“Thelma & Louise”, un vero manifesto dell’amicizia femminile

thelma e louise recensione film

Ricordati una cosa: quando una donna piange così, non si sta divertendo affatto!

Titolo originaleThelma & Louise
Regia: Ridley Scott
Soggetto e sceneggiatura: Callie Khourie
Cast principale: Geena Davis, Susan Sarandon, Harvey Keitel, Brad Pitt, Michael Madsen, Christopher McDonald
Nazione: U.S.A:
Anno: 1991

Thelma & Louise, film cult di Ridley Scott, uscì nel giugno del 1991 per segnare una svolta nel cinema.

Quando arrivò nelle sale trent’anni fa, Thelma & Lousie aveva già qualcosa di diverso dagli altri film di Hollywood: le protagoniste erano due donne. Ma non solo erano due donne che intraprendevano un viaggio on the road e, soprattutto, erano due donne che non erano rivali. Questo ha voluto sottolineare Susan Sarandon in occasione delle celebrazioni del trentennale: “oggi ci sono tante attrici brillanti che fanno film in cui le donne non sono avversarie e hanno il potere di decidere il loro destino“. 

All’epoca era una scelta rivoluzionaria, invece, perché nei film si preferiva raccontare le donne come nemiche, magari rivali in amore o nel lavoro (pensate ad Eva contro Eva).

Non è un caso che soggetto e sceneggiatura originali di Thelma & Louise portino la firma di una donna, Callie Khourie, premiata sia agli Oscar che ai Golden Globe.

Tuttavia, fu decisiva la regia, straordinaria, di Ridley Scott e le idee delle stesse attrici di cambiare il copione, con il consenso di Scott, per poi girare delle scene diventate cult.

Ma andiamo con ordine. Di cosa parla il film?

La trama di Thelma & Louise è piena di colpi di scena fin dall’inizio in un crescendo di tensione, con punte di tragica ironia.

Arkansas, due amiche, Louise Sawyer (Susan Sarandon) e Thelma Dickinson (Geena Davis) partono per una breve vacanza a bordo di una Ford Thunderbird decappotabile. Thelma lascia a casa il marito Darryl (Christopher McDonald), che controlla la sua vita e per il quale la moglie dovrebbe solo fare la casalinga. Più che un consorte, è un padre padrone, che considera Louise una cattiva compagnia che travia sua moglie. Ma per Thelma il viaggio con l’amica significa due giorni di libertà e presto capirà che non vuole “più stare tranquilla”.

Anche Louise ha “lasciato a casa” un uomo, Jimmy (Michael Madsen, che poi diventerà uno degli attori-feticcio di Quentin Tarantino), un musicista spesso in giro, innamorato ma sfuggente. Il piano di Louise è allontanarsi un po’, per far sentire al compagno la sua mancanza e renderlo più attento.

In serata, in un locale, Thelma si ubriaca e un uomo cerca di violentarla. Interviene prontamente Louise che riesce a fermarlo. L’uomo reagisce con provocazioni volgari e, mentre stanno andandosene, Louise gli spara con la pistola di Thelma e lo uccide. Da questo momento, le due donne sono in fuga. La polizia ci mette poco a collegarle con l’omicidio. Thelma vorrebbe che si costituissero, ma Louise è convinta che nessuno crederebbe al tentato stupro, perché in troppi nel locale hanno visto Thelma ballare guancia a guancia con il suo aggressore.

Louise, quindi, decide di fuggire in Messico, non vuole rischiare di finire in prigione. In fondo il suo gesto non può rientrare nella legittima difesa sua o di Thelma. Nel viaggio oltre confine, non vuole passare per il Texas, si intuisce chi lì le è successo qualcosa di traumatico, che ha qualcosa a che fare con la sua reazione violenta alla provocazione dell’aggressore dell’amica.

Spoiler e curiosità, sconsigliati a chi non avesse ancora visto Thelma & Louise (o avesse una pessima memoria).

Per strada succede di tutto: Louise si fa portare dei soldi da Jimmy che le chiede di sposarlo; danno un passaggio ad un autostoppista giovane e sexy nel suo look da cowboy (un bellissimo Brad Pitt quasi esordiente) che le deruba; Thelma rapina un supermercato a mano armata.

Sulle loro tracce si mette da subito l’ispettore Hal Slocumb (Harvey Keitel), che, rintracciatele al telefono, cerca di convincere Louise a patteggiare. Ma invano, perché le due amiche scelgono una fine tragica.

Fine un po’ diversa da quella che in origine era prevista nella sceneggiatura. Infatti, la scena del bacio d’addio tra Thelma e Louise fu un’idea di Susan Sarandon, come ha rivelato lei stessa sempre in occasione del recente trentennale. Ridley Scott, aperto alle improvvisazioni, abbandonò quindi il copione che prevedeva che solo Louise morisse. Invece, l’improvvisazione di Sarandon e Scott ci ha regalato una delle scene finali più stupefacenti e memorabili di Hollywood: un dialogo secco, uno sguardo d’intesa, il bacio, la breve corsa della Thunderbird del 1966 e il salto nel vuoto.

D’altronde, tutto il film è pervaso dalla continua tensione verso l’emancipazione delle protagoniste, le quali, una volta capito che possono autodeterminarsi, scelgono anche la loro fine, decidono di non tornare indietro. L’estremo gesto diventa – come intuito da molta critica – non manifestazione di follia o cedimento all’emotività, ma la più alta affermazione di dignità e libertà.

Geena Davis e Susan Sarandon interpretarono magistralmente un messaggio di solidarietà e libertà.

Thelma e Louise sono donne che ad un certo punto non si fidano più del sistema, della polizia, degli uomini che pure vogliono aiutarle (Jimmy, il poliziotto Hal), perché hanno paura – forse fondata – che il sistema non crederà alle loro ragioni e non valuterà con indulgenza le loro responsabilità.

Il film è un racconto di tanti tipi di prevaricazioni che le donne subiscono da sempre: dalla repressione all’interno del matrimonio, allo stupro, passando per le “avances” volgari dei camionisti per strada, al limite della violenza verbale (quelli che qualcuno definisce “apprezzamenti” e qualcun altro “catcalling”).

La pellicola ha nelle due attrici meravigliose un grande punto di forza. In parallelo a loro, senza mai neanche stare nella stessa inquadratura, un Harvey Keitel in gran forma, nei panni di Hal l’unico uomo che non sembra mai giudicarle o rimproverarle e voler evitare loro il peggio.

Lui sa cosa è successo in Texas e non vorrebbe che Louise subisse altre violenze, nemmeno a causa dell’arresto da parte della polizia.

Eppure non si incontreranno mai, come se i due mondi, quello delle donne prevaricate e quello degli uomini che vorrebbero uscire da un universo maschile assolutista e prepotente e sciogliere la catena di violenza, non riuscissero a stare nella stessa stanza e ad allearsi.

Anche l’omicidio che innesca il viaggio verso il Canyon serve a Louise per dimostrare a quell’uomo e a chi le ha usato violenza che non sono loro i più forti.

Ma Thelma & Louise è anche uno dei capolavori di Ridley Scott, che qui raggiunge vette di eccellenza.

Il film trascende di fatto qualsiasi genere. È difficilissimo anche solo definirlo un film drammatico, nonostante la tensione crescente e il finale tragico, visto che non mancano i toni della commedia e si sorride anche in molte scene “forti”.

Tuttavia si riconosce l’impianto western. L’iconografia del West americano è completa in ogni scena: deserto, strade polverose, cappelli da cowboy, saloon, diner, motel con la piscina, tutto in mezzo al nulla.

Come ha fatto notare parte della critica (Annarita Mazzucca), il film western è il film “da uomini” per eccellenza e il fatto stesso che la scena finale sia in un Canyon, “luogo di azione squisitamente maschile, rappresenta l’ultima presa di possesso, l’ultima libertà”.

Per Morandini, invece – che ha esaltato la sceneggiatura di Callie Khouri proprio per “la feconda combinazione di dramma e commedia” – è uno dei film “più euforicamente femministi mai arrivati ad Hollywood”.

3 motivi per guardarlo:
  • per Geena Davis e Susan Sarandon in una grande prova di attrici; 
  • per le splendide immagini dell’America più mitica, Grand Canyon compreso, del direttore della fotografia Adrien Biddle;
  • perché è uno dei capolavori di Ridley Scott.

Quando vedere il film: con un’amica, magari mentre organizzate un viaggio insieme, che non contempli una pistola in valigia però.

Stefania Fiducia

Avete letto il precedente articolo della rubrica del cineforum?

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