Madonna è sempre Madonna: continuano i 10 Madonnamenti

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Come promesso torniamo a parlavi di Madonna, con altre 10 curiosità.

Nel mese del suo compleanno continuiamo il nostro approfondimento sulla cantante dei record. Ecco per voi altri 10 Madonnamenti: per conoscere tutto della Ciccone, anche circa quelle cose che credevate di sapere. Ma solo informazioni accurate e verificate, mica come lei su social.

1 A chi affidare “Ray of Light”

Il sound di “Ray of light“, uno degli album di Madonna più acclamati da pubblico e critica, cambia moltissime vesti in corso d’opera. Inizialmente assegnato a Babyface, a cui si deve parte del successo del precedente “Bedtime stories“, viene poi affidato a Rick Nowels a cui si aggiunge il fidatissimo Patrick Leonard. Alla fine, sotto suggerimento del suo manager, Guy Oseary, Madonna si rivolge a William Orbit. Il musicista, compositore e produttore brinannico ha già remixato per la cantante alcuni brani ed è grazie a lui che Madonna traghetta il mondo dell’elettronica nel pop.

2 In “The power of good-bye” c’è tantissimo cinema

L’attore Goran Višnjić è scelto personalmente da Madonna per apparire nel video di “The power of good-bye” dopo averlo visto recitare nella pellicola “Benvenuti a Sarajevo”. Tanti sono i riferimenti cinematografici contenuti nel filmato: dalla partita a scacchi de “Il caso Thomas Crown” di Norman Frederick Jewison con Faye Dunaway e Steve” McQueen a Perdutamentedi Jean Negulesco con Joan Crawford.  

3 Le memorie sì, ma di quale geisha

Per il video di “Nothing really matters” Madonna si ispira alle atmosfere del libro “Memorie di una geisha” di Arthur Golden. Il personaggio da lei interpretato non si richiama, però, come creduto comunemente alla protagonista del romanzo bensì alla sua rivale: Hatsumomo.

4 C’è sempre tempo per imparare

Durante la promozione dell’album “Music“, Madonna inizia a esibirsi suonando la chitarra. Il suo maestro è Monte Pittman, che la accompagna in ogni sua performance allo strumento. Inizialmente il chitarrista era stato assunto per dare lezioni a Guy Ritchie, l’allora marito di Madonna. Finisce per diventare un compagno di palco insostituibile per la cantante.

5 Questo bacio a chi lo do

Non doveva essere Christina Aguilera a dividere con Britney Spears il palco e il bacio di Madonna agli MTV Video Music Awards 2003: la prima a essere interpellata è P!nk, ma la prospettiva di dover a interrompere le vacanze per presenziare alle prove la fa desistere. In seguito è fatto anche il nome di Jennifer Lopez.

6 La confessione che doveva essere un musical

Prima di “Confession on a dance floor” Madonna sta lavorando a due musical: uno dovrebbe intitolarsi “Hello suckers” e l’altro riguarda una donna che, in punto di morte, dal suo letto ripercorre la propria vita. A quest’ultimo progetto collabora anche Luc Besson. Non soddisfatta dallo script da lui presentato, decide di accantonare il progetto e utilizzare quanto musicalmente di buono già prodotto per un nuovo album. Affidandone la co produzione a Stuart Price, già suo collaboratore e direttore musicale dei suoi due precedenti tour.

7 Come ti cambio il regista

In origine il video per “Hung up” doveva diretto da David LaChapelle. Madonna, da poco ripresasi da una bruttissima caduta da cavallo che le ha procurato tre vertebre incrinate, una frattura alla clavicola e una alla mano, non è d’accordo con la visione “documentaristica” proposta dal regista e lo sostituisce con Johan Renck.

8 Uno scatto dal pubblico diventa copertina

L’immagine utilizzata per la copertina del singolo di “Sorry” è stata scattata dal vivo dal fotografo Marcin Kokowski mentre si trovava tra il pubblico venuto ad assistere a un concerto al G.A.Y. di Londra per promuovere “Confession on a dance floor“. Dopo aver pubblicato le fotografie della performance sul proprio sito, Kokowski viene contattato da un’assistente del manager di Madonna che si dice interessata ad acquistare un’immagine tra quelle. E, dopo un attento ed artistico lavoro di ritocco da parte di Giovanni Bianco, la copertina è pronta.

9 Se il diavolo ci mette lo zampino

Nelle intenzioni “Devil wouldn’t recognize you” doveva essere eseguita come inedito durante il Re-Invention Tour del 2004. Sfortunatamente non finisce in scaletta né viene ripresa all’interno del successivo lavoro: il già citato “Confession on a dance floor”. Vede infine la luce grazie ad “Hard candy” e rappresenta la vera perla dell’album, nonostante la produzione di Timbaland, Justin Timberlake e Danja pare si impegni a renderla davvero troppo simile a “Cry me a river” dell’ex NSYNC.

10 Poteva essere Oscar

Dopo aver vinto due Oscar per altri con le canzoni “Sooner or later” e “You must love me”, rispettivamente firmate da Stephen Sondheim per “Dick Tracy” e da Andrew Lloyd Webber e Tim Rice per “Evita”, Madonna conquista un Golden Globe con “Masterpiece”: una ballata scritta appositamente per il suo film “W.E.” insieme a Julie Frost e Jimmy Harry oltre che prodotta con William Orbit. Grazie a questo premio dovrebbe spalancarsi la possibilità di un Academy Award: peccato risulti ineleggibile perché non compare all’interno della pellicola né come primo brano durante i titoli di coda.  

Cristian Pandolfino

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