“Notturno bizantino. La fine di un impero” di Luigi De Pascalis
Arrival, si scrive “alieno” si legge “umano”
La fantascienza è un genere dalle infinite potenzialità ma abusatissimo.
Non a caso, la fantascienza è uno dei pochi generi cinematografici attraverso il quale si può sempre innovare ed essere originali nell’approccio e nelle storie da raccontare. Ma, paradossalmente, con la fantascienza al cinema si è già visto di tutto, specialmente nel sottogenere delle invasioni aliene.
Ci voleva quindi Denis Villeneuve, l’autore adesso maggiormente sulla cresta dell’onda e che, con la quota finora di un film all’anno, non sta sbagliando un solo colpo e pare incapace di fare film mediocri, per provare un approccio nuovo, tanto semplice all’apparenza quanto originale decisivo nell’utilizzo: quello scientifico.
Sia chiaro, Arrival è un film di fantascienza completo, ovvero di quelli che sanno al tempo stesso trasmettere un senso di curiosità, un senso di meraviglia che diventa pian piano senso di inquietudine e paura del’ignoto, con i discorsi più esistenziali e più personali, e di conseguenza fondamentali, che ci poniamo quando andiamo di fronte all’intellegibile. Eppure Arrival non deve e non può essere bollato come semplice sci-fi (non che sia una parolaccia, ma talvolta un limite verso la scoperta delle infinite possibilità narrative e tematiche di questo genere), semmai come un racconto moderno sulle relazioni umane, verbali e non, visto attraverso la lente della scienza e del fantastico.
Parlando infatti di alieni, viaggi spaziali e contatti con altri mondi ci si dimentica spessissimo che la parola “fantascienza” ha come desinenza la scienza, appunto. Villeneuve a differenza di molti altri non lo dimentica, e nella gara degli ultimi anni a chi è in grado di fare film “high-concept” sempre più realistici, vince a mani basse. Arrival pone domande e questioni che nessun altro film prima aveva mai posto, ovvero come parlare con gli alieni, come farci capire e come dedurre le loro intenzioni. Insomma, molto prima dei proiettili, oltre la paura, più forte dello stupore, c’è la mente umana, l’arma più potente di cui disponiamo.
E’ fuor di dubbio che Arrival, oltre la struttura scientifica principale, sia anche e soprattutto altro. Come detto prima con la mente c’è sempre il cuore, e le relazioni umane al primo posto. I fortissimi echi esistenziali del film, quello che lo rendono per me molto più di un semplice sci-fi, molto più del semplice racconto “intrippante” (il finale non a caso non si può rivelare), sono l’ancora che lega la storia alle emozioni più universali, più forti, più lampanti. Arrival è una parabola sulla necessità di imparare, o meglio rimparare a comunicare al giorno d’oggi, in un mondo in cui pur se siamo sempre più connessi l’uno con l’altro, in realtà diventiamo più distanti ogni giorno che passa, vogliamo erigere altri muri e preferiamo porre schermi di variabili grandezza davanti ai nostri interlocutori. Il dialogo è la chiave di tutto, la comunicazione delle parole e dei sentimenti, la collaborazione è ciò che ci può e deve salvare.
Arrival, nella sua ambizione e nella concezione, ha sicuramente echi e somiglianze sparsi in tanto cinema e in tanti film anche recenti, ma non è certo colpa di Villeneuve se tanti grandi registi vogliono confrontarsi con la mortalità, le emozioni e l’ignoto; semmai il suo film riesce nonostante ciò ad essere convincente e assolutamente unico, approcciando con un’idea ben chiara – la comunicazione – quello che mai potremo comprendere nel nostro arco vitale. Dopotutto comprendiamo prima la citata teoria di Sapir-Whorf, secondo la quale “lo sviluppo cognitivo di ciascun essere umano è influenzato dalla lingua che parla”: se iniziassimo a ricercare tutti insieme un fine migliore, sicuramente questo mondo sarebbe un posto migliore.
Premio Cinematografico Palena 2016, tutti i vincitori
Quella del 2016 è stata per il Premio Cinematografico Palena un’edizione da record.
Lasciati catturare a settembre dalle nuove mostre del MAXXI!
MAXXI | a settembre due nuove mostre con le opere di Basim Magdy, la mostra dedicata alla casa giapponese, fotografia e tanto altro!
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| Basim Magdy – Our Hope Reflected Jewels in the Sky 2012 © Basim Magdy – Collection of Isabella & Mehmet Icoz, Istanbul |
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| The Japanese House – Sou Fujimoto Architects, House NA, Tokyo, Japan 2012 Photo by Iwan Baan |
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Ricapitolando:
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| Letizia Battaglia – Festa del giorno dei morti. I bambini giocano con le armi Palermo – 1986 Courtesy l’artista |
La Luce sugli Oceani, il melodramma della maternità
Avete presente quando si chiede, spesso senza motivo e all’improvviso, quale è la scena preferita del film appena visto?
La La Land, non smettiamo mai di sognare
Che a Damien Chazelle piacciano i musical di Gene Kelly e Stanley Donen, direi che è assodato.
Che Emma Stone e Ryan Gosling, oltre ad essere singolarmente fenomenali, abbiano una chimica scenica stratosferica, è ugualmente piuttosto assodato.
Identità Negate: storia e società in due mostre fotografiche
Due mostre, dedicate a temi di grande attualità geopolitica, apriranno al pubblico il 15 settembre presso la Galleria del Cembalo e proseguiranno fino al 26 novembre.
Sam Ivin è nato a High Wycombe, nei pressi di Londra, nel 1992. Dopo essersi laureato in Documentary Photography alla University of Wales di Newport ha ottenuto una borsa di studio a Fabrica. Durante il suo soggiorno ha finalizzato il suo progetto Lingering Ghosts. Nella foto ‘Lingering Ghists, Iran’
Foibe – Il Carso è un territorio brullo e roccioso dell’altipiano triestino, sloveno e croato dove si registra una forte concentrazione di cavità geologiche: grotte o pozzi modellati da fiumi sotterranei che scavando nella terra per millenni hanno scolpito la roccia calcarea dando vita a dei profondi inghiottitoi, chiamati foibe. Dopo la Seconda Guerra mondiale, le foibe presenti lungo tutta la zona carsica vennero utilizzate come fosse comuni per occultare i corpi di italiani, croati sloveni e tedeschi uccisi per motivi politici. Ancora oggi la storia di questi profondi abissi resta oscura, contestata e spesso negata, e le foibe continuano a celare dei segreti. Sono anche difficili da individuare sul territorio perché, di fatto, manca una mappatura completa. Questo progetto fotografico intende riflettere su quanto la conformazione geologica di un’area geografica possa incidere sulle sue vicende storiche e sociali. È un tentativo di far entrare lo spettatore in contatto con il territorio, sottolineando che le foibe sono prima di tutto un prodotto della natura e un tratto caratteristico di una certa zona. Il viaggio alla ricerca di queste cavità naturali è stato fatto con l’aiuto di speleologi locali che hanno messo a disposizione le loro competenze e i loro strumenti di esplorazione.
Sharon Ritossa è nata a Trieste nel 1987. Di origini istriane, dopo la laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza si specializza in Fotografia all’ISIA di Urbino con una tesi sull’esodo giuliano-dalmata. Esodo Visivo, questo il nome del progetto di studio, è una ricerca d’archivio realizzata in collaborazione con l’IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata) e finalizzata a restituire una memoria visiva collettiva della diaspora. Oggi lavora a tempo pieno come fotografa. Foibe è il frutto del suo periodo di residenza come borsista a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group.
Amore e odio con Racconto d’inverno di Shakespeare al Globe
I colori dominano la scena di questo spettacolo, il rosso di Sicilia e il blu di Boemia, ancora una volta Sbardella riesce a proporre con “leggerezza” un testo complesso e articolato, divertendo il pubblico in tre ore di spettacolo.
Il contesto magnifico del Silvano Toti Globe Theatre, in legno, una riproduzione dell’omonimo teatro elisabettiano di Londra, una sera d’estate, l’aria più fresca e l’allegria di questa compagnia trasportano lo spettatore lungo la trama di quest’opera. La regia di Elena Sbardella lascia la sua inconfondibile impronta anche qui, riuscendo perfettamente nel suo intento di “creare una squadra disposta a giocare, la voglia di raccontare una storia e condividerla con il pubblico”.
I costumi dai colori vivaci, piccoli dettagli: i giocattoli antichi, un’altalena e un cavallino di legno in scena durante tutto lo spettacolo ricamano la scenografia scarna ma efficace. L’allegria nella tragedia, l’odio nel troppo amore, il perdono dopo la condanna, canti e balli. Un ottimo cast, affiatato e allegro, bravo Mamillio anche per la sua giovane età, bravi il servo (Filippo Laganà) e il buffone (Paolo Giangrasso); Camillo (Pietro Montandon), in un ruolo così difficile eppure reso giusto e divertente, fondamentale Paolina (Ludovica Modugno) nel condurre la scena e il gran finale, divertenti nella narrazione e gli intermezzi Mopsa (Mimmo Mignemi) e Dorca (Marco Simeoli).
Concerto all’alba con l’Orchestra Filarmonica Salernitana
Alle 4.45 dal favoloso Belvedere di Villa Rufolo l’11 agosto scorso, appollaiata su un balconcino (i posti a sedere non erano per la stampa) ho potuto assistere a un concerto suggestivo in una cornice naturale che ha valorizzato enormemente l’evento.
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| @Ravello Festival |
Robert Trevino è uno dei più esaltanti direttori d’orchestra americani (texano) del momento. Il successo piuttosto recente è esploso al teatro Bols’oj nel dicembre 2013 dove ha diretto una nuova produzione del Don Carlo di verdi. Il pubblico entusiasta e la stampa russa dichiarano “Non c’è mai stato un texano che abbia riscosso un successo di questa portata dai tempi di Van Cliburn”. Dopo questo successo ha iniziato una lunga tournée in Europa e in Asia, dalla Quinta sinfonia di Mahler con l’Orchestra Philharmonique di Montecarlo alle musiche di Brahms e Shostakovich ad Amsterdam, fino ad arrivare a Ravello quest’anno per l’ambito Festival. Avido sostenitore ed esecutore della musica contemporanea ha riscosso anche qui un granissimo successo.
Al Gasometro tutti a giocare d’azzardo con la vita in “A Sciuqué”
Un viaggio nel Sud, nella dipendenza come nel gioco di bambini di strada diventati grandi.
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| Il cast in una foto di Camilla Mandarino. |
Non c’è più la strada, il vuoto, il fascino del futuro. Ora c’è un presente che promette serenità, salute, lavoro, denaro. Infine quiete.
E invece è proprio ora che il gioco, da gioia e condivisione e complice, si trasforma in dolore, solitudine e nemico. Nicola sarà travolto dalla dipendenza dal gioco d’azzardo, Lucia si chiuderà in un silenzio carico di vergogna e sofferenza sino a quando esploderà rivelando il disastro di un uomo devastato.
con:
Adelaide Di Bitonto, Giuseppe Innocente,
Igor Petrotto, Ivano Picciallo, Francesco Zaccaro
regia: Ivano Picciallo
aiuto regia: Ludovica Bei
scene e costumi: Lorena Curti
disegno luci: Fabio Durastante
Evento facebook
https://www.facebook.com/events/1761657057414602/
L’evento è realizzato in collaborazione con Società per Attori e Culturamente
INFO: +39.335.879.1132
Biglietto unico euro 10
Per acquisto: la sera dello spettacolo o tramite mail a ticket.teatrogasometro@gmail.com
Tutto il Programma della festa “Primavalle… Mica l’ultima!”
Ogni giorno tantissimi appuntamenti a partire dalle ore 18,00: mercatino e stand, animazione per bambini, spettacoli con i giocolieri e gli artisti di strada, Dj Set a cura di DJ EM Emanuele Bertulli, Akuna Matata in Concerto, passeggiate per il quartiere, Petit Cabaret 1924 – Spettacolo di circo contemporaneo ambientato negli anni ’20 a Parigi, incontri a sei zampe con consulenze comportamentali, esibizioni sportive e lezioni educative a cura del centro cinofilo Dog Revolution; e ancora “Il gobbo del quarticciolo” di e con Emiliano Valente, a cura del Circolo letterario Franca Rame. Burlesque Riot, Music LAB “Vittorio Gassman” a cura de “I Musici”, Civico 33 in Concerto, Chemical e tanto tanto altro ancora. Da segnalare giovedì primo settembre l’appuntamento dal titolo “Tornavo da te”, incontro con famigliari di vittime di violenza; invitate le famiglie: Budroni, Cucchi, La Penna e Sandri.Passeggiata notturna alla scoperta di Caravaggio
L’Associazione Culturale Roma e Lazio x te propone una visita serale sui luoghi della vita del grande pittore Caravaggio, il pittore della luce, che sconvolse tutto il mondo dell’arte, aprendo nuove strade. Andremo alla scoperta della sua vita avventurosa e dei luoghi romani che l’hanno segnata.
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| © caravaggio.historiaweb |
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| © Arteworld |
La splendida Notte delle Candele di Vallerano vi aspetta il 27 agosto
Al via sabato 27 agosto la IX edizione della Notte delle Candele del centro storico di Vallerano!
Apertura cancelli: ore 19
Ingresso: 5 Eurobiglietti acquistabili online al sito:
http://www.i-ticket.it/prevendita/index.php?cmd=event&event_id=1951
Il programma della Notte delle candele 2016
Nell’anno del Signore, storie in una Roma com’era
“La bella che guarda il mare / lalala lalala lalala / ha un nome che fa paura / libertà libertà libertà”
La trama
Il potere
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| Alberto Sordi in una scena del film |
3 buoni motivi per vedere il film:
Quando vedere il film?
Il 26 agosto alla centrale geotermica arriva il Circo
Arriva nella centrale geotermica il Circo EXTRA_ORDINARIO della Compagnia Magdaclan Extra-Vagante.
INFO
info@officinepapage.it
www.officinepapage.it
https://www.facebook.com/officinepapage.it/?fref=ts
Per chi ha bisogno di un passaggio BlaBlaTheater: tel. 058862089
“Black, l’amore ai tempi dell’odio” al cinema il 31 agosto
“Questo film è sostanzialmente la storia di Romeo e Giulietta, riletta dalla commovente sensibilità dei due registi che sanno restituire al pubblico l’idea della violenza di strada delle gang giovanili”
(Vice)
Inormazioni su: http://wantedcinema.eu/movies/black/
Tetraktys, il concerto e l’intervista ad Alessandro Meacci
Il giovane talento calabrese illumina l’exCOMAC di Soverato con la sua sperimentazione musicale e ci racconta il suo primo lavoro.
| Alessandro Meacci all’inizio del concerto. |
| Il giovane compositore risalta nell’oscurità. |
| Alessandro Meacci. |
Track list:
Blue Skies
Ascensione
Destini
Fantasia
Fiore di Rosa
Naif
Modern Rhapsody
Rainbows
Salutami Musorgskij
Tetraktys
- Alessandro, cosa rappresenta per te il Tetraktys?
| Copertina di Tetraktys a cura di Amedeo Mamone. Credit: behance.net |
- Qual è quindi il tuo pensiero sulla musica oggi?
Foto: Gianclaudio Celia
Gianclaudio Celia
@Gian_Celia
Pronti per la finale di Gay Village Academy?
La scuola del talento firmata Gay Village, elegge il sesto vincitore… Chi la spunterà?
L’artista Liu Yi dona un’isola di pace a Santa Maria in Salina
L’artista Liu Yi segna il cammino della strada della Seta e della Pace.
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| Il dipinto della serie Isola di pace di Liu Yi donato al Comune di Santa Maria in Salina. |
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| Liu Yi al momento della donazione durante il Mare Festival. |
Beatles, Battista, Papaleo e Masha e Orso: poker d’assi per il Settembre Viterbese
Poker d’assi in programma per il Settembre Viterbese. A partire dal 5 settembre fino a sabato 10, quattro imperdibili spettacoli animeranno Prato Giardino.
Torna a Vallerano il festival Piccole Serenate Notturne
Per la sedicesima volta torna a Vallerano il festival Piccole Serenate Notturne, preludio alla tradizionale Notte delle Candele, evento che concluderà la rassegna l’ultimo sabato del mese di agosto.
The Witch, l’horror che strega
Uscito sugli schermi italiani lo scorso 18 agosto, The Witch ha già stregato critica e pubblico. Manca ormai davvero poco all’uscita di Blair Witch, sequel dell’acclamato The Blair Witch Project, ma è un altro film sulle streghe a stimolare l’estate di chi è rimasto in città. Si tratta di “The Witch – Vuoi ascoltare una favola?”, film diretto dal giovanissimo Robert Eggers.
Una trama non banale per un horror
Il trailer
La recensione
Se siete in città correte a vederlo. Se siete ancora in vacanza segnatelo in agenda: renderà più dolce il vostro rientro alla quotidianità.
Alessia Pizzi





































