The Handmaid’s Tale 4: recensione del finale

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Il decimo e ultimo episodio della quarta stagione di The Handmaid’s Tale è arrivato velocissimo. “The wilderness” mette il punto su una questione primaria, che forse può sembrare scioccante.

Un lieto fine?

Nell’immaginario comune il lieto fine di questa brutta storia poteva essere il ritorno in famiglia e alla libertà. La verità è che ci sono cose che non si possono dimenticare, e questa serie ha sempre avuto come unico e primario protagonista il potere.

Tutto il resto è sempre venuto dopo: amore, passione, anche amicizia. June è sopravvissuta ed è riuscita a salvare molte vite per un unico motivo: è stata al gioco e ha capito come farlo suo. In questo episodio diventa evidente come la manipolazione finalizzata alla prevaricazione sia ancora una volta l’unico vero scopo dei protagonisti: ciascuno per i propri motivi, che siano religiosi, di comodo o basati sul puro senso della vendetta.

Mentre Fred asseconda Serena che gioca a fare la moglie e la madre per proteggersi, June non si dà pace: i Waterford non possono tornare a essere liberi. Cosa fare, allora? Come intervenire? Nel nono episodio Tuello proponeva di usare Fred come tramite per ritrovare Hannah: stavolta nemmeno questo riuscirà a distogliere June dal proprio obiettivo.

Non sono una buona madre

Incontentabile June, non ti basta proprio riavere la tua famiglia felice. Non ti basta aver ritrovato Moira, Luke e tua figlia Nichole. Perché non scendi a compromessi, e non fai in modo che Fred ti aiuti a ritrovare tua figlia?

I soprusi di Gilead riecheggiano troppo forti nella tua mente ferina. Dimenticare la violenza è impossibile, andare avanti è quasi inconcepibile. E June non è l’unica a pensarla così: se Moira scansa il passato, Emily non è della stessa opinione. Sarà proprio in questo episodio che tornerà la complicità tra le due donne, il tacito accordo di una vendetta che va consumata.

Intorno a loro, vorticano personaggi che hanno due strade di fronte a sé: possono guardare i fatti e aiutare, oppure fingere che questi sentimenti non esistano ed essere tagliati fuori.

Violenza porta violenza?

Visto che la vendetta in questo caso è cercata da donne vittime di violenza e abusi, è impossibile non immedesimarsi con la cronaca attuale e i movimenti femministi, che molto spesso hanno assunto delle declinazioni fortemente prevaricatrici nei confronti degli uomini. Il messaggio che dobbiamo cogliere quale sarebbe? Che violenza porta altra violenza, che è impossibile mandare giù il boccone amaro senza reprimere una parte di noi che lotta per uscire. Per tutta la quarta stagione sono state messe a confronto le donne che tacevano, che volevano andare avanti, con quelle arrabbiate, quelle che non volevano arrendersi. Il finale di The Handmaid’s Tale rincara la dose su questo punto. Si può andare avanti senza una cruda vendetta quando la giustizia non fa il suo dovere? È davvero possibile ricominciare a vivere una “vita tranquilla”?

La quinta stagione è confermata

Naturalmente ci sarà una quinta stagione: c’è da chiedersi cosa si inventeranno ora per allungare il brodo.

Alessia Pizzi

Le recensioni di tutti gli episodi della quarta stagione sono elencate qui:

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