Amityville, il Risveglio: come uccidere il diavolo con l’eutanasia

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Al cinema dal 23 agosto un nuovo film dedicato alla casa infestata più famosa del mondo: Amityville, il Risveglio.

Esistono tre stati d’animo differenti con cui approcciare a questo film. Il primo è quello dell’amante di film horror a priori, che lo va a vedere perché non può farne a meno, pur sapendo che oggi è più facile trovare un unicorno che spaventarsi al cinema. Il secondo è quello del fan accanito, che sa tutto sul caso Amityville, ha visto entrambi i film (Amityville Horror del 1979 e il remake del 2005) e magari si è letto anche il libro. Il terzo è quello dell’ignaro, portato al cinema a vedere la pellicola per caso o per curiosità.

Quale di questi profili uscirà più soddisfatto dalla sala del cinema?

La strage compiuta da Ronald De Feo è senza dubbio uno dei casi irrisolti più raccapriccianti d’America. La storia della numerosa famiglia anni Sessanta, che si trasferisce nella cittadina “amichevole” (questo il significato di Amityville) con grandi speranze (il nome con cui ribattezzarono la casa) e che poi viene sterminata dal figlio maggiore a colpi di fucile, nel sonno, lascia davvero un senso di tristezza nel cuore di chi la ascolta. I sei omicidi – dei genitori, delle due sorelle e dei due fratelli – sarebbero stati suggeriti a Ronnie da una voce nella casa. Anche la famiglia che si trasferisce nella villetta successivamente scappa nel cuore della notte, dopo neanche un mese di permanenza, a causa di attività di poltergeist.

Cosa offre il film diretto da Franck Khalfoun? La storia della casa dopo 40 anni, naturalmente. Ma con un dettaglio in più. L’adolescente Belle si trasferisce al 112 di Ocean Avenue con la mamma, la sorellina e il fratello in coma. Joan non vuole accettare lo stato vegetativo del figlio, rendendo la vita di Belle davvero difficile. Pare infatti che la ragazza sia stata coinvolta negli eventi che hanno stroncato la vita del suo gemello…

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Pochi giorni dopo il trasferimento il male si impossessa del corpo di James e lo fa risvegliare. Assistiamo quindi a scene in cui il ragazzo comunica con la famiglia attraverso macchine che recepiscono input oculari e non manca nemmeno il momento in cui James scrive alla sorella KILL ME, supplicandola di liberarlo dal demone che lo possiede, o forse anche dalla condizione di paralisi che sta vivendo?

È impossibile vedere questo film senza riflettere sul tema dell’eutanasia.

A prescindere dalla presenza demoniaca, il povero James si ritrova paralizzato nel proprio corpo e per di più in procinto di sterminare la sua famiglia. Questo, oltre ad esasperare il suo stress emotivo, pone l’accento anche sulla visione ristretta di una madre che vuole far vivere suo figlio ad ogni costo, pur rischiando la propria vita e quella delle altre due figlie. Così, la pellicola horror acquista uno spessore morale, portando sullo schermo le terribili diatribe familiari inerenti alla questione.

Per quanto riguarda il cast, Jennifer Jason Leight, che interpreta Joan, è assolutamente inquietante con la sua lucida follia di madre disperata. Poco convincente Bella Thorne, come anche il suo stesso personaggio di teenager dark e incompresa. Assolutamente adorabile, invece, è la piccola Juliet, interpretata da Mckenna Grace. La presenza dei compagni di scuola di Belle nel film è abbastanza irrilevante.

Qualche scena potrebbe recare disagio allo spettatore, soprattutto per la fisicità di James. In questo film fa più paura la lenta morte di questo giovane corpo, rattrappito nel letto, che la voce oscura che lo possiede.

Tuttavia, è un film che può sicuramente fare compagnia in una serata di fine estate. Potete andare a vederlo con qualunque spirito vogliate, quindi, ma senza troppe aspettative.

Alessia Pizzi

https://www.youtube.com/watch?v=E3oHczt6Vn8

 

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