Sanremo 2020: ha vinto Diodato (e non è un’imprecazione)

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Anche Sanremo 2020 è volto al termine.

Un’edizione che ha fatto parlare di sé molto prima di iniziare con la polemica verso il presunto sessismo di Amadeus, ma che ha lasciato spazio a ulteriori “crisi” anche mentre si svolgeva.

Dal tragico monologo sulla bellezza di Diletta Leotta al meraviglioso bacio tra Tiziano Ferro e Fiorello, fino ad arrivare all’ennesima “perla” firmata Morgan, siamo giunti alla finale, che ha visto Diodato vincitore della settantesima edizione del Festival.

Ecco i commenti a caldo di alcuni Spacciatori di Cultura (in attesa del report completo della nostra Alessandra Santini)

Alessia Pizzi:

Premesso che non ho ascoltato tutte le canzoni in gara (perdonatemi, non ce l’ho fatta a seguirlo tutto per una questione di sopravvivenza), mi sembra che quest’anno il Festival abbia presentato delle proposte davvero interessanti, rispetto all’anno scorso almeno.

Mi delude Piero Pelù, uno dei cantanti più attesi sul palco dell’Ariston per quanto mi riguarda, che canta una canzone in piena modalità Max Pezzali e mi stronca dall’attacco.

Elettra Lamborghini, la Paris Hilton de noantri, mi fa sorridere.

Enrico Nigiotti, che mi aveva stregata con Nonno Hollywood l’anno scorso, quest’anno non regge il confronto.

Levante è la prima che mi fa provara qualcosa all’ascolto: bello il testo, bella lei. Orecchiabile la canzone, ma manca ancora un quid.

I Pinguini Tattici Nucleari hanno portato allegria sul palco ma nulla di più: potrei amarli solo perché hanno intitolato la canzone come il batterista della mia band preferita, ma non penso sia sufficiente.

Lo stesso vale per Achille Lauro, che ha sfoggiato una canzone biascicata con un grande arrangiamento musicale e degli ottimi outfit. Quantomeno si è distinto.

Tosca è una performer a 360 gradi, il testo della canzone è profondo, lei ha un controllo della voce pazzesco.

Diodato, secondo me, merita questo podio fino ad un certo punto: la canzone è la tipica da “vittoria Sanremo”, ma comunque piacevole da ascoltare e con un testo che mi ha colpito molto nella sua “semplice” onestà. Per me, a caldo, il vincitore resta Marco Masini con “Il confronto”. Una canzone ricca di significato, impossibile da dimenticare, anche se durante il live se l’è cantata tutta di gola con la vena in esplosione.

Tecla (che onestamente non so chi sia) ha cantato una canzone interessante, che tocca un tema caldo e a me molto caro. Per questo motivo posso dire che era totalmente fuori luogo: sembrava una bambina di 5 anni che canta la violenza di genere. Se volete un’interprete che canti queste canzoni, dovete trovarne una più “navigata”, ragazzi. Così fa ridere e arrabbiare chi l’ascolta, e mi dispiace perché ha una bellissima voce.

Ma… Alberto Urso vuole imitare (malamente) Bocelli? Domanda. Imbarazzante, nonostante l’inopinabile talento vocale.

Due menzioni a parte per la vera diva di Sanremo: Irene Grandi, con una canzone pimpante e carica di energia (scritta da Vasco Rossi, che a me non piace) e un controllo tecnico della voce pazzesco. Ma dove caspita eri finita?

Rita Pavone è la Loredana Bertè di quest’anno: grandissima interprete, con una canzone ricca di forza e passione, nonché una presenza scenica da fare invidia alla Elodie di turno. Devo davvero commentare Elodie?

Michele Zarrillo, con la canzone di Valentina Parisse, l’ho trovato un po’ affaticato vocalmente, forse non stava troppo bene?

Arrivo al secondo classificato, Francesco Gabbani che mi sta un sacco simpatico perché canta canzoni davvero “diverse”. Quest’anno porta una canzone in linea con le sue corde, ma non capisco bene come sia arrivato secondo, seguito dai Pinguini Tattici Nucleari. Forse per la diversità, forse perché a Sanremo si portano pezzi sempre molto uguali tra loro. Non a caso ha vinto una canzone “standard”. E quindi forse mi sono risposta da sola.

Le mie canzoni preferite, per ora, sono “Ho amato tutto” di Tosca, “finalmente io” di Irene Grandi, “Rumore” di Diodato e “Il confronto” di Marco Masini.




Ambra Martino

Il Festival di Sanremo quest’anno ha avuto diverse belle canzoni ma nessuna di queste, a differenza degli anni passati, è stata la mia canzone preferita dell’edizione. Ed ecco ciò che ho pensato delle canzoni in gara. 

Elodie aveva un pezzo fortissimo, scritto infatti da Mahmood e prodotto da Dardust che, con Charlie Charles, hanno vinto Sanremo 2019. Il problema secondo me è che Elodie non ha presenza scenica, è un’ottima performer ma non fa nulla che comporti l’allontanarsi dall’asta del microfono. Mahmood, al contrario, ne ha e se la canzone l’avesse portata lui, sicuramente sarebbe stato sul podio.

Tosca è tornata a Sanremo portando tutta la sua tecnica e la sensibilità che la caratterizza, regalando forti emozioni con testo e musica stupendi.


Ho apprezzato moltissimo l’intenzione di Elettra Lamborghini di “differenziarsi” dall’attività di famiglia, ma se volesse tornare a Sanremo, senza autotune, dovrebbe prendere molte lezioni di canto.  

Riki non si è scordato, per questo ha portato una canzoncina sdolcinata acchiappa-ragazzine-al-primo-sviluppo (perché definirlo acchiappa-puledre avrebbe blastato troppo).

Di Alberto Urso non ho ancora capito se volesse imitare o scimmiottare Il Volo…

Mi sono piaciuti tanto i rapper Anastasio e Rancore: entrambi molto bravi e con due pezzi forti. Tra i due però ho preferito Rancore, che è stato un grande performer. 

Sono stata molto contenta di vedere il ritorno di Irene Grandi nella scena musicale. Penso però che per rilanciarsi avrebbe dovuto osare di più con il look e che avrebbe dovuto portare una canzone scritta da qualcun altro. È inutile negarlo, Vasco Rossi da alcuni anni non scrive più capolavori come “Alba Chiara”. 

Su Enrico Nigiotti dico solo una cosa: era mille volte meglio “Nonno Hollywood”. E non era neanche fra le mie canzoni preferite l’anno scorso! Se Nigiotti scrive bei singoli solo quando gli muore un parente, sono felice che faccia canzoni nella media.

In questa edizione sono state tre le canzoni dedicate ad un familiare stretto, e fra queste quella più bella per me è Gigante di Piero Pelù. Dovremmo dedicarla ad ogni neonato, ma anche a noi stessi come memo personale di incitamento.

Spero fortemente che Carioca di Raphael Gualazzi sia rivendicata dagli ascolti streaming e dai passaggi in radio, perché lo merita davvero tanto. Del resto penso che gli italiani sono pronti tanto al suo talento quanto si look sanremesi di Achille Lauro


La canzone eliminata, che è stata oggetto di scandalo e twit epic alle 3 di notte, Sincero nell’esecuzione non mi è piaciuta per niente. Bugo e Morgan hanno pochissima voce dal vivo e ho dovuto sentirla su Spotify per apprezzarla e capirla. Il testo e la musica sono molto catchy.

Tra le altre canzoni di Sanremo 2020 ho trovato interessanti i pezzi di Achille Lauro, Paolo Jannacci, Levante, Giordana Angi, Le Vibrazioni e Junior Cally. Quest’ultimo forse un po’ furbo nel ripercorrere la strada battuta l’anno precedente da Achille Lauro: per mutare forma musicalmente si è buttato anche lui su un pezzo rockeggiante e dal testo che strizza l’occhiolino ai “perbenisti”. Masini, Zarrillo e Pavone non hanno portato nulla di nuovo o di diverso, come tanti ci eravamo prospettati. 

Ma veniamo al podio. Gabbani ha cantato un bellissimo messaggio d’amore e complicità, peccato solo che difficilmente nelle relazioni ci sia un rapporto così costruttivo. 


La canzone dei Pinguini Tattici Nucleari che hanno portato è esattamente nel loro stile. Li seguo da circa due anni e so con certezza che hanno pezzi più belli, però sono molto felice che Ringo Starr abbia guadagnato il terzo posto. Sbagliano chi pensano che siano come Lo Stato Sociale: consiglierei un ascolto più accurato dei testi. 

Il vincitore Diodato ha portato un bellissimo brano, che è impossibile non cantare. O urlare. Fai rumore racchiude ciò che Antonio Diodato è artisticamente, ossia un talentuoso cantautore.

Lo ha dimostrato recentemente con «Che vita meravigliosa». Per molti è stata una delle novità di Sanremo, ma altri, tra cui io, se li ricordano poiché ha partecipato a Sanremo Giovani nel 2014 e tra i big due anni fa con Roy Paci in Adesso. L’anno scorso invece è stato ospite di Ghemon assieme ai Calibro 35 in un meraviglioso e perfetto arrangiamento di Rose Viola. Suggerisco in particolar modo l’ascolto della ultime due canzoni citate.

Le mie canzoni di Sanremo 2020 preferite sono (in ordine sparso): Fai rumore, Ringo Starr, Andromeda, Carioca, Ho amato tutto e Tikibombom. 

Menzione d’onore la devo fare a Francesco Gabbani. Anche la vittoria di questo Sanremo è stata decisiva grazie al voto della giuria, come tu l’anno scorso per Mahmood. Gabbani, al contrario di un immaturo Ultimo, ha accettato col sorriso il secondo posto, parlando bene del collega e senza insultare i giornalisti, il cui voto è stato decisivo nel ribaltare le posizioni. Perché anche quest’anno il pubblico ha votato primo Gabbani, secondi i Pinguini Tattici Nucleari e terzo Diodato. Questo è essere sportivi. Bravo Francesco Gabbani!


E voi, chi avreste fatto vincere?

Alessia Pizzi e Ambra Martino

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