Sanremo 2020: moriranno come le “fidanzate di” o forse Amadeus intendeva altro?

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Insomma, pare che a Sanremo 2020 ci saranno tante bellissime donne.

Questo Amadeus l’ha ripetuto fino allo sfinimento durante la conferenza stampa e penso non ci sia nulla di male. La bellezza femminile è un pregio: il difetto sta solo nella cultura patriarcale, che ha scritto una Storia dove tale caratteristica fosse l’unica richiesta ad una donna. Insieme al pudore, naturalmente.

Questo per il ruolo che le donne hanno dovuto ricoprire nella società dall’alba dei tempi civilizzati: quello di incubatrici di figli, ignoranti e senza diritti, eterne bambine che non potevano mettere un piede fuori di casa senza essere chiamate “anormali”, dunque prostitute, forse lesbiche, certamente streghe (Saffo o Ipazia vi suonano qualche campanella?).

Il problema delle donne, quindi, era principalmente legato all’istruzione. Quelle che hanno avuto il privilegio di accedervi, anche nei “secoli bui”, sono emerse con la loro genialità. E Jane Austen, che scriveva di nascosto in salotto, potrebbe essere un altro esempio calzante.

Oggi che l’istruzione è diffusa e obbligatoria nel nostro Paese (e non solo, per fortuna!) guardo lo sventurato Amadeus e mi chiedo in che guaio si sia cacciato entrando nel vortice di una maledizione davvero antica, quella delle “mogli di”.

Dovete sapere, infatti, che le lapidi greche di età classica recavano tutte la medesima scritta: “Brave figlie, brave mogli, brave madri di”… naturalmente di tutti gli uomini della loro vita: padri, mariti, figli.

Diciamo che il problema di Amadeus è solo quello di aver ripreso questo antico ritornello, affermando che Francesca Sofia Novello, fidanzata del campione Valentino Rossi, sappia stare un passo indietro al suo celebre compagno.

«Ho scelto Francesca perché è una donna bellissima e poi capace di stare accanto a un grande uomo, pur rimanendo un passo indietro» afferma Amadeus, che intendeva probabilmente dire che la ragazza non “ha approfittato” della carriera del partner per farsi strada. Ad ogni modo, l’ha anche definita “simpaticissima”, eh.

Sanremo 2020: ma quindi Amadeus è sessista?

Cerchiamo di essere meno ipocriti senza sminuire l’intelligenza che sicuramente ha Francesca: la ragazza è nota per l’uso che fa del suo corpo e della sua bellezza come modella e influencer, quindi onestamente per cosa dovrebbe essere menzionata da Amadeus?

Essere belli non è un difetto e finché Francesca non avrà qualcos’altro da proporre al pubblico (magari proprio a Sanremo 2020?) dubito che dovremmo sforzarci di partorire epiteti nuovi per la sua carriera.

Idem con patate per Georgina Rodriguez, definita dal conduttore “la fidanzata di Cristiano Ronaldo”: il problema non è il fidanzamento con un calciatore famoso, ma il fatto che la sua carriera da modella non venga considerata “abbastanza”, forse? Anche lei è un’altra bellissima, ma io per una modella non mi aspetto altri aggettivi. Voi sì?

E poi arrivano le dolenti note: come co-conduttrici del Festival e presenti alla conferenza stampa abbiamo Antonella Clerici, Diletta Leotta (che viene definita “bellissima”, ma anche “giornalista sportiva”, quindi al massimo si potrebbe urtare l’ordine perché non è iscritta all’albo) e due giornaliste, Emma D’Aquino e Laura Chimenti, che non mi pare vengano particolarmente sminuite.

Certo, il fatto che sia sempre scelto un uomo a dirigere (vi ricorda qualcosa anche questo?) magari è fastidioso, ma alla fine Sanremo 2020 è pur sempre un’opportunità che queste donne hanno deciso di cogliere.

Stiamo parlando di uno show di intrattenimento, non del premio Pulitzer: le vallette sono chiamate a introdurre i cantanti concorrenti, non devono di certo comporre versi epici (a prescindere dal lavoro che facciano). Certo, i messaggi che si mandano a casa dalla televisione sono importanti, ma qui la diatriba è molto più ampia e credete davvero che l’Ariston sia la giusta trincea per superarla? A questo punto forse dovremmo proprio rivedere il format, ma non prendiamocela totalmente con lo scivolone di Amadeus.

Amadeus è stato leggero. Leggero come lo show che andrà a presentare. Le donne che hanno scelto di essere al suo fianco saranno pagate profumatamente e penso che se avessero davvero voluto dire qualcosa, magari controbattere (visto che la libertà di parola ancora esiste), lo avrebbero fatto, anche con una battuta ironica! E magari c’è stato un confronto privato, oppure no, e dovete farvene una ragione.

L’importante è solo ricordare che, nolenti o volenti, portiamo nel DNA una tradizione che vede le donne come creature subordinate. Le stesse donne si sentono spesso così, anche quando nessuno le tratta come tali, e quindi ormai si gonfiano al primo scivolone. La colpa è della tradizione, ma è anche nostra se non facciamo tacere quella vocina che ci fa sentire sempre “da meno”. Ed è colpa anche degli uomini, se non capiscono che le parole da usare contano, naturalmente.

Altra domanda: credete davvero che le vallette di Sanremo 2020, con tutti i soldi che prenderanno, si sentano subordinate a qualcuno?

Io penso che mentre loro andranno ai Caraibi con il loro stipendio di una settimana, io sarò in ufficio a lavorare tutto l’anno. Certo, non lavoro perché sono bella e questo mi sta bene. Ma chissà cosa avrei risposto se mi avessero proposto di fare la valletta a Sanremo 2020: avrei dovuto rifiutare perché non è una carica legata al mio titolo di studio o alla mia professione?

Con molta spavalderia avrei pensato che mi sarei “fatta riconoscere”, come si dice a Roma, anche facendo la valletta e magari sarà così anche per tutte le co-conduttrici del 2020.

Perché la bellezza è un dono da guardare, il primo. Ma il carattere, la verve, l’ironia, l’intelligenza e l’umorismo arrivano in seconda battuta e chi sa di possederli non deve temere mai di essere solo etichettato per il proprio aspetto, perché le risposte arriveranno da sé. Senza bufere e polveroni, ma solo con i fatti. E saranno di fronte agli occhi di tutti gli italiani, eventualmente, mentre le co-conduttrici si godranno il tanto meritato villaggio vacanze!

Facciamo iniziare e finire questo Festival e vediamo queste donne in scena. Poi potremo parlare. In realtà queste cose le ha dette anche il povero Amadeus durante la conferenza stampa: sicuri di averla ascoltata tutta?

Insomma, Moccia con la sua definizione di femminicidio nel 2018 fece molto molto peggio, eppure ancora gli pubblicano i libri!

Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista Pubblicista, Consulente di Digital Marketing, ma soprattutto fondatrice di CulturaMente: sito nato per passione condivisa con una squadra meravigliosa che cresce (e mi fa crescere) ogni giorno!

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