Il Racconto dell’Ancella 3: June, la burattinaia

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Torniamo a parlare de Il Racconto dell’Ancella a distanza di qualche giorno. Perché tanta attesa? Con i lettori bisogna essere onesti: trascurando qualche scusa sui troppi impegni che mi hanno tenuta lontana dalla serie tv, ammetto che avevo trovato i primi due episodi della terza stagione un po’ lenti.

Anche il terzo episodio non brilla per velocità, mentre il quarto inizia davvero a prendere una piega interessante. Ma andiamo per ordine.

June è la nostra burattinaia: in bilico tra le umiliazioni che è costretta a subire quotidianamente e la voglia di cambiare le cose, continua la sua vita presso la casa del comandante Lawrence. Il suo ruolo è molto chiaro, però: usare la propria intelligenza per manipolare i Waterford.

June conosce le regole del gioco e sa come usare le proprie carte: è una vera e propria stratega. In questi due episodi vediamo la sua determinazione nell’osservare tutte le possibilità che le vengono offerte per ottenere ciò che vuole: rivedere sua figlia Hannah e alimentare la rivoluzione facendo in modo che Serena manipoli a sua volta Fred.

Ma a Galaad regna già la crisi interna: zia Lydia deve fare i conti con un sistema che non funziona nemmeno quando le ancelle dimostrano di fare il “proprio dovere”. Fagocitata dal regime autoritario, anche la nostra matrona inizia a risentire del suo ruolo, come la stessa Serena, che non concepisce l’idea di tornare col marito, nonostante i caldi inviti materni. Senza un uomo al suo fianco, una donna a Galaad non vale nulla: perché non trarne vantaggio?

Contemporaneamente, nel mondo “normale”, si inneggia alla libertà di chi è diventato schiavo e nelle prime file dei cortei non possono esserci che Luke, il marito di June, e la piccola Nichole, salvata da Emily nei precedenti episodi.

Cosa dire di questa eroina? Emily si trova nel limbo dei superstiti: tra la gioia di riabbracciare la vita e i suoi cari e il dolore di chi ha patito la disumanità dell’essere umano. E devo ammettere che Alexis Bledel ne ha fatta di strada da “Una mamma per amica”. Nel quarto episodio riesce davvero a trasmettere tutto quello che non si può dire sulla speranza ritrovata negli occhi di suo figlio.

Alessia Pizzi

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