Nuovo Cinema Paradiso, un film del passato che non è passato

“Non tornare più, non ci pensare mai a noi, non ti voltare, non scrivere. Non ti fare fottere dalla nostalgia, dimenticaci tutti. Se non resisti e torni indietro, non venirmi a trovare, non ti faccio entrare a casa mia. O’ capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del paradiso quando eri picciriddu.”

Titolo: Nuovo Cinema Paradiso
Regista: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore
Cast Principale: Salvatore Cascio, Philippe Noiret, Jacques Perrin, Agnese Nano
Nazione: Italia
Anno: 1988
Parlare di Nuovo Cinema Paradiso non è cosa semplice, ci sarebbero tante cose da dire. Di sicuro, per me, è uno di quei film che è rimasto indelebile nella mia anima, dalla prima volta che l’ho visto, moltissimi anni fa. Profondo e particolare, secondo me è il miglior film del regista siciliano Giuseppe Tornatore, per il quale vinse anche un Oscar dopo ben 15 anni che l’Italia non ne vedeva uno. Nonostante questo, all’epoca, nel 1988, il film non venne capito a pieno e non ottenne un ottimo risultato ai botteghini. Infatti, il successo arrivò solo dopo che venne distribuito in Francia al Festival di Cannes, dove vinse il Gran Premio della Giuria.
Nuovo Cinema Paradiso è una di quelle pellicole che mi lascia sempre col magone e lacrime che scendono a fiumi, grazie all’enorme contenuto emotivo che porta con sé attraverso un affresco umano e sociale della Sicilia dal dopoguerra fino agli anni ’80 (che all’epoca era il presente). La cosa più bella è che è un film che parla di cinema, un vero e proprio omaggio all’arte cinematografica da parte del regista, grazie alla storia del proiezionista del Cinema Paradiso, Alfredo, e del piccolo Salvatore, detto Totò.
Salvatore Di Vita è un vivace ragazzino che vive in un paese chiamato Giancaldo. Fa il chierichetto, anche se durante le funzioni religiose si addormenta, mentre risulta assai più interessato all’unico cinematografo esistente, quello a gestione parrocchiale: il Cinema Paradiso. Si diverte a spiare, nascosto dietro a una tenda, i film che vengono mostrati in anteprima al sacerdote. Totò è affascinato dal lavoro del proiezionista Alfredo, il censore esecutivo delle fobie morali del prete, che diventerà ben presto una figura paterna insostituibile per il ragazzo. Salvatore cresce insieme ai film proiettati al cinema, recita a memoria le battute guardando controluce singoli frame rubati di nascosto da Alfredo e impara pian piano il suo mestiere. Ma un giorno, un incendio scoppiato a causa di una piccola distrazione da parte del proiezionista gli fa perdere la vista e distrugge il cinema. Spaccafico, un paesano diventato milionario, fa ricostruire il luogo battezzandolo “Nuovo Cinema Paradiso”. Salvatore cresce e prende il posto di Alfredo. Ormai adolescente per Salvatore arriva il tempo del primo amore: Elena. I due sono innamorati ma non riescono a coronare il loro sogno per la disapprovazione da parte della famiglia di lei e per la chiamata nell’esercito a Roma.
L’attenzione e l’amore di Tornatore per quella Sicilia semplice, fatta di persone umili e lavoratrici sono palpabili, grazie alla poesia del suo linguaggio cinematografico che esalta sentimenti universali, superando dimensioni cronologiche e spaziali. Il ritorno di Totò da adulto nella vecchia terra natìa, dopo essersi affermato come regista, non può far altro che commuovere lo spettatore. Tutta la pellicola si rivela un affresco umano e sociale, in cui la sala cinematografica diventa il luogo dove gli abitanti vivono la loro socialità, insieme alle grandi pellicole dell’epoca.
Ma la caratteristica che rende il tutto ancora più meraviglioso è la colonna sonora scritta dal grande Maestro Ennio Morricone. Solo lui poteva accompagnare questa storia emozionante, grazie alla sua capacità di tradurre in emozione anche le idee più complesse parlando all’anima di chi guarda con le sue note, facendo scappare una lacrima a chiunque. Sul finale, la famosa scena dei baci rimontati da Alfredo per Salvatore non sarebbe stata la stessa senza la colonna sonora così commovente e straordinaria.
Nuovo Cinema Paradiso è un film del passato che non è mai passato, pieno di malinconia, radici e ricordi mai perduti.

3 buoni motivi per vedere il film:

– Se amate il cinema, la sua storia e le sue origini, non potete perdervi questo film, le sue numerose citazioni e il ricordo meraviglioso del cinema d’altri tempi.
– La scena finale, forse una delle più belle del cinema italiano, che rimarrà nella storia.
– Se vi piacciono le storie vere, autentiche che hanno quel particolare sapore di passato.

Quando vedere il film:

La durata del film è di due ore e mezza, per cui vi conviene avere un po’ di tempo per vederlo a pieno, senza perdervi neanche una scena e per emozionarvi al meglio. Magari un sabato o una domenica.
Ilaria Scognamiglio

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