The OC: 10 motivi per (ri)guardare la serie cult degli anni Duemila

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La serie The OC è ormai considerata un classico adolescenziale per chi è nato nei primi anni ’90.

Evoluzione di quello che oggi definiremmo un teen drama meno lagnoso e più cool di Dawson’s Creek, The OC si allontana dal sovrannaturale portato sullo schermo qualche anno prima da Streghe e da Buffy l’ammazzavampiri, per raccontare le vicende di un gruppo di sedicenni nella calda e soleggiata Orange County. Musica, alcool, droghe, risse, surf, feste in spiaggia, ville principesche e macchine costose sono gli ingredienti principali di una serie che a distanza di circa quindici anni torna a farci rivivere nostalgiche emozioni.

Ecco 10 motivi per cui, anche se siamo cresciuti, vale la pena riguardare The OC.

1. La colonna sonora

A partire dalla sigla inconfondibile California dei Phantom Planet. Ma ce ne sono tantissime che sono diventate poi iconiche come Forever young dei Youth Group, Hide and seek di Imogen Heap, Halleluja di Jeff Buckley, Fix you dei Coldplay

2. La rivincita dei nerd

Prima che diventassero di moda, prima di Big Bang Theory, gli appassionati di fumetti e videogiochi erano sostanzialmente solo degli “sfigati”. Seth (Adam Brody) era così, emarginato e bullizzato dai suoi coetanei, fino all’arrivo di Ryan (Benjamin McKenzie) grazie al quale ha acquisito sicurezza ed è uscito dal suo guscio, pur rimanendo fedele alla sua personalità eccentrica. Si può dire che da questo momento in poi sia iniziata la rivalsa dei nerd sui classici “belli e dannati” anche nella realtà

3. La famiglia non si basa necessariamente sul legame sangue

Questo forse è uno degli insegnamenti più importanti della serie. L’avvocato Sandy Cohen (Peter Gallagher) ha accolto a casa sua un giovane arrestato ingiustamente e abbandonato dai suoi genitori. È bastato qualche giorno perché Ryan diventasse a tutti gli effetti membro della famiglia, figlio premuroso dei coniugi Cohen, fratello e migliore amico di Seth. Nelle situazioni difficili e nelle vicende drammatiche si sono aiutati e supportati a vicenda dimostrando un affetto e un amore che supera qualsiasi legame di parentela.

4. Le rock band emergenti

Oltre alla già citata e ricchissima colonna sonora, The Oc è stato anche un trampolino di lancio per alcuni gruppi indie rock. All’ interno del locale più frequentato dai giovani di Newport Beach, il Bait Shop, si sono esibite, infatti, delle vere rock band che all’epoca erano agli esordi della loro carriera. Tra queste ci sono ad esempio i Rooney, i The Killers, i Death Cab for Cutie e i The Walkmen.

5. La casetta in piscina

Beh, chi non ha sognato di vivere come Ryan in una dependance a bordo piscina con vista sull’oceano? Non è necessario aggiungere altro…

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La celebre casetta in piscina di casa Cohen.

6. Il Christmukkah

Perché accontentarsi del Natale e dell’ Hannukkah, quando si può avere il Christmukkah? “Otto giorni di regali più un giorno di super regali”, spiega Seth, che ha deciso di unire le origini protestanti della madre Kirsten (Kelly Rowan) con quelle ebree del padre Sandy in un’unica grande festa. D’altronde, il tema della fusione e dell’incontro di mondi diversi è il leit motiv della serie, evidente sin dall’inizio con l’arrivo dello sventurato ragazzo di Chino nella privilegiata Newport Beach.

7. Rivivere i primi anni 2000

Nostalgici di un’adolescenza senza Whatsapp e senza Netflix? The OC ve la farà sicuramente rivivere! Questo telefilm, infatti, è riuscito a catturare un momento preciso all’inizio del nuovo millennio in cui gli adolescenti iniziavano ad utilizzare quotidianamente le nuove tecnologie, ma non ne erano ancora del tutto sommersi come oggi. I cellulari (quelli a conchiglia, ve li ricordate?) servivano solo per telefonare e mandare sms. Quasi rivoluzionario l’episodio in cui Sandy Cohen scatta addirittura una foto con il suo telefono all’avanguardia! Quando poi si decideva di trascorrere la serata sul divano davanti alla tv, se il film non era presente nella propria collezione domestica, si usciva a noleggiarne uno. Come dimenticare la folla del sabato sera nei Blockbuster?

8. Nel cast di The OC anche una giovanissima Shailene Woodley

Proprio così. Prima della saga di Divergent, prima del film Colpa delle Stelle e della miniserie Big Little Lies. Shailene Woodley ha recitato anche in The OC e lei stessa se ne dichiara orgogliosa su Instagram. Nella prima stagione della serie ha interpretato Kaitlin Cooper, la sorellina di Marissa appassionata di equitazione.

9. La morte di Marissa

Marissa Cooper (Mischa Barton) rappresenta letteralmente la classica ragazza della porta accanto. Bellissima e tormentata, rapisce subito il cuore dell’intrepido Ryan, che sin dalla prima stagione si comporta come un cavaliere pronto a salvare la sua principessa da ogni pericolo. Quel che risulterà più difficile sarà, però, salvare Marissa da sé stessa. Invece di chiedere aiuto nel momento del bisogno, infatti, la giovane californiana si rifugia spesso nell’alcool, nella droga e in varie forme di depravazione. Questa caratteristica, insieme alla tendenza a creare sempre più problemi di quanti in realtà ce ne siano, rende il suo personaggio uno dei più discussi della serie. Accanto a migliaia di suoi sostenitori, potremmo dire che ve ne sono quasi altrettanti che non amano affatto questo personaggio. Proprio per tale motivo, il tragico momento della sua morte è fondamentale per tutti i fan. Rappresenta il giusto culmine della sua evoluzione e uno spartiacque forte per quel che viene dopo (anche se l’ultima stagione non raggiungerà mai il successo delle prime tre). Un colpo pesantissimo per Ryan, ma allo stesso tempo la sua più grande liberazione.

10. La serie tv perfetta per l’estate

L’ambientazione californiana con l’oceano sullo sfondo, la temperatura che non scende mai sotto i 20°C, la spensieratezza degli anni dell’adolescenza e i triangoli amorosi fanno di The OC la serie perfetta da guardare per rilassarsi durante le calde serate estive. Perché non approfittarne quindi per fare un bel rewatch di tutti gli episodi?

California here we come…

Francesca Papa

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