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26 agosto 2016

La splendida Notte delle Candele di Vallerano vi aspetta il 27 agosto

Al via sabato 27 agosto la IX edizione della Notte delle Candele del centro storico di Vallerano!

Apertura cancelli: ore 19
Ingresso: 5 Eurobiglietti acquistabili online al sito:

http://www.i-ticket.it/prevendita/index.php?cmd=event&event_id=1951



IX edizione Notte delle Candele

Nono immancabile appuntamento con la Notte delle Candele di Vallerano che quest’anno, come da tradizione in programma l’ultimo sabato di agosto, vedrà accendere nel cuore del ridente borgo medievale della Tuscia oltre 100000 lumini che scenograferanno ogni via, vicolo, piazza, angolo e balcone.

IX Edizione - Notte delle Candele


Frutto della collaborazione dell’intera cittadinanza e progetto scaturito dall'Associazione culturale Piccole Serenate Notturne -  Notte delle Candele  che per gioco iniziò qualche anno fa a sperimentare il binomio della notte rischiarata da piccoli ceri con performance artistiche nelle piazze più caratteristiche del Paese, l’evento – organizzato insieme al Comune di Vallerano - ha registrato ultimamente sempre maggiori consensi da parte di pubblico, turisti stranieri e stampa (anche internazionale) da richiamare picchi sempre più allargati di persone, non solo dal territorio viterbese, ma da ogni parte d’Italia. Per contenere questi corposi e incessanti flussi – che tutta la notte di sabato 27 agosto si alterneranno per l’intero centro di Vallerano, sono stati quest’anno predisposti nuovi parcheggi e un servizio continuo di navette per trasportare gratuitamente ogni convenuto. 
Reduce dal successo della prima notte “gemellata” in Spagna, a Pals (in Catalogna), che colloca Vallerano in una dimensione internazionale che si allargherà prossimamente ad ulteriori borghi similari, La Notte delle Candele quest’anno proporrà il tema della “giungla” con animatori, maschere e danzatori all’ingresso del Paese che accoglieranno e interagiranno con gli ospiti in arrivo. Saranno poi ben 25 i gruppi che, in contemporanea, si alterneranno per l’intera notte in ogni suggestivo angolo valleranense: musica classica, jazz, brass ‘n roll, disco, electro-funk, etnica, folk, dj set e tanta pizzica a rallegrare una folla che già l’anno scorso ha raggiunto in poche ore le 20000 presenze.
Oltre al noto concorso fotografico, che quest’anno vedrà premiare sul tema “il colore” le migliori foto scattate nella notte delle candele (regolamento sul sito www.nottedellecandele.eu), una interessante novità è rappresentata da Astronomitaly, attività di Animazione Turistica Astronomica che si prefigge di attrarre nuovi flussi di visitatori attraverso attività innovative e rispettose della natura. In particolare, in un perfetto connubio caratterizzato dall’attenzione verso l’illuminazione sostenibile che favorisce la visione delle stelle sul territorio dei Monti Cimini (tra i luoghi più affascinanti ed ideali per osservare il cielo stellato nel Lazio), verranno proposte l’osservazione delle stelle, dei pianeti, della Luna e della Via Lattea con il telescopio e la guida di esperti. Nelle notti di Luna e di visibilità dei pianeti gli ospiti potranno scattare fotografie dal telescopio con il proprio smartphone. Lo spegnimento delle luci da parte della location potrà favorire notevolmente l’osservazione e avrà una risonanza mediatica a favore della sostenibilità ambientale.
La Notte delle Candele si rivela ancora una volta un appuntamento unico e di grande fascino: nella sua atmosfera intima e surreale con le fiammelle che esaltano i contorni degli archi, delle case e delle chiese, incorniciano le porte e le finestre seguendo i tratti di scalinate e vicoli, il pubblico verrà guidato in un percorso magico alla scoperta di un viaggio artistico tra suoni, immagini ed emozioni.
I biglietti, al democratico prezzo di 5 Euro, sono acquistabili sul posto o, per non fare file, online al sito www.nottedellecandele.eu

La notte delle Candele sostiene infine SOS Villaggi dei Bambini: l’intero ricavato della vendita dei gadget per accendere le candele sarà infatti devoluto a questa organizzazione internazionale in difesa dei diritti dei bambini (info su www.sositalia.it)


Pagina FB ufficiale:


IX Edizione - Notte delle Candele


Il programma della Notte delle candele 2016


Fabio Fenucci Jazz Quartet – Piazza Ospedale
Il chitarrista Fabio Fenucci, stimato strumentista e didatta, ha riunito in questa formazione il giovane contrabbassista Salvatore Guidi, con cui recentemente collabora e musicisti di vecchia data, come la pianista Cinzia Gizzi, titolare della cattedra di pianoforte jazz al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, con la quale ha realizzato un interessante duo, apprezzato in varie situazioni musicali, e John Arnold, uno dei migliori batteristi della scena jazzistica italiana, che vanta importanti collaborazioni a livello nazionale e internazionale. Il quartetto propone brani originali e pagine d’autore desuete, mirando alla
musicalità delle idee, alla ricerca del suono e all’interplay fra i musicisti.

Andrea Baldasserosi suona Hang – Via Ospedale
Suonatore di hang

Journey Elettric 5t – Largo S. Andrea
Cinque elementi dalla diversa estrazione musicale, professionisti del settore da molti anni, insegnanti e turnisti per importanti palcoscenici italiani, amici, riuniti da un’idea musicale, quella di Marcello Balena, sviluppatasi grazie all’accumularsi di anni d’esperienza in ambito jazz e sui palcoscenici italiani. Il Marcello Balena Electric Quintet ha dato vita ad un progetto musicale collettivo, diretto e orchestrato dalla composizione e produzione di Marcello Balena (Sax soprano, alto e tenore), che per vedere concretizzata la sua personale idea di viaggio musicale, si è affidato al contributo di Valter Vincenti (chitarra elettrica e acustica), Saverio Federici (batteria e percussioni), Antonio Lusi (basso elettrico e fretless), Cristian Pratofiorito (tastiere), Giacomo Anselmi (chitarra in “Summer Wind”).
“Journey” è sì un viaggio musicale entro cui Marcello Balena invita l’ascoltatore a lasciarsi guidare, ma è anche un viaggio alla riscoperta di una vita dedicata alla musica, partendo da radici jazz per sfociare poi in qualcosa di più vasto e inafferrabile. Un abbandono delle trame più intricate e sconnesse, per ritornare così alla melodia più pura e semplice, talvolta scanzonata, chiave di lettura principale per un album che pur sguazzando in acque che potrebbero essere riconosciute come chillout e lounge, si distacca volutamente dalla catalogazione jazz più stretta. Queste caratteristiche sono state anche uno dei punti di contatto più importanti con Smilax Publishing, che ha creduto nell’idea di Marcello Balena fin dall’ascolto dei primi provini. Dopo una pre-produzione presso i suoi Demotape Recording Studio di Orte, l’album è stato registrato tra il Groove Studio Recording (dove sono state registrate le batterie ed il basso) e gli studi privati dei musicisti che hanno partecipato al progetto. Successivamente l’album è stato trattato dalle più che sapienti mani di Francesco Luzzi, che ne ha curato Missaggio e Mastering dell’album presso lo studio Il Mulino Recording di Acquapendente. «L’incontro con Max Testa, pianista di Roma, trapiantato a Penna in Teverina, è stato illuminante e possiamo definirlo il punto di inizio di questo lavoro» racconta Marcello Balena «Max è venuto a registrare nel mio studio Demotape , abbiamo chiacchierato ed avuto modo di approfondire la nostra conoscenza ed avendo saputo che in realtà,sono un sassofonista e non un vero e proprio fonico, mi ha chiesto un assolo sul suo nuovo disco ed ha voluto ascoltare alcuni dei miei brani convincendomi a registrarli.»
Dopo la prima fase di registrazione preliminare, durante l’estate 2015 i brani sono passati al vaglio del live, occasione che ha confermato un’ottima ricezione da parte del pubblico, sia in contesti prettamente jazzistici, sia in ambiti esterni ad una categorizzazione musicale specifica. Questa è stata la spinta definitiva al concretizzarsi dell’album presentato lo scorso 13 dicembre presso il Teatro Spazio Fabbrica di Lugnano in Teverina, occasione speciale alla quale ha preso parte anche il chitarrista modenese Enrico Zanella. “Journey” è un album accessibile, diretto e carico di temi che difficilmente abbandonano la mente; è un disco che, come il titolo vuole, è un buon compagno di viaggio, personale e
sonoro, che accoglie nelle sue trame dense e fluttuanti e che, grazie alla perizia e alla maestria dei suoi interpreti, trasferisce in una dimensione parallela a quella quotidiana e traghetta in un emisfero sonoro che cammina con l’ascoltatore. 

Bamboo – Giardino comunale
Riescono a riprodurre il sound drum and bass suonando cartelli stradali e frullatori, il loro riferimento musicale sono i Radiohead, sono affini alle sperimentazioni degli Einsturzende Neubauten. Si chiamano Bamboo (i cinque musicisti romani formatisi nel laboratorio di strumenti extra-musicali di Luca Lobefaro e attivi dal 2008. Oggi presentano Acqua, il singolo contenuto nel dvd musicale What’s in the cube. Qual è la peculiarità dei Bamboo? «Ogni nostro brano è composto suonando oggetti al posto degli strumenti: bidoni, elettrodomestici, tubi in pvc, carta vetrata, giocattoli, acqua sono solo alcuni dei protagonisti del nostro show», spiega la band. Il tour di promozione del dvd ripropone le sperimentazioni sonore di What’s in the Cube, registrato «in una bellissima casa in campagna a forma di cubo. Da qui ci è venuta l’idea del titolo del dvd e del packaging riutilizzabile come scatola portaoggetti».
Curiosità nella curiosità, i Bamboo optano appunto per la pubblicazione di un dvd audio/video e non delle canoniche tracce audio, perché «siamo un gruppo da vedere, per essere capiti. Un ascoltatore potrebbe non cogliere l’origine di molti suoni se non vedesse con i propri occhi qual è lo strumento che li sta producendo. È un dvd girato in un ambiente familiare e tranquillo (ci hanno ispirato i Radiohead con il loro live From the Basement) proprio per dare allo spettatore il tempo e lo spazio giusto per capire cosa stiamo suonando».
Acqua è un brano introspettivo realizzato suonando ciotole d’acqua, chiavi inglesi, carta vetrata e quello che sembra un flauto elettronico. «Anche se flauto elettronico è un nome che rende molta più giustizia al suo suono, il nostro è un semplice tubo corrugato che apparteneva probabilmente allo scarico di una lavatrice. A seconda della pressione del soffio il suono cambia altezza e intensità».

Lingalad – Piazza  San Vittore

"La musica dei Lingalad assomiglia alla musica che potrebbe creare una foresta, o il sole crescente o una tempesta in avvicinamento […] Le parole corrette per descriverla non sono legate al suono, bensì alla vista: luci e ombre, aurora, brume e pioggia."
John Howe, Premio Oscar per la scenografia de Il Signore degli Anelli

Nel 2001 Giuseppe Festa fonda il gruppo musicale Lingalad, di cui è cantante e autore. Nel 2003 la band lombarda è invitata in Canada alla prima del film "Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re" di Peter Jackson, dove presenta l'album di esordio Voci dalla Terra di Mezzo, per il quale riceve apprezzamenti dalla stessa Priscilla Tolkien, figlia del Professore di Oxford.
Nel 2003 una nuova uscita discografica, Il Canto degli Alberi, un album strumentale dedicato ai luoghi del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Il cd si classifica al secondo posto al concorso nazionale promosso dalla TOAST RECORDS e viene premiato al Meeting delle Etichette Indipendenti (M.E.I.) di Faenza.
Nel 2005 i Lingalad presentano il cd Lo Spirito delle Foglie, che segna la discontinuità con l'immaginario tolkieniano. In questo album la band mette in musica i pensieri e le emozioni di piccoli e grandi elementi naturali, ribaltando la visione antropocentrica del reale. Nel 2008 la casa editrice Bastogi pubblica il libro-biografia La musica dei Lingalad: da Tolkien ai Segreti della Natura, curato dal giornalista Donato Zoppo.
Nel 2009 i Lingalad si classificano primi al concorso di Radio LIFE GATE ''Talenti per Natura'' con il video della canzone Il Vecchio Lupo (regia di Francesco Piccioli, fotografia di Gigi Palumbo) che insieme ad altri video è contenuto nel dvd I Sentieri di Lingalad (2004).
Nel 2010 esce il cd La Locanda del Vento (Lizard Records) che racconta, in stile folk-rock, storie e leggende di un'Italia dimenticata. Nell'agosto dello stesso anno Giuseppe Festa è ospite della radio neozelandese RADIO LIVE intervistato dall'attore e conduttore Bruce Hopkins.
Nel 2012 Giuseppe Festa, in veste di viaggiatore-musicista, è il protagonista del film-documentario Oltre la frontiera, girato in Wyoming e Sud Dakota dalla Filmaker dei fratelli Piccioli. Il film è vincitore della 23° Rassegna Internazionale del Cinema di Rovereto, sezione Archeologia e Società. 
Nel 2013 Salani Editore pubblica il romanzo di Giuseppe Festa IL PASSAGGIO DELL'ORSO (Salani 2013, Mondadori Scuola 2014). Il libro viene recensito da Dacia Maraini con queste parole: "Un racconto bellissimo che celebra la natura e gli animali, senza venir meno al rispetto per gli uomini". Nel 2014 esce il romanzo L'OMBRA DEL GATTOPARDO (Salani). Entrambi i libri di Festa vengono tradotti anche all'estero.
Nel 2015 i Lingalad pubblicano l'album CONFINI ARMONICI (Lizard Records), con testi ispirati ai libri di Giuseppe Festa "Il passaggio dell'orso" e "L'ombra del gattopardo". Il video del singolo OCCHI D'AMBRA, per la regia di Mauro Cartapani, è finalista al Festival Internazionale SeeYouSound 2015. 
FORMAZIONE:
Giuseppe Festa (voce e flauti)
Giorgio Parato (batteria)
Claudio Morlotti (strumenti etnici dal 2000 al 2012)
Fabio Ardizzone (basso dal 2000 al 2012)
Andrea Denaro (strumenti etnici dal 2013)
Luca Pierpaoli (chitarra acustica)
Dario Canato (basso dal 2013)

Gisela Oliverio 4t – Piazza Casalino
Nata a Cordoba, Argentina, e trapiantata a Roma dal 2009, per seguire i corsi all’Accademia di Santa Cecilia (alla quale ha conseguito il diploma con successo), Gisela Oliverio è un’artista poliedrica e completa. Cantante, chitarrista e compositrice, si caratterizza per uno stile vocale duttile ed estremamente personale, capace di spaziare dal jazz più sperimentale alle suadenti note della bossa nova, sempre con un occhio di riguardo verso il calore ed il folklore della sua terra d’origine.
Ed è proprio all’Argentina che sarà dedicato il concerto del 24 marzo. In questa data, infatti, si celebra la commemorazione in onore delle vittime della cosiddetta Guerra Sporca: 30.000 ‘dissidenti politici’ che furono strappati alla vita e all’affetto delle loro famiglie nel periodo della dittatura militare di Jorge Videla e che sono, ad oggi, tristemente noti come desaparecidos.
Persone scomparse nel nulla, alle quali si è voluto negare per molto, troppo tempo, anche il beneficio del ricordo ed è proprio per questo che una serata del genere assume una fortissima valenza simbolica. Un’occasione per ridare voce a chi una voce non ce l’ha più, per raccontare e ricordare tutto l’orrore e la violenza di una delle più grandi tragedie del nostro secolo.

Lux Lucis – via dei granari
Candele di artigianato

Da Mimì a Ninì – Giardino centro storico
Mariella Spadavecchia soprano
Matteo Biscetti pianoforte

Simone Gamberi – Via Colle a frio
Nel 2014 concerti di apertura per 
NOBRAINO
PIERO PELU
MONICA HILL
MANNARINO
MODENA CITY RAMBLES
Nel 2015
Piu di 100 concerti in un anno  e il 13 esimo posto ottenuto alle selezioni di San Remo Giovani
Nel 2016 premio "miglior testo inedito" Roma assegnato dal cantautore Antonello Venditti Premio che verrà ritirato il 17 ottobre in diretta Rai 2

Folk in progress – Via Colle a frio
Dialogo tra i massimi Autori e noi. Musica d’autore originale

Squilibri un jeux sur les mains – Via caduti di Nassirya
Irene Croce
Acrobata –verticalista- acrobata aerea-danzatrice
Laureanda presso l’università di Roma La Sapienza in “Teatro e arti della Performance”.
Si è specializzata alla Flic “Scuola di formazione delle arti di circo” di Torino e in seguito all' Espace Catastrophe, scuola di formazione delle arti di circo di Bruxelles.
Artista internazionale ha partecipato a produzioni televisive e teatrali e a numerosi festival nazionali e internazionali. Il suo spettacolo  è il continuo alternarsi di equilibri stabili e instabili, di un corpo che si muove nell’extra quotidiano, gioco di virtuosismi acrobatici e funambolici con un tavolo e una sedia, che diviene altro da sé, in un atmosfera irreale l’acrobata del circo si muove a mostrare cosa un corpo può, plasticità di movimenti  sospesi, in equilibri precari, espressione di una nuova dinamica, in cui il corpo supera il quotidiano muoversi, il circo per andare oltre il circo.

Il fuoco – Via Colle a sole
Spettacolo creativo con il fuoco

Africa Djembe – Piazza della Repubblica
In Senegal, la musica non è solo una questione di melodia…. Yela, Siko, Tama, Kora, Molo Balafon, Xalam, Cogoma, Djembe…. tutti questi strumenti tradizionali sono considerati sacri. Tutti hanno una storia. Tutti appartengono ad un’etnia. 
Il gruppo Africa Djembé suona un ritmo africano e tradizionale. Questo ritmo veicola l’insegnamento di una cultura dell’unione. Ogni suono di djembé e ogni passo di danza riporta ad una precisa suggestione e invita alla scoperta delle radici, della provenienza: l’isola di Gorée. 
L’isola di Gorée, situata a tre chilometri da Dakar, la capitale del Senegal, è stata dichiarata Patrimonio Storico dell’Umanità dall’UNESCO per conservare la memoria di un periodo vergognoso della storia dell’umanità. Gorée costituisce un simbolo della tratta degli schiavi nel continente africano. Ancora oggi, la maison des esclaves, costruzione che fu la sede di questo sinistro traffico, è conservata in buono stato e riceve la visita di migliaia di turisti, profondamente emozionati e scossi. Questa casa è circondata da costruzioni in stile coloniale. Gorée gode di una società aperta, connotata da uno spirito di rivincita, sia sul piano religioso che su quello politico. Una società in cui le diverse etnie vivono in perfetta armonia. Gorée simboleggia la memoria della schiavitù e della liberazione del popolo di un continente. 
Tuttavia, l’isola, oggi, non si contenta di perpetuare il passato, anche se un’atmosfera di altri tempi circonda il suo segreto. La calma della sua vita quotidiana, le sue stradine sabbiose, le gentilezza dei suoi abitanti, la bellezza delle costruzioni e delle abitazioni testimoniano il periodo coloniale. 
Il gruppo musicale “Africa Djembe” nasce nell'isola di Gorée, nel Senegal, dall’iniziativa del suo fondatore e direttore artistico Abdoulaye Sakou Kande con l'intento di fare rivivere le radici tradizionali più profonde del Paese e di tutta l'Africa Occidentale, in particolare della tradizione musicale Wolof e Mandinga. 
Nel 1997 successivamente alla registrazione del cd “Tambours de Gorèe”, il gruppo si trasferisce a Roma dove risiede attualmente. 
Africa Djembe, dotato esclusivamente di percussioni e con l'aiuto di variopinti costumi, propone i ritmi e le danze africane tradizionali. Le percussioni della tradizione Mandinga sono eventi di potenza e fatica, sono la festa e il ballo. Il concerto è un turbine di ritmi in crescendo che evoca e porta in palco l'Africa, non solo con ritmi e canti, ma anche con suoni che ricordano le distese sterminate della savana e le foreste verdi dei fiumi

Tamburellisti di Torre Paduli, la pizzicata di mezzanotte – Piazza della Repubblica
Il gruppo riprende la musica che guarisce i tarantati (i “morsicati” dal mitico ragno taranta) dalla malinconia e si ispira alle grandiose tradizioni del tamburello e della danza-scherma di Torrepaduli (Ruffano-Lecce), dove ogni anno (15 agosto) rivive una cultura antichissima legata al Santuario di San Rocco. Il successo dei Tamburellisti, alla fine, contribuisce persino alla nuova vertiginosa crescita della festa di San Rocco. I Tamburellisti di Torrepaduli vantano la collaborazione di Paolo Pellegrino, docente di estetica, e di Antonio Anchora, ambasciatore dell’ellenismo nel mondo. Recuperano anche il gricodella cosiddetta Grecìa salentina, lingua sopravvissuta dopo la colonizzazione magnogreca e la dominazione bizantina, cantandone alcuni brani significativi e scrivendone di nuovi. Ma tutto il Salento può essere considerato culturalmente greco ed è proprio la pizzica pizzica che, di per se stessa, per la sua struttura e per le sue funzioni, incarna le antiche concezioni elleniche. Anche Torrepaduli vanta ben definite origini greco-bizantine. Così l’arte dei Tamburellisti, nonostante manifesti una collocazione contemporanea, che De Giorgi rivendica decisamente, ha un sapore greco: danzatori e musicisti paiono davvero satiri e menadi di un tiaso dionisiaco. Il canto, che unisce autentica poesia e buone vibrazioni musicali, non è diverso da quello degli aedi.

Veeblefetzer – Largo Trento
Brass'n'Roll
Un attitudine musicale globalista e fuori dagli schemi, quasi che una linea immaginaria ma in
fondo tangibile possa unire echi di dub tra le baracche di Kingston a sprazzi di puro rock'n'roll, un funerale a New Orleans a un matrimonio gypsy nelle campagne di Sarajevo. Le chitarre pastose in bilico tra reggae e manouche si mescolano con l'energico calore dei fiati e il marchingegno ritmico fatto di tamburi e macchine da scrivere. Le basse frequenze sono tutte affidate all'andamento gradasso e rubicondo del sousafono, un basso tuba da parata. La strumentazione degna di una piccola orchestrina protopunk rende il timbro dei brani decisamente riconoscibile e originale. Il cantato è in inglese. Le liriche raccontano di viaggi, tumulti e stortezze della vita, scritte dal frontman Andrea 'Mondo Cane' Cota, irrefrenabile musicista nonché dj e conduttore radiofonico.
I Veeblefetzer continuano la loro incessante attività live che li ha già visti calcare i palchi dei principali club e festival italiani e di mezza Europa tra cui il Boomtown Fair (UK), il festival più incredibile mai visto, il Musikclub Open Air in Austria, l’Ariano Folk Festival (AV) e il Live Rock Festival (SI) condividendo il palco tra gli altri con The Bluebeaters, Raiz & Almamegretta, [dunkelbunt] & the secret swing society, Slamboree, The Electric Swing Circus, Dirty Honkers, Monaci del Surf.

Animals – Piazza della Repubblica
Teatro di figuranti jungle

Starlight dance party – Piazza Padella
Area disco

Black Mamba – Viale Trieste
Band rock al femminile di Viterbo che ripropone, conferendogli un tocco di originalità nell’interpretazione e arrangiamento, i singoli e classici dagli anni 80 ad oggi, dagli AC/DC, Guns ‘n’ Roses, dai Rage against the machine ai Guano Apes, Foo Fighters, Audioslave, Muse.. LINE UP
Marta Iacoponi – Voce  
Irma Mirtilla – Chitarra e voce
Cecilia Nappo – Basso
Federico Maragoni – Batteria
Dj Guerrino e Lucianino

Astronomitaly
Il territorio dei Monti Cimini è uno dei luoghi più affascinanti ed ideali per osservare il cielo stellato nel Lazio. Le nostre attività di Animazione Turistica Astronomica sono perfette per attrarre nuovi flussi di visitatori attraverso attività innovative e rispettose della natura.
Astronomitaly si propone quale partner d’eccellenza per la “Notte delle Candele” in un connubio perfetto caratterizzato dall’attenzione verso l’illuminazione sostenibile che favorisce la visione delle stelle. In occasione della Notte delle Candele proponiamo “Un salto fra le stelle".
In particolare potranno essere realizzate le seguenti sessioni/attività:
1. Osservazione delle Stelle con i Telescopi: osservazione delle stelle, dei pianeti, della Luna e della Via Lattea con il telescopio e la guida dei nostri esperti. Nelle notti di Luna e di visibilità dei pianeti gli ospiti potranno scattare fotografie dal telescopio con il proprio smartphone. Lo spegnimento delle luci da parte della location potrà favorire notevolmente l’osservazione e avrà una risonanza mediatica a favore della sostenibilità ambientale.

Armakà animation
Animazione bambini itinerante

Just FM Dixie
Stret band dixie New Orleans

IX Edizione Notte delle Candele

IX Edizione - Notte delle Candele

25 agosto 2016

Nell'anno del Signore, Roma com'era

"La bella che guarda il mare / lalala lalala lalala / ha un nome che fa paura / libertà libertà libertà"

Claudia Cardinale, Nino Manfredi e Robert Hossein in una scena (foto lankelot.eu)

Torniamo indietro nel tempo. In una Roma antica. Non quella dei centurioni e dei templi pagani, ma Nell'anno del Signore 1825. Nella Roma papalina, delle chiese, della moralità ultra-cattolica e dell'ipocrisia dei palazzi. Un tempo dove il vaccino per il vaiolo era eretico, dove una celebre statua parlava per molti ed insegnava ad altrettanti. Dove il potere e la credenza degli uomini di fede non erano sempre la stessa cosa. Un tempo dove il fuoco della rivoluzione e della libertà iniziavano a sorgere nelle menti della penisola, dove la cospirazione avveniva nelle cantine e dove la ghigliottina era una protagonista frequente nelle piazze. 

In questa Roma, inseriamo due carbonari speranzosi (Robert Hossein e Renaud Verley), un'ebrea innamorata (Claudia Cardinale), uno spietato cardinale (Ugo Tognazzi), un colonnello orgoglioso (Enrico Maria Salerno), un frate credente (Alberto Sordi) e un ciabattino dall'eroico segreto (Nino Manfredi). Tutti personaggi diversi, uniti da una cospirazione fallita. Amore, bugie, sogni, dolori, astuzia, purezza, superbia, conditi da una romanesca ironia, in una Roma silenziosa, omertosa, nel bene e nel male, dove chi non sapeva s'ingegnava e chi sapeva ne approfittava; dove il suono delle preghiere e delle campane, superava il silenzio dei sospiri e delle congiure. 

Solo così si può raccontare la trama del secondo film del regista Luigi Magni. E' riduttivo, ma vederlo è l'unico modo per assaporarne la magia. L'intento primario del film è raccontare il rapporto che gli abitanti di Roma, nobili e plebei, avevano con la Chiesa e il potere che allora deteneva. Un rapporto dove fuori esce lo spirito romano. Non quello becero, ubriacone o, comunque, stereotipato. Uno spirito che dice senza dire, che ne ha viste tante. 

Ognuno di loro rappresenta qualcosa della Roma di quel tempo. I carbonari Hossein e Verley sono quello spirito rivoluzionario che, purtroppo, già emergeva nello spirito di Roma, ma che, come al solito, non era al passo con i tempi. Le figure di Tognazzi e Sordi sono il potere visto in maniera diversa. Il primo è il superbo, il furbo, il calmo, la fame di onnipotenza e cosciente del ruolo che ha; un uomo divenuto di fede solo perché permetteva il comando: un'arma pericolosa usata con fermezza e passione. Significativa la scena dell'ultimo dialogo con Manfredi. Lo invita ad entrare in una stanza, ma Manfredi non accetta affermando "Non sia mai" e Tognazzi entra dicendo "Ah ecco!". Sordi, invece, rappresenta la fede pura, che combatte fino all'ultimo per ciò che crede sia giusto: significativa la sua ultima comparsa dove ammette che, qualora si stesse sbagliando, "poi me la vedo io col Padre Eterno", unito a quel commovente "Perché?" finale. 

Alberto Sordi in una scena del film (foto filmscoop.org)

Più complesse le figure di Manfredi e Salerno. Salerno è la denuncia all'attualità, che Luigi Magni inseriva nelle pellicole. E' il 1969, anno della famosa 'dittatura dei colonnelli' in Grecia, quando viene girato il film: il ruolo di antagonista di Enrico Maria Salerno, prima dell'arrivo di Tognazzi (rappresentante il potere), è una possibile allusione al ruolo dei 'colonnelli' esecutori di una volontà altrui. Rappresentativa la frase "Magari comandassero i colonnelli! Credi che le cose  non andrebbero meglio?"
Manfredi è la rivoluzione culturale, quella che tutti indistintamente temono. L'insulto detto è una parolaccia, scritto diventa un pensiero: così afferma il personaggio. Quella rivoluzione che non segue la pancia, o l'istinto ma il cervello, che con la rima e la satira "denuncia il marcio e il popolo prende nota". 

L'idea della libertà, però, è quella che più si mostra nel film. Ricordando l'anno di produzione, si capisce anche lo spirito che pervadeva a Roma in quell'anno. Un periodo dove la ribellione stava tornando forte e potente, dove una generazione nuova non si accontentava delle regole di quella vecchia. I carbonari, poi italiani, cosa avevano di diverso dai 'capelloni' degli anni '60? Un potere che li scacciava, alcuni li sostenevano apertamente, altri sotto-banco: niente di diverso dall'atmosfera che si respira nel film, omertà compresa. 

Il film è, in ogni caso, rivoluzionario di per se, visto che sarà il primo dei 7 film che il regista dedicherà al periodo papalino e risorgimentale. Il primo che aprirà alla trilogia che proseguirà con In nome del papa re del 1977 e In nome del popolo sovrano del 1990. 

3 buoni motivi per vedere il film:

- La colonna sonora di Armando Trovajoli, delicata e commovente, capace di cullare
- Claudia Cardinale, in un'interpretazione dove mostra la sua elegante bellezza nel modo più rude e nel suo lato più popolare
- Nino Manfredi, che per quest'interpretazione, prese il primo dei 4 David di Donatello come miglior attore protagonista

Quando vedere il film?

Una sera d'inverno. Consigliabile in famiglia con degli adolescenti: la risata rende la storia più leggera da seguire e trova la scusa di parlare di un periodo storico, poco affrontato nel dettaglio a scuola.

Francesco Fario

Il 26 agosto alla centrale geotermica arriva il Circo

Arriva nella centrale geotermica il Circo EXTRA_ORDINARIO della Compagnia Magdaclan Extra-Vagante.

Compagnia Magdaclan Extra-Vagante


Venerdì 26 maggio si chiude Fra Terra e Cielo, la rassegna di teatro contemporaneo ideata e organizzata da Officine Papage nella Val di Cecina con il sostegno dei Comuni di Pomarance e Castelnuovo V.C., della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e di Enel Green Power. 

"Questa 5a edizione - dichiara il direttore artistico Marco Pasquinucci - ha registrato un successo senza precedenti, a conferma della grande vitalità culturale della terra che la ospita. Un tessuto naturale e sociale con cui la nostra compagnia ha saputo confrontarsi quotidianamente, coniugando tradizione e innovazione. Il Teatro è energia, è stato il nostro slogan 2016. E abbiamo voluto concludere il festival con un evento senza precedenti: uno spettacolo site specific, realizzato proprio all'interno della Centrale 3, cuore nevralgico dell'area geotermica toscana."

Compagnia Magdaclan Extra-Vagante


Gli artisti straordinari di MagdaClan proporranno un percorso “Extra_ordinario” che consiste nell'integrazione dell'architettura degli spazi della centrale geotermica del Larderello con discipline circensi per valorizzare le dinamiche plastiche del luogo e riutilizzare, con una nuova prospettiva, gli spazi solitamente dedicati all'industria energetica. Come la centrale geotermica trasforma in energia elettrica la forza del vapore prelevato dal sottosuolo, il MagdaClan Circo proverà a trasformare in luogo di arte e spettacolo, grazie alla sua poesia surreale, una struttura solitamente vissuta come luogo di lavoro. Lo spettacolo diventa quindi una lente di ingrandimento che esalta le qualità del performer e della sua disciplina, illumina di luce diversa uno spazio, un luogo creando una nuova relazione tra lo spettatore/abitante e lo spazio che vive tutti i giorni. "L'arte scuote dall'anima la polvere accumulata nella vita."  [Pablo Picasso].

L’evento è a ingresso gratuito. Dalle 19.30 nel luogo dello spettacolo possibilità di Cenateatro con la Comunità del cibo a energie rinnovabili della Toscana, la prima comunità al mondo a operare nel settore agroalimentare per il cibo a energia pulita.

Compagnia Magdaclan Extra-Vagante


INFO

info@officinepapage.it
www.officinepapage.it
https://www.facebook.com/officinepapage.it/?fref=ts

Per chi ha bisogno di un passaggio BlaBlaTheater: tel. 058862089

"Black, l'amore ai tempi dell'odio" al cinema il 31 agosto

“Questo film è sostanzialmente la storia di Romeo e Giulietta, riletta dalla commovente sensibilità dei due registi che sanno restituire al pubblico l’idea della violenza di strada delle gang giovanili” 

(Vice)


Mavela, una disadattata teenager quindicenne, che ritrova se stessa e la voglia di vivere quando entra a far parte della gang The Black Bronx, formata da giovani africani della periferia di Bruxelles.Si sente finalmente a casa adesso, accettata da tanti nuovi amici con i quali condivide il giorno e la notte in giro per la città. Per la prima volta nella sua vita Mavela prova un senso di appartenenza finora sconosciuto. Ma realizza subito che militare nei Black Bronx significa far parte di una famiglia totalizzante che non accetta compromessi. Soprattutto comprende che, una volta entrata a far parte della gang, non potrà più uscirne. Mavela peraltro non ha alcuna intenzione di farsi da parte.


Ma un giorno come un altro, Mavela incontra Marwaan.


Marwaan è un ragazzo marocchino, e fa parte della Gand 1080, nemici giurati dei Black Bronx. Dal primo loro veloce incontro, Mavela e Marwaan sanno e sentono di avere un comune destino: passione violenta e amore reciproco. Ma la loro appartenenza a gang rivali li costringe a incontri clandestine e a un futuro di paure, ombre e sospetti. Il velleitario piano per vivere segretamente la loro storia viene presto scoperto e i due ora devono pagarne le conseguenze.


BLACK - L’AMORE AI TEMPI DELL’ODIO - diretto da Adil El Arbi . Bilall Fallah con Sanâa Alaoui . Martha Canga Antonio. Aboubakr Bensaih. Vincitore del Discovery Award al Toronto International Film Festival 2016.




EVENTO SPECIALE:


SOLO IL 31 AGOSTO 2016 PRESSO 16 CINEMA “THE SPACE” IN 13 CITTÀ ITALIANE. POI PROSEGUE IN PROGRAMMAZIONE A MILANO, BOLOGNA, FIRENZE, ROMA


Cagliari TheSpace Cinema di Quartucciu


Catania TheSpace Cinema di Belpasso


Genova TheSpace Cinema


Milano Cinema Odeon


TheSpace Cinema di Rozzano


TheSpace Cinema di Cerro Maggiore


Monza e Brianza TheSpace Cinema di Vimercate


Padova TheSpace Cinema di Limena


Parma TheSpace Cinema Parma Campus


Pescara TheSpace Cinema di Montesilvano


Roma TheSpace Cinema Parco De Medici


TheSpace Cinema di Guidonia


Salerno TheSpace Cinema


Torino TheSpace Cinema di Beinasco


Treviso TheSpace Cinema di Silea


Udine TheSpace Cinema di Pradamano


POI LA PROGRAMMAZIONE DEL FILM PROSEGUE IN ALCUNE SALE SELEZIONATE A MILANO, BOLOGNA, FIRENZE, ROMA

Inormazioni su: http://wantedcinema.eu/movies/black/

24 agosto 2016

Tetraktys, il concerto e l'intervista ad Alessandro Meacci

Il giovane talento calabrese illumina l'exCOMAC di Soverato con la sua sperimentazione musicale e ci racconta il suo primo lavoro.


soverato
Alessandro Meacci all'inizio del concerto.

"...per citare Kandinskij, chi tenta di emulare il passato è come una piuma nella tempesta, bisogna tentare e se ci dovranno punire ci puniranno..."

Sembra doveroso iniziare con questo breve riferimento che Alessandro Meacci fa, sorridendo, durante il nostro breve colloquio, per capire di che pasta è fatto il giovane pianista. In un' epoca musicale in cui ormai molto risulta scontato c'è ancora chi si rimbocca le maniche per trovare qualcosa di nuovo e di vero. Tetraktys è il perfetto esempio di questa laboriosa operazione che ha impegnato Alessandro. Già dal primo ascolto si capisce come i dieci brani siano frutto di una sovrapposizione di stili che, partendo da una corposa base classica, si spingono verso generi più leggeri, senza pregiudicarne però la complessità. Anzi, nonostante la giovane età del compositore, sono presenti controtempi e un'alternanza di ritmo così ben studiata da confondere anche gli ascoltatori più esperti.

Soverato
Il giovane compositore risalta nell'oscurità.

Così, in una calda serata il 22 agosto, immersi nella splendida location di exCOMAC, giunge il momento di regalare al pubblico il frutto di tale lavoro. Un esordio con i fiocchi, considerando le numerosissime persone accorse, grazie anche all'organizzazione a cura di Naturium.

Soverato
Alessandro Meacci.

Ogni brano è anticipato da una breve descrizione che consente a tutti di poter cogliere al meglio la carica emotiva e l'ispirazione a esso legati. Cala così il silenzio e, come in trans, le veloci mani del pianista fluttuano sulla tastiera illuminando l'atmosfera di penombra. In determinati momenti Alessandro sembra duettare con il proprio riflesso nel pianoforte in un mix di suoni e magia.
Alla fine del concerto il pubblico è in visibilio.

Track list:
Blue Skies
Ascensione
Destini
Fantasia
Fiore di Rosa
Naif
Modern Rhapsody
Rainbows
Salutami Musorgskij
Tetraktys

Nella stessa serata il giovane compositore si concede a noi per qualche domanda.


  • Alessandro, cosa rappresenta per te il Tetraktys?

"Parlando del simbolo, questo è nato da una ricerca che ho fatto e dall'insegnamento della professoressa di filosofia che mi ha dato un input. Poi ho capito che Tetraktys è un'armonia che può essere espressa a 360 gradi, non si può racchiudere solo nel concetto di matematica o filosofia. [...] facendo una traslazione in musica questi brani nascono come unione tra generi, tra maggiore e minore, tra consonanza e dissonanza, e poi ovviamente gli ascolti che mi hanno permesso di creare un legame tra i diversi generi [...]. Per quanto riguarda la veste grafica, che è l'aspetto più particolare di questo progetto, il ringraziamento va ad Amedeo Mamone che ha reso sostanziale e ha dato vita a questo Tetraktys, perché la musica non la puoi maneggiare, mentre un'arte come la pittura sì [...]"

Soverato
Copertina di Tetraktys a cura di Amedeo Mamone. Credit: behance.net


  • Qual è quindi il tuo pensiero sulla musica oggi?

"Il pensiero è rivolto a chi ancora prova a dire qualcosa. E ci sono questi personaggi che, purtroppo, dai giovani come me vengono letti come strani, diversi, perché non si abbinano al commercio. [riferendosi a Tetraktys] Chi ha un orecchio allenato sente apparenti aritmie, qualcosa di quasi zoppicante, ma è proprio questo l'obbiettivo, cioè di far parlare le note, di far parlare l'essenza della musica. [...]"

Per il futuro il pianista, che ricordiamo avere 19 anni, punta a concludere il conservatorio con "qualità e gioia" e continuare a comporre e "raccontare storie". Noi auguriamo ad Alessandro il meglio, sperando di risentirlo al più presto, magari in contesti ancora più prestigiosi.

Foto: Gianclaudio Celia

Gianclaudio Celia
@Gian_Celia

L’artista Liu Yi dona un'isola di pace a Santa Maria in Salina

L’artista Liu Yi segna il cammino della strada della Seta e della Pace.

Il dipinto della serie Isola di pace di Liu Yi donato al Comune di Santa Maria in Salina.
Quest’anno, in occasione della kermesse Mare Festival Salina, Liu Yi e l'Assessore Ursino, hanno dato vita ad una collaborazione che mira a promuovere le attività agronome ed artistiche tra le regioni. Inoltre, Liu Yi ha donato al Comune di Santa Maria in Salina un dipinto che riprende la serie: “isola di Pace”. Il tema è sempre incentrato sul concetto di pace. L'opera sancisce una promessa di scambi multiculturali, importanti per il momento storico che si sta vivendo in tutto il mondo.

Liu Yi al momento della donazione durante il Mare Festival.
L’arte è un linguaggio universale, è l’espressione di una concezione della vita e del mondo. In particolar modo, la pittura è uno strumento che consente di comunicare messaggi palesi o reconditi, il cui gradimento varia dal punto di vista estetico in base ai gusti individuali. Innumerevoli possono essere le fonti d’ispirazione. L'artista cinese Liu Yi, originario della regione dello Hunan, trae ispirazione da tematiche di fondamentale rilevanza a livello mondiale quali la pace nel mondo e l'interscambio culturale dei paesi Orientali con quelli Occidentali. Liu Yi si è sempre distinto per la sua passione nel creare ponti culturali tra la Cina e l'Italia, paese a cui è particolarmente legato sia per l'arte che per la moda. Sin dalla giovane età, ha studiato nelle migliori università italiane come la Marangoni di Milano. La sua estroversa attività  artistica, come stilista e pittore, lo ha portato a instaurare un rapporto  creativo con importanti associazioni come Icomos e Unesco. L 'Italia  è stata la congiunzione ideale per far risaltare, in occasione di  Expo Milano 2015, le sue indiscutibili doti pittoriche e per ricercare, sia nella musica che nell’arte, il ponte di collegamento tra Cina ed Italia. Liu Yi  ha iniziato a lavorare su contenuti e concetti legati al Progetto della Strada della Seta di Marco Polo. Nel 2013, è stato nominato primo Cavaliere della Pace Asiatico, istituito nella città di Assisi. E’ stato nominato dalla Regione dell'Hunan: Ambasciatore della Cultura e dello Scambio Culturale con l'Italia per la sua attività volta a portare avanti il Progetto Marco Polo.

Liu Yi: “La Sicilia si trova in un punto magico del Mediterraneo. Questa bellissima isola presenta tonalità cromatiche che possono sembrare improvvisazioni di colore  che si sposano con le gradazioni di colore dei tramonti Siracusani. Favolosa l’Italia, meravigliosa la Sicilia!

Pronti per la finale di Gay Village Academy?

La scuola del talento firmata Gay Village, elegge il sesto vincitore... Chi la spunterà?


parco del ninfeo

Giovedì 25 Agosto, dalle ore 21.00 sul prestigioso palco pop al Parco del Ninfeo, prende il via La Finale di Gay Village Academy 2016, condotta da Christian Nastasi e Daniel Decò, che ne curano la direzione artistica insieme a Manuel Minoia, il tutto condito con l'indiscutibile comicità di Vincenzo De Lucia e la presenza della preside Vladimir Luxuria, che assisterà alla battaglia finale, non risparmiando giudizi ed apprezzamenti per i cinque finalisti del talent: Simone Venditti, Lorelle, Simona Grazzini, Andrea Riccardi e Simona Farris. 
A giudicare le esibizioni, la speciale Commissione d'Esame formata dall'autore televisivo Dimitri Cocciuti, il dj delle notti arcobaleno Brezet, l'autrice Mediaset Elena Metti, i ballerini Nicola Zamperetti e Russell Russell, Lavinia Caracciolo di Marano della Endemol, Valeria Narcisi dal Teatro Brancaccio, l'autore di Spetteguless il blogger Federico Boni, lo stylist Paolo Marcati, i performer KarmaB stage direction del Gay Village, il coreografo Federico Patrizi, la cantante e corista Vanda Rapisardi.
I migliori studenti di questa sesta edizione si metteranno alla prova un’ultima volta per conquistare l’ACADEMY GRADUATION, la speciale laurea targata Gay Village, creata per promuovere giovani artisti di talento che vogliono lanciarsi nel mondo dello spettacolo. Si sono dati battaglia sui temi più disparati, dall'High School alla Disco Music, dalle canzoni di Sanremo alle Favole, sviscerando le materie d'esame dedicate al mondo dell'intrattenimento e proponendo ogni settimana delle prove ispirate a Cinema, Moda, Musica e Spettacolo. Delle quattro categorie in gioco (Canto, Ballo, Performer e Musicisti), arrivano al rush finale cinque finalisti dalle ugole d'oro: Simone Venditti, Lorelle, Simona Grazzini, Andrea Riccardi e Simona Farris, tutti cantanti in erba, decisi a concludere quest'esperienza con il titolo di vincitore dell'anno. Il migliore si aggiudicherà un assegno firmato da Gay Village Academy del valore di 500 Euro, con l'aggiunta da parte del Teatro Brancaccio, partner ufficiale della manifestazione, di un workshop professionale omaggiato attraverso il Progetto STAP (Scuola di Teatro ed Arti Performative), destinato ad uno dei cinque finalisti che sarà scelto direttamente dalla direzione del teatro. La consueta Commissione d'Esame che ha seguito il percorso dei ragazzi in queste settimane, sarà ampliata, con l'aggiunta di ulteriori docenti che giudicheranno le esibizioni degli studenti in gara.

I FINALISTI:

SIMONE VENDITTI: E’ il più giovane dei cinque e si è messo alla prova con artisti più navigati ma il suo timbro pulito e l’ottima tecnica vocale lo hanno fatto apprezzare portandolo a testa alta fino alla finale. LORELLE: Timida e riservata nella vita cosi come sul palco, è riuscita a piccoli passi a trasmettere la sua sensibilità artistica al pubblico che l’ha accolta con grande affetto. SIMONA GRAZZINI: Grande voce e forte personalità esplose sul palco. Con costanza e grinta è uscita allo scoperto ogni volta un po’ di più seguendo un percorso tutto in ascesa. ANDREA RICCARDI: A suo agio sul palco, padrone della scena cosi come della voce. Si è sempre messo in gioco senza lasciarsi andare alle difficoltà incontrate, dalle quali ha sempre tratto spunti per migliorare. SIMONA FARRIS: Voce potente e ottima tecnica, ha lavorato molto sulle emozioni e non ha mancato di stupire il pubblico durante le sue esibizioni.

23 agosto 2016

Beatles, Battista, Papaleo e Masha e Orso: poker d’assi per il Settembre Viterbese

Poker d’assi in programma per il Settembre Viterbese. A partire dal 5 settembre fino a sabato 10, quattro imperdibili spettacoli animeranno Prato Giardino.


Si comincia con Beatles Story il 5 settembre per poi proseguire con l’umorismo irriverente di Maurizio Battista, il live di Rocco Papaleo e lo show dei personaggi più amati dai bambini, Masha e Orso.

Una rassegna di tutto rispetto, organizzata dal Comune di Viterbo in collaborazione con AR Spettacoli e Carramusa Group, studiata appositamente per accontentare una variegata tipologia di pubblico, diversa per età, gusti ed interessi.

A partire dagli amanti della musica evergreen che non potranno assolutamente mancare lo spettacolo Beatles Story di lunedì 5 settembre, un live show multimediale che, come in un magico viaggio, ripercorrerà l'intera storia dei Beatles dal '62 al '70 attraverso quaranta grandi successi: 

da She Loves You, a I Want To Hold Your Hand, da All You Need Is Love fino a Let It Be ed Hey Jude. 

Risate garantite invece, con lo spettacolo del 7 settembre “Una serata unica” di Maurizio Battista, in cui il comico romano analizza, con la consueta pungente ironia, gli ultimi cinquant’anni della società attuale, tra vizi e virtù degli italiani, in un esilarante confronto con le generazioni di qualche anno fa, ignare di Suv, Spa, Facebook e Ikea. 

Il 9 settembre, a salire sul palco sarà l’intramontabile Rocco Papaleo, che accompagnato dai suoi storici musicisti, vestirà i panni sia di cantante che di intrattenitore in una formula ormai collaudata di ritmo, leggerezza e tanta ironia.

Un diario di ricordi e molte sorprese, di teatro contenuto in un’idea di concerto, in una serata in cui lo swing si mescola al jazz e al fuori programma.

Il cartellone chiude in bellezza, per la gioia dei più piccoli con Masha e Orso.

Lo spettacolo ufficiale, proveniente direttamente dalla Russia, patria degli amati personaggi, è un vero e proprio Musical, con una divertentissima storia e tante proiezioni ed effetti speciali. 

Immancabili i protagonisti del cartoon originale, che faranno da contorno alla dolce e dispettosa Masha ed al suo grande amico saggio e paziente, Orso, in una coinvolgente trasposizione teatrale della più nota serie animata.

Per info su biglietti Ticketitalia.com, oppure Underground a Viterbo.

Infoline 800912908 Tel.: 3939041725 – 335474640. www.arspettacoli.com 

22 agosto 2016

Torna a Vallerano il festival Piccole Serenate Notturne

Per la sedicesima volta torna a Vallerano il festival Piccole Serenate Notturne, preludio alla tradizionale Notte delle Candele, evento che concluderà la rassegna l’ultimo sabato del mese di agosto.


In programma, martedì 23 e mercoledì 24 nel pittoresco borgo medievale nel cuore della Tuscia viterbese, due concerti all’insegna della musica etnica, entrambi ad ingresso libero, ore 21,30, in piazza dell’Oratorio.

Il 23 agosto la COMPAGNIA FLAMENCO FUENTE OVEJUNA presenterà lo spettacolo “Las Olas del Tiempo”, con cinque musicisti e sei danzatrici, che interseca la tradizione musicale andalusa con il folclore arabo magrebino. Si tratta di un viaggio musicale nella parte più occidentale del Mediterraneo che esplora musicalmente il territorio che separa ed allo stesso tempo unisce la regione spagnola dell’Andalusia al Marocco, due differenti culture che nella storia si sono incontrate influenzandosi a vicenda. In Andalusia nel 711, con l'occupazione araba della Spagna meridionale, ebbe inizio una “nuova era” che riguardava tutti i campi, dalla scienza all’arte: in “Las Olas del Tiempo” si ripercorrono quelle vie, rivivendo i momenti in cui, anche grazie alla musica e la danza, il sud della Spagna, al-Ándalus, divenne esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra musulmani, ebrei, cristiani e gitani, nella coesistenza di culture, religioni e lingue. Il progetto prende spunto ed energia dalla fusione di elementi comuni del flamenco, della musica araba magrebina e sefardita attraverso la ricerca e la riqualificazione del patrimonio musicale del periodo di al-Ándalus, proponendo una rilettura in chiave contemporanea attraverso una performance di musica e danza concepita con l’obiettivo di affermazione di tolleranza e libertà, intese nella loro più larga accezione.

Il 24 Agosto sarà invece la volta dei CAMILLOCROMO, un progetto di “musica per ciarlatani, ballerine e tabarin” composto da un’orchestra di sei musicisti in smoking che trascineranno i convenuti in atmosfere musicali retrò con suggestioni circensi e colori felliniani, presentando un concerto-spettacolo pieno di sorprese e colpi di scena. Swing, tango,valzer e sonorità balcaniche si incontreranno all’interno delle composizioni originali create dalle menti eccentriche dei Camillocromo i cui esponenti, all’interno di un immaginario Tabarin, presenteranno rocambolesche attrazioni e deliri “comiconirici”, come in un varietà d’altri tempi in una perfetta fusione di musica e teatro.


A chiudere le Piccole Serenate, il 27 agosto la multiperformance in contemporanea di oltre 22 formazioni all’interno delle piazze, vicoli e monumenti più caratteristici di Vallerano, nell’ambito della Notte delle Candele 2016, il cui programma dettagliato verrà comunicato a breve.

19 agosto 2016

The Witch, l'horror che strega

Uscito sugli schermi italiani lo scorso 18 agosto, The Witch ha già stregato  critica e pubblico.


Manca ormai davvero poco all'uscita di Blair Witch, sequel dell'acclamato The Blair Witch Project, ma è un altro film sulle streghe a stimolare l'estate di chi è rimasto in città. Si tratta di “The Witch - Vuoi ascoltare una favola?”, film diretto dal giovanissimo Robert Eggers

Il film è consigliatissimo sul web e, sebbene possa lasciare un po' interdetti in alcuni casi, tutti gli amanti dell'horror dovrebbero vederlo. Per una serie di motivi. Primo su tutti, The Witch è l'horror che non ti aspetti: ha una trama molto semplice che però si sviluppa sempre in maniera non banale. Fino all'ultimo minuto si dubita di aver intuito il finale, e questo mi sembra davvero un gran pregio nel mare magnum dei film dell'orrore prevedibili e scontati. 

Siamo nel New England del Seicento: il predicatore William viene allontanato dalla comunità e va a vivere vicino alla foresta con la moglie e i cinque figli. Dopo pochi minuti dall'inizio del film una serie di eventi infausti colpisce la famiglia, dalla sparizione dell'ultimogenito alla manifestazione di strani segni. Nella forte religiosità dei protagonisti si insinua lentamente il veleno della debolezza, del dubbio, della sfiducia reciproca: chi è la strega della foresta, e soprattutto, cosa vuole da questa famiglia? Thomasin, la figlia più grande, spicca subito per la magistrale interpretazione di Anya Taylor-Joy e tiene le redini di tutto lo sviluppo della trama. 



Non è un film che si può facilmente spiegare senza rivelare troppo, sappiate solo che le scene da brivido sono molto intriganti e lasciano lo spettatore in un limbo tra detto e non detto, compreso e non compreso fino alla fine. Interessanti anche gli spunti sulla condizione femminile dell'epoca, sull'estremismo della religione predicata e sulle facili accuse di stregoneria: tutti temi che dipingono uno scorcio assai realistico della società coeva, specialmente quella di campagna. Non a caso, infatti, la storia è stata ricostruita basandosi su atti e documenti reali: accade quindi che nella ricostruzione veritiera del passato cala inesorabilmente una pioggia pungente di superstizione, con gocce di caccia alle streghe e diavoli tentatori, senza perdere - però - credibilità. 

Nonostante il linguaggio ricercato, l'ambientazione storica e l'effettiva mancanza di veri e propri colpi di scena, la pellicola tiene attento lo spettatore fino all'imprevedibile finale, rivelando il lato oscuro del fragile essere umano messo sotto pressione. Quindi Eggers, che fino ad oggi si era cimentato solo in cortometraggi, promette davvero bene e potrebbe diventare una delle rivelazioni del 2016. 

Se siete in città correte a vederlo. Se siete ancora in vacanza segnatelo in agenda: renderà più dolce il vostro rientro alla quotidianità.

Alessia Pizzi

“Il dolore del tiglio”: le metamorfosi del rapporto fra i sessi

La metamorfosi è l’essenza della vita. 


Nulla è sempre uguale a se stesso e evoluzione e fusione sono le tappe fondamentali del percorso amoroso. 

Tu diventi un po’ me, io divento un po’ te: insieme due “io” si mutano in un “noi”, nel rispetto della reciproca identità.

Un giorno Zeus, come suo solito annoiato dalla perfezione del tempo olimpico, assunse le fattezze umane di un pellegrino e, così camuffato, discese, accompagnato da Ermes, lungo le vie della Grecia per raggiungere la Frigia, incuriosito dai suoi abitanti.

I due bussarono di porta in porta, per chiedere ospitalità, ma nessuno si mostrò benevolo. Quando le speranze sembravano perdute, furono accolti con generosità in un’umile capanna fatta di canne abitata da due vecchi sposi, Filemone e Bauci. I due, pur essendo molto poveri, misero a disposizione dei due finti pellegrini il poco che possedevano, dividendo con loro la cena e preparando un giaciglio per la notte. Miracolosamente il parco cibo continuava a rigenerarsi finché i due vecchi, sorpresi, appresero di trovarsi al cospetto di Zeus ed Hermes, i quali, per ricompensarli, li invitarono ad abbandonare la capanna e a recarsi in cima al monte. In seguito, il resto delle case, per punizione divina, fu sommerso da una palude e solo la capanna si salvò, per poi trasformarsi in un maestoso tempio. 

Infine, Zeus chiese loro cosa desiderassero più di ogni altra cosa: entrambi, senza esitazione, espressero la volontà di morire nel medesimo istante, così da non soffrire uno della mancanza dell’altra. 

Al termine della vita, quindi, si trasformarono rispettivamente in una quercia e un tiglio, uniti per il tronco, in un eterno abbraccio. 

Eppure il mito si evolve, anch’esso. E a volte si deforma, purtroppo mostruosamente. 

La quercia cinge il tiglio troppo forte, provocandogli dolore, spezzandone i rami, violandone le gemme. 

A volte il tiglio si secca, e muore lentamente. 

A volte viene reciso d’impeto, e muore in pochi istanti. 

Tale storia antica, che continua, in mille metamorfosi dell’orrore, ce la racconta ancora, per non dimenticare e per agire, Laura Scanu, nel suo breve romanzo, “Il dolore del tiglio”, edito da Twins nel 2016. 

Lucilla, la protagonista, è una donna vittima di violenza psicologica e fisica da parte del marito, attraversata da lance di sofferenza e da mille pensieri che sbocciano fra le sue fronde, chiome femminee che profumano di primavera, di rinascita. 

Lucilla splende, sole e non solo luna, e, seguendo la propria luminosa forza interiore, può operare una scelta: girare pagina, riscrivere una fine prematura, scrivere un nuovo capitolo, nero su bianco. 

Il tiglio rifiorisce, libero, e dalle sue amputazioni nascono frutti maturi, che sfameranno le piante figlie.

Lo stile di Laura Scanu è intenso, incisivo. La sua prosa poetica è vagito di neonato e nenia di prefica, è seme che dorme in una lapide, trasformando la storia in righe d’inchiostro e le righe in versi senza rime, ma intrisi di potenza evocatrice. La scrittrice diventa, così, nuova Era, ossia novella Dea del femminile e, al contempo, epoca da vivere, affinché il futuro soffochi la violenza e accolga la pace di un abbraccio di vero amore. 

Emma Fenu

Tornano i Gluten Free Days - Wellness Food Fest a Roma

Tornano i Gluten Free Days a Roma per una quarta edizione

Roma - Palazzo delle Fontane


Si conferma nuovamente, anche per il 2016, l’atteso appuntamento con il GLUTEN FREE DAYS - WELLNESS FOOD FEST, giunto alla sua quarta edizione, che si terrà a Roma al Palazzo delle Fontane (via Ciro il Grande 10/12, quartiere EUR), sabato 1 e domenica 2 ottobre 2016, dalle 10.00 alle 19.00.
Ideato e prodotto da Roberto Malfatto per il Lanificio Factory, promosso da AIC Lazio (Associazione Italiana Celiachia del Lazio) e We For 2016, realizzato in collaborazione con SuLLeali Comunicazione Responsabile, l’evento ha il patrocinio del Comune di Roma e, in attesa di conferma, del Ministero della Salute e della Regione Lazio. Media partner: Leggo, Radio Roma Capitale, Free, Gluten Free Travel & Living e Puntarella Rossa. 
Ambassador dell’evento, gli chef glutenfree Marcello Ferrarini con il Gambero Rosso, Marco Scaglione, il maestro pizzaiolo Marco Amoriello e la food blogger Alice Gorgatti.
Il Gluten Free Days è uno dei maggiori appuntamenti nazionali dedicati al mondo del senza glutine e l’unico che si svolge nel centrosud. Intende promuovere in un unico format l’innovazione delle aziende produttrici di prodotti glutenfree e la ristorazione di qualità, con l’approfondimento medico-scientifico fino alla diagnosi della celiachia.
Obiettivo del Gluten Free Days è offrire ai celiaci e a quanti per diverse ragioni abbiano problemi di intolleranza alimentare  o  scelgano di mangiare senza glutine, un ambiente a loro misura, in cui possano trovare tutto ciò di cui hanno bisogno e tutto ciò di cui potrebbero avere bisogno: buon cibo, consulenza, divertimento e informazione scientifica. Tutto a portata di mano!
Durante le due giornate sono previsti incontri, degustazioni, corsi di cucina per grandi e piccini con gli Ambassador (per tutti i corsi è necessaria la prenotazione sul sito www.glutenfreeday.it), show cooking, presentazioni, convegni, consulenze mediche e psicologiche, screening diagnostici, aree espositive, area baby e molto altro. 

Oltre 50 le aziende presenti e molte le food-blogger fra le più seguite, presenti a “BlogIN. Il food blogging in persone”. Rinsaldata, quest’anno, la collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli - Università Cattolica del Sacro Cuore con un doppio importante appuntamento: il Progetto Donna, che verrà lanciato sabato 1° ottobre, di mattina, nell’ambito del convegno “La Celiachia si veste di rosa: Progetto Donna, come – con chi – dove” ; lo screening gratuito per la diagnosi della celiachia, che verrà effettuato sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00, con l’invio a casa dei referti a quanti risultassero positivi.
Negli anni passati, al Gluten Free Days sono stati fatti oltre 400 screening, diagnosticati 4 casi di celiachia (che confermano la media nazionale, di un celiaco ogni cento persone) ed altri casi sospetti, a cui successivamente sono state fatti ulteriori accertamenti presso il Policlinico Gemelli.
Ancora una collaborazione importante, in ambito medico, è quella con l’Ordine degli Psicologi del Lazio che, sabato e domenica, curerà lo sportello psicologico del Gluten Free Days, per accogliere e indirizzare coloro che devono imparare a convivere con la celiachia o ad accompagnare i propri figli perché affrontino serenamente le rinunce collegate ad una dieta di esclusione come la dieta senza glutine.

Domenica 2 ottobre, sempre di mattina, sarà la volta del convegno-dibattito “Alimentarsi oggi, fra antiche certezze e nuove consapevolezze in cui verranno messi a confronto l’approccio della dietetica tradizionale e moderna, dove parteciperà la dott.ssa Sara Farnetti, specialista in Nutrizione Funzionale e Metabolismo, riferimento di numerosi programmi Rai.
Anche per le aziende numerose novità: un’ampia sezione dedicata al B2B e un approfondimento delle tematiche halal/senza glutine per stimolare la collaborazione nel settore e sostenerne la crescita, con workshop e convegni mirati.


Informazioni:

GLUTEN FREE DAYS - WELLNESS FOOD FEST
Roma, SALONE DELLE FONTANE - Via Ciro il Grande 10/12 (quartiere EUR)

I biglietti possono essere acquistati in loco il giorno dell’evento

Ingresso: € 8,00 – Ridotto e Soci AIC 2016: € 5,50 – Gratuiti: bambini fino a 140 cm.

Per pacchetti famiglia e pacchetti gruppi consultare la pagina dedicata: http://www.glutenfreeday.it/biglietteria/biglietti


Il 3 settembre torna a Roma il Sexteto Fantasma in concerto

L'ASD Nuovi Laghi di Mezzaluna in collaborazione con La Milonga El Arrabal, Tango Bien e Vida Tanguera sono lieti ed onorati di presentare il Sexteto Fantasma in concerto!


laghi di mezzaluna Roma


Per la seconda volta a Roma (Maccarese), per l'unica data romana, e direttamente dalla Milonga e Associazione Culturale la "Ventanita de Arrabal" di Buenos Aires, siamo lieti di presentare il ritorno del Sexteto Fantasma
Il Concerto, ballabile, si svolgerà dal pomeriggio di sabato 3 Settembre 2016 appena fuori le porte di Roma verso il litorale nord di Roma località Maccarese/Fregene.
Ad ospitare il sestetto sarà la suggestiva location dei Laghi di Mezzaluna, con la sua magnifica pista di oltre 250 mtq, in Via Fontanile di Mezzaluna, 20, Maccarese, Roma. 
Prima e dopo il concerto si ballerà con le selezioni musicali del Residente de la Milonga "El Arrabal" Manuele Marconi e Don Juan con 9 ore di puro Tango!

Il "Sexteto Fantasma" è un giovane gruppo di Tango che nasce nella cornice de La Ventanita de Arrabal, una Milonga stabile di Buenos Aires, con musica dal vivo tutti i martedì ininterrottamente da oltre due anni. Serata prodotta ed organizzata dallo stesso sestetto. Il gruppo si può definire come una quintetto tipico più un cantante, con la differenza che la tromba rimpiazza il tradizionale violino. Tale strumento ha una sonorità unica e viene utilizzato sia per le melodie così come per dare colore ai momenti ritmici. È importante ricordare le Orchestre di Canaro e Lomuto, o l’interessantissimo incontro tra Dizzy Gillespie e Osvaldo Fresedo come precursori dell'uso della tromba nel tango. Il risultato sonoro del gruppo si completa con la chitarra elettrica, il bandoneon, il piano ed il contrabbasso. Nel trascorrere della musica si lasciano sentire le influenze che i musicisti portano dalle proprie esperienze musicali personali: lo swing, il folclore, la musica brasiliana e persino il rock, la murga e la cumbia. Gli arrangiamenti propri di brani classici e le composizioni originali risultano in un congiunto di Tangos, Valses e Milongas fatti con lo stile del sexteto: contemporanei, ballabili per i milongueros ed apprezzabili per il pubblico.


Il gruppo

Guido Iacopetti – Chitarra, arrangiamenti e compositore
Ezequiel Agüero – Piano e arrangiamenti
Daniel Mayor – Tromba
Matias Nahuel D´Amico – Contrabasso e arrangiamenti
Oscar Ismael Yema - Bandonéon
Rodrigo Perelsztein – Voce


Programma della serata

Ore 18 in poi apriamo... ed è subito Milonga!
Ore 20, Cena sociale* - Sarà possibile cenare con gli artisti prima del concerto con una cena sociale e tanto di tavolata e Charla, tutti insieme!
Ore 22.30 in poi... circa CONCERTO** con Sexteto Fantasma e Gran Milonga fino le 3!!


Come arrivare

Prendendo la SS1 Aurelia (12 Km dal GRA ) e uscire a Maccarese Fregene Via del Fontanile di Mezzaluna (direzione Fregene/Maccarese e dopo circa 3km, sulla sinistra al N.20 siete arrivati! C'è parcheggio a non finire per tutti.) 


Prevendite e ingresso

Il Concerto sarà a numero chiuso per poter gestire tutto al meglio e potrete assicurarvi un posto (a prezzo ridotto) prenotandovi con gli ingressi in prevendita e/o contattandoci ai nostri recapiti vari sms/cell/email.
Ingresso Milonga e Concerto Euro 18 (in prevendita con cons. analcolica); in alternativa Euro 20 (direttamente il giorno della serata).
È possibile acquistare i biglietti direttamente ai Laghi di MezzaLuna a partire dal 8/8 e/o in alcune Milonghe romane e/o contattandoci sui seguenti recapiti e email:
392 8481847 / 331 2156776 / mdotango@gmail.com / jmlupin@gmail.com

CENA / ASADO (all'Italiana):
Sarà possibile cenare (su prenotazione SOLO per CHI ASSITE ALLA SERATA) e ci sarà a disposizione per tutta la serata un bar a prezzi popolari con bevande alcoliche ed analcoliche (vino, birre, long drinks)
Quindi per chi volesse cenare l'ASD Nuovi Laghi di Mezzaluna propone dei super menu alla griglia per cena (SOLO SU PRENOTAZIONE e per chi partecipa al concerto) a partire dalle 20 fino alle 22.30-23. 

MENU A vegetariano Euro 12 (include):
Verdure grilliate/ bruschetta al pomodoro 7 formaggio e mozzarella + contorno
acqua minerale + bicchiere di vino

MENU B carne Euro 15 (include):
-Verdure grigliate e bruschette al pomodoro
-1 secondo alla brace a scelta tra: Galletto / trancio di Maiale / spiedino misto / braciola di maiale / arrosticino di castrato / spuntature di maiale / salsiccie *
-contorno: insalata mista o cicoria
-acqua minerale + bicchiere di vino
(in alternativa c'è il MENU C (ovvero Menu B con il secondo di Bisteccone di Manzo, Euro 18

Servizio Bar tutta la notte con alcolici-analcolici, superalcolici, long drink e cocktails.

Juan 331-2156776 / jmlupin@gmail.com
Manuela 392-8481847 / mdotango@gmail.com 
 
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