Dawn of the Dead e la combo vincente Romero – Argento

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Quando non ci sarà più posto all’inferno i morti cammineranno sulla terra…

Titolo originaleDawn of the Dead
Regista: George A. Romero
Sceneggiatura: George A. Romero, Dario Argento
Cast Principale: Ken Foree, Scott H. Reiniger, David Emge, Gaylen Ross
Nazione: USA
Anno: 1978

Non è un caso che Dawn of The Dead, titolo originale di questo assoluto cult del 1978, sia un pilastro dei film di genere horror dedicato agli zombi. La sceneggiatura è di George A. Romero e Dario Argento: e di quest’ultimo il tocco si sente fortissimo, specialmente nelle scene di sangue.

Perché Romero alla fine è uno che pensava al messaggio. Pensiamo a La Notte dei Morti Viventi, uscito 10 anni prima. Non è il sangue il protagonista. Mentre Dario Argento qui firma un capolavoro, a cui viene aggiunta la ciliegina sulla torta: la colonna sonora dei Goblin di Claudio Simonetti.

E credetemi, ho visto spezzoni della versione senza la colonna sonora: non c’è paragone. E alla fine anche Romero si decise a portare negli States parte del lavoro di Simonetti.

Titolo

Inutile dire che come al solito la traduzione del titolo in italiano “Zombi” non c’entra nulla con l’originale, ma soprattutto perde il senso della trilogia di Romero, dalla Notte dei Morti Viventi, all’Alba dei Morti Viventi, fino al Giorno degli Zombi.

Trama

L’inizio ex abrupto del film inserisce lo spettatore nel vivo dell’azione: Stephen porta in salvo la sua fidanzata Jane, che lavora presso un emittente televisiva dove gli ospiti stanno discutendo sul perché i morti hanno ricominciato a camminare e ad uccidere la gente. Li raggiungono l’amico Roger e il suo collega Peter, entrambi poliziotti reduci da una missione presso un condominio abitato da sudamericani che non vogliono consegnare i loro morti alla Guardia Nazionale. Tutti e quattro salgono sull’elicottero di Steve per lasciare l’apocalisse e l’unico posto dove sembra sicuro atterrare, dato il poco carburante rimasto, sembra essere un centro commerciale…

L’eleganza di George A. Romero

Guardo questo film da oltre vent’anni e nel tempo ho saputo catturare sempre elementi nuovi. Il mio personaggio preferito è sempre stato Roger, ma tutti sono delineati molto bene, nonostante sia un film sugli zombi (e quindi ci si aspetterebbe poco spessore). Il bello è proprio questo: apprezzare tali pellicole prima dell’evoluzione “Resident Evil“, ovvero dell’horror sparatutto.

Uno degli scontri maggiori nel film è quello tra Stephen e Jane, specialmente nei ruoli di genere. E non è un caso che Jane venga supportata proprio da Peter, che è di colore e sa cosa vuol dire essere messi in panchina. Nel film Jane si impunta per non fare da mammina ai tre uomini (che non perdono occasione per andare a giocare coi fucili) e per imparare a difendersi da sola. Ne remake del 2004 di Zack Snyder questa caratteristica sarà ancora più accentuata nella protagonista femminile Ana.

Dal singolare al generale, in “Zombi” c’è tutta l’eleganza dei film di Romero anche nello sguardo alla società: non viene mai trascurata la satira politica e le frecciatine al popolo americano, megalomane e impregnato di consumismo. Gli zombi camminano lenti, ma sono tantissimi e molto affamati, come le persone al centro commerciale, lente e affamate di “cose”. Una metafora sottesa che è giusto ricordare.

Nonostante la lentezza, la suspense è comunque garantita grazie alla musica ritmata dei Goblin, quel sound anni Ottanta che inquieta al punto giusto.

Una curiosità

Tom Savini, che qui cura gli effetti speciali, appare sia in questo film (come leader della banda di motociclisti) sia con un breve cameo nel remake.

Insomma, se volete un horror come si deve, lo avete trovato.

3 motivi per vedere il film

  • La colonna sonora
  • La scena di Stephen nell’ascensore
  • La combo Romero – Argento

Quando vedere il film

Una notte d’estate.

Alessia Pizzi

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