Pulp fiction: una strategia di marketing

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film di Tarantino

Pulp Fiction è uno dei film di Tarantino più conosciuti, più premiati, più riusciti.

Pulp Fiction è diventato un cult nella storia del cinema mondiale, ma qual è stata la strategia utilizzata per la promozione del film di Tarantino?

Oggi siamo tutti abituati al branded content (nessuno si scompone quando vede l’inserimento di prodotti Tezenis in Amici di Maria De Filippi, né quando compare il logo di Banca Intesa in una puntata di X Factor) e alle strategie di marketing in generale.

Cosa succedeva nel lontano 1994?

Partiamo dalla trama del film. In Pulp fiction quattro storie di violenza si intersecano in una struttura che non rispetta un ordine cronologico: due criminali organizzano una rapina in una tavola calda; due sicari recuperano una valigetta, ripuliscono la loro auto del sangue di un ragazzo ucciso per sbaglio, e vanno a mangiare proprio nella tavola calda della rapina; uno dei due sicari deve portare a ballare la moglie del capo che va in overdose da eroina; infine, il pugile Butch contravvenendo ai patti, vince un incontro che doveva perdere e scappa con i soldi.

Si tratta evidentemente di una pellicola dai contenuti violenti.

Tuttavia, in alcuni tratti, il film si colora di una certa ironia e potrebbe anche essere considerato divertente.

Il target primario è composto da giovani adulti di sesso maschile interessati agli elementi di azione e di thriller. Questi spettatori con tutta probabilità avevano già visto e apprezzato un altro film precedente del regista, Reservoir Dogs (1992), anch’esso violento, ricco di sangue e caratterizzato da un linguaggio scurrile.

Al contrario il secondary audience è costituito da coloro che sono attratti dagli elementi divertenti del film.

Partendo da questa premessa è stata costruita la strategia di marketing, puntando su:

  • titolo;
  • cast;
  • musica;
  • trailer;
  • premi.

IL TITOLO

Pulp fiction è un titolo facilmente memorizzabile e contribuisce a informare lo spettatore sulla personalità della pellicola.

Il nome allude alla narrativa da pochi soldi basata su sesso e violenza in voga negli anni Trenta e Quaranta.

I pulp magazine (o appunto pulp fiction) puntavano ad un pubblico adulto e sono ricordati per le storie sfacciate e oscene oltreché per le copertine raccapriccianti o sexy.

IL CAST

Gli attori hanno rappresentato, fin dagli esordi del cinema, uno strumento di grande richiamo per il pubblico: da sempre gli spettatori sviluppano forti legami emotivi con i personaggi.

In Pulp fiction sono presenti star in grado di attrarre l’audience.

John Travolta: è il primo nome che si può leggere sulla locandina ed è il primo nome pronunciato dalla voce off nel trailer.

Pur essendo in una fase di declino, John Travolta ha raggiunto una grande visibilità negli anni Settanta con film come “La febbre del sabato sera” (1977) e “Grease” (1978), pellicole che non necessitano di presentazioni.

Nel trailer è sfruttata la riconoscibilità dell’attore, che è presentato mentre balla un funky twist con Uma Thurman.

Samuel L. Jackson: il suo volto può essere ricollegato a ruoli come il fuorilegge e il cocainomane.  Grazie al ruolo di un ragazzo costantemente imbottito di crack in “Jungle fever” (1991) vince un premio come migliore attore non protagonista al Festival di Cannes. Egli è quindi un “indicatore” del genere gangster.

Uma Thurman: la ragazza sensuale, ribelle, trasgressiva e misteriosa. Nell’anno precedente a “Pulp fiction” aveva interpretato un’autostoppista in cerca di sensazioni forti in “Cowgirl – Il nuovo sesso”. L’attrice veicola quindi le implicazioni sessuali della pellicola.

Harvey Keitel e Tim Roth: hanno recitato entrambi in “Reservoir dogs”(1992)- altra pellicola “pulp” diretta da Tarantino- il primo nel ruolo di Mister White, il secondo nella parte di Mister Orange.

Christopher Walken: l’uomo cattivo. Ha interpretato il ruolo di boss mafioso in “King of New York” e il gangster in “Fratelli” e “New Rose Hotel”. L’attore è riconosciuto dal pubblico come il criminale.

Bruce Willis: riconducibile agli action-movie, è senza dubbio il più famoso del cast. È probabilmente per questo che il suo nome è l’ultimo sia nel trailer che nel poster.

Si tratta di attori che esercitano una forte attrazione nei confronti del target primario del film.

Infine è importante sottolineare che anche l’appeal del regista gioca un ruolo fondamentale nel richiamare, soprattutto, il pubblico “preparato”.

Quentin Tarantino è un cineasta dell’eccesso. I suoi film sono ricchi di situazioni grottesche e violenza ironica.

Nel trailer la voce off presenta Pulp fiction come “a new film directed by Quentin Tarantino”. Quest’ultimo è quindi considerato come un attributo chiave essenziale nella strategia di marketing.

 LA MUSICA

La colonna sonora di Pulp fiction è costituita da un insieme di  vecchie canzoni poco conosciute o dimenticate, che acquisiscono nuovo vigore, grazie al corredo visivo al quale vengono associate.

Quando si ascolta “You never can tell”, ad esempio, viene subito in mente il balletto di John Travolta e Uma Thurman.

Tutto il film è attraversato da emozioni musicali.

IL TRAILER

Il trailer è il risultato del montaggio di alcuni spezzoni del film, che si pone come obiettivo quello di tematizzare il grande materiale a disposizione.

Lo spot deve offrire una vera e propria interpretazione della pellicola, fornendole un’identità precisa, per renderla riconoscibile allo spettatore potenziale.

Il trailer di Pulp fiction è un trailer d’atmosfera, il cui scopo non è fornire informazioni sulla trama del film, bensì creare un’atmosfera accattivante e suggestiva.

L’elemento musicale è, in questa tipologia di spot, più importante delle sequenze di dialogo e della voce off, in quanto evoca un preciso scenario.

Il trailer inizia con una presentazione che scorre su uno sfondo nero, mentre una voce off legge: lo spettatore viene informato del premio vinto dalla pellicola al festival di Cannes come miglior film. Tre colpi di pistola colpiscono l’ultima frase, una mano posa l’arma  sul tavolo, mentre la musica si fa più ritmata. Inizia la presentazione di alcuni personaggi: Butch Coolidge (Bruce Willis) si volta a guardare verso il fuori campo, Vincent Vega (John Travolta) apre una valigetta colma di denaro; Mia Wallace (Uma Thurman) mostra il suo profilo; Pumpkin (Tim Roth) bacia Honey Bunny (Amanda Plummer).

Queste immagini non forniscono alcuna informazione sul plot e tuttavia concorrono a costruire una sensazione di crimine e violenza.

Il trailer è in grado di fornire una precisa personalità alla pellicola sfruttando attributi chiave quali il genere, la musica, il cast, il premio come miglior film al festival di Cannes. Allo stesso tempo lo spot non fornisce un numero eccessivo di informazioni; di conseguenza crea curiosità attorno al prodotto culturale e probabilmente il desiderio di andare al cinema a vedere il film.

I PREMI

Pulp fiction partecipa nel 1994 al festival di Cannes e conquista sette nomination agli Oscar: tutto questo eserciterà un notevole potere promozionale in relazione al pubblico competente, interessato alla qualità della pellicola.

Valeria de Bari

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