“Miss Marx”: l’amore, i diritti delle donne e il socialismo

Miss Marx film recensione

“Miss Marx”, presentato alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia 2020, è un film biografico su Eleonor Marx, la figlia più piccola di un gigante della storia come Karl Marx.

Eleonor Marx, detta Tussy (Romola Garai), è brillante, colta, libera e appassionata. Studia, scrive, traduce ed è un’attivista politica all’interno del partito socialista e nei sindacati.

Tra i primi attivisti a mettere in connessione il femminismo e il socialismo, partecipa alle lotte operaie, combatte per i diritti delle donne e contro il lavoro minorile.

Il film comincia nel 1883 con la morte di Karl Marx e – flashback a parte – ci racconta la vita di Eleonor da giovane adulta, a partire dal lutto e dall’incontro con il suo compagno di vita, Edward Aveling (Patrick Kennedy). 

Scritto e diretto da Susanna Nicchiarelli, “Miss Marx” ha un “sottotitolo” che ne rispecchia perfettamente la trama: “il futuro è dalla nostra parte”. La Eleonor Marx qui raccontata, in effetti, credeva molto nel futuro. Svolge la sua vita politica, tra la scrittura, gli studi sugli scritti del padre, l’attivismo nel partito socialista e nei sindacati, convinta che le condizioni dei lavoratori sarebbero migliorate sempre di più e che si poteva lottare, con successo, per realizzare una società più giusta.

Il film ci fa scoprire molti aspetti della vita della figlia minore di Marx, come il lavoro di traduttrice di opere importantissime per la narrazione delle donne, come “Madame Bovary” e “Casa di bambola”, anch’essa un’attività politica e femminista.

Si descrive a tratti la sua infanzia felice e il rapporto di grande amore con l’adorato padre. È tenerissima la scena familiare finale, con un flashback, con le sorelle, i genitori, Engels, la governante/amante di Karl. Si capisce molto anche della biografia di Karl Marx. Vi spiccano l’amicizia profonda con il sodale Friedrich Engels, il poliamore con la moglie e l’amante (che si tollerano a vicenda o forse addirittura si alleano), l’educazione politica delle figlie coinvolte anche nella Comune di Parigi. 

Quello di Susanna Nicchiarelli vuol essere un film storico, ma senza retorica e intenti celebrativi.

L’autrice – come è giusto chiamarla visto che il film lo ha diretto, ma anche scritto – è riuscita a raccontare anche le debolezze di Eleonor Marx, con le sue delusioni personali e i rapporti affettivi con il padre, con Engels, con le sorelle e il nipote, con quello che scoprirà tardivamente essere suo fratello, ma soprattutto con il suo compagno. 

Così facendo si mostra anche la complessità del rapporto tra teoria e prassi, tra le bellissime idee di Eleonar Marx e la loro realizzazione concreta nella vita personale, oltre che nell’attivismo politico.

Uno dei pregi di “Miss Marx” è il modo in cui mette in scena il pensiero di Eleonor Marx. Ci sono scene in cui lei parla in pubblico ed esprime, quindi, dei concetti politici. In altre, la si vede scrivere i suoi pamphlet oppure svolgere attività pratiche. Qui la voce in sovrimpressione dell’attrice ci “legge” gli scritti teorici della protagonista. 

Anche così si mettono in luce le contraddizioni tra teoria e scelte di vita. Eleonor è una rivoluzionaria senza dubbio; ma resta con un uomo che non la rispetta completamente e la fa soffrire. La violenza psicologica è sottesa e non potrà non lasciare ferite.

Eleonor Marx usa il pensiero del padre sulla storia e il conflitto di classe per parlare della condizione femminile. Evidenzia la relazione tra i difetti del capitalismo e la subalternità non solo dei lavoratori, ma anche delle donne. Va oltre il femminismo borghese dell’epoca, molto concentrato sulla lotta per il voto alle donne (giustamente, direi, visto che i diritti politici sono inevitabilmente una conquista necessaria e preliminare ai diritti civili e sociali). 

Il motto di Miss Marx è “sempre avanti”, perché lei è una donna che guarda al futuro convinta che la società può solo migliorare.

Ciò benché le idee non si concretizzino sempre nella realtà in modo adeguato. Il film ce la propone come una donna dinamica, che scrive, studia, visita le fabbriche, si muove sempre con una grossa borsa e una macchina da scrivere portatile, torna a casa la sera tardi.

Sono ottimi sia i dialoghi, sia le interpretazioni degli attori. La protagonista Romola Garai, attrice non nuova alle interpretazioni in film che si potrebbero definire politici o femministi (“Suffragette”), è una scelta davvero azzeccata.

La colonna sonora contribuisce a rendere “Miss Marx” un film esaltante e attuale. Si è scelto, infatti,  di intervallare la musica classica a quella rock, in un film in costume. Non è una novità nel panorama cinematografico degli ultimi anni (si pensi a “Marie Antoniette” di Sofia Coppola). Ma qui acquisisce un significato ulteriore, oltre a quello dell’originalità.

Si guarda, infatti, un film ambientato nella seconda metà dell’Ottocento, ma la storia di questa donna ci appare contemporanea, universale nel tempo. Immedesimarsi in Eleonor Marx diventa, quindi, più facile del previsto, grazie alla musica dei Downton Boys o dei Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo

Susanna Nicchiarelli va molto fiera del rapporto che ha creato, nella pellicola, tra immagini e musica. 

Per i costumi e le scenografie ha dichiarato di essersi ispirata ai quadri dell’epoca, quindi dei Preraffaelliti e degli Impressionisti, che considera anch’essi dei rivoluzionari. Le scene, alla fine, risultano molto curate sul piano estetico e il coinvolgimento emotivo dello spettatore ne guadagna soltanto.

Stefania Fiducia

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