Eternals – L’MCU verso una nuova Era

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Dal 03 Novembre è approdato nelle sale italiane l’attesissimo 26esimo capitolo del Marvel Cinematic Universe che, come il precedente “Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli“, ha il difficile di compito di mantenere viva l’attenzione del pubblico dopo la conclusione della cosiddetta “Saga dell’Infinito“. Con la visione di Eternals, si ha però l’impressione che i Marvel Studios abbiamo trovato la formula vincente per il rinnovamento nella diversificazione stilistica, forti dei successi ottenuti con James Gunn e Taika Waititi. Con estrema lungimiranza, affidano il progetto Eterni alla talentuosa Chloé Zhao che, come vedremo più avanti, firmerà un film super-eroistico come non si era mai visto prima.

“Quando ami qualcosa, la proteggi”

In principio..

Dieci esseri dotati di straordinari poteri, chiamati Eterni e provenienti dal pianeta Olympia, vengono inviati sulla Terra per volere del Celestiale Arishem, affinché possano proteggere la giovane razza umana dalla minaccia Deviante. Guidati dall’Eterna Primaria Ajak (Salma Hayek), il gruppo veglia sull’umanità giorno dopo giorno, fino all’uccisione di quello che sembra essere l’ultimo gruppo di Devianti sul pianeta azzurro. Esaurito il compito affidatogli, gli Eterni si trovano a discutere sull’insensatezza del veto posto dal Celestiale di non interferire con i conflitti degli uomini. In crescente disaccordo, si trovano costretti a separarsi fino a che, secoli dopo in una Londra moderna, Sersi (Gemma Chan) e Sprite (Lia McHugh) vengono assaliti dalla furia di uno di quei mostri creduti sconfitti. I Devianti sono tornati e sono determinati a sterminare i dieci eroi nell’ombra che, nel tentativo di riunirsi, scopriranno la verità sul loro incarico.

Chi sono gli Eterni?

Nati dalla penna di Jack “the King of comics” Kirby, gli Eterni sancirono il ritorno del Re in casa Marvel, dopo la parentesi quinquennale alla concorrente DC Comics. Da sempre affascinato di criptoarcheologia e dalla “Teoria degli antichi astronauti“, le immortali e stratificate opere di Kirby hanno da sempre fuso spazio, mitologia e creazionismo, toccando però l’apice di queste influenze negli anni ’70. È proprio in questo periodo che Kirby realizzò il “Quarto Mondo” (Saga dei Nuovi Dei) per DC e, pochi anni dopo, Eterni per Marvel. Esseri immortali che, grazie alle loro azioni e capacità, vennero resi oggetto di miti e leggende. Non è dunque un caso che la guerriera Thena abbia un’assonanza netta con la dea Atena, così come il velocista Makkari a Mercurio, Ikaris ispirò Icaro, Sersi a Circe per le sue capacità di trasmutare la materia, fino ad arrivare all’immutato Gilgamesh.

Questa premessa è necessaria per andare a cogliere citazioni, riferimenti e zone d’ombra nel film di Chloé Zhao, dove si è deciso di cambiare in maniera significativa l’origine del gruppo “divino”. Nei comics infatti, i Celestiali sono partiti dalle scimmie presenti sul pianeta Terra per creare tre diverse razze: gli Eterni come esseri superiori, i Devianti come loro mostruoso opposto ma anche l’uomo come “anello di congiunzione” tra i due estremi. Fa dunque sorridere il primo piano della statua di Charles Darwin al Museo di Storia naturale di Londra, nei primi momenti della pellicola, e sarà interessante scoprire quali ripercussioni avrà questa modifica di origine Eterna nel mondo Marvel cinematografico, con l’ampiamento della narrativa alle origini dell’Universo stesso. Thanos, l’antagonista per eccellenza del MCU fino a questo momento, nei fumetti è anch’esso un Eterno, anche se diverso nell’aspetto a causa della “Sindrome Deviante” e, con la presentazione di un nuovo personaggio nel 26° capitolo MCU strettamente legato al Titano Pazzo, la curiosità sulle scelte di Marvel Studios sulla trasposizione cinematografica aumenta vertiginosamente.

Il film MCU delle “prime volte”

Seppur Eternals sia il 26° capitolo del franchise Marvel, primeggia sotto diversi aspetti. Si tratta infatti della prima pellicola degli Studios co-sceneggiata e diretta da un Premio Oscar: Chloé Zhao, la quale si propose a Kevin Feige al termine delle riprese di Nomadland, nel 2018. Questo retroscena non è di poco conto e la dice lunga sull’oculatezza del produttore rimasto affascinato dal talento asiatico, tanto da acconsentire alle sue richieste di poter girare in luoghi reali e con luci naturali. Un’estetica nuova, raffinata ed elegante, mai esplorata nel contesto super-eroistico Marvel (non confondiamoci con l’iper realismo della trilogia nolaniana), capace di fondersi perfettamente con la solennità dei personaggi in causa. La Zhao si conferma fuoriclasse in grado di gestire la macchina in più contesti, portando a schermo delle scene action fluide, chiare e coinvolgenti. Ed è proprio qui, nelle 2 ore e 30 di narrazione, che assistiamo ad alcuni dei quadri visivamente più riusciti dell’intero MCU, dove l’infinitamente grande si scontra con l’infinitamente piccolo ed i legami vengono suggellati da panoramiche mozzafiato. L’azione cede il passo all’introspezione, cosa che non tutti potrebbero gradire, ma andando a donare a ciascun personaggio la giusta tridimensionalità, riprendendo alcune dinamiche delineate su carta da due mostri sacri quali Jack Kirby e Neil Gaiman.

Purtroppo, la pellicola è stata al centro di un aberrante shit-storm ancor prima dell’uscita e dell’anteprima mondiale, tanto che vanta ingiustamente il triste primato quale: film MCU con la media voto più bassa. L’onda d’odio ed indignazione è scaturita dal fatto che, per la prima volta, viene portato a schermo un eroe/padre dichiaratamente omossessuale. Nonostante il titolo sia stato censurato in alcune parti del mondo (ed in altri persino bandito), Kevin Feige ha promesso che non si lascerà scoraggiare. “Questo è solo l’inizio”, afferma il produttore, assicurando che i Marvel Studios saranno in prima linea per quanto riguarda l’inclusività e la rappresentazione delle minoranze. In Eternals, abbiamo anche l’occasione di conoscere un’inedita versione femminile di Makkari, interpretata dalla bravissima attrice sorda Lauren Ridloff, che abbiamo già avuto modo di conoscere con “The Walking Dead” e con il bellissimo “Sound of Metal”.

Inoltre, per la prima volta in un titolo MCU, viene confermata l’esistenza della DC Comics con un paio di divertenti momenti, nei quali vengono citati noti personaggi della concorrenza. Attraverso chiari parallelismi tra Ikaris e Superman, sia verbali che visivi dato che un paio di frame ricordano chiaramente Man of Steel di Zack Snyder, e con l’esilarante paragone tra la coppia Kingo-Karun con la più cupa Batman-Alfred, si ha l’impressione che i Marvel Studios abbiano voluto omaggiare il super quale icona moderna, senza sterili divisioni. Una sana rivalità porta al miglioramento e chi più può goderne siamo noi. Dopotutto, citando la regista asiatica: “a chi non piacciono Batman e Superman?”

Famiglia, legami e umanità

Se da un lato si tratta dell’inizio di una nuova Era per Marvel Studios, dall’altra c’è il volere di continuare ad esplorare le dinamiche familiari ponendole, ancora una volta, sotto una diversa luce. Partendo da un orfano miliardario, passando per una famiglia disfunzionale di divinità nordiche, all’inconsistenza dei legami di sangue ed alla famiglia intesa come persone che si scelgono (Avengers, Guardiani ecc..), con Eternals abbiamo una struttura più complessa, dove i ruoli si confondono.

I Dieci Eterni, generati dal Celestiale Arishem, sono in prima battuta loro stessi un nucleo familiare. Ajak viene all’unanimità riconosciuta come Madre-guida e, con il passare dei millenni, nel gruppo Eterno nasceranno sentimenti amorosi, sopite rivalità e gelosie fraterne che verranno esplorate nel corso della pellicola. Tuttavia, il tempo trascorso a stretto contatto con la razza umana, fa nascere in ciascuno di loro un vero e proprio sentimento genitoriale verso quest’ultima. Come custodi degli abitanti della Terra, gli Eterni soffrono non potendo interferire nei negli scontri degli uomini e, dunque, non potendo proteggerli fino in fondo: non dai Devianti, ma da loro stessi. Come vedremo, questa non è che l’ennesima similitudine con la quale i 10 individui straordinari (inizialmente in sceneggiatura erano 12) dovranno fare i conti. Ognuno di loro rappresenta un diverso aspetto della natura umana e, così come gli individui che hanno dichiarato di proteggere, saranno comunemente afflitti da dilemmi morali ed etici, dove la vera vittoria è il coraggio di agire per ciò che si crede giusto.

Nonostante siano le vere divinità delle civiltà che si sono susseguite sulla Terra, il gruppo Eterno è costituito da legami e sentimenti fatti di contrasti e chiaroscuri. Amore, fratellanza, fiducia fanno da contraltare a paura, egoismo e senso di impotenza, in un mosaico familiare di debolezze che devono essere superate nel momento in cui ciò che hanno di più caro, l’umanità, è nuovamente in pericolo. Ed ecco che i Marvel Studios portano i loro eroi nuovamente a interrogarsi sull’importanza della vita stessa, in questo caso partendo dalla scoperta delle loro vere origini, fino ad un arrivare al dover dare un valore a ciascuna esistenza. Ma, come vedremo durante il film, non in maniera cosi equa e casuale come fece (l’Eterno?) Thanos.

Alle porte del Multiverso, i Marvel Studios diversificano ulteriormente a livello stilistico, aprendo la narrativa a orizzonti creazionistici di un franchise potenzialmente senza limiti. In più, come se non fosse sufficiente introdurre Eterni e Celestiali, quest’ultimi presentati in maniera ben diversa dall’Ego visto in “Guardiani della Galassia Vol.2”, nelle due scene post-credits fanno la loro comparsa ben tre (avete letto bene: tre) nuovi personaggi. Una cosa è certa: il futuro sarà tutto da scoprire ma l’MCU è ancora desideroso di stupire.

Michele Finardi

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