Un secolo Disney: bye bye principe azzurro!

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S’intitola “Un secolo Disney – Gender, Femminismo ed etnia tra cinema e animazione” ed esce per i tipi di AG Book Publishing l’interessante monografia di Maria Saccà che ha destato il mio interesse.

Quante volte abbiamo sentito qualche amica affermare che “è tutta colpa della Disney” se ha degli ideali romantici irrealizzabili? Non è totalmente sbagliato come ragionamento, se pensiamo che le arti sono le estrinsecazioni della realtà da cui scaturiscono e, a loro volta, influenzano le realtà a cui parlano.

Quindi cartoni come Biancaneve, uscito nel 1937, lanciano ancora un messaggio nel 2020, perché lo status di “classico” li rendono praticamente immortali. Ma Biancaneve è molto diversa Aurora, che a sua volta è diversa da Ariel. Ma soprattutto, tutte queste “principesse” sono molto diverse dalle protagoniste Disney del presente, basti pensare a Elsa di Frozen e a Vaiana di Oceania.

Principesse Disney Moderne: i nuovi canoni dell’emancipazione

Le principesse Disney, nel corso degli anni, hanno dovuto stare al passo coi tempi per soddisfare il piccolo pubblico. I modelli delle mie nipotine sono ragazze che salpano verso l’orizzonte senza alcun bisogno di un uomo che le salvi o semplicemente di un uomo da amare. Sono donne che mandano a farsi benedire i luoghi comuni, il modello di “perfezione” inculcato dalla società e dalla famiglia per emanciparsi e mostrare il proprio potere, come Elsa.

I modelli delle generazioni precedenti, come la mia, erano differenti: erano fanciulle in difficoltà che il bacio del vero amore avrebbe “sistemato” definitivamente; erano principesse capricciose che rinnegavano la propria famiglia (marina) pur di inseguire l’uomo dei propri sogni. E per carità, non c’è nulla di sbagliato in tutto questo, cioè nel credere nelle sfumature più morbide del nostro sentimentalismo, ma le mie coetanee sanno di cosa parlo: noi abbiamo dovuto fare i conti con questi stereotipi e molte volte siamo rimaste deluse.

Alcune di noi sono ancora alla ricerca di “quel” principe azzurro, convinte che risolverà tutti i loro problemi, e puntualmente hanno l’amaro in bocca.

Perché semplicemente, i principi azzurri non esistono. Esistono persone da amare, difettose come noi. E ciascuno dovrebbe essere autosufficiente senza ambire al “vissero per sempre felici e contenti”, che forse poi è anche un po’ sopravvalutato.

Se vi interessa saperne di più sull’evoluzione delle Principesse Disney, dai modelli fisici ai gender studies, questo è il saggio che fa per voi. Un libro illuminante, come spesso accade con tutti gli approfondimenti di genere, finalmente approdati anche in Italia dopo moltissimi anni di carestia.

Ad maiora.

Per il catalogo Disney Plus, se non ne avete ancora abbastanza…

Alessia Pizzi

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