Con “Pane Amore e Fantasia” Comencini inaugura il Neorealismo rosa

pane amore e fantasia

“..Ma la povera gente, don Emi’, già ce sta all’inferno. E ce resta, a furia de bestemmie, de ladrocini e disperazioni de Dio…”

Titolo: Pane Amore e Fantasia”
Data di Uscita: 22 Dicembre 1953
Regista: Luigi Comencini
Sceneggiatura: Luigi Comencini, Ettore Maria Margadonna
Attori principali:  Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica, Marisa Merlini, Tina Pica,  Roberto Risso.
Genere: Commedia
Durata: 92 minuti
Serie Cinematografica: Tetralogia “Pane, amore e…”
Ambientazione: Italia Dopoguerra

Nell’Italia del Dopoguerra, il maresciallo Carotenuto, scapolo cinquantenne, viene inviato da Sorrento a  Sagliena, tra le montagne abruzzesi. Da subito è attratto dal fascino di due  giovani e belle donne: Maria detta Pizzicarella la Bersagliera”,  segretamente innamorata di un carabiniere veneto, Stelluti, troppo timido per dichiararsi; e della levatrice del posto, Annarella. Tra vicende idilliache e incomprensioni, la trama scorre senza mai annoiare lo spettatore.

Maresciallo Carotenuto: Che te magni?
Contadino in pausa: Pane.
Maresciallo Carotenuto: E che ci metti dentro?
Contadino in Pausa:  Fantasia, marescia’.

Pane Amore e Fantasia, diretto da Luigi Comencini, è il primo della tetralogia, “Pane Amore e…”. Un capolavoro della cinematografia italiana. Girato a Castel San Pietro Romano (Lazio)  nell’estate del 1953. Luogo scelto per poter esprimere al meglio le condizioni di un Italia che faticava a rialzarsi. Un paesino piccolo, caratteristico e disagiato, perfetto per raccontare la disperazione e la povertà dell’Italia vera, lontana dalle grandi città. Dove il mattino non ha l’oro in bocca, ma gli uomini si rivestono di forza e coraggio per lottare ogni giorno per una misera sopravvivenza.

Un grande lavoro rivoluzionario, che fa di Comencini, insieme a Vittorio de Sica, Roberto Rossellini ed altri, gli esponenti per eccellenza di un nuovo movimento che cambierà la storia del cinema: il “ Neorealismo rosa”

Nasce cosi la “Commedia all’Italiana”. Un modo decisamente nuovo di fare cinema. Come disse Visconti,  uno “sguardo nuovo sulle cose”. L’intenzione del regista è dare allo spettatore ciò che desidera: ossia narrare la vita vera, storie di vite quotidiane, tra mille difficoltà e timori.

La camera da presa si focalizza tra  personaggi comuni, quali abitanti di un paese devastato e le loro vicende. Raccontando come la devozione popolare, le tradizioni, e l’importanza di Dio al centro della loro vita, sostiene la comunità. La Chiesa, non quale istituzione, ma luogo in cui rifugiarsi, diventa il collante della società. L’ancora di salvezza di un popolo che spera e confida ogni giorno nella Divina Provvidenza. Quindi, è il sacerdote il pilastro di Sagliena e non il sindaco. È lui che dirime le varie situazioni. Eppure, Comencini, non lo racconta come una figura ultraterrena, ma viene mostrato come un uomo vero, attento alle esigenze dei suoi parrocchiani. Un uomo dal giudizio giusto, che non fa sconti nemmeno ai familiari.

Con il Neorealismo, l’ambientazione non è più solo uno sfondo scenografico, ma diventa co-protagonista.

pane amore e fantasia

Un ruolo di rilievo, senza il quale la storia non avrebbe neppure senso. Non più uno sfondo, ma il filo conduttore che consente di tessere la trama minuto dopo minuto. Le inquadrature scivolano tra abitazioni devastate dal terremoto e altre dalla guerra. Non i soliti bei giardini, o case arredate ma,  povere, piccole e essenziali. Eppure non manca mai quella bellezza che caratterizzava i contemporanei di quel tempo: l’ottimismo, la gioia e il sorriso. Un modo decisamente rivoluzionario di fare cinema.

In 64 anni tante cose sono cambiate, eppure “Pane, Amore e Fantasia” resta sempre attuale.

Tra risate, drammi e amori, il registra smaschera tanti luoghi comuni. A partire dall’Arma dei Carabinieri,  un tempo vista come un Istituzione in cui operavano uomini considerati dei veri e propri eroi.  La pellicola si ribella a questa falsa proiezione e mostra invece degli uomini umani, appassionati, timidi, spaventati ma anche dediti alle regole rigide di un decalogo incorruttibile. Minuto dopo minuto le maschere scivolano via, emerge la semplicità e umanità di due personaggi: il maresciallo Carotenuto e il carabiniere veneto Stellutti. Due uomini quali semplici persone con tanti limiti e difetti.

Nel Neorealismo Rosa non solo l’attenzione è posta sulle vicende vere, ma soprattutto sulla donna, anzi le donne diventano il nuovo focus del cinema italiano.

La Bersagliera e Annarella  sono il riflesso di una società sempre più combattiva ed emancipata che cozza con un bigottismo sempre più latente. La bersagliera che tutti indicavano come donna dal diavolo in corpo, non è altro che una ragazza  ribelle che non si lascia imbambolare da quelle che sono le false apparenze e perbenismi. Caratteristiche  che invece connotano la nipote del parroco. Una finta perbenista che si cela dietro i banchi di una Chiesa. Una ragazza meschina, la cui indole viene riconosciuta anche dallo zio il quale afferma, con rassegnazione, che anche nelle parrocchie non sempre ci sono persone dall’animo  buono.

La dialettica diviene il motore trainante del film. Lo strumento che da vita e colore ad una pellicola ancora in bianco e nero.

pane amore e fantasia L’espressionismo regionale di un’epoca che fu, accompagnato, alla tradizione religiosa di un paese, sono la bussola per un viaggio indietro nel tempo che stigmatizza la pesantezza di un’Italia che lottava ogni giorno per rinascere.Grazie a Comencini, che ha dato vita ad  un’opera d’arte in grado di entrare nel cuore dello spettatore e fargli percepire una sensazione di malinconia per un epoca che non mai ha conosciuto.

Con la tetralogia inizia un vero e proprio percorso che condurrà ad un nuovo modo di produrre, la cui bellezza scemerà a partire dalle commedie degli anni 70.

Premi

  • Nastro d’argento 1954 a Gina Lollobrigida come Migliore Attrice Protagonista.
  • Orso d’argento al Festival di Berlino 1954.
  • David di Donatello 1956 a Vittorio De Sica come Migliore Attore.

Curiosità:

Il film di Comencini fu nomination all’Oscar del 1954 nella categoria miglior soggetto.
Nell’anno di uscita il film ha ricevuto incassi pari ad un miliardo e mezzo delle vecchie lire.

È stato restaurato nel gennaio del 2002 dall’associazione “Philip Morris” Progetto Cinema in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale Di Cinematografia – Cineteca Nazionale.

3 Motivi per vedere il film:

  • Se vi piacciono i film in bianco e nero, “Pane Amore e Fantasia” vi accompagnerà, come già sostenuto, nell’Italia vera, senza fronzoli o finzioni;
  • Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida vi faranno ridere per quel loro modo di essere cosi naif e veri allo stesso tempo
  • Se siete degli inguaribili romantici, Comencini ha saputo mettere su pellicola un sentimento bello e puro. Un amore pudico, umile e soprattutto, un amore che viene custodito. Un modo di amare lontano anni luce dall’amore ai tempi di Facebook ed Instagram.

Quando vedere il film:

Non c’è un tempo scandito. Eppure, vuoi perchè fa parte della mia tradizione familiare che si ripete da anni, vuoi perché pane amore e fantasia mi sa di casa e famiglia, io lo consiglio la domenica pomeriggio, a casa. Riderete tutti a crepapelle! E soprattutto guardatelo d’estate, la sera, per sorridere pensando alla bellezza e alla semplicità delle piccole cose.

 

Angela Patalano

Sulla carta sono laureata in Giurisprudenza ma la mia passione più grande è il Cinema e il mondo dell'entertainment in generale. Essenzialmente curiosa ed empatica. Goffa quasi alla Bridget Jones e tanto Geek.

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