Le ali della libertà: un capolavoro intramontabile da non perdere

Le ali della Libertà. Tim Robbins

Titolo Originale: The Shawshank Redemption
Regia:
Frank Darabont
Cast: Tim Robbins, Morgan Freeman, James Withmore, Bob Gunton
Genere: drammatico
Nazionalità:
USA
Anno:
1994

«La paura può tenerti prigioniero, la speranza può renderti libero.»

Un vero e proprio colossal. Immenso, profondo, delicato e allo stesso tempo drammatico. 

Le ali della libertà” (The Shawshank Redemption) è un film del 1994 scritto e diretto da Frank Darabont. Il film è tratto dal racconto di Stephen KingRita Hayworth e la redenzione di Shawshank“, pubblicato nella raccolta Stagioni diverse.

La pellicola è stata considerata fin da subito un vero e proprio capolavoro, soprattutto grazie al cast di fuoriclasse di cui è costituito. Un film forte, a tratti ingiusto, e motivante. La potenzialità della pellicola non è passata inosservata. Non sorprende, dunque, che la rivista Empire lo abbia collocato al 4° posto nella lista dei 500 migliori film della storia. Non solo, è stato inserito al 72° posto nella classifica dei 100 migliori film statunitensi di sempre dall’American Film Institute, e sul sito IMDB è 1° tra i 250 migliori film di tutti i tempi. Insomma, almeno una volta nella vita avete il dovere morale di guardare questa pellicola.

Una produzione ben studiata è stato l’ingrediente segreto che ha reso e rende ancora oggi, a distanza di ventisei anni, questo film uno dei migliori dell’industria cinematografica hollywoodiana.

Il mix perfetto tra scene ben strutturate e dialoghi profondi e fluidi hanno contribuito a dare spessore ad una storia già di per sè valida. Un connubio che segnerà lo spettatore, forse in maniera indelebile. La ragione risiede nella grandezza che questa pellicola racchiude. Di colossal ce ne sono vari, ma questo ha un quid pluris: ha la capacità di lasciare un’impronta nel cuore di chi lo guarda. Diventando un manifesto in termini di  giustizia,  libertà e speranza. Per questo, forse, considero la pellicola non adatta a tutti.

Le ali della libertà: un film che va visto fino alla fine.

Nulla è lasciato al caso, ogni personaggio ha il giusto spazio e trova voce. Eppure, spicca tra tutti come una punta di diamante l’interpretazione magistrale di Morgan Freeman. L’attore sfodera con maestria le sue capacità attoriali decisamente fuori dal comune. Un attore dotato di  una versatilità spaventosa: alterna con sapienza momenti leggeri ad altri di profonda saggezza senza stancare mai lo spettatore. 

Morgan Freeman in Le ali della libertà

Un film in grado di toccare le corde più profonde dell’anima. Un vero e proprio memorandum sulla speranza.

“La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai.”

La trama ruota intorno alla vita di Andy, un ex banchiere condannato a due ergastoli per un omicidio mai commesso. Nel decorso della storia assistiamo a momenti forti, dove la rassegnazione non prevale. Anzi, il protagonista spera contro ogni speranza in quella libertà che tanto sembra impossibile.

Per questa ragione “Le ali della libertà” rappresenta un inno alla vita, ma anche uno specchio su una verità non sempre piacevole. Insomma una pellicola che lascia profondi spunti di riflessione.  

Le ali della libertà. Tim Robbins e Morgan Freeman

Interessante è l’approcio duale alla libertà. Da un lato abbiamo il protagonista, interpretato da Tim Robbins, il quale esprime – in termini attoriali – il pensiero di Seneca. La sua libertà va oltre l’apparenza perché poggia su radici ben profonde. Radicata nell’anima, il suo stato di uomo libero gli consentirà di sopravvivere a quell’inferno di prigione. E per questo che il suo Andy Drufesne incarna alla perfezione un cultore di buoni sentimenti che gli consentiranno di ottenere l’agognata libertà.

Al termine del film si percepisce come lo status di uomo libero è una conseguenza di un passaggio fondamentale: da uomo a uomo migliore. Percezione non presente negli altri prigionieri, ormai istituzionalizzati.

Una condizione abitudinaria che fa percepire loro la vita all’interno del carcere decisamente migliore rispetto a quella da uomo libero. Non sanno più vivere al di fuori. Sembra quasi essere un peso insostenibile. E mentre Andy non si fa governare dalla rassegnazione, gli altri sono ormai alla sua mercé.

Un valido esempio è stata la reazione del bibliotecario, il quale, ormai in libertà vigilata, sentendosi disadattato all’interno della società che lo vede come reietto, decide di farla finita impiccandosi.

Un film denucia sulla situazione delle carceri in America e nel mondo

Ad un occhio attento non sfugge, inoltre, la tacita denuncia del regista sul sistema carcerario americano. Il film si svolge per tutta la sua durata, salvo la scena finale, all’interno di una prigione nella quale i suoi detenuti sono spesso maltrattati, oggetto di violenza, tra i detenuti stessi ma anche e soprattutto ad opera di coloro che in realtà dovrebbero far rispettare la legge. Un aspetto questo che richiama le condizioni reali delle carceri di tutto il mondo. In Italia possiamo ricordare il caso Stefano Cucchi.

Le carceri non sono sempre state tali. Ad esempio nel Medioevo vi erano le ordalie. Crudeli torture a cui il malcapitato veniva sottoposto. Poi vennero abbandonate e pian piano si intraprese la strada verso l’attuale sistema. Ad ogni modo non voglio fare una disamina sull’evoluzione del sistema carcerario, ma questo serve ad avvalorare la denuncia del regista in quanto, soprattutto in America, in realtà le carceri non sono realmente rieducative ma sono covi dove i detenuti vengono torturati sebbene non nel senso che si dava all’ordalia. Alla luce di tutto questo, non sorprende che ogni anno un numero importante di detenuti muoiono nelle carceri.  

Il film, proprio perché considerato un vero e proprio capolavoro, non perde punti nonostante il finale scontato. Quel finale non poteva essere realizzato in maniera diversa e rappresenta il giusto riscatto, la giustizia intesa in termini cinematografici.

“Le ali della libertà” è un film degli anni ’90, il decennio per eccellenza in termini cinematografici. Un periodo che ha rappresentato, per Hollywood, una vera e propria miniera d’oro, sfornando un capolavoro dopo l’altro. 

Qualche curiosità sul film

  1. Il film è dedicato “alla memoria di Alan Greene”, agente letterario nonché stretto amico del regista e sceneggiatore Frank Darabont;
  2. Il figlio di Morgan Freeman compare in un cameo.
    Le ali della libertà
    Nella foto scattata a Red quando entrò nel carcere vediamo il figlio di Morgan Freeman, Alfonso;
  3. King non ha mai incassato i soldi per il film. A quanto pare lo scrittore non ha mai speso i 5000 dollari per la cessione dei diritti di sfruttamento economico a seguito della cessione dei diritti cinematografici sull’opera. Pare che abbia incornicito l’assegno affermando che un giorno, quei soldi, sarebbero serviti a Darabont;
  4. Red è in realtà un bianco irlandese. Come spesso accade nelle trasposizioni cinematografiche, Red nel film ha i tratti afroamericani. Tuttavia, nel romanzo è un irlandese;
  5. Le guardie non tutti erano attori. Pare che molte delle guardie presenti nella pellicola erano nella vita davvero delle guardie carcerarie;
  6. La scena in cui Red lancia una palla da baseball è stata ripetuta per 9 ore da Freeman. “Povero Morgan”, ha detto Darabont, “Il giorno dopo aveva il ghiaccio sul braccio”;
  7. Metodo Stanislavskij. Sembra che il protagonista, per poter interpretare Andy in “Le ali della libertà” abbia adottato questo metodo mettendosi davvero in isolamento per capire come si sarebbe sentito il protagonista e rendere cosi tutto più reale;
  8. L’ultima scena è stata aggiunta solo successivamente. Il film terminava con Red sull’autobus alla ricerca di Andy. Tuttavia il finale poteva non piacere e cosi è stato ben pensato di vedere i due amici di nuovo insieme. Freeman ha detto: “Il film è completo come una storia d’amore.

Tre motivi per vederlo:

  1. Per l’interpretazione magistrale di Morgan Freeman;
  2. È al 4° posto tra i 500 migliori film di sempre;
  3. Sicuramente da vedere se siete alla ricerca di un film motivante.

Quando vederlo:

Le ali della libertà” è un film lungo, quindi bisogna vederlo quando si ha del tempo e si è predisposti ad affrontare una pellicola impegnativa. 

Angela Patalano

Le immagini contenute in questa recensione sono riprodotte in osservanza dell’articolo 70, comma 1, Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Si tratta, infatti, di «riassunto, […] citazione o […] riproduzione di brani o di parti di opera […]» utilizzati «per uso di critica o di discussione», nonché per mere finalità illustrative e per fini non commerciali. La presenza in CulturaMente non costituisce «concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera».

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui