Lasciatevi incantare da “Tália si è addormentata” e tornerete bambini

Tália si è addormentata

Il 12 e 13 aprile è andato in scena all’Ar.Mateatro lo spettacolo “Tália si è addormentata”, che ha chiuso il concorso del DOIT Festival.

“Tália si è addormentata” è stato l’ultimo spettacolo andato in scena in concorso al DOIT Festival. Il concorso, quindi, si è chiuso all’insegna del femminile. Infatti, in scena sono andate tre bravissime attrici e ci hanno raccontato una favola di formazione di una giovane donna.

D’altronde, in questo festival abbiamo assistito a più spettacoli con al centro il mondo femminile: dalle vite parallele delle Regine Sorelle Maria Antonietta e Maria Carolina d’Asburgo al monologo della donna in attesa all’aeroporto di “Domani i giornali non usciranno”, passando per il desiderio di libertà di Alice in “Stand by me. Notti d’agosto”.

“Tália si è addormentata” è un progetto della Compagnia  Polis Papin che mette in scena la favola “Sole, Luna e Tália” contenuta ne “Lu cunto de li cunti” di Giambatista Basile.

L’opera del letterato campano del ‘600 è la prima raccolta di favole popolari. Da essa hanno attinto tutte le raccolte successive più celebri, compresa quella dei fratelli Grimm. Da “Sole, Luna e Tália” deriva direttamente la fiaba della bella addormentata nel bosco.

Tália si è addormentata

Uno spettacolo in cui tutto funziona come un orologio, nessun dettaglio sembra essere lasciato al caso e un bellissimo marchingegno misura il tempo e domina il palcoscenico.

“Tália si è addormentata” è un ottimo mix di suoni, parole, movimenti, oggetti di scena.

Una regia originale  quella di Francesco Petti che ha scritto il testo teatrale. I dialoghi sono molto belli, alternano italiano e dialetto campano. Così l’effetto di affabulazione è ancora più inteso.

Cinzia Antifona, Valentina Greco e Francesca Pica hanno la presenza scenica e il ritmo indispensabili per padroneggiare un testo non facilissimo. Raccontano con gesti studiati che raccontano tanto quanto le parole. Le tre attrici sono cresciute nella e con la commedia dell’arte. Ciò le ha aiutate molto nella caratterizzazione dei diversi personaggi.

Quasi non ci si accorge che si scambiano i tre ruoli principali di Tália, del re e della regina vecchia. Li interpretano a turno, per dimostrare che nella vita “la ruota gira”. Siamo su una giostra e ad ognuno di noi capita di interpretare almeno uno di quei ruoli: la persona tradita che perde l’amore, la persona che tradisce, la fresca novità che riaccende la passione e porta vitalità.

Le tre attrici interpretano, però anche gli altri personaggi, tra cui le tre sorelle Figlie del Tempo, che manovrano i destini umani.In questo ruolo giocano con le parole e sui luoghi comuni sul tempo che scorre, è galantuomo, ma anche tiranno.

Una menzione particolare la meritano le scenografie e i costumi.

Entrambi frutto della creatività di Domenico Latronico, sono originali e affascinanti. Domina la scena un meccanismo che misura il tempo, intorno a cui si muovono le interpreti e che cattura, con i colori e i marchingegni che lo modificano, lo sguardo dello spettatore.

Guardando lo spettacolo si entra proprio nell’atmosfera incantata delle fiabe. Si ascolta una favola piena d’ironia e si torna un po’ bambini. Vi consigliamo di tenere d’occhio la compagnia, per non perdervi l’occasione di farvi incantare da “Tália si è addormentata”.

Stefania Fiducia

(Foto di Sergio Battista estratte dalla pagina Facebook della compagnia Polis Papin)

Stefania Fiducia
Splendida quarantenne aspirante alla leggerezza pensosa. Giurista per antica passione, avvocatessa per destino, combatto la noia e cerco la bellezza nei film, nella musica e in ogni altra forma d'arte.

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