Il Gladiatore, una pietra miliare nell’Antica Roma

Il Gladiatore recensione

Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell’esercito del nord, generale delle legioni Felix, servoleale dell’unico vero imperatore Marco Aurelio, padre di un figlio assassinatomarito di una moglie uccisa,… e avrò la mia vendetta, in questa vita o nell’altra.

Il Gladiatore

Regia: Ridley Scott

Cast principale: Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Richard Harris, Connie Nielsen, David Hemmings, Oliver Reed

Genere: Azione, Storico, Drammatico

Produzione: USA

Anno: 2000

Il Gladiatore è il tipo di film su cui una volta Hollywood ha costruito la sua reputazione ma che raramente produce più: lo spettacolo.

Pieno di personaggi straordinari, paesaggi meravigliosi, scenografie impressionanti e narrazioni epiche, Il Gladiatore è progettato non solo per intrattenere, ma per affascinare. Attira il pubblico e lo immerge in una realtà lontana piena di incanto e dolore, un film su larga scala che nel 2000 riportò al cinema il genere epico che era stato quello di Ben Hur e Lawrence D’Arabia.

Il regista Ridley Scott proveniva da un genere completamente diverso, quello della fantascienza con titoli come Alien e Blade Runner. Il Gladiatore rappresenta il secondo tentativo del regista di origine britannica in un’epopea storica, ed è di gran lunga più riuscito della sua carriera fino a quel momento. Una storia avvincente, drammatica ed epica che ancora oggi fa parlare di sè.

Il Gladiatore ha ottenuto diversi riconoscimenti dalla critica dell’epoca, oltre ad attirare nelle sale un vasto pubblico in tutto il mondo e ha vinto ben cinque premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior attore protagonista a Russel Crowe.

Massimo Decimo Meridio, da schiavo a gladiatore

La storia, com’è noto, è ambientata nel 180 d.C., quando l’Impero Romano è in piena fioritura, essendo sopravvissuto agli eccessi di un imperatore corrotto dopo l’altro.

L’ultimo Cesare, Marco Aurelio (Richard Harris), è uno studioso che è sceso sul campo di battaglia per respingere la minaccia dei barbari dalla Germania. A tal fine, ha invaso il territorio, facendo affidamento sulla leadership e sul valore del suo miglior generale, Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe). Massimo non delude e l’Imperatore decide privatamente di nominarlo suo successore, una decisione che però non piace molto a Commodo (Joaquin Phoenix), il figlio di Marco Aurelio.

In un impeto di rabbia e dolore, uccide suo padre, poi fa portare via Massimo con l’intenzione di farlo giustiziare. Il generale, tuttavia, sfugge alla morte, uccidendo i suoi potenziali assassini, quindi corre a casa per proteggere sua moglie e suo figlio. Ma è troppo tardi: quando arriva, sono morti entrambi e presto viene fatto prigioniero dai mercanti di schiavi. Insieme al suo nuovo amico Juba (Djimon Hounsou), viene acquistato da Proximo (Oliver Reed), proprietario e allenatore dei Gladiatori. Riconoscendo il potenziale di Massimo, Proximo lo prepara per un viaggio al Colosseo di Roma.

Un film epico, diventato un vero cult

Il Gladiatore, come anticipato, sposa la portata eroica di film come Ben-Hur, Spartacus, Braveheart e tanti altri, un genere che oggi è difficile da poter incontrare in una produzione cinematografica. Alcuni dei personaggi del film sono davvero esistiti nella storia, tra cui Commodo (regno: 180-192 d.C.) e Marco Aurelio (nome completo: Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto, regno: 161-180 d.C.), quindi la storia nonostante sia di fantasia ha anche delle basi storiche dimostrabili.

l film non manca mai di essere coinvolgente, con momenti dolorosi, commoventi e pieni di adrenalina. Inoltre, la sceneggiatura riesce a evitare la trappola della prevedibilità, anche perché i personaggi cattivi sono intelligenti almeno quanto gli eroi e molto più spietati.

La scenografia di Arthur Max, Crispian Sallis e la fotografia di John Mathieson sono meravigliose, dalla sequenza di apertura iniziale ai combattimenti dei gladiatori, tutto grandioso e immenso proprio come negli storici film epici di una volta. Ridley Scott ha creato una Roma da cui lasciarsi meravigliare.  Il Gladiatore è un dramma epico che funziona, quindi, su molti livelli diversi.

Personaggi ed emozioni che ci rispecchiano

La maggior parte di ciò che vediamo sullo schermo ne Il Gladiatore è un riflesso speculare delle emozioni che alimentano le nostre passioni. Come il protagonista Massimo, tutti noi prima o poi abbiamo perso qualcosa di prezioso e conosciamo l’impulso a cercare vendetta. Come lui, preferiremmo ignorare il disordinato mondo della politica a favore del calore dell’amore familiare. 

Come Marco Aurelio, abbiamo cercato di fare la cosa giusta, ma spesso passiamo enormi fardelli sulle spalle di chi ci è più vicino. Come Commodo, tutti noi abbiamo sentito il dolore di essere rifiutati da qualcuno a noi vicino e caro, abbiamo reagito con risentimento e rabbia. Come Lucilla, siamo stati coinvolti nel fuoco incrociato tra due persone a noi vicine. E come Proximo, siamo stati sorpresi da momenti di grazia e bontà, quando abbiamo trasceso i nostri più vili momenti di cinismo.

In conclusione,  il Gladiatore è un film molto coinvolgente, che racchiude in sè la cultura e la psicologia della Roma del II secolo.

3 motivi per guardarlo:

  • Immergersi nell’antica Roma
  • La colonna sonora del maestro Hans Zimmer
  • Semplicemente perché è imperdibile

Quando vedere il film:

Il film dura quasi 3 ore quindi, mettetevi comodi e trovate un pomeriggio libero per godervi la maestosità de Il Gladiatore

Ilaria Scognamiglio

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