Sandra Bullock è la “dea bendata” di Bird Box

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In Cecità José Saramago raccontava la storia di un Paese colpito da un’improvvisa cecità bianca che avrebbe distrutto le basi della convivenza civile. In Bird Box Susanne Bier arruola Sandra Bullock come eroina in un mondo dove una presenza invisibile genera l’incontrollabile istinto di suicidarsi a chiunque la guardi.

Malorie, questo il nome della protagonista, è incinta. Uno stato sicuramente di fragilità nell’immaginario comune, che viene assolutamente sventato da un film che agisce su due livelli: uno ambientato nel passato, e quindi nel momento in cui scoppia il cataclisma, e l’altro, nel presente, dove Malorie è madre di due bambini di cinque anni.

La sua missione nel presente è quella di attraversare un fiume nella nuova modalità di sopravvivenza all’esterno: con gli occhi bendati. Infatti, nella nuova realtà, solo al chiuso si possono tenere gli occhi aperti senza rischiare di morire. Unici compagni di viaggio del trio sono tre pappagalli che aiutano le persone a percepire l’arrivo del pericolo.

Cos’è quindi Bird Box, oltre all’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Josh Malerman? Un film horror, un film psicologico, un film distopico? Forse è tutte e tre le cose, fatto sta che ha senza dubbio una delle trame più avvincenti del momento. Bird Box non è solo un film di suspense, però. È un film che parla principalmente di sentimenti, il che potrebbe far sorridere al pensiero della durezza apparente della protagonista e del suo antagonista, Douglas, interpretato da John Malkovich. Come spesso accade durante le catastrofi l’essere umano deve tirare fuori la propria essenza. I più fragili sanno di essere deboli, mentre i più forti discutono per il comando e i menefreghisti… scappano.

Non sappiamo bene cosa vedano le persone prima di morire: sicuramente questa forza oscura agisce sulle debolezze, arrecando all’anima di chi la osserva uno sconforto tale da causare il suicidio.

Questo legame tra suicidio e natura mi ha ricordato il film E Venne il giorno, dove erano le piante a stimolare la voglia di uccidersi negli esseri umani. Sicuramente nella pellicola della regista danese c’è la voglia di mostrare anche una morale, in perfetto stile Saramago, senza dare troppo una spiegazione. Nella società dell’apparenza in cui viviamo ridurre l’essere umano a quattro sensi può sicuramente indurre a svilupparne un sesto, quello dell’empatia. La fiducia in Bird Box è una componente fondamentale per sopravvivere. Fiducia nel proprio istinto e fiducia tra le parti.

Distribuito dal 21 dicembre 2018 da Netflix in tutto il mondo, Bird Box ha tutte le carte in tavola per far parlare di sé. Sandra Bullock ancora una volta si conferma un’ottima attrice, specialmente nel ruolo di donna guerriera. Certo, mostrarla incinta a 54 anni (età anagrafica) ai miei occhi è risultato un po’ forzato, ma sicuramente è l’interprete giusta per il ruolo. Una sorta di “dea bendata” diciamo. La storia, come ho detto in precedenza, ricorda altri libri e altri film, ma è piacevole da guardare nel complesso e ha comunque le sue particolarità.

Alessia Pizzi

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