Avengers: Infinity War e lo stravolgimento narrativo

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Dopo aver visto Avengers: Infinity War si è certi solo di una cosa, nulla sarà più come prima!

Questa pellicola prodotta dalla Marvel Cinematic Universe e distribuita da Walt Disney Studios Motion Pictures stravolge completamente il percorso narrativo dell’universo fumettistico.

Portate sul grande schermo, da ormai una decade, le avventure della Marvel Comics affascinano i piccoli sognatori e i grandi appassionati.  Avengers: Infinity War riporta in campo tutti i grandi nomi che hanno reso celebre l’Universo Marvel. Non ci saranno spoiler a seguire. Ma se avete letto anche i fumetti potete immaginare come si evolverà il racconto. Tuttavia se invece vi approcciate per la prima volta a questo genere sarà opportuno prima “leggere” tutti i capitoli precedenti.

Difatti, dopo aver assistito alla fase uno e alla fase due cioè la presentazione dei personaggi chiave di questo iter narrativo, si è passati ad apprezzare e metabolizzare le fasi tre e quattro. Queste ultime due fasi portano lo spettatore a conoscere i lati oscuri dei vendicatori, i loro conflitti e i loro demoni. Fino ad arrivare al capitolo Avengers: Infinity War che potremmo definire l’incipit della resa dei conti.

Avengers: Infinity War
Marvel Studios’ AVENGERS: INFINITY WAR
Thanos (Josh Brolin)
Photo: Film Frame
©Marvel Studios 2018

Da oggi i prossimi episodi, proprio come accade nei fumetti, avranno un plot che probabilmente punterà ad impressionare lo spettatore su un livello differente di ansia, attenzione ed emozione. Ciò avverrà in periodi temporali differenti.

Gli sceneggiatori sono dei maestri nel costruire il personaggio “cattivo”.  Il cattivo rappresenta non più un nemico da abbattere e sconfiggere bensì un timore a livello globale, universale.

Thanos, interpretato da Josh Brolin, in Avengers: Infinity War, è alla ricerca delle sei gemme dell’infinito. Le pietre che portano alla completa forza. Le gemme dell’infinito possono controllare: tempo, anima, spazio, mente, realtà e potere.  Ed ognuna di essa è già stata presentata nei capitoli precedenti della Marvel.

Ci ritroviamo dinnanzi ad un super cattivo che della sua etica vuole farne legge assoluta su tutti i pianeti. Thanos vuole rimettere equilibrio. Genocidio e stermini sono gli strumenti da lui utilizzati per restituire la perfetta stabilità. Nonostante la presenza di tutti gli Avengers è lui, a mio parere, il protagonista indiscusso. Il patrigno di Gamora desidera che soltanto metà dell’umanità continui ad esistere perfettamente bilanciata come tutto dev’essere.

Avengers: Infinity War
Marvel Studios’ AVENGERS: INFINITY WAR
L to R: Thor (Chris Hemsworth), Rocket (voiced by Bradley Cooper) and Groot (voiced by Vin Diesel)
Photo: Film Frame
©Marvel Studios 2018

La sincronia tra pathos ed ironia tipica delle pellicole Marvel anche questa volta si dimostra eccellente.

Impeccabili le interpretazioni degli “storici” Avengers. Degno di nota l’approccio conoscitivo di Iron Man e Doctor Strange. Assai simpatico l’incontro di Thor con i Guardiani della Galassia.

Inevitabile constatare come Steve Rogers sia in questo racconto parte lesa. In conflitto con la propria identità come un Capitano senza le sue stelle, anzi senza il suo scudo. Durante i 150 minuti di proiezione non si farà mai chiamare capitano. In Civil War quando fa cadere lo scudo abbandona, metaforicamente, l’alta identità morale di Cap. Steve Rogers si approccia così ad un nuovo sé stesso. Un ex-avangers che tuttavia nel momento del bisogno scende nuovamente in campo insieme a tutta la sua squadra.

Avengers: Infinity War

La fine è realmente vicina?

Alessia Aleo

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