E sognai di Cime tempestose, le autrici raccontano il loro libro

E sognai di Cime tempestose è una guida ideale per chi ama il mondo di Emily Brontë. In questa intervista le due autrici ci raccontano come è nato il libro ma anche il loro amore per la scrittrice inglese.

Lo scorso maggio, la casa editrice Alcheringa edizioni ha pubblicato un piccolo gioiello: E sognai di cime tempestose di Selene Chilla e Serena Di Battista. Abbiamo incontrato le due autrici per parlare del libro ma anche del loro infinito amore per il romanzo di Emily Brontë e per tutto il mondo che da sempre circonda la scrittrice inglese.

Quando è sorta la vostra passione per Cime tempestose?

La passione per il romanzo di Emily Brontë è nata durante gli anni delle scuole superiori, quando le nostre professoresse di letteratura inglese ci hanno fatto conoscere per la prima volta Heathcliff e Catherine. Abbiamo subito intuito che la loro vicenda fosse qualcosa di più di una semplice storia d’amore. Siamo state fin dal principio attratte dalla profondità dei personaggi, dall’intensità della narrativa di Emily, dalla veridicità dei sentimenti che descrive.

Alcuni anni fa avete creato un sito sul mondo delle sorelle Bronte. Parlateci di questo progetto.

The Sisters’ Room nasce tre anni fa a seguito di un viaggio che, per amore delle Brontë, ci ha portate a visitare Haworth, il piccolo paesino dello Yorkshire dove le tre scrittrici hanno vissuto e scritto. Appena messo piede ad Haworth abbiamo subito capito quanto quei luoghi, quella natura, quel clima, fossero stati di impatto nella scrittura delle tre sorelle e in particolar modo di Emily.

Camminando per la brughiera ci sembrava di poter davvero scorgere i fantasmi di Heathcliff e Catherine che si allontanavano. Quello che Emily aveva descritto in Cime Tempestose era davvero tutto ciò che per anni aveva visto, e visitare i luoghi che l’avevano ispirata è stata a sua volta un grande stimolo per noi.

Tornate a casa avevamo voglia di diffondere la nostra esperienza, ed è nato così il nostro blog di viaggio e letteratura dedicato alle Brontë. Sul nostro sito condividiamo foto, esperienze, impressioni sui luoghi e le opere bronteane, e come membri della Brontë Society, ci manteniamo anche in stretto contatto con il Brontë Parsonage Museum per fare da ponte e informare gli appassionati nel nostro paese di qualunque evento o novità nel campo degli studi bronteani. Collaboriamo inoltre con la professoressa Maddalena De Leo, rappresentante della Brontë Society in Italia, pubblicando ogni mese un suo articolo di ricerca e curiosità bronteane e facendo molto affidamento sulle sue conoscenze per imparare sempre di più.

Come è nata l’idea di scrivere E sognai di Cime tempestose?

L’idea di scrivere un libro nasce dal desiderio di lasciare un ulteriore segno della nostra passione e concretizzare il nostro lavoro in qualcosa di tangibile, da poter sfogliare, toccare. Da grandi amanti dei libri, la scrittura è sempre stata il nostro mezzo di comunicazione preferito.

Poter vedere anni di viaggi e ricerche finalmente concretizzati su carta è stato un sogno che diventava realtà. Abbiamo cullato l’idea di scrivere un libro a lungo, lavorando ad ogni riga con gioia e passione. E’ stata un’esperienza magnifica!

Nelle pagine sottolineate spesso il ruolo del paesaggio nel libro della Brontë. Ci volete descrivere questa natura che è una sorta di vero e proprio personaggio?

Sì, è vero, il paesaggio in Cime Tempestose ha un ruolo da vero e proprio protagonista. Sembra quasi avere in comune dei tratti caratteristici con i personaggi stessi dell’opera. Le brughiere dello Yorkshire, quando in inverno gelano e non vi cresce nulla, possono essere aride e desolate e somigliano al cuore di Heathcliff quando, accecato e consumato dall’odio, non trova nella sua vita nulla per cui valga la pena viverla, se non la vendetta. Allo stesso tempo, in estate, sorprendenti turbinii di colore cangianti sotto i riverberi del sole e agitati dal vento, animano la brughiera di una forza e un’energia che ricordano molto la passione e il senso di libertà tanto agognato da Cathy. È un paesaggio che cambia sempre, come l’animo delle persone. Una natura selvaggia che sembra la cornice perfetta, l’unico luogo in cui poter liberare le più violente e vere emozioni umane.

Quale è stata la maggiore difficoltà nello scrivere il libro?

Reperire tutte le informazioni non è stato sempre semplice, ma con i contatti stabiliti in questi anni grazie al lavoro svolto con il blog, un grande impegno e un po’ di fortuna siamo riuscite ad ottenere tutto ciò di cui avevamo bisogno.
Di sicuro però, la difficoltà maggiore, è stata tentare di dare al testo uno stile omogeneo, pur scrivendolo a quattro mani. Abbiamo molte cose in comune e condividiamo una grande passione per Emily e il suo romanzo, ma siamo tanto diverse e di conseguenza ci esprimiamo ognuna a modo proprio. Avevamo paura che il lettore percepisse gli stacchi dall’una all’altra. Ma una volta terminata la stesura dei capitoli abbiamo cercato di lavorare all’insieme del libro, in modo da rendere il tutto più fluido. Speriamo di esserci riuscite.

La maggiore soddisfazione invece?

Emily Brontë è per noi un punto di riferimento e una grande ispirazione da quando eravamo poco più che ragazzine e da prima che ci conoscessimo. La prima soddisfazione, a livello personale, è quella di essere riuscite a creare qualcosa, a rendere vero un sogno di entrambe, realizzandolo insieme. La seconda, a livello professionale, è sapere di essere state capaci di concretizzare tutti gli sforzi e il lavoro svolto fin qui, in qualcosa di tangibile: nel mondo, grande, infinito, pieno di giganti che scrivono di letteratura, esiste un nuovo, piccolo libro che racconta una parte dell’universo di Emily Brontë. E lo abbiamo scritto noi.

Consigliate a chi non ha mai visto quelle brulle terre un itinerario brontiano?

Il tempo a disposizione e il meteo la fanno veramente da padroni in quei luoghi. Quindi il nostro consiglio è semplice: approfittate del bel tempo per una passeggiata nella brughiera (potreste spingervi fino a uno dei luoghi raccontati nel nostro libro, che sono tutti meravigliosi). Se dovete scegliere una tappa fissa scegliete il Brontë Parsonage Museum a Haworth, perché tutto è iniziato lì.

 

Maurizio Carvigno

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