Dolor y Gloria: il canto di Almodóvar, malinconico ed onirico

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Dolor y Gloria

Quando si va a vedere Dolor y Gloria di Pedro Almodóvar, non si può non rimanerne incantati, sedotti e meravigliati. Il regista si lascia andare oltre modo.

Siamo già abituati alla sua regia, con le sue storie caratterizzate da intrecci che coinvolgono i personaggi più istrionici e colorati che possiamo immaginare. Da Donne sull’orlo di una crisi di nervi a Parla con lei, da Tutto su mia madre a La mala educación. Ma con Dolor y Gloria, il Maestro supera l’immaginazione e ci tocca nel cuore, decidendo di attraversare la sfera più intima dei suoi personaggi, e quindi inevitabilmente anche dello spettatore. Almodovar film
Se dovessimo definire in modo più o meno tecnico il percorso professionale cinematografico di Almodóvar, infatti, quella dell’introspezione era una terra ancora non del tutto esplorata e rappresentata.

Dolor y Gloria
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Almodóvar, infatti, si è spesso focalizzato sul sociale, sulla rappresentazione di coloro ai margini della società, dando loro voce e piena espressione. Certamente il regista ha iniziato ad esplorare il territorio contorto e turbolento dei sentimenti, con Volver (2006): il rapporto madre-figlia, l’amore, e soprattutto le donne.

Con Dolor y Gloria, il regista vuole uscire allo scoperto, ma lo fa sempre con discrezione, quasi in punta di piedi, seppur parlando di tematiche forti e dolorose come la droga (“La adicción”), la malattia, l’omosessualità (“el primer deseo”).

Mai come in questo film, Pedro Almodóvar vuole svestirsi della sua corazza ed “apparire” al pubblico così come è, nella sua essenza. Dal corpo umano, fino ad arrivare alla sua mente, la trama si snoda lungo i sentieri tortuosi dell’esistenza umana, scalfendone tutti i più nascosti tasselli.

Dolor y Gloria
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Il protagonista della storia è magistralmente interpretato da Antonio Banderas, vincitore a Cannes del premio di migliore attore protagonista. Banderas è più che fedele al regista; non sbaglia di una virgola, è meticoloso e sensibile in ogni sua mossa, in ogni suo movimento, dalla punta dei capelli fino alla punta delle sue ciglia…Salvador Mallo, così si chiama il personaggio protagonista della storia, ci ricorda moltissimo Pedro Almodóvar, persino nel suo aspetto fisico.

Lo spettatore ci si perde nella mimica facciale e corporea del personaggio. Premio, quindi, meritatissimo per Antonio Banderas che rispecchia fedelmente la catarsi del regista.
Dolor y gloria riassume già pienamente il significato che il film rappresenta: la vita come risultato della somma tra il dolore e la gloria. Cos’è la gloria per Almodóvar…La gloria è effimera…L’amore per il Cinema, infinito.

Bravo Almodóvar! Viva il cinema!

Serena Cospito

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