Liam Neeson interpreta “The silent man”, la gola profonda dello scandalo Watergate

The silent man - scandalo watergate

“The silent man”, il nuovo film di Peter Landesman in uscita il 12 aprile, racconta lo scandalo Watergate visto dall’interno dell’F.B.I.

Scritto e diretto da Peter Landesman (“Zona d’ombra”, “Una scomoda verità”, “Parkland”),“The silent man” è la storia di Mark Felt, vice-direttore dell’FBI e fonte anonima dello scandalo Watergate, sotto lo pseudonimo di “gola profonda”. Siamo, quindi, di fronte ad un cinema che sta a metà tra il film biografico e il film storico.

Mark Felt è stato un agente speciale dell’FBI per tutta la vita e ha occupato la carica di Vice-Direttore dal maggio1972 fino al pensionamento nel giugno1973. In “The silent man” è interpretato perfettamente da Liam Neeson.

Il film si apre con la morte del direttore, nonché fondatore dell’FBI, J. Edgar Hoover (protagonista di un interessante biopic con Leonardo Di Caprio). Il protocollo non ufficiale prevede che si distruggano documenti e dossier. D’altronde quello dell’FBI è un “bell’ambientino”, molto vicino ad un covo di vipere.

Nel frattempo, cominciano a trapelare le notizie sulle intercettazioni che alcune persone legate al Partito Repubblicano avrebbero effettuato illegalmente all’interno del palazzo Watergate, quartier generale dell’avversario Partito Democratico. In breve, si innescherà lo scandalo più famoso della storia degli U.S.A. che ispirerà Hollywood per i decenni a venire.

D’altronde, il periodo storico era pieno di fermento: le truppe americane erano ancora in Vietnam; il popolo americano protestava sempre di più per una guerra di cui stava pagando un prezzo alto in termini di giovani vite; il movimento hippy stava cambiando la società e la famiglia americane in maniera profonda.
La stessa famiglia di Mark Felt stava affrontando le conseguenze di tali fermenti, visto che sua figlia era fuggita di casa per unirsi ad una comune e da anni non dava notizie di sé.

In “The silent man” sono ben descritti i tumulti politici dell’era Watergate.

Peter Landeseman descrive bene questa fase storica, comprese le lotte di potere tra i rami dell’esecutivo e l’FBI, le prove di brogli elettorali e la rinnovata posizione di sfida della Casa Bianca nei confronti della veridicità dei mezzi di informazione.

In questo contesto Felt troverà il coraggio di diventare l’informatore segreto di Bob Woodward e di altri giornalisti. Fornirà al Washington Post e agli altri organi di stampa le informazioni cruciali che nel 1974 portarono alle dimissioni del Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon.

“The silent man” è un film dalle atmosfere cupe e ansiogene. Non c’è vera azione, ma fa respirare molta tensione allo spettatore. La fotografia, diretta da Adam Kimmel, è davvero perfetta per rendere questo tipo di atmosfera e di tensione.

Liam Neeson è sempre bello e bravo, anche se truccato in modo da sembrare un po’ più vecchio. Vi consigliamo di vedere il film in lingua originale, se potete: la sua voce profonda lo rende perfetto come informatore che si muove nell’ombra, per il bene del suo Paese.

The silent man
Diane Lane interpreta in modo impeccabile la bella Audry, la moglie di “gola profonda”. È proprio la perfetta, devota “mogliettina dell’FBI”: si sorbisce i vari traslochi, accetta anche che il marito non possa “approfittare” della sua posizione per ritrovare la figlia.

Il cast offre al pubblico un gioco divertente: ma in quale serie TV ho visto quest’attore/trice?

Il resto del cast di “The silent man” è ben amalgamato e composto da ottimi attori, anche per i ruoli marginali. Gli amanti delle serie TV americane troveranno interessante rivedere alcuni volti noti in ruoli diversi dal solito. Nel film recitano, infatti, Tony Goldwin (il presidente Grant di “Scandal”), Kate Walsh (la dr. Allison Montgomery di “Grey’s Anatomy” e “Private Practice”), Noah While (il dr. John Carter di “E.R”).

Vi ritroviamo anche Julian Morris, che abbiamo visto in molte serie tra cui “New Girl” e “Once upon a time” (il principe Philip), ma che qui interpreta il giornalista John Woodword. Sebbene il suo ruolo sia solo accennato nel film, è inevitabile un paragone con Dustin Hoffman che interpretò lo stesso personaggio, anche perché costumi e trucco li hanno resi più che simili.

The silent manLa ricostruzione storica ci è sembrata quasi perfetta, grazie alle scenografie di David Cranke i costumi di LorraineZ.Calvert.

“The silent man” è nel complesso un prodotto ben riuscito. Tuttavia, rischia di essere noioso, perché difficile da seguire da chi non conosca già gli eventi storici narrati.

Al contrario è un film che non annoierà  affatto gli appassionati di storia americana contemporanea. Per ricostruire tutto quel momento storico, consigliamo di (ri)vedere “Tutti gli uomini del presidente” e “The Post”.
Stefania Fiducia

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