Lucrezia Borgia: un viaggio nell’Italia del Rinascimento

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Lucrezia Borgia di Maria Bellonci, romanzo edito nel 1939, ci racconta la vita di una delle donne più chiacchierate della Storia.

Con Lucrezia Borgia, Maria Bellonci realizza un romanzo, improntato all’insegna dell’accuratezza storica. Non c’è spazio per il dialogo o per la divagazione. Tutto è dettagliatamente raccontato dalla voce narrante con la perizia e l’attaccamento alla fonte propria della ricerca storica.

Alla luce di questa prima considerazione si evince subito l’importanza che assume il contesto storico sul piano della narrazione. Lucrezia è figlia del suo tempo e, in special modo, della propria famiglia, i Borgia famiglia che ha segnato a fuoco quell’epoca a cavallo tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

Cesare e Lucrezia Borgia: due fratelli al servizio di un papa

A riprova dell’importanza del contesto storico nel quale vive la giovane duchessa, funge la presenza di un altro grande protagonista del romanzo, il Valentino.

In Lucrezia Borgia, infatti, Maria Bellonci analizza minuziosamente l’ascesa e la fine rovinosa di Cesare Borgia. Figlio prediletto di papa Alessandro VI, Cesare si distingue per la sua sete di potere. Cardinale prima e Duca poi, il Valentino (così viene chiamato), mette a soqquadro l’Italia, creando un certo squilibrio all’inizio del XVI secolo.

Parallelamente, Lucrezia, figlia e sorella amatissima, si inserisce all’interno di questa dinamica nepotista, mediante lo strumento del matrimonio. Ricorrendo a lettere e a fonti d’archivio, Maria Bellonci racconta le varie tappe matrimoniali della giovane donna, senza cedere al gusto del pettegolezzo e alla facile calunnia.

Lucrezia Borgia e i suoi figli: un mito da sfatare

Dal suo terzo e ultimo marito, Alfonso d’Este, Lucrezia ebbe ben sette figli. Su questo una curiosità. Lo sapevate che Lucrezia fu la madre del cardinale Ippolito d’Este II, il famoso creatore dell’omonima Villa di Tivoli?

La Bellonci, tuttavia, non manca di dilungarsi sulle gravidanze precedenti. Sono queste, infatti quelle che dettero più scandalo e che più contribuirono a creare nel corso del tempo un’immagine non veritiera di Lucrezia Borgia.

L’autrice sfata il mito di un figlio nato da un rapporto incestuoso. Ricostruisce la vicenda e spiega anche come tale leggenda si sia prodotta,. Sempre con i documenti alla mano, s’intende.

Maria Bellonci non tralascia nemmeno la presenza di un altro bambino, il duca di Bisceglie, nato dal secondo matrimonio di Lucrezia Borgia con Alfonso di Bisceglie, marito ucciso dal fratello di lei.

Maria Bellonci allontana Lucrezia Borgia dall’Opera lirica

Victor Hugo prima e Gaetano Donizetti poi ci hanno abituato all’immagine di una Lucrezia Borgia avvelenatrice. Fomentando una leggenda sulla famiglia più sanguinaria della storia della Chiesa, l’immagine di Lucrezia risulta spietata esattamente così come lo è quella di suo fratello Cesare.

La ricostruzione che ce ne dà l’autrice è invece molto lontana da tutto questo. Difficile è prendere una posizione, tanto è oggettivo e distante il punto di vista del narratore. Attento, scrupoloso e scientifico, ci consegna la vita di questa donna nella sua complessità.

Lontano dalle chiacchiere, lontano dai pregiudizi, anche a noi non resta che prenderne atto, senza cedere alla lusinga della chiacchiera.

Serena Vissani

Altra curiosità: lo sapete che nella storia sono state tante le donne chiacchierate? Vi lasciamo il link ad un altro esempio del Cinquecento:

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