“Only Murders in the Building”: recensione del quinto episodio

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Anche se il titolo è “The twist”, non assistiamo ad alcuna svolta.

Questo quinto episodio lascia un senso di insoddisfazione: non aggiunge indizi, teorie, elementi rispetto al quarto episodio. Sting non è più un sospettato e man mano i dubbi si fanno strada nella testa di Charles e Oliver. Il figlio di Oliver, Will, svela che Mabel frequentava il palazzo fin da ragazzina ed era molto amica di Tim Kono, il ragazzo morto. In quegli anni nel palazzo ci fu un’altra morte sospetta: Zoe, la quarta degli Hardy Boys, morì durante una festa ed Oscar, il figlio del custode, finì in prigione per colpa di Tim Kono.

Oscar, il ragazzo psichedelico

Nel quinto episodio di “Only Murders in the Building” conosciamo meglio Oscar, appena uscito di prigione. Desideroso di incontrare Mabel e di rifarsi una vita, la accompagna in una missione investigativa. Per la prima volta dall’inizio della Serie tv, il nostro trio di protagonisti si separa. Mabel e Oscar vanno in New Jersey nello studio di tatuaggi del cugino di Mabel, con cui Tim aveva un appuntamento misterioso. Charles e Oliver, che iniziano a sospettare di Mabel, la seguono a distanza con la macchina di Oliver, che da sola vale il quinto episodio.

Charles riconosce in Oscar l’uomo che la notte dell’omicidio aveva visto salire le scale, mentre tutti evacuavano il palazzo. Charles aveva più volte sostenuto che quel ragazzo con il cappuccio tirato su, ribattezzato l’uomo psichedelico, doveva essere un sospettato!

La puntata si chiude con un nulla di fatto, il nostro trio di investigatori si rincontra nello studio di tatuaggi, dove il cugino di Mabel rivela che Tim sapeva di dover morire.

Abbiamo una settimana per sbilanciarci nelle ipotesi più disparate…nel frattempo, vi consiglio di fare un recap dei primi tre episodi!

Micaela Paciotti

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