, ed è il primo del regista dopo il purtroppo celebre omicidio della moglie Sharon Tate. Forse proprio per questo Polanski ha creato un film magnifico nel suo essere disturbante, iconico ma al tempo stesso coerente col contesto in cui è stato girato. Ecco la recensione del Macbet 2016.
1. RAN (1985, di Akira Kurosawa)
Non è un caso che il film al primo posto sia l’unico in questa classifica per cui si possa spendere, senza paura di smentita o senza dover ricorrere ad iperboli fuori luogo, la parola “capolavoro”. Prendendo spunto dal Re Lear, Akira Kurosawa realizza una delle più spettacolari analisi di caos, follia umana, ossessione e ambizione mai viste al cinema. Ran è un film che smuove lo stomaco e ancor prima delizia gli occhi, con una messa in scena magnifica ed un uso folgorante dei colori: le scene di battaglia sono tra le più belle mai viste al cinema, col silenzio che avvolge il dramma della violenza e la rende ancora più roboante.

La vastità dei temi di Shakespeare ha fatto in modo che il cinema saccheggiasse a piene mani non solo la sua opera, ma la sua stessa storia: non a caso consiglio anche di recuperare Anonymous, il film di Roland Emmerich che racconta una delle tante teorie che mettono in dubbio l’esistenza stessa dell’autore inglese, e il famoso Shakespeare in Love, che propone un biopic molto romanzato ed in chiave romantica. Voglio infine citare altri due film che hanno confermato come col genio di Shakespeare al cinema si possa fare quasi tutto: in primis Rosencrantz e Guildenstern sono morti, divertente e astutissima farsa psicologica che ripropone gli eventi dell’Amleto dal punto di vista dei due omonimi personaggi, con un bellissimo discorso sul meta-teatro, e soprattutto il Falstaff di Orson Welles, con cui il grande regista, da consumato ammiratore di Shakespeare, sfruttò tutto il proprio immenso talento per condensare ben 4 opere collegate tra loro dalla presenza del personaggio che dà titolo al film, regalandoci un’opera davvero unica. Come avrete capito, gli appassionati di William Shakespeare al cinema non si annoiano mai.
Emanuele D’Aniello
7. ENRICO V (1989, di Kenneth Branagh)
Questo è il debutto alla regia di Kenneth Branagh. Ripeto, questo è il debutto alla regia di Kenneth Branagh. Un esordio assolutamente fulminante, con l’intelligenza e l’esperienza di un veterano, e soprattutto la capacità di cogliere le sfumature più dure dell’opera originale, creando un film realistico, sporco, sanguinoso e trascinante. L’inserimento dei flashback provenienti da altre opere, ovvero le scene con Falstaff, sono la ciliegina sulla torta.
6. RICCARDO III (1995, di Richard Loncraine)
Ancora una volta il testo originale è traslato nella modernità, e stavolta con un posizionamento storico perfetto: Riccardo III è uno dei personaggi più spregevoli e crudeli delle opere shakespeariane, e infatti il film porta la storia negli anni ’30, facendo dell’usurpatore del trono un prototipo letterario di Hitler. La titanica prova di Ian McKellen fa il resto.
5. IL TRONO DI SANGUE (1957, di Akira Kurosawa)
Se molti vanno avanti nel tempo per adattare il Bardo, Akira Kurosawa sceglie di andare indietro: Macbeth al tempo dei samurai e del feudalesimo giapponese è una perla indimenticabile. L’immagine del grandioso Toshiro Mifune trafitto dalle frecce rimane una delle foto iconiche nella storia del cinema, così come la bravura di Kurosawa nel mischiare tradizione locale, come quella del teatro nō, agli elementi magici.
4. HAMLET (1996, di Kenneth Branagh)
Ok, qui Branagh porta l’Amleto nella Danimarca ottocentesca, ma è l’unico tradimento che il regista si concede, perché per il resto il film è il primo e finora unico ad aver adattamento integralmente l’opera più potente del Bardo. Non a caso il film dura 4 ore, ma sono minuti mai pesanti, sempre affascinanti, così belli e sontuosi da creare un’esperienza semplicemente unica. Un autentico must per ogni appassionato di Shakespeare.
3. ROMEO E GIULIETTA (1968, di Franco Zeffirelli)
Questa versione di Franco Zeffirelli di Romeo e Giulietta è forse l’adattamento cinematografico shakespeariano più puro mai concepito, fedele all’essenza stessa dell’opera. Sfarzoso senza essere pomposo, elegante e divertente, è una trasposizione semplicemente perfetta.
2. MACBETH (1971, di Roman Polanski)
Per molti, più che il Macbeth, Roman Polanski adattò la sua vera esperienza personale: un film non a caso è enormemente cupo, violento, sanguinoso, ed è il primo del regista dopo il purtroppo celebre omicidio della moglie Sharon Tate. Forse proprio per questo Polanski ha creato un film magnifico nel suo essere disturbante, iconico ma al tempo stesso coerente col contesto in cui è stato girato. Ecco la recensione del Macbet 2016.
1. RAN (1985, di Akira Kurosawa)
Non è un caso che il film al primo posto sia l’unico in questa classifica per cui si possa spendere, senza paura di smentita o senza dover ricorrere ad iperboli fuori luogo, la parola “capolavoro”. Prendendo spunto dal Re Lear, Akira Kurosawa realizza una delle più spettacolari analisi di caos, follia umana, ossessione e ambizione mai viste al cinema. Ran è un film che smuove lo stomaco e ancor prima delizia gli occhi, con una messa in scena magnifica ed un uso folgorante dei colori: le scene di battaglia sono tra le più belle mai viste al cinema, col silenzio che avvolge il dramma della violenza e la rende ancora più roboante.

La vastità dei temi di Shakespeare ha fatto in modo che il cinema saccheggiasse a piene mani non solo la sua opera, ma la sua stessa storia: non a caso consiglio anche di recuperare Anonymous, il film di Roland Emmerich che racconta una delle tante teorie che mettono in dubbio l’esistenza stessa dell’autore inglese, e il famoso Shakespeare in Love, che propone un biopic molto romanzato ed in chiave romantica. Voglio infine citare altri due film che hanno confermato come col genio di Shakespeare al cinema si possa fare quasi tutto: in primis Rosencrantz e Guildenstern sono morti, divertente e astutissima farsa psicologica che ripropone gli eventi dell’Amleto dal punto di vista dei due omonimi personaggi, con un bellissimo discorso sul meta-teatro, e soprattutto il Falstaff di Orson Welles, con cui il grande regista, da consumato ammiratore di Shakespeare, sfruttò tutto il proprio immenso talento per condensare ben 4 opere collegate tra loro dalla presenza del personaggio che dà titolo al film, regalandoci un’opera davvero unica. Come avrete capito, gli appassionati di William Shakespeare al cinema non si annoiano mai.
Emanuele D’Aniello
Un Purgatorio atipico al Teatro Argentina
Lunedì 4 gennaio (ore 21) sul palcoscenico del Teatro Argentina saliranno i giovani attori con e senza disabilità della Piccola Compagnia del Piero Gabrielli per portare in scena un atipico Purgatorio, una sorta di “parafrasi naif” che attraverserà i versi di Dante con spirito giocoso e vivace.
Torna Luce sull’Archeologia, alla riscoperta della Capitale
Il Teatro di Roma prosegue l’impegno nella riscoperta della Capitale e della sua storia.
Cinema America Occupato. Intervista a Valerio Carocci
Il misterioso “Segreto di Chet Baker” al Teatro Vascello
Il misterioso “Segreto di Chet Baker” al Teatro Vascello
Presso il Teatro Vascello si è svolto l’interessante ed avvolgente reading-spettacolo “Il segreto di Chet Baker”, tratto dal romanzo “E nemmeno un rimpianto – Il segreto di Chet Baker” di Roberto Cotroneo, sulla vita del grande jazzista, con la narrazione del grande Massimo Popolizio, l’accompagnamento musicale struggente ed emozionante di Javier Girotto, e la cura registica di Teresa Pedroni.
Quo Vado? e la “finta” comicità di Checco Zalone
Lo ammetto: mi sono seduto a vedere il film partendo prevenuto.
Notte di San Silvestro a Primavalle: Musica, Teatro e Dj Set
![]() |
| Enrico Capuano |
La GNAM omaggia l’artista Piero Dorazio
In occasione del decennale della morte di Piero Dorazio, la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea rende omaggio al grande artista scomparso a Perugia il 17 maggio 2005.
Fin dagli esordi Dorazio sostenne la necessità di una sinergia delle arti: la realizzazione di un’opera doveva tradursi in un’esperienza totale e travolgente. Nel 1966 espose alla Galerie Im Erker, a Saint Gallen, dove instaurò con Ungaretti un proficuo sodalizio artistico. In tale occasione il poeta scrisse un saggio sull’opera pittorica di Dorazio che, a sua volta, nel 1967 realizzò una serie di incisioni per la raccolta di poesie La luce. La Galleria nazionale possiede nelle sue collezioni otto opere di Piero Dorazio. Tra queste Ginn Rull, ispirata alla raccolta Il deserto e dopo e attualmente in deposito all’Archivio di Stato di Roma, fu esposta alla Biennale di Venezia del 1988 con altri undici lavori degli anni Ottanta, tutti dedicati all’amico Giuseppe Ungaretti.Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
viale delle Belle Arti, 131 – 00197 Roma
tel. 06-32298328
Lo Spirito Allegro (ma non troppo) di Leo Gullotta
All’Ambra Jovinelli, fino al 10 gennaio, è in scena Spirito Allegro, la pièce teatrale di Noel Coward che vede protagonista uno degli attori più significativi del teatro italiano: Leo Gullotta.
![]() |
| Leo Gullotta |
Visita guidata gratuita al Parco degli Acquedotti di Roma
CulturaMente è lieto di presentarvi la visita guidata al Parco degli Acquedotti di Roma, organizzata dal nostro collaboratore Marco Rossi.
Marco Rossi
@marco_rossi88
Sister Act, come ridere di gusto al teatro Brancaccio
Sister Act, uno dei musical più travolgenti degli ultimi anni, racconta di una storia leggera e simpatica: quella di Deloris Van Cartier.
Storie di Claudia: la Gerini che incanta al teatro Quirino
Ha debuttato il 26 dicembre, in un teatro Quirinogremito e trepidante, “Storie di Claudia”, lo spettacolo interpretato da Claudia Gerini, per la regia di Giampiero Solari. In scena nella Capitale fino al 17 gennaio.
Così, la Storia di Claudia, narrata dal personaggio principale grazie a quello – non così secondario – di Maria, si dipana tra balli, esibizioni canore e sketch, fino ad arrivare ad un finale simbolico, dove la Gerini stupisce il pubblico sollevandosi coi nastri rossi in una performance di acrobatica aerea e ricordando ai suoi spettatori che, quando si arriva molto in alto, bisogna stare attenti a non cadere.


























