“Only Murders in the Building”, i primi tre episodi tra misteri e commedia

Only murders in the building Disney plus

Disney+ rinnova la formula dell’appuntamento settimanale, come già sperimentato con Wandavision e Loki.

Disney+ ha acquisito questa deliziosa produzione, che profuma di Hollywood anni 50 ma anche di vita contemporanea. Ogni martedì una nuova puntata ci porta a New York, nell’Upper West Side, in un favoloso condominio di gusto impeccabile. Tra gli inquilini ci sono Mabel (Selena Gomez), Charles (Steve Martin) e Oliver (Martin Short), che non si conoscono tra loro. Nel primo episodio un allarme evacua il palazzo, perché c’è un cadavere al nono piano. Vediamo i tre protagonisti -intenti ad ascoltare lo stesso podcast di True Crime All is Not OK in Oklahoma, ognuno nel proprio appartamento- scappare dal palazzo e ritrovarsi per caso nello stesso ristorante, allo stesso tavolo.

Che succede quando i Boomer incontrano la GenZ?

Steve Martin e Martin Short sono eccezionali nell’interpretare due settantenni reduci da una vita di successo nello show business. Il primo è un attore caduto nel dimenticatoio, dopo che negli anni ’90 aveva interpretato il famoso detective Brazzos. Vive una vita metodica e puntigliosa, prepara ogni giorno una omelette ai peperoni che butta nel secchio. Il secondo è un regista teatrale che ha fatto più flop che successi, al verde, ma pieno di energia e inventiva. Selena Gomez interpreta una giovane piena di segreti: non sappiamo quasi nulla di lei, vive in uno degli appartamenti più lussuosi di proprietà della zia, disegna molto bene, ma alcune cose che racconta di sé si rivelano mezze verità.

Questo trio, apparentemente male assortito, è unito dalla passione per i crimini e soprattutto dall’aver incontrato insieme in ascensore Tim Kono, il ragazzo morto al nono piano, poche ora prima che si suicidasse.

Le indagini private proseguono con la domanda “Conosci davvero il tuo vicino di casa?”, perché ognuno sembra nascondere qualcosa. Nel delicatissimo gioco della sophisticated comedy hollywoodiana trovano posto tutti i fattori di successo di una serie: l’ambientazione raffinata ma contemporanea, le generazioni a confronto, l’uso della tecnologia, il tentativo di nascondere segreti e dolori personali. Tutto condito dalla grandissima capacità attoriale dei due mostri sacri della comicità anni ’90.

Il podcast: un co-protagonista contemporaneo

Il podcast, strumento di intrattenimento e di formazione esploso durante il lockdown e i mesi di emergenza sanitaria, entra come protagonista in una serie tv. Il podcast che i protagonisti ascoltano li appassiona a tal punto che ne fanno un appuntamento fisso ed è argomento di conversazione. Inoltre, Oliver decide di crearne uno che possa raccontare la loro indagine amatoriale su Tim Kono, mettendo a frutto le sue esperienze di regista e le esperienze attoriali di Charles. Molte delle scene più divertenti ruotano intorno alla produzione di questo podcast.

Selena Gomez icona della GenZ

La sua interpretazione mi ha molto colpito. Lontanissima dalla ragazza sorridente e perfetta, interpreta una giovane tormentata ma molto sicura di sé. Non è accondiscendente con gli altri due protagonisti uomini, vuole pagare il conto al ristorante la sera dell’evacuazione e con le sue intuizioni fa progredire l’indagine. Allo stesso tempo non ha pregiudizi verso gli altri, anzi, cerca di connettersi con un’altra epoca per conoscerli meglio. Infine, non ha un look provocante e io l’ho apprezzato. Molti dei suoi abiti sono quasi genderless, tute intere con anfibi o jeans e maglioncino: non c’è stata -almeno finora- la volontà di sessualizzare questo personaggio, di cui finora sappiamo un paio di cose, però molto importanti. Mabel, infatti, tanti anni prima era molto amica del ragazzo trovato cadavere e insieme a Zoe e Oscar, il figlio del custode del palazzo, formavano un quartetto di investigatori fai-da-te, gli Hardy Boys. Ben presto, però, da detective si trasformarono in ladruncoli di piccoli gioielli nei vari appartamenti.

Come finisce il terzo episodio?

Alla fine dei primi tre episodi sappiamo che Oscar tanti anni prima venne accusato dell’omicidio di Zoe, avvenuto all’interno del palazzo. Tim poteva testimoniare a suo favore, ma non lo fece, con grande sorpresa di Mabel. Il padre di Oscar, che vive e lavora ancora lì come tuttofare, racconta alla giovane che Oscar è uscito di prigione e la prega di non farsi rivedere mai più. Scopriamo anche Tim stava aspettando di ricevere un pacchetto, contente un anello e che la sua casa è piena dei libri che da bambino leggeva con Mabel, e dentro alcuni di questi sono nascosti gioielli.

Pian piano avremo tutti i pezzi di questo patinato puzzle per poter avanzare qualche ipotesi, ma il quarto episodio già svela nuovi indizi! Non solo: visto il successo che ha avuto, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione.

Nel frattempo, appassionatevi anche voi a un podcast, magari il nostro!

Micaela Paciotti

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