Venezia 2018: Luca Marinelli brilla nel toccante Ricordi?

ricordi?

Ma voi le “cose” come ve le ricordate? Perché io, onestamente, non ricordo quasi niente in maniera lineare.

E so anche che il cinema non deve essere per forza realistico, anzi. Quando sfrutta le potenzialità dell’infinito immaginifico, nessuna altra arte lo affianca o supera. Al tempo stesso, però, indagare la mente umana, ed il modo assolutamente imperfetto e oscuro con cui lavora, è l’unica occasione che il cinema ha per essere al tempo stesso fantastico e realistico.

L’approccio di Ricordi? è esattamente questo, e vedendo il risultato finale possiamo perdonare (e anche capire) un’assenza dal cinema durata quasi un decennio per Valerio Mieli. Il regista col suo Ricordi? riesce a realizzare una sorta di Se Mi Lasci Ti Cancello italiano e, seppur tra molte virgolette, i fans del genere sanno benissimo che razza di paragone e complimento possa essere questo.

Non è solo una storia romantica Ricordi?, né tantomeno solo un film che usa il trucco della scrittura frammentata. Semmai, è un qualcosa che riesce intelligentemente, e con grande sensibilità, a captare quanto la mente sia melliflua e molto poco affidabile quando si tratta di immagazzinare esperienze e sentimenti. In una coppia, è difficile che entrambi ricordino un episodio esattamente alla stessa maniera. Anzi, talvolta è molto facile che noi stessi ricordiamo in maniera differente, più volte, un medesimo momento. Nella nostra mente cambiano i colori, gli abiti, i luoghi, un singolo dettaglio è un pezzettino di domino che fa crollare tutto ciò che poi forma.

Valerio Mieli è laureato in filosofia, e credo questa sia una premessa importante. Detto ciò il suo Ricordi? non è un trattato esistenziale ma, nel panorama del cinema italiano, si erge rispetto alle altre storie romantiche o esistenziali.

Un flash che ci appare in mente all’improvviso. Un timore che abbiamo sopito per anni, e poi si concretizza distruggendo le cose più grandi. Una parola detta per sbaglio che manda in crisi tutto il resto. Un singolo episodio dell’infanzia, positivo o negativo, che influenza inevitabilmente ogni frequentazione futura della nostra vita.

Tutto questo è cristallizzato benissimo in Ricordi? un film che con estrema tenerezza, e pochissima voglia di banalizzare i suoi pur tanti cliché sui due protagonisti, riesce a comprendere quanto le relazioni di coppia siano la colonna portante di ogni giorno. È davvero così raro trovare un film evidentemente costruito a tavolino che risulti poi, sullo schermo, così poco posticcio e tanto sincero. Merito è anche dei due interpreti Luca Marinelli, quasi banale dirlo, e Linda Caridi, che se possibile risulta anche più spontanea e azzeccata del suo più famoso collega di scena.

Non nega alcun momento Ricordi? e non ha paura di far cadere il velo sulla forza della nostalgia, delle esperienze passate. Vedere una coppia che, vivendo insieme, impara a influenzarsi a vicenda e diventare una cosa sola, pur non volendolo, pur se la vita spesso presenta strade separate, è la grande forza di questo film straordinariamente autentico. E perché no, anche un po’ terapeutico.

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Emanuele D’Aniello

Malato di cinema, divoratore di serie tv, aspirante critico cinematografico.

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