“Thor: Ragnarok” ci conquista non solo con i supereroi

Thor: Ragnarok

Thor: Ragnarok della Marvel Studios è un film che fa il suo dovere: intrattenere con la lotta tra bene e male e con tanta ironia

Vi avvertiamo subito: a noi “Thor: Ragnarok” – in uscita in Italia il 25 ottobre 2017 – è piaciuto. Ma per farvi capire cosa ci ha convinto, inevitabilmente cadremo nello spoiler. Lettori avvisati, spettatori salvati.

Innanzitutto  – ma questo è noto – “Thor: Ragnarok” è il sequel di “Thor: The Dark World”, quindi il terzo film che la Marvel Studios produce sul personaggio del noto fumetto Thor.

Altrettanto nota è la trama: il principe ereditario Thor, membro del supergruppo degli Avengers, dovrà salvare il regno di Asgard dalla profezia della Ragnarok, ovvero la leggendaria battaglia finale tra le forze delle tenebre e quelle della luce. Il supereroe dovrà vedersela niente di meno che con sua sorella, Hela, di cui neanche sapeva l’esistenza.

Infine, saprete già tutti che il regista è il neozelandese Taika Waititi e che il cast è all-star, come si dice in questi casi. Chris Hemsworth interpreta anche questa volta il mitico Thor, ma purtroppo sarà costretto a rinunciare a parte della sua folta capigliatura.

La nostra passione per gli attori britannici ce ne ha fatto apprezzare la massiccia presenza in Thor:Ragnarok.

Cominciando dalla famiglia, ritroviamo Sir Anthony Hopkins nel ruolo del padre di Thor, il mitico Odino, e Tom Hiddleston, che interpreta Loki, fratello adottivo e nemesi dell’eroe protagonista. Hopkins recitato un ruolo chiave, ma molto defilato, tanto che del personaggio di Odino si capisce di più dalle parole dei figli che dalla presenza dello stesso sulla scena. Il secondo, nel ruolo del cattivo sempre sul punto di redimersi, rende benissimo il carattere tendenzialmente ironico di Loki. Le scene tra i due fratelli sono sempre divertenti.

Benedict Cumberbatch, per il grande attore che è, fa la sua figura in qualsiasi film e in qualsiasi ruolo e Thor-Ragnakor non fa assolutamente eccezione. Si può godere anche della grande bravura di Jeff Goldblum, seppure in un ruolo minore di cattivo esilarante.

La stessa Cate Blanchett sembra essersi divertita ad interpretare Hela. D’altronde in “Thor:Ragnakor” i personaggi femminili sono audaci e assertivi.

Una è cattivissima, visto che è la dea della Morte, nonché una figlia esiliata, fatta addirittura oggetto di damnatio memoriae (al palazzo reale non si trova più una sua immagine).  E’ comprensibile che sia un po’ risentita e nutra desiderio di vendetta e di potere.

Thor Ragnarok
Cate Blanchett interpreta Hela e blocca il martello di Thor

 

L’altra eroina è una valchiria, sexy e combattiva, interpretata da Tessa Tompson. Deciderà di combattere la ferocia di Hela per mettere a tacere un antico senso di colpa, che cerca di metabolizzare con l’alcol.

A Thor non mancherà l’aiuto degli amici Avengers, in questo caso dell’incredibile Hulk e del suo alter ego Bruce Bannen (Mark Ruffalo).

“Un re saggio non cerca mai la guerra, ma deve sempre essere pronto quando arriva”, ha insegnato Odino ai figli, che nel film si contendono il trono.

Thor, per salvare il suo regno, dovrà imparare molto, non solo come diventare un re saggio.

Dovrà affrontare svariate disavventure, da cui uscirà cambiato. Soprattutto, come avviene a tutti i supereroi, il cambiamento consisterà nel diventare consapevole della sua identità e dei suoi poteri, a cui corrispondono altrettanti doveri.

Il film ha il difetto di avere troppi personaggi e di non svilupparli a sufficienza, ma non è lo scopo di questo genere cinematografico approfondire gli aspetti psicologici. Personalmente, apprezzeremmo però una maggiore coerenza in tal senso.

Di “Thor:Ragnarok” si apprezza proprio il fatto di essere un classico film di supereroi e un prodotto di puro intrattenimento. Ci si diverte a guardare la lotta tra il bene e il male e si torna un po’ bambini.

Tuttavia, è un film molto ironico, che strizza l’occhio agli adulti e ai cinefili. Infatti, è pieno di riferimenti a pellicole e serie tv cult: da “Castaway” a “Sherlock” alla versione originale anni ’70 de “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”.

In conclusione, Thor e il mondo Marvel ci hanno conquistato anche stavolta.

Stefania Fiducia

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