Festa del Cinema di Roma 2019: oltre l’arcobaleno con Judy

La recensione di Judy

Judy è il film biografico dedicato alla leggendaria star di Hollywood, il racconto della sua vita oltre l’arcobaleno.

Tra i film indimenticabili di questo Festival del Cinema di Roma tra i primi posti c’è sicuramente Judy, il biopic dedicato alla star del cinema e della musica Judy Garland.

Un film costruito con grande rispetto per l’artista da parte del regista teatrale Rupert Goold, su una sceneggiatura basata sul musical End of The Rainbow, che racconta gli ultimi anni di vita di Judy Garland. 

Ma ciò che il pubblico ricorderà di questo lungometraggio è la meravigliosa interpretazione di Renée Zellweger, che si immerge fisicamente ed emotivamente nel personaggio.

Quello che tutti ricordiamo di Judy Garland sono i suoi ruoli candidi e angelici, come Dorothy ne Il Mago di Oz una delle sue interpretazioni più celebri. Ma la verità è che la diva americana era una donna alquanto complicata, caduta nel tunnel della droga fin da giovane e che ha dovuto affrontare un difficile momento di declino.

Il film inizia con una scena in cui vediamo l’adolescente Judy sul set de Il Mago di OZ, in una sequenza quasi onirica. Qui, la giovane è con il suo capo, il signor Mayer della MGM, che le ricorda del contratto che ha siglato, che attesta la sue proprietà esclusiva agli studios.

Questo momento imposta il tono del film, rivelando la situazione in cui si trovava la giovane star. Judy era una ragazza sfruttata e psicologicamente abusata in modi inimmaginabili, costretta a ingurgitare pillole per il dimagrimento e obbligata a non comportarsi come un adolescente qualunque.

La narrazione torna al 1968, un anno prima della morte dell’artista. In quegli anni, Judy Garland è in declino, si arrangia con spettacoli di poco conto e non ha una casa per lei e i suoi figli. Così, decide di partire per un tour di concerti a Londra, città in cui è ancora acclamata e adorata dal pubblico, in modo tale da poter guadagnare abbastanza per prendersi cura dei due bambini.

Eppure, anche nella capitale britannica, Judy salta le prove, spesso si presenta ubriaca sul palco e presta più attenzione al suo nuovo giovane amante, Mickey Deans che ai suoi spettacoli.

Strutturato con un’alternanza di flashback e ritorno al presente, Judy è un racconto forte e delicato allo stesso tempo, nel quale spicca la figura meravigliosa della protagonista.

Per Renée Zellweger entrare nel ruolo di una leggenda come Judy Garland, non al culmine della sua fama, ma sei mesi prima della sua morte, è stata una sfida molto importante, superata alla grande.

La sua interpretazione è sublime, si immedesima completamente nella fragilità della diva in declino, emozionando con il suo sguardo vulnerabile e empatico. Inoltre, stupisce eseguendo diversi successi intramontabili della Garland, tra cui Over the Rainbow e The Trolley Song, che regalano una sensazione magica allo spettatore.

Nonostante Judy descrive in modo potente la caduta di una delle icone più grandi del mondo, il regista riesce a sottolineare allo stesso tempo la star che è stata, ricordando a tutti il suo talento e la sua capacità di cantare dal cuore.

Judy è un tributo toccante in molti modi e bisogna guardarlo ricordando lo strabiliante apporto che Judy Garland ha portato alla Hollywood dei tempi d’oro, regalando al suo pubblico piccoli capolavori intramontabili.

Ilaria Scognamiglio

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