Maestre d’amore: i consigli di Ovidio in chiave pop

Maestre d'amore - ovidio ars amatoria

All’Ar.Ma Teatro di Roma lo spettacolo “Maestre D’Amore” porta in scena i precetti di Ovidio in una nuova vivacissima veste.

Se pensate che i classici facciano sbadigliare, evidentemente non avete letto nulla di Ovidio. Il praeceptor amoris che visse a cavallo tra il I secolo a.C e il I d.C., meglio noto per il gigantesco compendio mitologico che prende il nome di Metamorfosi, ha ancora qualcosa da insegnare alla sua migliore alunna: l’umanità.

Passano i secoli, ma i consigli del poeta di Sulmona, non solo sono ancora straordinariamente attuali, ma fanno anche sorridere. Specialmente se a portarli in scena sono le tre pimpanti attrici della compagnia PolisPapin, che noi di CulturaMente avevamo già apprezzato per lo spettacolo Talia si è addormentata.

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Le tre maestre d’amore fondono i meravigliosi precetti ovidiani tratti dai Remedia Amoris e dall’Ars Amatoria e realizzano una piccola guida moderna per gli amanti.

Dall’arte della seduzione a quella della dissimulazione, il trio passa al crivello con dissacrante ironia tutte le tipologie di donne – la vergine, la vedova, la traditrice, la moglie – senza dimenticare gli uomini ovviamente.

Il gioco tra i sessi è narrato, ma anche cantato e musicato dalle tre attrici, che sono riuscite nell’impresa di rendere Ovidio assolutamente pop.

Lo spettacolo coinvolge pienamente anche il pubblico nel piccolo Ar.ma Teatro di Roma, dove un’ora scorre veloce al ritmo dei jingle e delle battute di Cinzia Antifona, Valentina Greco, Francesca Pica; quest’ultima è anche autrice delle musiche.

Tutto lo show è raccolto il pochi metri quadrati, nella semplice ma dettagliatissima scenografia di Domenico Latronico. Meritano una menzione anche ai bei costumi di Cunegonda La piccola Costumeria.

Per concludere, Umberto Eco diceva che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire e questo spettacolo non può che confermare tale celebre affermazione. Aggiungo, però, che sta anche nella bravura della compagnia rendere fruibile una lettura che per alcuni può risultare ostica o addirittura noiosa, come quella di un poeta vissuto oltre venti secoli fa.

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Alessia Pizzi

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