Nostalgia anni ’80: dieci canzoni per raccontare un decennio esagerato

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Ci sono periodi storici che, nonostante l’inesorabile passare del tempo, restano impressi nella memoria e nel cuore di chi li ha vissuti. Quando pensiamo agli anni ’80 ci vengono subito in mente le spalline imbottite, i capelli cotonati, i colori fluo, i blue jeans a vita alta.

Sono gli anni delle giacche sgargianti, dei fuseaux (che oggi chiamiamo leggings), dei colori accesi, degli scaldamuscoli, dei polsini, degli accessori esageratamente grandi.

Quando ricordiamo gli anni ’80 non possiamo fare a meno di pensare a Madonna, l’icona di stile che ha meglio rappresentato la moda di quel decennio, con i suoi look estrosi fatti di pantaloni stretch, gonne a palloncino, jeans sdruciti, collane con le croci e guanti a rete. E lei, Madonna Louise Veronica Ciccone, non è stata solo un’icona della moda, ma anche e soprattutto della musica anni ’80.

Ripercorriamo con una playlist quindi questo decennio esagerato e immergiamoci nella nostalgia anni Ottanta!

1980 Blondie – Call me

Pubblicato nel febbraio 1980, Call Me è il più grande successo del gruppo. Il brano è posizionato al 289esimo posto nella lista delle 500 migliori canzoni secondo la rivista Rolling Stone.

1981 Depeche Mode – Just can’t get enough

Tratto da Speak and Spell, album d’esordio dei Depeche Mode, il singolo ha una melodia ossessiva e una forma di scrittura ripetitiva come quella di una filastrocca. “Just can’t get enough” è semplicemente impossibile da dimenticare.

1982 The Clash – Should I stay or should I go

Should I Stay or Should I Go è un singolo dell’album Combat Rock. Scritta da Mick Jones nel 1981 è l’unica canzone del gruppo che ha raggiunto la prima posizione delle classifiche, ma nel 1991, ben nove anni dopo la pubblicazione dell’album.

1983 Eurythmics – Sweet Dreams

Sweet Dreams (Are Made of This) è l’unica canzone degli Eurythmics che ha raggiunto la vetta delle classifiche negli Stati Uniti. Entrato nella lista delle 500 migliori canzoni redatta dalla rivista Rolling Stone, il brano è stato reinterpretato da Marilyn Manson, per il suo album Smells Like Children.

1984 Madonna – Like a Virgin

Il brano che Madonna dedicò “a tutte le vergini del mondo” fu un successo istantaneo. Con questo singolo, il primo di una lunga serie di provocazioni, la giovane Madonna iniziò nel 1984 un’ascesa fulminea che la porterà a essere riconosciuta a livello mondiale come regina indiscussa del pop.

1985 Dead Or Alive – You Spin Me Round

I Dead or Alive sono conosciuti da molti grazie a You spin me round, canzone talmente famosa da aver fatto includere la band nella categoria degli “one hit wonders”, cioè degli artisti resi popolari da un’unica e sola canzone. In realtà i Dead or Alive hanno portato ben dieci singoli nella top 75 britannica.

1986  David Bowie – Absolute Beginners

Absolute Beginners è una canzone del 1986 scritta e interpretata da David Bowie per il film omonimo diretto da Julien Temple. Il singolo  arrivò al secondo posto nel Regno Unito e al primo nella classifica europea Eurochart Hot 100 Singles.

1987 The Smiths – Girlfriend In A Coma

https://www.youtube.com/watch?v=3GhoWZ5qTwI

Girlfriend in a Coma, primo singolo estratto dall’album d’addio degli Smiths, Strangeways, Here We Come, è la canzone più famosa band e forse anche la più controversa. All’uscita del singolo Radio 1 della BBC decise di non trasmetterla. La storia della canzone è già nel titolo: un ragazzo è al capezzale della sua fidanzata in coma.

1988 U2 – Desire

Estratto come singolo dall’album Rattle and Hum è il  primo brano del gruppo a raggiungere la vetta della classifica inglese.

Recentemente gli U2 hanno eseguito dal vivo Desire campionando la voce di Donald Trump. La frase “Yeah she’s a promise / in the year of election / Sister, I can’t let you go / I’m like a preacher stealing hearts”, ovvero: “È una promessa in periodo di elezioni. Sorella, non posso lasciarti andare. Sono come un predicatore che ruba cuori”, sarà sembrata perfetta alla band da far pronunciare alla voce del presidente degli States.

1989 The Cure – Lullaby

Lulluby è la canzone più famosa di Disintegration. Il singolo è ispirato alla vita di un Robert Smith bambino, che subiva le raccapriccianti ninne nanne che gli cantava suo padre. Ha dichiarato: “Ne ha sempre inventate un sacco e avevano tutte dei finali orribili. Qualcosa tipo: ‘Dormi piccolo mio o non ti sveglierai mai più’…”

Valeria de Bari

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