La strana coppia, la costretta convivenza tra due opposti

La strana coppia recensione

“Tu sei pazzo. Io sarò nevrotico, ma tu sei pazzo”

Titolo originale: The Odd Couple
Regista: Gene Sacks
Sceneggiatura: Neil Simon
Cast Principale: Jack Lemmon, Walter Matthau, Monica Evans, Carole Shelley, Herb Edelman, John Fielder, David Sheiner
Nazione: USA

Alcune commedie teatrali, spesso e volentieri, non appena prendono vita, possiedono già una sceneggiatura cinematografica evidente: tra questi c’è sicuramente La strana coppia di Neil Simon, andato in scena nel 1965 e divenuto pellicola tre anni dopo, con la regia di Gene Sacks.

Oscar (Matthau) e Felix (Lemmon) fanno parte del medesimo gruppo di amici, che si vedono una volta a settimana per giocare a poker. Una sera Felix si presenta distrutto e depresso: sua moglie vuole il divorzio. Notizia troppo forte per un animale da coppia come lui: l’unica soluzione è uccidersi. Gli amici gli fanno capire che la vita continua, soprattutto Oscar, divorziato da tempo, che non solo gli offre supporto ma gli propone di andare a vivere in casa con lui: dividere le spese ed essere in compagnia con un amico non potrà che essere un bene per entrambi!

Il guaio dei due uomini è il carattere, l’uno l’opposto dell’altro.

Oscar è un uomo alto, trasandato, che vive non-curante nella sporcizia e nel caos, approssimativo, confusionario, borbottone e dall’ironia facile, felicissimo della sua attuale condizione di scapolo. Felix, invece, è ancora innamorato della moglie, pieno di dubbi, preciso, metodico e meticoloso, sempre attento a tutto e….maniaco dell’ordine e della pulizia. La loro convivenza diventa un vero e proprio delirio.

Testo geniale sulla scena, si dimostrò altrettanto geniale sullo schermo.

Al contrario di quanto si possa pensare dal titolo, la coppia di cui si parla è diversa da quella Tognazzi-Serrault in Il Vizietto.

Sono due amici, opposti, che per necessità debbono condividere lo stesso luogo: un ambiente perfetto affinché alcuni atteggiamenti possano distruggere gli stereotipi e rendere comico il quotidiano.

Immaginiamo un uomo carico di tic, rituali senza senso, ipocondriaco, ansioso e frustrato in una stanza con un altro che non si preoccupa del domani, sereno anche di fronte alle minacce della sua ex moglie di mandarlo in galera per non averle inviato gli alimenti, indifferente e preoccupato solo di ciò che turba il suo piacere momentaneo. Lo scontro è inevitabile, ai limiti dell’ironia paradossale.

Il film è la consacrazione della coppia Lemmon-Matthau, già consolidata nel ’66 con Non per soldi…ma per denaro di Billy Wilder. Qui i due attori diventano il simbolo ufficiale di quel duo che diverrà storico: il primo, con i suoi occhi sensibili e la sua bassa statura, nonostante si dimostri un nevrotico, è un uomo dolce, sensibile e attento agli altri; mentre il secondo, alto, con la sua bocca sempre storta, è un burbero ed ironico, tendente all’egoismo.

Altra divertente curiosità riguarda le due sorelle Pidgeon (o Piccioni come sono state tradotte in italiano), Interpretate da Monica Evans e Carol Shelley, le due attrici hanno ricoperto lo stesso ruolo sulla scena. La loro caratterizzazione fu così limpida da convincere la Disney, un anno dopo, a far loro doppiare due personaggi comici come le due oche de Gli Aristogatti: non per nulla, una delle due volatili, in italiano, si chiama Guendalina, traduzione di Gwndolyn, uno dei nomi delle due sorelle Pidgeon.

3 motivi per vedere il film:

  • Jack Lemmon, che si introdusse perfettamente nella parte, senza averla mai interpretata in scena (Matthau invece sì)
  • Il ritmo e l’ironia del testo, così pungente e signorile, da ricevere la candidatura all’Oscar per la Sceneggiatura Non Originale
  • La colonna sonora firmata Neal Hefti, divenuta poi un cult

Quando vedere il film

In un momento di noia, che sia mattina, pomeriggio o sera: è leggero e poco impegnativo

Francesco Fario

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Francesco Fario
Attore e regista teatrale, si laurea in Lettere Moderne a La Sapienza per la triennale, poi alla magistrale a TorVergata in Editoria e Giornalismo. Dopo il mondo del Cinema e del Teatro, adora leggere e scrivere: un pigro saccentone, insomma! Con Culturamente, ha creato la rubrica podcast "Backstage"

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