Nightmare: l’horror low cost che è diventato un cult

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L’uomo nero non è morto, | ha gli artigli come un corvo, | fa paura la sua voce, | prendi subito la croce. | Apri gli occhi, resta sveglio, | non dormire questa notte…

Titolo originale: A Nightmare on Elm Street

Regista: Wes Craven

Soggetto: Wes Craven

Sceneggiatura: Wes Craven

Cast Principale:  Heather Langenkamp, Robert Englund, Amanda Wyss, Johnny Depp, John Saxon, Nick Corri, Charles Fleischer, Ronee Blakley

Nazione: U.S.A.

Anno: 1984

Chi è cresciuto negli anni Novanta, ma soprattutto ha potuto vedere i film di Freddy Krueger senza censure parentali, avrà avuto paura di addormentarsi almeno una volta nella vita.

Il serial killer che uccide nei sogni, l’assassino con l’artiglio, quello che “se non ti lecchi le dita godi solo a metà” è ormai un’icona del genere horror al pari dell’Esorcista e di Dracula.

E pensate che Wes Craven ha iniziato a fare il regista a 30 anni, svegliato da non si sa quale epifania, dedicandosi all’horror per puro caso. Ispirato da alcuni articoli che raccontavano della morte nel sonno di alcuni bambini, l’autore de Le Colline hanno gli occhi e de L’ultima casa a sinistra ha sfornato un prodotto cinematografico con due soldi e l’ha reso un vero e proprio cult.

A Nightmare on Elm street, Freddy e gli anni Ottanta

Ma chi è Freddy Krueger? Un pedofilo bruciato vivo da un gruppo di genitori arrabbiati per il suo rilascio. I figli di queste persone, nella saga di Nightmare, sono perseguitati nei sogni dal killer, che torna in vita nella dimensione onirica per vendicarsi.

Il primo capitolo, NightmareDal profondo della notte, ha come protagonista la giovanissima Nancy, studentessa dalla faccia pulita che vede cadere i propri amici come mosche.

Le ambientazioni del film, seppure low cost, sono suggestive (basti pensare alle caldaie dove Freddy conduceva spesso le sue vittime anche quando era in vita) e accompagnate da musiche squisitamente anni Ottanta che entrano in testa senza uscirne più. Ve lo ricordate il tema di Nightmare, sì?

Per quanto la trama del film sia abbastanza esile, lo scontro tra Nancy e Freddy è di altissimo livello: due menti forti si contendono il potere. Nancy ha capito come si muove il suo nemico, quindi decide di non dormire finché non sarà pronta per andarlo a prendere. Nessuno le crede: i suoi genitori credono sia scioccata per la morte dei suoi amici, e anche il suo ragazzo (Johnny Depp) non brilla proprio per acume, ma lei è determinata a fare a modo suo e Freddy non ha idea di cosa lo aspetti…

Se la forza di Nancy la definisce come una eroina a 360°, non mancano in questo film anche altri spunti sui cui riflettere, che saranno approfonditi anche nei capitoli successivi.

Le vittime di Freddy sono figli di genitori divorziati, spesso con varie dipendenze o comunque molto oppressivi. Manca la figura positiva del genitore ed è come se il killer si approfittasse di questa debolezza colpendo adolescenti che fondamentalmente si sentono soli e devono cavarsela in maniera autonoma.

L’amicizia, non a caso, è la vera protagonista di Nightmare. L’eroina di turno (che dopo di Nancy sarà Alice nel quarto e quinto episodio) fa leva proprio sull’affetto degli amici defunti e, sconfiggendo Freddy (qualora sia possibile), vuole vendicarli come si deve.

Last but not least, le scene horror di quelle che oggi ce le sogniamo proprio.

Censurata in Italia, la morte di Tina che sale sul soffitto mentre sta dormendo e viene fatta a pezzi dagli artigli di Freddy è assolutamente indimenticabile. Per realizzarla è stata costruita una vera e propria stanza al contrario (soffitto giù, pavimento su) in cui gli attori hanno avuto parecchi problemi di nausea.

Merito del successo del film comunque è anche la magistrale interpretazione di Robert Englund, che ha caratterizzato Freddy con tratti maniacali che vanno dal sorriso beffardo allo scatto delle dita taglienti, fino alla camminata laterale della belva che si lancia sulla preda. Col tempo e i vari capitoli il personaggio è diventato un po’ trash, ma gli esordi sono stati senza dubbio notevoli.

Insomma, tra filastrocche sull’uomo nero, crocifissi stretti al petto e settemila caffè per restare svegli, Nightmare resta l’incubo che non si dimentica: un film immancabile nella cineteca di qualsiasi horrorofilo, ma anche in quella di tutti gli estimatori del girl power.

Alessia Pizzi

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