Raya e L’ultimo Drago: un’eroina moderna, forse troppo

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Disponibile gratuitamente a tutti gli abbonati Disney Plus, la storia di Raya è l’ultima invenzione Disney Pixar. La giovanissima guerriera ha una missione da compiere, quella di riunire il popolo di Kumandra, grazie ai poteri dell’ultimo drago. Di per sé la trama non è travolgente, lo confesso subito. Ma abbiamo altro di interessante sui cui soffermare la nostra attenzione.

Un nuovo modello di eroina

Raya è una principessa guerriera molto lontana da quelle a cui eravamo abituate. Molto vicina a Vaiana di Oceania (non a caso i produttori sono gli stessi) per il forte legame familiare e lo spirito avventuroso, e sicuramente sulla scia di Mulan, anche per i bellissimi lineamenti orientali, che ricordano quelli del sud est asiatico, la protagonista non ha nessuno scambio col sesso maschile, se non con suo padre.

Come Vaiana la ritroviamo inserita principalmente nella dimensione amicale. Non c’è niente di male ovviamente a non rendere più la storia d’amore il centro dello sviluppo narrativo ma, da romantica, devo ammettere che mi manca un po’ il sogno che regalavano certe fiabe oggi ritenute fuori moda.

La Disney Pixar ricalca la realtà e offre modelli più moderni: scelta giusta e sicuramente in target con le bambine e le ragazzine di oggi. Tuttavia, accantonare totalmente la sfera sentimentale forse riecheggia troppo alcuni femminismi estremi, come anche alcune battute inserite nel film. Ad un certo punto, infatti, Raya afferma:

Ricordatemi di non fare figli

Raya e L’Ultimo Drago

Battuta legittima, sicuramente al passo con i tempi e molto ironica, ma forse un po’ decontestualizzata dalla missione di salvare il mondo, no? Insomma, ho come avuto l’impressione, vedendo Raya e l’Ultimo Drago, che nel proporre un modello femminile più moderno, a volte si sia calcata un po’ troppo la mano per assecondare qualche tendenza del momento. E forse sto osando troppo, ma non vi nego che quando Raya si avvicina alla piccola Namaari per stringere amicizia, tra loro ci sono degli sguardi imbarazzati che sembra vadano un po’ oltre la conoscenza amicale. Sarà stata solo una mia impressione? Possibile, ma comunque la sensazione c’è stata, e non credo sia casuale.

Molto film, poco Disney

In Raya e L’Ultimo Drago non ci sono canzoni, anche questa è una bella novità: i film di animazione Disney Pixar si avvicinano sempre di più a veri e propri film. Già dal trailer Raya aveva dato questo sentore, ricordandomi addirittura quello di Resident Evil o di Underworld. Raya è dal principio una vera e propria guerriera: gravita intorno a lei una solennità epica che viene scardinata solo dalla bizzarra banda dei compagni di viaggio.

Nonostante alcune innovazioni, resta un tocco immancabilmente Disney: quello del messaggio. In questo caso la risoluzione di tutti i mali si basa sulla fiducia negli altri. Un sentimento che sicuramente non proviamo spesso, soprattutto in questo periodo storico, dove la sicurezza equivale alla distanza. A maggior ragione, questa storia apre decisamente le porte del sentimentalismo, andando a far vibrare corde un po’ arrugginite.

Alessia Pizzi

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