Casper: il fantasmino in CGI che ancora fa sognare piccoli e grandi

casper 1995 recensione film

Titolo Originale: Casper
Regia: Brad Silberling
Nazione: U.S.A.
Anno Produzione: 1995
Genere: Fantasy
Durata: 100′
Cast: Christina Ricci, Bill Pullman, Cathy Moriarty, Eric Idle, Fred Rogers, Amy Brenneman.

Bucanieri e dobloni d’oro. Whipstaff nasconde un gran tesoro

Trama

Il defunto padre della perfida Carrigan Crittenden ha lasciato in eredità il suo denaro ad associazioni ambientaliste, ad eccezione, come casa per la figlia, del castello di Whipstaff: un maniero in stile Gaudí situato sulle scogliere a Friendship, nel Maine. Unica pecca, il castello è infestato da quattro fantasmi e chiuso da cento anni. Uno di questi spettri, il piccolo Casper, è un fantasmino molto gentile e sensibile, e tramite programmi amichevoli della tv che egli stesso ha introdotto nel maniero, vorrebbe fare amicizia coi vivi, ma i suoi tre svitati zii, Molla, Ciccia e Puzza, comportandosi come veri fantasmi, tentano di tutto per spaventare chiunque voglia entrare in casa.

Dopo che gli spettri hanno messo in fuga un prete esorcista, l’acchiappafantasmi Ray Stantz e una squadra di operai chiamata per demolire l’edificio, Carrigan, per appropriarsi di un tesoro che una cassaforte del maniero nasconde, decide di farlo disinfestare dal medium più famoso degli Stati Uniti, il dottor James Harvey, che arriva con la figlia Kat al castello. Sebbene inizialmente James abbia problemi con il trio spettrale, riesce a metterli temporaneamente fuori gioco intrappolandoli in un aspirapolvere, mentre Kat fa amicizia col mite Casper. Davvero filerà tutto liscio? Ne vedremo delle belle!

La tenerezza di Casper: uno dei primi film con un protagonista in CGI

Casper è un film del 1995 diretto da Brad Silberling, basato sul personaggio omonimo protagonista di cartoni animati e fumetti. Fu una delle prime pellicole ad avere un personaggio principale realizzato interamente in CGI. Infatti, il film fece ampio uso della computer-generated imagery per ricreare i fantasmi.

Gli effetti speciali sono  veri protagonisti della pellicola, per l’epoca rappresentava infatti una tecnologia avanzata, questa richiese due anni di lavoro e  28.000 miliardi di bytes, come 19 milioni di floppy disc. Insomma, in un confronto con Jurassic Park la produzione di quest’ultimo fu quasi un gioco da ragazzi.

Casper e le atmosfere poco spettrali

Guardando Casper è evidente che l’autore sia un accanito ammiratore di Tim Burton,  questo è evidente in alcune scene che alleggeriscono e addolciscono la presenza del fantasmino grazie ad un’attenta osservazione umoristica: per esempio nel mimetizzarsi ovunque, tra quadri, orologi e carillon;  o negli scherzi all’imbranato dr. Dangerfield ed Eastwood.

La trama di Casper si divide in due parti. Nella prima la pellicola si focalizza sull’ambientazione di James e Kat all’interno di Whipstaff. Mentre, nella seconda, la prospettiva è focalizzato nettamente in direzione del “tesoro di Whipstaff”.

L’atmosfera generale è semplice e quasi sempre leggera. I toni della narrazione risultano nel complesso abbastanza credibili soprattutto grazie a qualche venatura drammatica. Non manca l’effetto malinconia, elemento imprescindibile a sostegno dell’evoluzione del protagonista.

Grazie ad un sapiente lavoro tra regia e autori il film non presenta momenti morti. Il ritmo della pellicola è sempre cadenzato, pieno di sorprese e ma a tratti scontato. Nei primi minuti non manca qualche riferimento al genere Horror senza mai toccarlo veramente.

Le musiche

Degna di nota è la colonna sonora. James Horner, compositore anche delle musiche di Balto, con la sua Casper’s Lullaby, ha realizzato una chicca rimasta nella mente di tutti gli spettatori.

Quanto alla soundtrack in generale, ogni brano accompagna lo spettatore per tutti e 100 i minuti. Da non dimenticare gli intermezzi rock che fungono da ausilio ai momenti di comicità e leggerezza.

Un cult movie a metà tra commedia romantica e ghost story

Certo il film non spicca sicuramente per l’uso della tecnologia in fase di post-produzione, ma le “imperfezioni” vengono raddrizzate da una trama semplice e divertente.. Spicca la presenza di Cristina Ricci, la quale, orbitando intorno ad un altro suo personaggio “dark”, Mercoledì ne la “Famiglia Adams”, riesce a creare un personaggio rimasto nell’immaginario collettivo.

La storia, che piaccia o meno, è per piccoli e grandi grazie al romanticismo che incanta con la scena del ballo facendo sognare tutte le bambine che guardavano disincantate il prototipo cinematografico del principe azzurro.

Come non ricordare una delle frasi celebri di questo film cult degli anni ’90:

“Posso tenerti con me”

In conclusione, nonostante la leggerezza, l’opera tratta tematiche complesse come la morte, l’amore, l’amicizia, l’avidità compulsiva e persino l’integrazione giovanile. La pellicola è commovente e ricca di citazioni. Ad esempio quando il Dr. Ray Stantz nel tentativo di liberare la casa dai fantasmi esclamerà: «Who you gonna call? …Someone Else.»

Curiosità

  • In un cameo appare Dan Aykroyd in veste del dottor Raymond Stantz (già interpretato in Ghostbusters) che tenta di liberare la casa dai fantasmi senza successo;
  • In un altro cameo appaiono anche Clint Eastwood, il comico statunitense Rodney Dangerfield, Mel Gibson e lo Zio Tibia.  Inoltre, anche il produttore del film Steven Spielberg sarebbe dovuto apparire nel film, ma la sua apparizione venne tagliata a causa della tensione del regista ad essere ripreso;
  • La pellicola è stata girata interamente presso gli Universal Studios di Los Angeles, compreso il Lago Singapore sito negli studi medesimi; solo una una parte venne girata a Rockport, Maine;
  • La produzione è costata 55 millioni di dollari, in fase di distribuzione incassò 100 328 194 $ in Nord America e 187 600 000 $ nel resto del mondo, per una somma totale di 287 928 194 $ , rendendolo un ottimo successo commerciale;
  • Nella stagione cinematografica 1995-96 il film si classificò al 6° posto tra i primi 100 in uscita quell’anno;

Perchè guardarlo

Per ricordare l’infanzia i primi amori infantili, e rivivere i giorni di spensieratezza.

Tre motivi per guardarlo

  1. Per la scena del ballo;
  2. Per rivedere Casper umano;
  3. Perchè le risate sono assicurate.

Angela Patalano

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