Addio a Ennio Morricone, l’ultima nota del Grande Cinema

Ennio_Morricone_morte

Oggi si sta in silenzio, poiché la Musica piange la morte di Ennio Morricone.

Il suo nome non ha bisogno di molte presentazioni. Chiunque, anche i meno esperti, sapevano chi fosse il Maestro. Classe 1928, riservato e umile ai limiti del silenzio, Ennio Morricone è stato, insieme a Nino Rota, tra i compositori italiani più attivi per il mondo del Cinema.

La sua carriera infatti, legata al mondo del bianco lenzuolo, inizia nel 1961, dirigendo le musiche del film di Luciano Salce Il federale, con Ugo Tognazzi. Oltre lui, seguirà anche registi come Luigi Comencini, Elio Petri, Liliana Cavani, Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini, Sergio Corbucci, i fratelli Taviani; fino a giungere a Brian de Palma, Dario Argento e Carlo Verdone.

Le grandi collaborazioni però rimangono quelle con 3 registi: Sergio Leone, Giuseppe Tornatore e Quentin Tarantino.

Sergio Leone (che fu suo compagni di classe alle elementari) lo porta del mondo di Hollywood. Saranno le sue musiche a dare sempre quel tocco di suspense, quel sospeso, quell’attesa e quell’atmosfera di caldo e silenzio alle pellicole del regista romano. Morricone dirigerà le colonne sonore di suoi film, come Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e (forse il più celebre) C’era una volta in America.

Giuseppe Tornatore, invece, affida a Ennio Morricone le colonne sonore di quasi tutti i suoi film , fatta eccezione de Il camorrista.

Sue le note che seguono le vicende della pellicola premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso. La malinconia negli occhi di Jacques Perrin nel finale, nella scena che abbraccia Amore e Cinema, viene accompagnata da un’aria leggera e dolce, capace di darci un messaggio di passato, come di risate e lacrime trascorse; ma, al tempo stesso, che ci fanno dire: “Comunque è andata bene…”

Grande collaborazione poi con Tarantino, poiché, con il suo The Hateful Eight, Ennio Morricone ha vinto l’Oscar nel 2016. Non fu però l’unico riconoscimento del Maestro.

Prima della morte, infatti, Ennio Morricone ha vinto prestigiosi premi.

Primo fra tutti, oltre all’Oscar alla Carriera, il Polar Music Prize nel 2010, che altri non è che il “premio Nobel” del mondo musicale. 3 Lauree Honoris Causa, 10 David di Donatello e altrettanti Nastri d’Argenti; 3 Golden Globe. E poi cittadinanze onorarie e premi alla cultura e alla musica in vari festival del mondo.

La sua arte, però, non si fermava al cinema. Oltre a composizioni per fiati, orchestre e voci; Ennio Morricone ha avuto anche non poche esperienze negli arrangiamenti di canzoni molto in voga negli anni ’60 e poi diventate dei “cult”. Per citarne alcune: Se telefonando cantata da Mina, Sapore di sale di Gino Paoli e Abbronzatissima di Edoardo Vianello.

Un uomo, però, molto umile e riservato, malgrado la sua notorietà mondiale. Nel suo testamento, infatti, ha richiesto funerali privati poiché…non voleva disturbare.

La morte di Ennio Morricone lascia un gran vuoto, non solo perché il mondo ha perso un grande esperto nel suo settore; ma perché sentiremo meno quella Musica coinvolgente, delicata, passionale; quell’antica illusione secondo cui, ogni tanto, le Muse veramente scelgano qualcuno che debba far loro da ambasciatore.

Francesco Fario

La playlist per ricordarlo

Immagine di Copertina: Gonzalo Tello, Commons.Wikimedia.org

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