Tales of the Walking Dead, episodi 1 e 2: una delusione apocalittica

In attesa del gran finale di The Walking Dead, la cui terza e ultima parte andrà in onda su Disney+ a Ottobre 2022, non potevo sottrarmi dalla visione dell’ultimo spin off di quello che ormai è a tutti gli effetti un franchise: Tales of the Walking Dead.

Iniziata ufficialmente il 14 agosto 2022, la serie per ora non è distribuita sulle piattaforme streaming italiane.

La prima serie antologica di The Walking Dead

Dopo Fear the Walking Dead e The Walking Dead: World Beyond, Tales of the Walking Dead tenta l’intentato: una serie antologica. Sei episodi sconnessi tra loro che mettono al centro uno o più personaggi dopo lo scoppio dell’apocalisse zombie. Oltre ai perfetti sconosciuti, potrebbero apparire anche personaggi già noti, come ad esempio Alpha (la capa dei sussuratori in The Walking Dead) che si vede nel trailer.

I titoli degli episodi si basano sui nomi dei personaggi (fino ad ora in coppia), spia della concentrazione psicologica e dell’approccio monografico che contraddistingue questa serie. Lo scopo finale credo sia quello di apprendere qualche lezione di vita più o meno banale osservando lo scorrere delle varie storie.

Le novelle nel mondo degli zombie

Mentre l’apocalisse fa da cornice alle vicende dei personaggi, eccoci catapultati in una sorta di Decameron dell’orrore, nelle Canterbury Tales del Ventunesimo secolo. Mentirei, però, se dovessi scrivere che questa serie è stimolante come un racconto di Chaucer. I primi due episodi presentano subito uno stile molto diverso da quello che abbiamo visto in precedenza nel mondo di The Walking Dead. Persino le musiche e le grafiche sono più scanzonate: a fianco dell’indagine psicologica appare fino ad ora una certa leggerezza nella narrazione. Devo ammettere che un approccio alla Romero in stile Creepshow non mi sarebbe dispiaciuto affatto, ma in quel caso erano le storie di Stephen King ad essere raccontate dal buon vecchio zio Tibia, quindi i lettori intuiranno facilmente dove sta il problema in Tales of the Walking Dead, ovvero nella scrittura stessa delle puntate. Come è capitato anche nelle serie precedenti, gli zombie restano un mero contorno, mentre la lente di ingrandimento si sposta sul dramma umano.

Primo episodio: Elvie, Joe (14 agosto)

Nell’episodio di apertura, Elvie è un uomo chiuso in un bunker sotto terra col suo cane mentre i morti viventi abitano la terra. Uno sfortunato evento lo condurrà a lasciare il bunker per raggiungere una donna e non stare più solo. Durante il cammino Elvie incontrerà Jo, una donna altrettanto sola: i due inizieranno a viaggiare insieme fino a che la storia non prenderà una piega da giallo, ma sempre con un approccio molto ironico.

Secondo episodio: Blair, Gina (21 agosto)

Nel secondo episodio lo spettatore viene addirittura catapultato in un loop: Blair e Gina (rispettivamente Capo e Dipendente) potranno andare avanti con le loro vite (e il pubblico col finale dell’episodio) solo quando inizieranno a collaborare, naturalmente sempre nel contesto dell’apocalisse zombie. A differenza di quel simpatico episodio di Buffy (Life Serial 6×05), in cui la cacciatrice era costretta a vendere una mano di mummia all’infinito poiché sotto incantesimo, in questo episodio di Tales of the Walking Dead non c’è alcuna spiegazione al loop continuo.

Tra ondate di noia e un pizzico di amarezza, si attende l’uscita dei prossimi episodi per chiudere il cerchio senza troppe aspettative. All’orizzonte ci sono già un altro paio di spin off (Daryl; Maggie e Negan) e il grande ritorno di Rick in una fantomatica trilogia. Per ora le “Tales” sembrano abbastanza trascurabili.

Le date di uscita dei prossimi episodi e le recensioni

NumeroTitoloData di uscita
3Dee (Recensione)28 agosto 2022
4Amy; Dr. Everett (Recensione)4 settembre 2022
5Davon (Recensione)11 settembre 2022
6La Doña18 settembre 2022

Alessia Pizzi

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Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista Pubblicista, Consulente di Digital Marketing, ma soprattutto fondatrice di CulturaMente: sito nato per passione condivisa con una squadra meravigliosa che cresce (e mi fa crescere) ogni giorno!

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