Festival del Cinema di Venezia: storia, curiosità e recensioni

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Ecco una guida alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dagli anni Trenta ad oggi!

Dove si svolge il Festival di Venezia?

Si svolge annualmente al Lido, nello storico Palazzo del Cinema sul lungomare Marconi e in altri edifici antistanti.

Quando si svolge e quanto dura il Festival di Venezia?

Tradizionalmente organizzata tra la fine del mese di agosto e l’inizio di settembre, la Mostra del Cinema di Venezia è giunta nel 2020 alla 77esima edizione.

Il Festival di Venezia è la seconda manifestazione cinematografica dopo gli Oscar. Nacque nel 1932, nell’ambito della XVIII Biennale d’arte, con la denominazione di Esposizione internazionale d’arte cinematografica. L’allora Presidente della Biennale di Venezia, il conte Giuseppe Volpi di Misurata, insieme al segretario generale dell’Istituto internazionale per il cinema educativo, Luciano De Feo, e allo scultore Antonio Maraini, diedero vita alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La prima edizione si svolse dal 6 al 21 agosto sulla terrazza dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia. Tuttavia solo a partire dal 1935 il festival divenne annuale, e dal 1936  ebbe la sua prima giuria internazionale.

I film che hanno fatto la storia: Il Festival del Cinema di Venezia negli anni

Anni Trenta

La prima edizione del festival (1932), tenutasi sulla terrazza dell’Hotel Excelsior, non era una rassegna competitiva. Non mancavano comunque titoli importanti:

  • The Champ di King Vidor; (1931);
  • Grand Hotel di Edmund Goulding (1932);
  • Frankenstein di James Whale (1932);
  • Gli uomini che mascalzoni… di Mario Camerini (1932);
  • Accadde una notte (It happened one night) di Frank Capra (1934).

La seconda edizione, che si tenne dal 1° al 20 agosto 1934, divenne competitiva. Per questa ragione fu istituita la Coppa Mussolini per premiare il miglior film straniero e il miglior film italiano. Il festival tuttavia mancava di una giuria.

Il successo della Rassegna fu immediato e così alla sua terza edizione (1935) la Mostra divenne annuale. Crebbero il numero delle nazioni partecipanti ma tra queste furono esclusi i film sovietici fino al dopoguerra. Fu istituita la Coppa Volpi per premiare gli attori.
Tra i film di questa edizione ricordiamo:

  • Il traditore (The Informer) di John Ford (1935);
  • Capriccio spagnolo (The Devil is a Woman) di Joseph von Sternberg (1935);
  • Anna Karenina di Clarence Brown (1935).

Nel 1936 viene nominata per la prima volta la Giuria internazionale.

Nel 1937 viene inaugurato il nuovo Palazzo del Cinema (dell’ architetto Luigi Quagliata), costruito a tempo di record e inaugurato il 10 agosto nel 1937 per la quinta edizione della Mostra.

Con l’edizione del 1938 qualcosa cambia. La politica influenza la Kermesse. I film sono di stampo propagandistico, salvo qualche eccezione. Da questa edizione in poi, fino alla fine della guerra, Hollywood non vi prese più parte. Eppure lasciò un segno vincendo il premio per Biancaneve e i sette nani di Walt Disney.

Anni Quaranta

Fino al 1945 la Mostra assunse una portata molto più ristretta e soprattutto la manifestazione si svolse lontano dal Lido. Vi parteciparono pochi paesi, con predominio di quelli dell’Asse, rappresentati da divi italiani come Alida Valli, Assia Noris e Fosco Giachetti.

Dopo la pausa bellica, nel 1946 il festival del Cinema di Venezia torna pian piano allo splendore. Il Palazzo del Cinema è ancora requisito dagli alleati, così le proiezioni si svolsero al cinema San Marco, cercando di recuperare quella dimensione di libertà e di internazionalità messa da parte negli anni della guerra.
Il neorealismo entra in scena con tutta la sua forza influenzando molte pellicole che hanno fatto la storia del cinema italiano: 

  • Paisà di Roberto Rossellini (1946);
  • Il sole sorge ancora  di Aldo Vergano(1946);
  • Caccia tragica di Giuseppe De Santis (1947) ;
  • Senza pietà di Alberto Lattuada (1948);
  • La terra trema di Luchino Visconti (1948).

Ma è con il 1947 che la Mostra torna al suo splendore e segnandone la definitiva ascesa con una partecipazione massiccia: ben 90.000 presenze. La rassegna si svolse nella splendida cornice del cortile di Palazzo Ducale. Fu ripristinata la giuria internazionale e i paesi sovietici ritornarono a partecipare. Fu proprio in questa edizione che Anna Magnani sancì la propria ascesa vincendo la Coppa Volpi come migliore attrice per L’Onorevole Angelina di Luigi Zampa.

Nel 1949 viene istituito il premio Leone di San Marco per il miglior film, vinto da Manon di Henri-Georges Clouzot.

Anni Cinquanta

Inizia la Golden Age per la Kermesse. Quella magia che si respira agli Oscar viene trasportata su quello che è diventato uno dei tappeti rossi più ambiti. Per la filiera cinematografica mondiale diventa una tappa attesissima. Non solo, il cinema giapponese fa il suo ingresso con numerosi film.

Tra i film del decennio ricordiamo: 

  • Stromboli di Rossellini (1950);
  • Francesco giullare di Dio di Rossellini (1950);
  • Europa ’51 di Rossellini (1952);
  • Saichaku ichidai onna (La vita di O Haru donna galante) di Kenji Mizoguchi (1952);
  • Ugetsu Monogatari (I racconti della luna pallida d’agosto) di Kenji Mizoguchi (1953); 
  • Sanshô dayû di Kenji Mizoguchi (1954);
  • Shichinin no samurai (I sette samurai) di Akira Kurosawa (1954);
  • Gli sbandati di Francesco Maselli (1955);
  • A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot), di Billy Wilder (1959);
  • La grande guerra di Mario Monicelli (1959);
  • Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini (1959).

Sempre nel 1957 il cinema indiano ottiene un Leone d’oro con Aparajito (L’invitto) di Satyajit Ray.

Il cinema italiano fa la sua storia del cinema con l’ascesa di due grandi registi: Federico Fellini e Michelangelo Antonioni.

Un’altra svolta importante si registra con un ulteriore salto di qualità: Venezia diventa una vetrina per i film e una vera e propria passerella, portando sull’ambito tappeto rosso tutto il glamour di Hollywood. Sfilano Marlon Brando, Brigitte Bardot ma anche divi italiani come Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano e Giulietta Masina.

Anni Sessanta

La rassegna diventa una vera rampa di lancio per il cinema. Registi come Pasolini, Bertolucci, Zurlini, Ferreri, Bellocchio, Montaldo, Brass trovano il loro posto nella filiera. A fare da padrone è ancora una volta il cinema italiano che accende i riflettori sui nuovi divi come Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni, Monica Vitti.

Se gli anni 50 avvolgono la settima arte in un alone quasi magico, dal 1968 in poi cambia tutto, anche il cinema. Di riflesso anche la Mostra subì forti influenze e contestazioni. Per tutto il decennio successivo la mostra non fu più competitiva.

Anni Settanta

Nonostante le difficoltà dell’epoca e le numerose contestazioni, in questo periodo non mancarono film di spessore:

  • The Devils (I diavoli) di Ken Russell (1971);
  • Arancia meccanica di Stanley Kubrik (1971);
  • Sunday Bloody Sunday (Domenica, maledetta domenica) di John Schlesinger (1971);
  • A Clockwork Orange (Arancia meccanica) di Stanley Kubrick (1972);
  • Novecento di Bernardo Bertolucci (1976).

Dal 1972 al 1978 la mostra non fu organizzata:

  • Dal 1974 al 1976  vi fu una sezione “cinema” nell’ambito della Biennale di Venezia.
  • Dal 1975 al 1978 vi furono due retrospettive nell’ambito della Biennale di Venezia.

Fu l’edizione del 1979 a segnare una svolta e ad avviare il rilancio della Mostra, che risorse come una fenice in tutto il suo splendore e prestigio. Tuttavia ancora una volta il Festival del Cinema di Venezia non era competitivo.

Anni Ottanta

Finalmente la kermesse torna ad essere competitiva. Tra i film di rilievo in questo decennio ricordiamo:

  • Zelig di Woody Allen (1983);
  • E la nave va di Federico Fellini (1983);
  • Blade Runner di Ridley Scott (1983);
  • C’era una volta in America di Sergio Leone (1984);
  • Greystoke – La leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie di Hugh Hudson (1984);
  • Heimat di Edgar Reitz (1985);
  • Camera con vista di James Ivory (1986);
  • Gli invisibili di Pasquale Squitieri (1988).

Sul finire degli anni ottanta -con precisione nel 1988- il programma della Mostra viene arricchito con le sezioni Orizzonti, Notte e con gli Eventi Speciali, tra i quali figura il film The Last Temptation of Christ di Martin Scorsese. È l’anno delle contestazioni, ma anche delle ascese. Pedro Almodovar fa il suo ingresso con il film A Fish Called Wanda (Un pesce di nome Wanda), a quest’opera si affianca Who Framed Roger Rabbit? (Chi ha incastrato Roger Rabbit?) di Zemeckis.

Il 1989 è altrettanto ricco. Il polacco Kieslowski con i suoi Dieci Comandamenti polarizza il Lido attirando l’interesse di stampa e pubblico. Protagonista di quell’edizione è anche Nanni Moretti con Palombella Rossa. Ma a destare interesse fu il terzo capitolo della saga di Indiana Jones (Indiana Jones and the Last Crusade) di Spielberg. 

Anni Novanta

Il festival vira nuovamente sotto la direzione del regista Gillo Pontecorvo (nominato Curatore nel 1992 e poi in carica come Direttore fino al 1996). Pontecorvo vuole trasformare la la Mostra del Cinema di Venezia nella capitale degli autori cinematografici, riportare “fisicamente” al Lido i grandi registi e divi del cinema come accadde negli anni Cinquanta.

Divi di tutto il mondo approdano al Lido di Venezia. Attori come Jack Nicholson, Harrison Ford, Bruce Willis, Kevin Costner, Mel Gibson, Nicole Kidman, Tom Hanks, Denzel Washington, e Leoni d’oro alla carriera come Dustin Hoffman, Al Pacino, Robert De Niro, Francis Ford Coppola invadono il tappeto rosso.

Pontecorvo fa un passo ulteriore e porta la musica al festival. Concerti rock organizzati nel piazzale antistante il Casinò e iniziative come “CinemAvvenire”, attirano studenti delle scuole superiori, autori di temi sul cinema e tanti curiosi.

Tra i film e gli autori lanciati nel periodo di Pontecorvo, vanno ricordati:

  • Quei bravi ragazzi (Goodfellas) di Martin Scorsese (1990);
  • Belli e dannati di Gus Van Sant (1991);
  • Il postino di Michael Radford (1994);
  • Nightmare Before Christmas, di Henry Selick (1994);
  • Forrest Gump di Robert Zemeckis (1994);
  • La bella vita di Paolo Virzì (1994);
  • Al di là delle nuvole di Michelangelo Antonioni (1995);
  • Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg (1998);
  • The Truman Show di Peter Weir (1998);
  • Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999);
  • Fight Club di David Fincher (1999).

La presentazione di Eyes Wide Shut (con la presenza al Lido della coppia protagonista Cruise-Kidman) fece molto scalpore, attirando l’attenzione del pubblico e dei giornalisti.

Anni Duemila

Con il nuovo direttore Alberto Barbera, la mostra si arricchisce ulteriormente. Viene creata nel 2001 una nuova  sezione competitiva: Cinema del Presente. Viene istituito un nuovo premio: Leone dell’Anno. Un riconoscimento teso a valorizzare film d’esordio, opere che si misurano con i generi e la produzione corrente, con intenti d’innovazione e di originalità creativa.

Film dal 2000

  • I cento passi di Marco Tullio Giordana (2000);
  • The Cell di Tarsem Singh (2000);
  • Being John Malkovich di Spike Jonze (2000);
  • Boys Don’t Cry di Christopher Nolan (2000);
  • The Others di Alejandro Amenabar (2001)
  • Frida di Julie Taymor (2002);
  • Buongiorno notte di Marco Bellocchio (2003);
  • The Dreamers di Bernardo Bertolucci (2003);
  • Prima ti sposo poi ti rovino di Joel Coen ed Ethan Coen (2003);
  • La leggenda degli uomini straordinari di Stephen Norrington (2003);
  • Mare dentro di Alejandro Amenábar (2004);
  • Neverland – Un sogno per la vita di Marc Forster (2004);
  • The Terminal di Steven Spielberg (2004);
  • Il mercante di Venezia di Michael Radford (2004);
  • Donnie Darko di Richard Kelly (2004);
  • Good Night, and Good Luck di George Clooney (2005);
  • I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee (2005);
  • La sposa cadavere di Tim Burton (2005);
  • Ogni cosa è illuminata di Liev Schreiber (2005);
  • Blade Runner: The Final Cut di Ridley Scott (2007);
  • Il papà di Giovanna di Pupi Avati (2008);
  • A Single Man di Tom Ford (2009);
  • Baarìa di Giuseppe Tornatore (2009);
  • The Informant! di Steven Soderbergh (2009).

Con l’avvento del digitale il mondo del cinema cambia e con esso anche il Festival del Cinema di Venezia. Viene introdotta la  sezione Cinema Digitale, dedicata alla diffusione delle tecnologie digitali.

Nel 2010, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, la 67° Mostra si apre con il film Black Swan (Il cigno nero) di Darren Aronofsky. Sempre nella giornata di apertura, a 10 anni di distanza dalla scomparsa di Vittorio Gassman, la Mostra gli rende omaggio con la proiezione di Vittorio racconta Gassman.

Dal 2011 al 2020

Dalla 69° edizione Barbera ritorna alla direzione portando con sé importanti novità. Nasce il progetto Biennale College – Cinema, laboratorio di alta formazione aperto ai giovani filmmaker di tutto il mondo per la produzione di film a basso costo, e la creazione del Venice Film Market, concentrato nei primi giorni e allestito in appositi spazi all’Hotel Excelsior.

Gravity, diretto da Alfonso Cuarón è il film d’apertura in 3D.

Nel 2014 la Sala Darsena è completamente rinnovata e inaugurata il 26 agosto, in occasione della pre-apertura della 71° edizione. Il film di apertura è Birdman diretto da Alejandro González Iñárritu.

La 72° edizione si apre con la proiezione di Everest di Baltasar Kormákur.

La 73° edizione presenta due importanti novità: il nuovo progetto di mercato Venice Production Bridge, dedicato alla presentazione e allo scambio di progetti inediti di film e work in progress per favorire il loro sviluppo e la loro realizzazione – e il potenziamento della sezione Cinema nel Giardino.

La digitalizzazione ha invaso la filiera e il Festival di Venezia cavalca l’onda con un nuovo spazio: il VR Theatre. Qui vengono presentate alcune scene di lungometraggi realizzati in Virtual Reality (Jesus VR – The Story of Christ) e una selezione di precedenti “VR film”.

Questa edizione si apre con il musical La La Land, di Damien Chazelle.

La 74° edizione vede come film di apertura Downsizing di Alexander Payne. La Venice Virtual Reality fa un ulteriore passo avanti istituendo un nuovo concorso dedicato alle opere in realtà virtuale. La sezione si tiene nell’isola del Lazzaretto Vecchio, dove vengono allestiti gli stand ups, le installazioni e il VR Theater.

La 75° edizione della Mostra viaggia a suon di ricordi. Viene pubblicato Happy 75°, un volume affidato allo storico del cinema Peter Cowie. Un viaggio ricco che inizia nel 1932. Altra pubblicazione presentata in questa edizione è il catalogo “Il Cinema in Mostra – Volti e Immagini dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 1932-2018” allestita nello storico Hotel des Bains del Lido. Il catalogo è una storia per immagini, una carrellata di manifesti, frame dei film in cartellone, fotografie d’epoca che immortalano star, pubblico e i luoghi iconici della Mostra.

La 76° edizione è stata oggetto di critiche a seguito della presentazione del docufilm di Chiara Ferragni, Unposted. Memorabile è stata la presentazione di Joker di Todd Phillips con Joaquin Phoenix. Si tratta del primo cinecomic ad essere presentato in concorso alla Mostra del cinema. Le problematiche legate al gender gap sono sempre più  evidenti e non mancano incontri e seminari. Tra questi va ricordato il primo Seminar on Gender Equality and Inclusivity and Film Industry organizzato dalla Biennale di Venezia in collaborazione con Eurimages, Mibac, Women In Film, Television & Media Italia e Dissenso Comune.

L’edizione 77, quella di quest’anno, forse è una di quelle che non dimenticheremo mai. A causa del Covid-19 l’evento è stato molto più ristretto. La folla di curiosi, appassionati e giornalisti provenienti da ogni angolo del mondo è stata ridotta all’essenziale. La sezione Sconfini non ha avuto luogo, mentre la sezione Venezia Classici si è tenuta a Bologna al festival Il Cinema Ritrovato dal 25 al 31 agosto 2020.

Film da non perdere

Premi

Fino al 1942, il massimo riconoscimento era la Coppa Mussolini attribuito al miglior film italiano e straniero.

Oggi, i riconoscimenti principali assegnati sono:

  • Leone d’Oro (miglior film), simboleggia la città di Venezia;
  • Leone d’Argento (Gran premio della giuria e Premio speciale per la regia);
  • Coppa Volpi (miglior attore e attrice), è in memoria del Conte Volpi.

Le nostre recensioni dal 2016 al 2020

Festival di Venezia 2016

Festival di Venezia 2017

Festival di Venezia 2018

Festival di Venezia 2019

Festival di Venezia 2020

I luoghi della  Mostra internazionale d’arte cinematografica

Palazzo del Cinema

  • Sala Grande;
  • Sala Darsena;
  • Sala Zorzi;
  • Sala Pasinetti.

Palazzo del Casinò

  • Sala Perla;
  • Sala Volpi;
  • Sala Casinò;
  • Sala Perla2;
  • Sala Conferenze Stampa.


Palabiennale

Sala Giardino

Aree Esterne

  • Piazzale del Cinema;
  • Area Giardino;
  • Terrazza Biennale.

Curiosità

  • Il primo film proiettato nella storia della Mostra, che appare sullo schermo alle 21.15 del 6 agosto 1932, è Dr. Jekyll and Mr. Hyde di Rouben Mamoulian;
  • Anche la Mostra di Venezia ebbe il suo periodo buio negli anni 40 per poi tornare alla ribalta nel 1947;
  • Nel 1932 al 1934, dal 1969 al 1972 e nel 1979 fu una rassegna non competitiva;
  • Dal 1973 al 1978 non fu nemmeno organizzata: si tenne solo una sezione ‘cinema’ all’interno della Biennale;
  • I premi ritornarono ad essere assegnati a partire dal 1980;
  • Il premio al miglior film prese il nome di Leone d’Oro nel 1954. In precedenza si chiamava Leone di San Marco e, nei primi anni del dopoguerra, Gran Premio Internazionale di Venezia;
  • Il Palazzo del Cinema è stata la sede principale fino al 1946 quando fu requisito dagli Alleati. Per due anni la Kermesse si svolse presso il Cinema San Marco, per poi spostarsi l’anno successivo a Palazzo Ducale. Solo nel 1949 la Mostra tornò al Palazzo del Cinema;
  • Una giovane ed esordiente Jennifer Lawrence fu premiata per il film The Burning Plan nel 2008. Ebbe la possibilità di presenziare al Festival e ritirare il premio Mastroianni grazie a un regalo dei genitori;
  • Accecati dalla luci e dal glamour pensiamo che tutto fili liscio. Non è proprio vero. immancabilmente ad ogni edizione tra i giurati ci sono dissidi. Quello storico avvenne tra il regista e attore nostrano Carlo Verdone e David Lynch nel 1994, a causa di forti contrasti proprio Verdone decise di abbandonare la sua posizione di giurato;
  • Nel 1933 Hedy Lamarr sconvolse la laguna e il mondo con la prima scena di nudo integrale nel film Estasi;
  • E se tra giurati sono immancabili i dissidi, anche tra attrici e prime donne non possono mancare guerre. Tra quelle rimasti negli annali abbiamo quella tra Sophia Loren e Brigitte Bardot. Quest’ultima nel 1958 abbandonò stizzita il Festival perché la sua rivale aveva vinto un premio per il film Orchidea Nera.

TFF: Torino Film Festival

Festa del Cinema di Roma

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