“House of the Dragon”: recensione del settimo episodio

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Proviamo a immaginare le cene di Natale a Casa Targaryen. Provate più disagio o imbarazzo? O un misto delle due? Potreste rispondere pensando a come vi siete sentiti/e guardando il settimo episodio di House of the Dragon, Driftmark.

A differenza delle altre puntate, in questa abbiamo tutti i personaggi riuniti all’interno di un unico spazio. Questo offre possibilità immense a livello di scrittura. Possibilità che sono state sfruttate alla grande da Kevin Lau, sceneggiatore dell’episodio. La storia continua a svolgersi in modo molto veloce anche se questa volta non ho avuto la sensazione di straniamento provata durante la sesta puntata e ho anche apprezzato i dettagli forniti all’interno dei dialoghi che illuminano ancora una volta su quanto successo nel corso dei dieci anni passati.

Una puntata che coglie nel segno e che vede molti personaggi riuscire a raggiungere una parte dei propri obiettivi.

Daemon e Rhaenyra

Sono passate 7 puntate (più di 12 anni, se non mi sbaglio) dalla prima volta che abbiamo visto insieme Daemon e Rhaenyra. Questo incontro avviene nella sala del trono (scelta che ora non possiamo considerare affatto casuale ma che va interpretata in molteplici modi) e rappresenta anche la prima apparizione del Principe nella serie.

La chimica tra i due personaggi è stata subito evidente tanto che il web ha immediatamente iniziato a riempirsi di immagini di loro insieme e di commenti in cui si fantasticava su una loro possibile storia. Il tutto sotto gli occhi compiaciuti dei lettori e delle lettrici di Fuoco e sangue che già sapevano come sarebbe andata a finire.

Dopo che si sono cercati a lungo e dopo che entrambi hanno vissuto momenti infelici alternati ad altri di breve pace, l’unione tra i due figli del drago è finalmente compiuta. Insieme sono pronti ad affrontare tutte le sfide che si apriranno al momento della morte di Viserys (che sembra essere sempre più prossima). Sfide che ci saranno sicuramente (non serve aver letto il libro per immaginarlo) soprattutto dopo quanto abbiamo visto in questi episodi.

Prima di parlare della scena madre di Driftmark, bisogna dire che la scena del matrimonio tra questi due Targaryen è trattata visivamente molto bene. Le riprese dei particolari del corpo, la grande presenza del sangue, gli sguardi e i sorrisi tra i due restituiscono un senso di sacralità e di romanticismo. Sembrano davvero una coppia regale salda e forte.

Trovo assolutamente convincente che sia Rhaenyra tra i due a prendere in mano le redini della situazione. Assistiamo a un completo rovesciamento di quanto avevamo visto nel quarto episodio: lo zio seduttore viene ora sedotto dalla nipote. Quella che un tempo era una ragazza pronta a vivere fino in fondo le sue esperienze senza lasciarsi frenare dalla paura ora è diventata una donna adulta che vuole combattere per difendere se stessa, la sua posizione e la sua famiglia in ogni modo possibile. Nello scorso episodio abbiamo visto una Rhaenyra fragile, sola e spaventata. In questo la vediamo cercare di recuperare forza e determinazione non attraverso complotti e violenze (come fanno molte delle persone vicino ad Alicent Hightower), ma seguendo il suo cuore e le sue emozioni. Rhaenyra cerca la forza nel suo sangue, nel suo cognome. Lo zio rappresenta anche questo. È una parte di lei. Daemon si lascia guidare da Rhaenyra e anche se appare un po’ strana la sua mancanza di iniziativa o di azione, i suoi sguardi ci aiutano a capire le emozioni non verbalizzate.

Il premio di Alicent

Un altro personaggio che ottiene una grande vittoria in questo episodio è Alicent, anche se potrebbe sembrare il contrario. In effetti, in Driftmark la donna tocca davvero il fondo. È pronta a far cavare un occhio a un bambino semplicemente per non permettere che Rhaenyra resti ancora una volta impunita per la benevolenza del padre (che lei non ha mai conosciuto). Perde sempre più lucidità fin quando non è lei stessa a cercare di colpire e uccidere la vecchia amica. Nel veloce scambio di battute tra le due esce fuori tutta la frustrazione della donna (di cui avevamo anche parlato nella scorsa recensione). Frustrazione che trova consolazione nelle parole che il padre le riserva subito dopo.

Il riconoscimento da parte del genitore di quanto sia cambiata e della sua forza è sicuramente importante per lei che ha sempre agito per compiacerlo anche andando contro la sua stessa volontà. Alicent è pronta per il gioco del trono. Sebbene le sue motivazione siano piene di una rabbia e di un dolore di cui lei stessa non capisce davvero l’origine, è impaziente di ottenere il suo riscatto. In realtà, Alicent ha già perso. Quello che desidera davvero – essere padrona della propria vita e della propria felicità come Rhaenyra – non lo può più ottenere. In un mondo così, d’altra parte, sono davvero poche le donne che possono concedersi questo lusso.

Il suo personaggio, anche se popolarmente odiato, è in realtà molto tragico.

Personaggi odiosi e momenti divertenti

I bambini vittime di bullismo si trasformano spesso in carnefici spietati. Aemond Targaryen ne è un perfetto esempio. Il giovane che non aveva ricevuto alcun drago alla sua nascita reclama per sé Vhagar, una delle bestie più antiche di Westeros. Prima di Laena, infatti, era stata Visenya Targaryen a cavalcare quel drago, la regina che insieme ai fratelli Aegon e Rhaenys sottomise i Sette Regni. Una volta conquistata la fiducia di questo animale, Aemond non perde occasione di sfidare apertamente i cugini e le cugine, né di affrontare il proprio padre e re. Anche la perdita dell’occhio non lo scoraggia affatto.

I pollici in alto sono ancora una volta per Viserys e per la sua stanchezza davanti ai litigi familiari. Io non ho potuto fare a meno di sorridere quando ha chiesto ai figli e ai nipoti sanguinanti e con gli sguardi carichi di odio di fare pace e di andare d’accordo. È un re decisamente buono ma del tutto incapace di affrontare i sentimenti che lo circondano.

Ho trovato molto divertente anche il momento in cui Laenor arriva da Rhaenyra e dai “figli” e, trovandoli feriti e stravolti, chiede che cosa sia successo. Fa quasi tenerezza nel suo essere completamente incapace di agire nelle situazioni che vive.

Mentre aspettiamo con impazienza l’ottavo episodio, vi invito a unirvi a me nella lettura di Fuoco e sangue che sto portando avanti con i Postumi Letterari. Vi giuro che ne vale davvero la pena!

Federica Crisci

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Sono laureata Lettere Moderne perché amo la letteratura e la sua capacità di parlare all'essere umano. Sono una docente di scuole superiori e una SEO Copy Writer. Amo raccontare storie e per questo mi piace cimentarmi nella scrittura. Frequento corsi di teatro perché mi piace esplorare le emozioni e provare a comprendere nuovi punti di vista. Mi piace molto il cinema, le serie tv, mangiare in buona compagnia e tante altre cose. Passerei volentieri la vita viaggiando in compagnia di un terranova.

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