Ancora una volta Pablo Escobar: ecco la versione romantica di Virginia Vallejo

virginia vallejo

Il film su Pablo Escobar diretto da Fernado Leon de Aranoa uscirà in Italia il 19 aprile, dopo la serie tv di successo firmata Netflix Narcos e il film del 2014 Escobar.

Ma in Escobar.Il fascino del male il vero protagonista dopotutto non è il noto criminale colombiano. La pellicola si basa sul best-seller di Virginia Vallejo, la giornalista che inaspettatamente fu l’amante di Escobar.

Nel suo libro “Loving Pablo, Hating Escobar” la Vallejo racconta l’amore burrascoso tra i due, e non solo.

Si va a ritroso, partendo dagli ultimi eventi che vedono Virginia come testimone per uno dei processi più importanti per la Colombia.

Ma chi è Virginia Vallejo? Cosa ha visto e vissuto tanto da scrivere un libro oramai divenuto best-seller da cui è tratto il nuovo film su Escobar?

Virginia è un volto noto della tv colombiana, non solo per la sua bravura ma anche per la bellezza che la caratterizza. Circondata sempre da tanti uomini, all’età di 33 anni incontra l’allora signore della droga colombiano Pablo Escobar, e se ne innamora. Il fascino seducente di cui Virginia si innamora da una parte la rende una silenziosa spettatrice delle atrocità commesse dal compagno. Dall’altra una fedele confidente per la carriera politica di quel periodo.

Siamo negli anni ’80 ed i rapporti tra Stati Uniti, Colombia e cartelli della cocaina si inaspriscono sempre di più. Il processo nel quale Virginia dovrà testimoniare nel 2009 si riferisce all’omicidio avvenuto 20 anni prima di un giornalista nonché due volte presidente della Colombia, da sempre oppositore dei cartelli della droga.

Nonostante tutto Virginia rimane a fianco del narcotrafficante, attratta incondizionatamente dal carisma ma anche dallo stile di vita, come lei stessa racconta.

La relazione tra i due ha come sfondo sì gli innumerevoli crimini di Escobar, ma allo stesso tempo si trascina fino ai primi anni novanta tra hotel di lusso, champagne, fiori e gioielli.

Ma solo cercando di stroncare la loro storia, che Virginia conosce realmente la persona con cui ha condiviso il letto. Come lei stessa racconta nel libro, Escobar non fece nulla per nascondere la sua indole:

«Sono un sadico depravato mille volte peggiore di quelli dei film dell’orrore, non te l’hanno detto, tesoro?» Mi sussurra all’orecchio. Io lo accarezzo e gli dico che siamo una coppia perfetta, perché io sono masochista. Lui mi bacia e mi dice: «L’ho sempre saputo».

Ed è proprio quel masochismo di cui parla a renderle difficile il distacco, ma ancor più i soldi che Escobar le leva del tutto affinché non scappi via. Tanto da rimanere insieme fino alla morte di lui, avvenuta il 2 dicembre 1993.

La figura di Virginia rimane tutt’oggi molto enigmatica, sia che venga sviluppata nei film su Escobar sia che si legga il suo libro.

Le parole che utilizza per raccontare la sua storia d’amore, come farà con gli agenti della DEA per collaborare, sono rivolte al presente ma con il cuore forse ancora nel passato. La determinatezza della donna vive ancora nelle pagine del libro, dove a testa alta racconta la “storia pazzesca” che Escobar le ha donato in eredità.

Alternando toni ironici ad alcuni più inquieti la Vallejo non solo ripercorre la sua relazione che potremmo semplicemente definire “odi et amo” con Escobar, ma delinea con estrema lucidità un terribile quadro di crimini ed eventi politici perpetrati dinanzi la sua corte. Quella corte voluta e creata dal signore della droga che fece di una giornalista la sua regina.

Irene Mancuso

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