Venezia 2017: Nico 1988, oltre l’icona c’è la donna

nico 1988

Come è possibile portare al cinema la complessità di Nico? Come è possibile, soprattutto, rivivere gli ultimi anni prima della tragica morte e racchiuderne l’essenza.

La risposta ce l’ha eccome, la nostra ormai non più solo promettente Susanna Nicchiarelli. La risposta, la più semplice, è quella di spogliare il cuore di ogni orpello, di ogni sovrastruttura, e tornare alla radice di ciò che ci rende cosa siamo, ciò che rende unico ognuno di noi. Susana Nicchiarelli, come nei suoi due precedenti film, riconduce tutto all’infanzia, e la nostra cinematografica Nico adesso è ancora quella bambina che sente e vede le bombe davanti ai suoi occhi

Nico è la musa di Andy Warhol? Nico è la forza dei Velvet Underground? E Nico è la travolgente cantante solista che ha cambiato il rock? Oppure Nico è la donna e madre che ha dolori e sofferenze come tutti? Forse negli anni prima di morire Nico era tutte queste cose, ci dice il film, e al tempo stesso nessuna di esse. Con alle spalle la fama, con alle spalle la bellezza esteriore, Nico era pura energia, un concentrato di fuoco umano che, come tutti i fuochi prorompenti, bruciano troppo in fretta e sono destinati a spegnersi all’improvviso.

Ma il fumo del fuoco che Nico ha lasciato non si cancella facilmente.

L’indagine che la Nicchiarelli fa del suo personaggio, tutta interiore, tutta psicologica, ci riporta alla donna che vive la vita in tutte le sue sfumature. Con la struttura quasi episodica della sceneggiatura, il film evoca l’energia umana e gli affetti familiari che sono la testata d’angolo per andare avanti ogni giorno.

Indubbiamente il successo del film Nico 1988 è possibile anche e soprattutto per la sua protagonista. L’attrice Tryne Dyrholm è un uragano, una forza della natura che prende il film per lo stomaco e non lo molla dal primo all’ultimo secondo. La sua presenza scenica, il suo carisma così fortemente empatico, l’abilità non da poco di trasmettere emozioni “imitando” la voce di una cantante leggendaria, rendono l’interpretazione una tempesta perfetta di emozioni. Un talento purissimo che non nega i lati oscuri e antipatici, anzi li mette tutti in primo piano, per ricostruire ruga dopo ruga, urlo dopo urlo, la personalità della donna oltre l’icona.

Probabilmente molti hanno dimenticato ciò che Nico ha lasciato durante la sua breve ma straripante vita. Speriamo che almeno questo film, come merita, possa essere visto e ricordato.

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Emanuele D’Aniello

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