Una vita ai margini nell’America degli anni Sessanta: “Loro” di Joyce Carol Oates

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In una Detroit incandescente, la storia dei Wendall e della loro ricerca di una nuova vita lontana dalla miseria

I Wendall sono una famiglia come tante, in un’America che vive immersa nei pregiudizi e che assiste sbigottita ai troppi cambiamenti: sono “Loro“, come recita il titolo del libro dei Joyce Carol Oates, il terzo della quadrilogia dedicato all’epopea americana ripubblicata per intero da Il Saggiatore. Povertà, alcolismo, disperazione, violenza, razzismo: ci sono un concentrato di miserie umane nei tre personaggi protagonisti del libro, che cercano in tutti modi una via d’uscita da una vita che li ha condannati all’infelicità. Ma uscire dal loro ambiente, progredire, non è semplice.

“Loro” ha vinto il National Book Award

Con questo libro, forse uno dei suoi migliori, Joyce Carol Oates vince il National Book Award nel 1970. Come in tanti suoi romanzi, la Oates ci racconta una storia, analizza i personaggi in maniera chirurgica, ma non esprime mai un giudizio, non condanno e non assolve. Anche se Maureen e Jules, i due fratelli protagonisti del libro insieme alla madre Loretta, ci appaiono un po’ come degli eroi.

Nella postfazione la Oates cita un aforisma “…dacchè siamo poveri, dovremmo essere anche viziosi?” ed è questa la chiave di lettura del libro. La Oates ci porta nelle vite di queste persone, dominate dall’ignoranza e dalla povertà, ci fa sfiorare il loro abisso, il loro vuoto, e non sembra esserci redenzione.

E’ condannata a essere Maureen per tutta la vita? Le sembra un mistero dover essere sempre se stessa, questa particolare persona; non c’è via d’uscita.

Tra loro e noi

I Wendall sono “Loro” perchè la Oates vuole mettere uno spartiacque con “noi” che invece sarebbe la media borghesia alla quale lei appartiene. Un confine che stabilisce perché nel libro lei finge di raccontare la storia di Maureen Wendall, una sua studentessa di una scuola serale. Maureen non è mai esistita, ma la Oates ammette di aver conosciuto molte Maureen nella sua vita. Donne che vivono nell’ignoranza, alle dipendenze di uomini che sopportano e che spesso fanno loro anche violenza. E lo fanno con rassegnazione.

Ci sono uomini così in tutto il mondo, non riescono a rimettersi in piedi, non ce la fanno a continuare, incespicano e cadono e se sei una donna, devi tentare di rialzarli. Ma non puoi.

L’uomo sbaglia, è normale che lo faccia: alla donna il ruolo di rimetterlo in piedi. E’ una forte denuncia anche della condizione femminile quella della Oates. Senza uscire da circolo vizioso del degrado, non c’è salvezza nemmeno per i giovani Wendall, che non raggiungeranno mai la loro realizzazione, perché non sanno nemmeno dove trovarla.

Loro - Joyce Carol Oates, 1970Fa da sfondo al romanza la Detroit del boom economico, che sfocia nella rivolta della comunità nera del 1967: nel romanzo ci sono pagine molto intense dedicate a questo evento, che sconvolse gli americani. Il sogno americano forse poteva diventare un incubo e la rivolta lo confermò.

“Loro” fa parte di una quadrilogia dedicata proprio all’epopea americana, iniziata con “Il giardino delle delizie“, continuata con i “Ricchi” e, dopo “Loro”, terminata con “Il paese delle meraviglie”. Un viaggio lungo e intenso, di cui “Loro” è sicuramente una delle tappe più interessanti.

Silvia Gambi

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